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giovedì 22 maggio 2014

Maggio = Salone Internazionale del Libro, Torino (versione Bibliomania 4.0)

In Italia, Maggio è il mese dei libri – e non soltanto da quando è stato effettivamente istituito il Maggio dei Libri: Maggio è il mese del Salone Internazionale del Libro di Torino, l’evento col maggior numero di espositori e di incontri, oltre a una considerevole affluenza e a una copertura mediatica apprezzabile. Lo si ama, lo si disprezza, ma di certo non gli si può rimanere indifferenti. Personalmente, al quarto anno come visitatrice, posso dire di aver imparato ad amare ciò che c’è di bello e a evitare ciò che mi piace meno, rendendo la mia visita al Salone, di fatto, un bel momento pieno di entusiasmo e gioia. Senza contare che quest’anno ho potuto vivere un’esperienza molto particolare – ve ne parlerò più giù!

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Allo stesso tempo, però, è stato un Salone un po’ strano. Rispetto agli anni scorsi l’ho vissuto quasi più di fretta: c’erano così tante cose da fare, così tante persone da vedere, che il tempo è sembrato volare via e nella mia memoria è diventato, più che un flusso costante, un saltellare qua e là. Quest’anno, quindi, il resoconto sarà un po’ diverso dal solito, riadattato secondo l’esperienza di quest’anno (su misura, potremmo dire): signori e signore, vi presento l’elenco alfabetico omnicomprensivo del Salone 2014, edizione Bibliomania.
Amici
Quelli dell’università con cui sono arrivata, quelli che ho rivisto e abbracciato dopo tanto tempo, quelli che ho potuto finalmente incontrare dal vivo. Una montagna di persone cui avrei voluto dedicare più tempo, energie, abbracci. Saluto in particolare Marco, Sonia, Erica, Elisa, Lara, Maria, Federica, Nereia, Valentina, Elisabetta e le altre blogger che erano all’incontro. È stato un vero piacere potervi vedere, anche se per poco: prima o poi si organizzerà un caffè tranquillo e pieno di chiacchiere, promesso.
Buste distruggi-dita

Il dolce peso dei libri è sempre piacevole, ma le buste e i sacchetti forniti dalle case editrici sono spesso delle armi pronte a sfruttare la massa di carta che contengono per segare le dita e piagare i palmi con calli incurabili. Il prossimo anno mi porterò un pratico zaino.
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Case editrici (e Commesso carino)
Come sempre, c’erano tutte le più grandi, la maggior parte di quelle di media grandezza e un buon numero di piccoli editori.PicMonkey Collage Tralasciando i primi (difficilmente visito i loro stand, sono troppo affollati), ho notato una grande attenzione dei secondi nella cura dello stand, dall’arredamento alla disposizione dei libri, e per quel che ho visto anche i più piccoli, pur disponendo di spazi minimi, sono riusciti a trasmettere una buona impressione. Insomma, stand approvati!
Menzione d’onore per la bellezza dell’ambiente a ISBN, e/o, Iperborea, SUR; menzione d’onore per la gentilezza del personale a Jo March, Fazi, Voland, Hacca e Astoria.
Il commesso carino non vi dirò mai dov’era, ma ancora mi mangio le mani per non aver avuto il coraggio di chiedergli almeno come si chiamava.


