giovedì 24 settembre 2009

L'Isola Volante - Giuseppe Pontiggia

L'isola volante - G. PontiggiaTitolo: L'Isola Volante
Autore:Giuseppe Pontiggia

Anno:1996

Editore: Arnoldo Mondadori Editore
ISBN: 88-04-40666-6

Pagine:291


Trama: Raccolta di saggi brevi articoli e recensioni, opportunamente modificate e rivedute dallo stesso autore per essere pu
bblicate. Sono 42 capitoletti, ognuno di qualche pagina, in cui l'autore commenta libri, situazioni e principalmente esprime il proprio pensiero.

Complice la natura "frammentaria" d
el libro, ci ho messo un po' a finirlo; ma di certo non a causa della lentezza della scrittura, o della noia. Sono riflessioni dirette, veloci e precise, che tracciano una sintesi ben delineata dello stile e delle tematiche più care a Pontiggia.

Ho apprezzato moltissimo i pezzi riguardanti la passione per la lettura, la bibliofilia e tutto ciò che gira attorno al "mondo-libro"; mi sono ritrovata nelle sue descrizioni dell'amore per il libro, per la lettura e la collezione di volumi, per lo stupore con cui ogni volta si entra in libreria o in biblioteca. Partendo dal secondo capitolo (Inferno e paradiso della libreria antiquaria) inizia quello che sembra quasi un climax ascendente, in cui man mano s'intensifica il sentimento di ammirazione e affetto per il mondo della carta stampata, che ha i suoi punti massimi nei capitoli Leggere (u
na piccola perla, secondo me) e Il senso della letteratura, l'ultimo.
A proposito di questo, ci tengo a sottolineare che a parer mio è stata un'ottima scelta chiudere la raccolta con questo scritto: è una conclusione che lascia qualcosa su cui riflettere, e anche un messaggio speranzoso. Inoltre, è scritto particolarmente bene.

Sempre per quanto riguarda la riflessione letteraria, mi ha colpito molto, nel capitolo Silenzio e parola all'origine del mito, la sintesi sulla tematica della fabula e del mythos; particolare ed interessante, soprattutto per me che ora come ora mi trovo a studiare a scuola questi due concetti.

Inoltre, visto che molti capitoli sono recensioni di libri, ho scoperto un paio di titoli che mi piacerebbe leggere davvero mo
ltissimo; ne deduco che Pontiggia sa fare il suo lavoro, perché se recensendo un libro mi fa venire voglia di leggerlo, beh... missione compiuta ;D
A parte gli scherzi, penso che scriva delle ottime recensioni: fanno nascere l'interesse e riescono a proporre le tematiche principali del libro in questione. Non tutte, ovviamente, nessuno è perfetto: alcune critiche, purtroppo, mi hanno lasciato l'amaro in bocca, e il libro recensito non mi sembrava fosse analizzato in maniera attenta e precisa, come invece Pontiggia ha dimostrato di saper fare.
Oltre ai libri che sono andati ad allungare la mia (già chilometrica) WishList Anobiana, mi sono letta con piacere anche la recensione/riflessione dedicata ad un punto particolare dei Promessi Sposi, cioè il confronto Autore VS Anonimo: primo, perché mi ha permesso di affrontare il libro da un punto di vista nuovo, secondo, p
erché mi ha anche aiutata in una interrogazione di italiano (Grazie!).

Altro particolare che mi è piaciuto molto, i velati, ma pur sempre presenti, consigli sulla scrittura. Semplici, validi, onesti e soprattutto utili. Penso che ne adotterò qualcuno, di sicuro.

E, ultimo ma non meno importante, nel capitolo Viaggio tra gli astronomi del Cervino mi ha fatto piacere leggere nomi come Zermatt, Gornergrat, Matterhorn... essendoci andata spesso negli anni passati, mi sembrava quasi di rivedere, davanti a me, quel magnifico paesaggio innevato.

Voto*:

8,5


*le votazioni seguono il criterio Anobiano delle 4 stellette: 1 = brutto, 2 = così così, 3 = bello, 4 = bellissimo.
Sotto, cercherò di convertire in decimali il voto, tenendo conto che, solitamente, ragiono così:
1 stella = da 0 a 5
2 stelle = da 5 a 7
3 stelle = da 7 a 8
4 stelle = da 9 a 10


Citazioni e Frasi che mi hanno colpita...

  • Però mantiene nei confronti del suo lavoro un'attesa inquieta. Si aspetta qualcosa dal cielo. L'incantesimo che dona agli artisti una vecchiaia giovane è la curiosità del futuro, la speranza di carpire nuove potenzialità alle forme.
  • Vorrei cominciare da un punto che viene definito oscuro. Uno di quei punti che la scienza del linguaggio circoscrive con la stessa ammirevole precisione con cui la geografia antica delineava le terrae incognitae. I punti oscuri mi attraggono perché possono gettare parte della loro ombra su ciò che altrimenti, per troppa luce, rischierebbe di passare inosservato. Cogliere l'evidenza è alla fine il compito più arduo.
  • Non si scrive né per sé, né per gli altri. Si scrive per quel sé che coincide con gli altri.
  • Destino amaro e deludente dei pensatori scrupolosi, che eludono le ribalderie liberatorie dei provocatori umorali e mirano a quel giudice implacabile, ma non sempre lungimirante, cui tengono maggiormente: sé stessi.
  • Forse perché idealmente una biblioteca non è una raccolta di libri, ma un uomo che li legge.
  • E anche se al presente il piombo sembra prevalere, il futuro si fonderà sulle riserve invisibili.


Alla prossima recensione!

Buone letture,

Cami



1 commento:

  1. Ciao Cami!
    Grazie del commento che hai lasciato sul mi blog! :) Sono davvero contenta che le mie recensioni ri piacciano! :)
    Io invece il tuo blog non lo conoscevo, ma vedo che è nato da poco, quindi per fortuna non mi sono persa molto, e ora ti ho salvata tra i preferiti! :)

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