martedì 24 agosto 2010

Eva Luna Racconta - Isabel Allende

Titolo:Eva Luna Racconta (originale:Cuentos de Eva Luna)
A
utore:Isabel Allende
Anno:1990

Editore:CDE (su licenza Giangiacomo Feltrinelli Editore)
Traduzione:Gianni Guadalupi
ISBN://

Pagine:
254

Tr
ama:Eva Luna, già protagonista nell'omonimo romanzo dell'Allende, come una novella Sheherazade racconta una sequenza di storie d'amore, avvicendamenti e delitti.

Ammetto di non aver mai letto Eva Luna, quindi i personaggi di cui sono popolati questi racconti giungono nuovi alle mie orecchie; tuttavia, ricordo perfettamente di aver letto alcuni estratti nella mia antologia scolastica delle scuole medie. Senza contare il fatto che, eccezion fatta per qualche richiamo, questo libro non necessita assolutamente della lettura dell'altro volume, da cui riprendere, appunto, solo la narratrice, qualche personaggio e, in alcuni casi, l'ambientazione.

Ciò che caratterizza principalmente questa raccolta, secondo me, è l'atmosfera dell'America latina, quel "realismo
magico" che ha fatto tanto parlar di sè. Un soffio caldo, avvolgente ma non invadente, che conduce, passo per passo, ora nella storia di una vecchia concubina imprigionata, ora di una giovane che desidera la vendetta, ora nella coppia di innamorati che giunge al tramonto. Certo, ci sono picchi di meraviglia come ci sono risultati non propriamente entusiasmanti, ma la sensazione principale è, appunto, quella di un impianto di storie legate tra loro, come in un ricamo particolarmente piacevole a vedersi, le cui tematiche sembrano richiamarsi; ad esempio, è innegabile l'amore dell'autrice per i protagonisti "emarginati" dalla società, quali animi persi, diversi, zingari, magari con un problema mentale, che lei raccoglie e innalza a protagonisti, non sempre con una fine da "e vissero tutti felici e contenti". Oppure, la strabordante sensualità dell'amore, della passione, del corteggiamento e della sconfitta: in particolare, la riscopertà del sentimento in età adulta o avanzata, oppure il primo incontro con questa potenza incredibile e, talvolta, nullificante, ovviamente non solo a livello di testa e cuore, ma anche attraverso il rapporto con il proprio corpo e quello dell'altro.
Qu
esto è sicuramente uno dei punti di forza dell'Allende, perchè anche nelle descrizioni dei rapporti fisici tra i personaggi, o nel raccontare le pulsioni di uno di loro, l'autrice non scade mai nella volgarità, lasciando che a parlare sia quello spirito latino-americano tipico, fatto di gesti, movenze e parole naturalmente sensuali e accattivanti. Tuttavia, c'è da dire che leggendo i vari racconti il lettore non può fare a meno di sentire quanto la sessualità sia importante per l'autrice cilena, vista la ricorrenza dell'argomento; la spiegazione di questa particolarità l'ho trovata leggendo Paula, libro autobiografico dell'Allende, scritto in realtà per la figlia morente. Un libro molto particolare e intriso di tristezza.
Tornando a Eva Luna Racconta, altre tematiche care a questa scrittrice sono il contrasto tra uomo forte e uomo debole (talvolta nel vero senso del termine e in altri casi, invece, solamente attraverso il confronto, compito che viene lasciato al lettore), la crescita e il passaggio da bambine ad adulte delle piccole protagoniste di qualche racconto, la spiritualità (cristiana e pagana indifferentemente) e il "ribaltamento", inteso come colp
o di scena dettato dal destino e dalle scelte, che capovolgono quella che era la trama stupendo i personaggi e il lettore.