Dolenti (gambe)
Dico sempre che vorrei fare tutti e cinque i giorni del Salone, ma a dire il vero non so fino a quando reggerebbero le mie gambe. La distanza tra un padiglione e l’altro sembra aumentare man mano che passano le ore e camminare diventa proporzionalmente più faticoso, pur indossando scarpe comode.
Emozione
Quando superi l’ingresso e ti ritrovi in quello che è il tuo mondo, in mezzo alle storie e a chi le ama quanto te, partecipando in modo attivo alla tua passione… L’emozione sale e fa sempre sorridere. I libri mi danno un senso d’appartenenza che non riesco mai a esprimere del tutto nel modo in cui vorrei.
File
Quest’anno ne ho fatta solo una, ma a dire il vero nel frattempo stavo pranzando, quindi più che una fila la chiamerei una pausa pranzo. Per quel che ho visto, comunque, mi sono sembrate nella norma rispetto a quella che è la media del Salone. Non mi sembra di aver notato file gargantuesche – ricordo ancora quella dell’anno scorso per Saviano – ma probabilmente è perché i personaggi più noti tendono a presenziare durante il fine settimana, e io sono andata di Venerdì.
Giovani, giovanissimi e meno giovani
Ovvero, le età dei presenti al Salone. Una media tra giovani miei coetanei, uomini e donne oscillanti tra i 30 e i 45, una marea di classi di bimbi piccolini (con maglietta/cappellino/tesserino di riconoscimento, a volte pure con la corda, tipo naufraghi nella tempesta) e una buona rappresentanza anche per l’età della ragione, nota anche come terza età. È bello che generazioni così diverse possano confrontarsi su un terreno comune.
Hashtag
v65oai7fxn47qv9nectxI social network ormai sono parte integrante di questi eventi e l’hashtag #SalTo14 era all’ordine del giorno, pronto a raccogliere i tweet di tutti i presenti e anche di chi, da casa, avrebbe voluto esserci. Personalmente non sono stata molto attiva quest’anno: ero talmente presa dal resto che mi sono proprio dimenticata di guardare il cellulare.



