lunedì 2 novembre 2009

Amleto - William Shakespeare

Titolo:Amleto (originale: Hamlet)
Autore:
William Shakespeare

Anno:1602
Editore:Arnoldo Mondadori Editore
Traduzione:Eugenio Montale

ISBN:978-88-04-31466-0

Pagine:
336

Trama:
Amleto, principe di Danimarca, deve vendicare la morte del padre assassinato dal suo stesso fratello, che ora usurpa il trono, e ha anche
preso in moglie la madre di Amleto. Tra le opere più famose del drammaturgo inglese, esplora la complessità dell'animo umano, con un personaggio ricco di sfumature e unico nel suo genere.

Come commentare quello che è uno dei massimi capolavori del teatro, e della letteratura in generale? Sia chiaro, non ho intenzione di fare un'analisi di questo gioiello letterario, perchè non ne ho le capacità: mi limiterò ad esprimere le mie riflessioni, ciò che mi è venuto in mente leggendo il dramma. Come, d'altronde, tento di fare con ogni libro che recensisco qui.
Vorrei far notare, in primo luogo, che la Mondadori utilizza la traduzione di Eugenio Montale per questa edizione. Fare il confronto con l'inglese viene naturale, ma devo dire che il poeta è stato meraviglioso nel suo lavoro di traduttore. Inoltre, anche la postfazione di Taylor Coleridge è esplicativa, non troppo complicata, è sottolinea aspetti che, ad una prima lettura, non si notano così facilmente. E' giusto dare a Cesare quel che è di Cesare, ed elogiare anche il loro lavoro :)
Ma torniamo al testo vero e proprio.
Innanzitutto, ammetto subito la mia sviscerale passione per il protagonista, Amleto. Mitico, assoluto, memorabile e ormai inciso nel nostro subconscio, con quel suo "Essere, o non essere" che l'ha reso immortale. Con la rabbia che esprime in alcuni dei suoi monologhi, tale da far accapponare la pelle, esprime quella vera vena di follia che deve fingere di fronte agli altri. Sublime.
E anche gli altri personaggi non sono da meno: la dolce Ofelia, pedina di questa storia, e che a causa di questa conoscerà la sua triste fine, provoca una tristezza acuta. Sarebbe bello immaginare un Amleto in cui lei ed il principe riescono infine a coronare il loro amore, così bruciante e, nel loro essere divisi dal destino, straziante.
Il Re, la Regina, Laerte, sono personaggi che sembrano odiosi nell'ottica del protagonista, eppure sono così umani nell'ottica dello spettatore... Assassini, codardi infami, ma pieni di dubbi, rimorsi, angosce.
Una delle parti più belle in assoluto, secondo me, è il dialogo tra i Becchini (atto V, scena I). Ironia macabra, sottile. E anche il monologo dell'atto I, scena V, compendio della rabbia, dell'amarezza, del rancore.
Oltre, ovviamente, all'altro celeberrimo monologo di Amleto, all'inizio, alla fine (conclusione magistrale che mette ordine e ripristina l'equilibrio)... insomma, non riesco a scegliere una parte migliore rispetto al resto.
Ma d'altronde qui stiamo parlando di Shakespeare: forse sono un po' di parte, ma per me lui è puro genio. Non riuscirei a fare una recensione decente nemmeno volendo, perchè posso solo leggerlo e pensare "Queste righe sono frutto di qualcuno superiore, in tutto e per tutto."

Voto:


10


Frasi e Citazioni che mi hanno colpita...

  • AMLETO Sembra, signora, anzi è: non conosco sembra. Non è solo il mio mantello tinto d'inchiostro, nè le mie abituali vesti d'un nero solenne, nè i rotti e profondi sospiri, e neppure il fiume che scorre dagli occhi e la disfatta espressione del volto, insieme con tutte le forme, i modi e gli aspetti della sofferenza; non solo tutto ciò può rappresentarmi. Coteste, sì, son cose che sembrano; perchè si possono recitare. Ma io ho qui dentro qualcosa ch'è al di là d'ogni mostra: il resto non è che l'ornamento e il vestito del dolore.
  • AMLETO [...] Le azioni dei malvagi non possono sfuggire agli occhi degli uomini. Con tutto il suo sforzo la terra non riesce a nasconderle.
  • POLONIO [...] Non dar voce ai tuoi pensieri, nè atto ad alcuna idea non ponderata. Sii affabile, volgare mai. Agganciali stretti, con anelli d'acciaio, gli amici già messi alla prova, ma non ti ammollire le palme con pulcini di nuova covata. Fa di non cercar lite! Ma se ti accada d'entrarci, vedi che il tuo avversario debba guardarsi da te. Presta l'orecchio a tutti, ma a pochi la tua voce. Senti il parere di tutti, ma pensa a modo tuo. [...] E infine sii fedele a te stesso; dal che deve seguire, come la notte al giorno, che tu non potrai esser falso con nessuno.
  • POLONIO [...] Leggi questo libro, è un atteggiamento di devozione che darà colore alla tua solitudine.
  • AMLETO Vedete allora il conto che fate di me! Vorreste suonarmi; vorreste pretendere di conoscere i miei tasti; vorreste strappare il cuore del mio mistero e sentire tutti i miei registri, dal più basso al più alto. Ce n'è della musica e buona, qui dentro, eppure voi non potete cavarla fuori. Credete, perdio, ch'io sia più facile a manovrare di un piffero? Strofinatemi pure, non ne tirerete fuori una nota.
  • RE Le mie parole volano in alto, i miei pensieri restano quaggiù. E non bastano le parole per raggiungere il cielo.

Come sempre, buoni libri a tutti :D

Cami

3 commenti:

  1. Non vedo l'ora di rileggerlo anch'io!!!

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  2. Buonissima rilettura, allora! :D

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  3. Anch'io lo trovo straordinario. Non esiste opera di Shakespeare che non mi abbia appassionata, coinvolta, dato la possibilità di esplorare un oltre che difficilmente si trova in altri autori. Anch'io considero Shakespeare puro genio e puro talento, scrive dell'amore e della vita cose talmente profonde e veritiere senza risultare ovvio e sdolcinato. Di Amleto adoro il finale: amaro come di una fiaba decisamente macabra e surreale!

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