Quest'ultimo stratagemma ci viene subito mostrato nel primo racconto, Due Parole, che si presenta come un inizio decisamente promettente di tutta la raccolta: un inno alla forza delle parole, appunto, dell'audacia e della figura della donna forte e sicura di sè. Una storia narrata con toni fiabeschi, ma non per questo addolciti, in cui ancora una volta è la passione amorosa, unita
alla sapienza più rudimentale, ad avere la meglio sulla boriosità dei generali.
Anche il secondo racconto, in un certo senso, si basa sul ribaltamento; ma, più che basarsi sui fatti, in questo caso si basa sulle diverse percezioni dei protagonisti. In Bimba Perversa, infatti, quello che cambia non è la situazione, ma il modo in cui ognuno ci si relaziona; i punti di vista della piccola Elisa e di Bernal sono resi davvero bene, tali da far venire un nodo allo stomaco quando si arriva al finale amaro.
In effetti, scorrendo i titoli dei racconti, mi rendo conto che quelli che più mi hanno colpita sono, nella maggior parte dei casi, dotati di un rovesciamento finale; ad esempio il racconto Tosca, un amore con finale a sorpresa, pieno di malinconia, con due protagonisti ben tratteggiati quali sono Ezio e Maurizia, coi loro difetti, i loro pregi, i loro desideri e le loro scelte (sbagliate, spesso).
Oppure Lettere d'amor tradito, il racconto che avevo già letto nell'Antologia scolastica, che già all'epoca mi aveva colpita e sopresa, facendomi sorridere mentre scorrevo le ultime righe mentre un vecchio amore si riunisce, infine, felicemente.
S
enza contare, poi, storie come Vita interminabile, testimonianza di quanto due persone possano legarsi strettamente l'una all'altra, tutta la vita e talvolta anche oltre, per chi ci crede; oppure la storia di Walimai, personalmente una delle mie preferite in assoluto, dove la Allende si immerge nella cultura indiana (che su di me ha sempre esercitato un certo fascino, come ho già detto qui) e attraverso una narrazione semplice ci parla, sostanzialmente, di tutto ciò che è importante: la perdita, la storia, l'amore, la saggezza. L'ho trovato sinceramente commovente.
Una via per il Nord e Di polvere siamo fatti, invece, affrontano non solo storie piene di pathos, ma anche problemi sociali. L'Allende si collega ad alcuni dei peggiori crimini che l'uomo possa compiere, o alle tragedie naturali ed insormontabili, per sondare la reazione dell'uomo e della donna di fronte ad un dolore infinito, apparentemente impossibile da sconfiggere. Un modo per riflettere (anche attraverso la tristezza, che sa essere un pungiglione abbastanza doloroso da ri
svegliare le coscienze) su argomenti che sentiamo così lontani ma di cui, se davvero ci consideriamo tutti "esseri umani", dovremmo preoccuparci ogni giorno di più.

Molti altri racconti, come La piccola Heidelberg o Una vendetta, sono piacevolissimi a leggersi, ma più semplici, meno tratteggiati; scorrono piacevolmente, ma non lasciano molto al lettore, complice in alcuni casi un'atmosfera più fiabesca.
Al
tri racconti ancora, ad esempio Nel profondo dell'oblio, sono molto belli, poetici, ma confusi; oppure hanno una buona base, ma come risultato finale producono una storia insipida e dimenticabile.
Ovviamente, essendo una raccolta, non mi aspettavo solo racconti da "massimo dei voti"; la mia impressione totale è, comunque, più che positiva. Ai sette di cui vi ho parlato più dettagliatamente, su ventitre totali, avrei assegnato senza problemi quattro stelline; e a molti altri, belli anche se non coinvolgenti come i precedenti, avrei assegnato tre stelline.
Quindi, nonostante qualche caduta, qualche pagina non proprio fantastica, l'Allende è più che promossa e ha dimostrato senza alcun dubbio di essere particolarmente portata per le storie brevi.

Voto:

7,5


Frasi e Citazioni che mi hanno colpita...
  • Si chiudeva la porta alle spalle e apriva leggermente la finestra perchè il riflesso della strada entrasse a illuminare le cerimonie che aveva inventato per impadronirsi dei frammenti dell'anima di quell'uomo, rimasti a impregnare i suoi oggetti. Nella lastra dello specchio, nera e brillante come una pozza di fanghiglia, si osservava a lungo, perchè là si era guardato lui, e le impronte delle due immagini potevano confondersi in un abbraccio.
  • Noi, i Figli della Luna, non possiamo vivere senza libertà. Quando ci rinchiudono tra le pareti o tra le sbarre ci volgiamo dentro noi stessi, diventiamo ciechi e sordi e in pochi giorni lo spirito ci si stacca dalle ossa del petto e ci abbandona. A volte diventiamo come animali miserabili, ma quasi sempre preferiamo morire.
  • Non mi sentii più triste. Imparai allora che a volte la morte è più potente dell'amore.
  • Il Capitano la sosteneva con la stessa amorosa cura con cui in gioventù afferrava il vento con le vele di qualche nave eterea, guidandola per la pista come se si cullassero nell'acqua tranquilla di una baia, mentre le diceva nel suo idioma di tormente e foreste tutto ciò che il suo cuore aveva taciuto fino a quel momento.
  • Ci sono storie di ogni genere. Alcune nascono quando vengono raccontate, la loro sostanza è il linguaggio, e prima che qualcuno le metta in parole sono appena un'emozione, un capriccio della mente, un'immagine o una intangibile reminiscenza. Altre si presentano complete, come mele, e si possono ripetere all'infinito senza rischiare di alterarne il senso. Ne esistono prese dalla realtà e lavorate dall'ispirazione, mentre altre nascono da un istante d'ispirazione e diventano realtà nell'essere narrate. E vi sono storie segrete che rimangono nascoste fra le ombre della memoria, sono come organismi viventi, ne spuntano le radici, tentacoli, si riempono di escrescenze e di parassiti e col tempo si trasformano in sostanza d'incubi. A volte per esorcizzare i dèmoni di un ricordo è necessario narrarlo come storia.
  • Per la prima volta qualcuno parlava di quel tema, fino allora la morte era una faccenda taciuta, si scommetteva sull'immortalità, ciascuno con la segreta speranza di vivere per sempre.
  • Ottenne innumerevoli premi, fu Rettore dell'Università per un decennio e Ministro della Sanità per due settimane, il tempo che gli ci volle per raccogliere le prove della corruzione amministrativa e dello spreco delle risorse e presentarle al Presidente, il quale non ebbe altra scelta che destituirlo, perchè non era il caso di scuotere le fondamenta del governo per far piacere a un idealista.
  • Al tuo fianco, io aspetto che tu abbia completato il viaggio dentro te stesso e guarito le vecchie ferite. So che quando tornerai dai tuoi incubi cammineremo ancora mano nella mano, come prima.