Istinto
Quello che ti spinge a guardare uno stand piuttosto che un altro, oppure che ti convince a dare un’occhiata ai libri portati da una casa editrice che non conosci, ma che ha un nome accattivante; una sensazione “di pancia”, come si suol dire, che ti convince della necessità di dare fiducia a qualcosa che ancora non conosci. Torino, in questo senso, è il luogo ideale: ci sono marchi, autori, libri che è improbabile trovare altrove e che potrebbero perdersi nel mare magnum editoriale. A volte si rischiano delle fregature; altre volte, però, si scopre la chicca che ripaga ogni precedente delusione. Al Salone (e anche durante le altre fiere) tendo a lasciarmi guidare più del solito dall’istinto!
Libri
Non credo proprio possa esserci un’altra parola per L in questo speciale alfabeto. Viva i libri!
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“Ooh, questo libro sembra davvero interessante!”
“Prendilo!”
“Non posso… ho speso tutto quello che mi ero portata dietro!”
“Ma sul serio?”
“Ehm… sì. Disponibilità pecuniaria pari a zero. Ah, il dolore! Il tormento! Come potrò guardare tutti questi libri e resistere?”
Tipico dialogo tra me e chiunque altro, esponenti delle case editrici compresi, dalle tre del pomeriggio in poi. Sì, ho una lieve vena drammatica e ogni tanto la sfogo parlando così… ma cercate di capirmi, ero in mezzo a un sacco di libri e mi era rimasto l’equivalente in monete di una bottiglietta d’acqua. L’anno prossimo dovrò trattenermi, o risparmiare di più nei mesi precedenti. Comunque ne è valsa la pena!
Orari
Tutto come programmato: sveglia alle 7,  arrivo al Lingotto tra le 11 e le 11.30, pranzo verso mezzogiorno, alle 13.30 momento moda quando sfrutto i servizi per cambiarmi e mettermi una camicia (capirete tutto alla prossima vocale), alle 14 l’incontro speciale (idem), alle 15.30 corsa verso lo spazio per il paese ospite (vedasi voce Vaticano) per l’incontro tra blogger organizzato da Maria, uscita dal Lingotto alle 18 circa (dal lato sbagliato – questo non era programmato), treno in partenza verso le 18.50, arrivo un paio d’ore dopo.
Ore 22: la sottoscritta è sotto le amate coperte e dorme come un ghiro.
Pausa
Momento necessario per non soccombere alla fatica (la voce Dolenti (gambe) e Buste distruggi-dita parlano da sé). Personalmente, la pausa migliore è stata quella presso lo stand del Libraccio: ho trovato uno sgabello girevole abbandonato in un angolo e me ne sono appropriata senza indugi. Mentre gli altri navigavano tra i libri, io mi godevo la visuale – i libri erano comunque lì di fianco – e riposavo i miei poveri arti.
Questo non lo conosco, questo com’è? E questo? Quello è bello, lo consiglio!”
Fraseggio tipico che intercorre tra due o più lettori; la conoscenza pregressa è gradita ma non necessaria, dato che anche gli sconosciuti si lanciano volentieri in consigli se gli viene data la possibilità di elargirli. Un altro dei motivi per cui amo il Salone.
Radio3
Senza Radio3 il Salone non è Salone! Le trasmissioni in diretta, in particolare Fahrenheit, sono sempre belle da ascoltare. Inoltre, sono un altro ottimo modo per mantenersi informati su quel che accade al Salone quando non è possibile andarci di persona.
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Sconti
Croce e delizia di tutti noi lettori, quest’anno gli sconti (presenti e assenti) hanno fatto discutere molto. Da parte mia, ho notato e apprezzato gli sconti della Fazi, che ogni giorno metteva al 50% un autore del proprio catalogo, il 3x2 di un paio di case editrici (al momento mi vengono in mente e/o e Jo March) e le iniziative particolari come lo sconto Iperborea disponibile a chi mostrava la propria tessera Ikea.
Tutti i miei acquisti (e i cataloghi, i segnalibri e le varie carinerie omaggio)
Il momento della verità. Il bottino finale di quest’anno ve lo mostro attraverso le copertine dei libri presi e una foto del consueto “ventaglio” di cataloghi, cartoline e oggetti vari.
                 Stoner - J. WilliamsLe mie condoglianze - D. M. CardosoUn certo tipo di intimità - J. AshworthEsc - AA.VV.
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Particolarmente accattivanti le cartoline Adelphi (le avrei volute tutte!) e quelle della Hacca, che oltretutto regalava anche un simpatico bracciale giallo fluo e forniva i libri acquistati in una busta protettiva, curata quanto le loro copertine (si intravede sotto il listino bordeaux dell’Adelphi – datomi da una gentilissima signorina dello stand).
Spero di potervi parlare presto e nel dettaglio anche dei libri: sono tutti e quattro titoli che non vedo l’ora di leggere! Stoner non ha bisogno di presentazioni, ESC è una raccolta di racconti promettente, Le mie condoglianze è della mia amatissima Cardoso e Un certo tipo di intimità sembra una di quelle storie che devi leggere tutto d’un fiato.
Un soffio tra le pagine
Ecco, ci siamo. Il misterioso incontro importante delle ore 14, quello per cui mi sono messa la camicia elegante. Ebbene, dovete sapere che nel mio piano di studi universitario c’è anche un Laboratorio di editoria, che io ho frequentato (con entusiasmo, ça va sans dir) e che ha portato all’effettiva stesura e pubblicazione di un libro, formato da diversi brevi saggi introduttivi su alcune opere scelte da noi studenti, legate in qualche modo al tema fornitoci: lo spirito. Ci siamo occupati di tutto, dalla copertina all’indice, con l’aiuto del nostro professore; è un lavoro di cui io sono molto fiera e sono certa sia così anche per i miei compagni di corso. Un soffio tra le pagine (questo è titolo) è il primo passo verso il nostro futuro.
Tuttavia, non ve ne parlo solo per godermi un momento di celebrazione personale, bensì perché questa nostra opera prima è stata presentata al Salone, in Sala Bianca, e tra i relatori c’ero anche io. È stato un momento pieno d’adrenalina ed emozione!
L’incontro è stato aperto dal mio professore, poi abbiamo continuato noi studenti, infine ha parlato Davide Rondoni (presente anche nell’antologia, dato che si parla del suo Hermann) che sembrava aver gradito molto il nostro lavoro.

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Insomma, è stato fantastico. Se ci penso mi viene di nuovo la tremarella per l’agitazione e un sorriso gigantesco per la felicità.
Vaticano
Non si può non fare cenno al paese ospite, che tanto ha fatto parlare di sé; tristemente, non ricordo una simile attenzione per i paesi ospitati in precedenza. Comunque, la Santa Sede ha portato nel Salone una cupola di libri e diversi manoscritti pregiati, che ho osservato con vero piacere: non si vede tutti i giorni un’illustrazione originale della Divina Commedia a opera di Botticelli! Anche i facsimili erano particolarmente belli a vedersi (d’altronde, si tratta pur sempre di copie della Bibbia Urbinate e del Canzoniere petrarchesco, per dire).
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Zzz… Buonanotte!
La mia giornata al Salone è stata stancante, bella, emozionante, piena di amici e libri. Non potevo chiedere di più. Quando la mia testa ha toccato il cuscino era piena solo di bei pensieri e di nuovi ricordi da conservare con cura.


E con questo, miei cari lettori e mie care lettrici, chiudo. Il Salone ci attende il prossimo Maggio; i miei nuovi post, esami permettendo, arriveranno molto prima.
Un abbraccio,
Cami

30 commenti:

  1. Un post meraviglioso, me lo hai fatto rivivere attraverso le tue parole :)

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    1. Grazie mille! Riuscire a rievocare l'esperienza del Salone era il mio obiettivo, quindi le tue parole mi fanno proprio piacere :)

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  2. Magnifico, sì. Lo condivido al volo.
    Per il resto, per quel che riguarda noi, ti rinnovo il mio estremo piacere nell'averti conosciuto. Un abbraccio virtuale, per adesso.

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    1. Addirittura :) Grazie, per le belle parole e per la condivisione!

      Ricambio l'abbraccio (quel "per adesso" mi piace).

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  3. Bellissimo commento, bellissima idea di usare l'alfabeto. WOW! :)
    Un giorno ci beccheremo pure noi, live. Spero l'anno prossimo. ;)

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    1. Grazie mille, sono contenta ti sia piaciuto!
      Poi il fatto che ci siamo commentati reciprocamente nello stesso momento mi fa sorridere :D

      Assolutamente sì, e spero anche io per l'anno prossimo :)

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  4. Ah, ma quindi ti piaceva la Commedia illustrata dal Botticelli? :P

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    1. Ma certo che mi piaceva :P Però l'Urbinate mi piaceva di più, pur essendo una riproduzione v.v

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  5. Nooo, mi sono persa Cami relatrice!!!! ç_ç Congratulazioni, però, sono curiosa di saperne di più di questo progetto!
    Bellissimo raccontare la tua esperienza attraverso l'alfabeto, l'ho trovato geniale... il Salone è faticoso, dispendioso, caotico, ma è sempre un'esperienza bellissima! :-)

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    1. Grazie Sabi, per le congratulazioni e per i complimenti!
      Spero di poter condividere la faticosa e bellissima esperienza anche con te, l'anno prossimo - anche perché dovremo ben vederci di persona, prima o poi, no?! ;)

      Se vuoi saperne di più sul progetto, la scheda del libro la trovi qui :)

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  6. Be', sotto la C avresti potuto mettere Case editrici e Caldo africano. Cioè, ma che caldo c'era? Impressionante.
    A parte ciò, mi ha fatto piacere conoscerti, veramente tanto. È bello poter dare una "voce" e un sorriso ai tuoi post :D

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    1. Ahaha sai che non mi è proprio venuto in mente? Sarà che io non sono molto calorosa, quindi stando in maniche di camicia ero a posto... In caso lo inserirò per solidarietà l'anno prossimo, promesso ;)

      Valo lo stesso anche per me, è stato davvero fantastico :D

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  7. Un bellissimo resoconto... brava! :)

    E brava anche per la presentazione

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    1. ... ups, m'è partito senza che avessi finito -.-' Dicevo, brava anche per la presentazione e per tutto il lavoro ce c'è stato dietro!