Alla prossima recensione!

Cami

10 commenti:

  1. Ciao, io della Allende ho letto diversi libri, e tra questi il più bello, quello scritto con più anima e trasporto, è "La casa degli spiriti", te lo consiglio. Gli altri che ho letto, al confronto, mi sembrano un po' ripetitivi e molto meno originali.

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  2. Ciao :) "La Casa degli Spiriti" è uno di quei libri che vorrei procurarmi, avendone sente sentito parlare bene; comunque mi segno il tuo consiglio riguardo al resto della produzione dell'Allende :D

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  3. Ho molti libri della Allende, ma per ora ho letto solo "Eva Luna". Mi è piaciuto davvero tantissimo e penso che il punto forte che caratterizza la scrittura di questa autrice sia proprio quell'atmosfera dell'America latina che sa darle. Se ne sente il calore attraverso le pagine. Una magia che fa sembrare reali i personaggi e te ne fa affezionare.
    "Eva Luna Racconta" l'ho recuperato tramite uno scambio aNobiiano proprio la settimana scorsa e sono molto curiosa di leggerlo! A te invece consiglio di recuperare il primo volume per conoscere meglio il personaggio di Eva Luna e capire perché racconta questo tipo di storie.

    Alla prossima e buone letture! :)

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  4. Grazie per il consiglio :) ne terrò conto se mi avvicinerò di nuovo all'Allende!

    Abbiamo avuto esattamente la stessa impressione, per quanto riguarda la presenza dell'atmosfera latino-americana!

    Buone letture anche a te :D

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  5. ps. Fammi sapere, poi, cosa te ne pare di "Eva Luna Racconta"! :D

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  6. Non ti so dire quando lo leggerò perché seguo il mio umore (:P), però contaci! ^__-

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  7. Io leggo la Allende e mi piace, entrare nelle sue storie è un pò come mangiare un piatto che sai bene cosa contiene però è sempre un pò diverso pur non cambiando gli ingredienti. A me sono piaciuti tantissimo La Casa degli Spiriti ed Eva Luna ed anche Paula, negli altri si è un pò persa...

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  8. Capisco ciò di cui parli, mi è capitato con altri autori :)
    Che dire, per ora tutti i commenti qui mi hanno consigliato gli stessi libri che hai citato tu, "La Casa degli Spiriti" e "Eva Luna"... evidentemente, valgono la pena :D Per quanto riguarda "Paula", l'ho già letto; mi è piaciuto, ma non mi ha veramente appassionata, nonostante sia la testimonianza di un'immensa sofferenza.

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  9. La tua recensione mette voglia di raggiungere la libreria più vicina. Non lo faccio solo perché a quest'ora (sono le 3.30) la troverei chiusa :). Ottima l'idea di mettere alcune citazioni (alcune proprio belle) al termine del post. Continua con questo (contagioso) entusiasmo! La lettura è davvero un viaggio dell'intelletto, come lo descrivi tu! Di sicuro tornerò da queste parti (sono un follower). Ciaoo ;)

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  10. Eheh, grazie mille! :D Alla fin fine, ho creato il blog proprio per questo ;D

    Allora spero di leggere altri tuoi commenti, in futuro :) Ciao!

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