      Per il resto che dire? Per me il Salone è sempre un posto magnifico, nonostante tutti i suoi millemila difetti e ogni anno lo attendo con ansia. So già che patirò il caldo, che la sera avrò male ai piedi, che farò code di ore per un istante che dura dieci secondi (sì, io ero una di quelle in coda per saviano lo scorso anno :P), eppure non mi stancherei mai di andarci :)

      Cerchiamo di vederci una volta con più calma però! :)

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    2. Grazie mille Eli, gentilissima! :D

      Eheh ricordo i tuoi commenti post-coda dell'anno scorso xD Penso che le tue parole siano un riassunto perfetto dell'esperienza del Salone, comunque. Perfetto e conciso. Guardando il papiro qui sopra mi fa venire in mente che dovrei apprendere il dono della sintesi :D

      Scherzi a parte, dobbiamo assolutamente organizzare un incontro più tranquillo. Penso che davanti a un caffè, in un'atmosfera più rilassata, si potrebbero finalmente fare delle chiacchierate magnifiche :)

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  8. Cami,
    che dire, grazie per il resoconto, l' ho letto con grande piacere. Sono contento che sia stata ancora una volta, nonostante un po' di acido lattico nelle gambe e mi sa anche nelle dita delle mani con quelle simpatiche bustine, una piacevole esperienza.

    Gargantuesco, soccia che bel palorone! ;) Mi mancava! Lo userò anch'io, poi se i miei amici o i miei pazienti mi guardano strano ti chiamo e ci parli tu :P

    E complimenti per la lettera U, e complimenti per il bottino di libri :)
    Tutti parlano benissimo di Stoner, fammi sapere la tua opinione, mi raccomando!

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    1. Grazie a te per averlo letto, Vin :)

      Piace molto anche a me :D Citando un film che mi è piaciuto da morire: "Mi è sempre piaciuto l'aggettivo "gargantuesco", succede raramente di poterlo usare in una frase." ;)
      E tranquillo, ci parlo io U.U

      Grazie per i complimenti! E non appena lo leggerò ti dirò quel che penso di "Stoner" :)

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  9. Ops... ho scritto un improbabile palorone, non so in quale lingua... parolone, ovviamente ;)

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  10. Beh, mi sa che l'unico punto dolente sia stato proprio il fatto che tu non sappia il nome del commesso. ;)
    Per il resto sono contento che tu ti sia divertita.

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  11. Ciao, bellissimo racconto di quella che purtroppo è stato un salone a cui non ho avuto il piacere di presenziare.

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  12. Ciao Cami!
    Che splendida recensione! Me la sono proprio goduta! Grazie mille perché mi hai permesso di essere un po' lì anch'io, leggendola! :)

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    1. Grazie a te per le belle parole, mi fa davvero piacere che il mio resoconto ti sia piaciuto così tanto :D

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  13. Oh Cami, sono felicissima che sia andata bene, anche se non avevo dubbi! ;D
    L'anno prossimo spero proprio di riuscire a fare un salto anch'io.
    Il resoconto alfabetico, comunque, è una genialata!

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    1. Grazie Paola :D
      Lo spero anche io, così ti potrò dare un bell'abbraccio <3
      Ahah sono proprio contenta che ti sia piaciuto!

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  14. Bellissimo post, Camilla, che purtroppo mi era sfuggito! Concordo con gli altri lettori: è vero, il resoconto in ordine alfabetico è proprio forte. Mai andato, alla Fiera, ma spero di esserci il prossimo anno: mi sa che mi tocca rompere il proverbiale maialino di ceramica (o era di porcellana?). In realtà prima dovrei materialmente comprarlo, quindi non badiamoci :)

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    1. Grazie mille Mik, sono contenta ti sia piaciuto :)

      Il salvadanaio può essere metaforico, quindi non sprecherei potenziali risparmi per comprarne uno. Io, per dire, uso una busta in un cassetto :P Comunque, mi farebbe proprio piacere incrociarti al prossimo Salone!

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