sabato 6 agosto 2016

Eternal War. Gli eserciti dei Santi - Livio Gambarini

Titolo: Eternal War - Gli eserciti dei Santi
Autore: Livio Gambarini

Anno: 2015

Editore: Acheron Books
ISBN: 978-88-9921-624-5

Pagine: 184

Trama: Firenze, XIII secolo: Guelfi e Ghibellini combattono tra loro senza trovare pace, e lo stesso accade nelle lande dello Spirito, dove gli Ancestrarchi, guide della maggiori famiglie, stringono alleanze e si danno battaglia nel tentativo di mantenere al potere i propri protetti. Kabal, Ancestrarca dei Cavalcanti, ha un asso nella manica: Guido, erede dalle caratteristiche peculiari. Ma il mondo, in tutte le dimensioni, sta per cambiare... e la guerra incombe.

Pencil-icon.pngLibro ricevuto dalla casa editrice. Quello che segue è il mio onesto parere.

Seguo con interesse le attività di Acheron Books – piccola ed agguerrita casa editrice prevalentemente digitale - più o meno da quando hanno annunciato i primi titoli. Le copertine e le trame accattivanti mi davano l'impressione di un'ottima curatela, ed ero curiosa di capire se lo stesso si potesse dire delle storie che venivano presentate. Così, quando Samuel Marolla mi ha contattata proponendomi Eternal War - L'esercito dei Santi, azzeccando subito il titolo che più sentivo nelle mie corde, non ho proprio potuto dire di no. E per fortuna, perché avevo bisogno di una dose di avventura e Gambarini, con il suo fantasy a fondo storico, mi ha dato esattamente quello che cercavo.  


L'idea di una dimensione parallela alla nostra in cui si muovono gli Spiriti che tirano i fili delle maggiori famiglie, influenzando il corso degli eventi, mi ha subito entusiasmata, soprattutto perché già dalle prime pagine si può percepire il lavoro "sommerso" di pianificazione e ideazione della mitologia che sta alla base delle lande dello Spirito. A partire da un potere letteralmente intessuto nelle loro vesti, che aumenta o cala a seconda di quanto i membri della famiglia fanno o subiscono, gli spiriti guida puntano tutti i loro sforzi essenzialmente su una sola cosa, ovvero la prosperità per la propria famiglia: e a seconda del retaggio passato (e della sua gestione) occupano determinati gradini della scala gerarchica – una posizione non sempre semplice da mantenere. Come potete immaginare Firenze, nel periodo delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, non è esattamente un luogo facile in cui portare avanti questo obiettivo, soprattutto quando i Santi – tra le entità più potenti in questa realtà – sono sempre più difficili da convocare.  
Come lettori noi seguiamo Kabal, altrimenti noto come Kaballicantes, Ancestrarca – ovviamente – della famiglia Cavalcanti; una sorta di anti-eroe astuto e intraprendente, sarcastico e pronto a intraprendere piani ingegnosi ma non sempre molto sicuri per riuscire ad innalzare la propria famiglia e sé stesso. Non è tanto il credo politico quanto l'ambizione che l'ha portato a schierarsi da una parte del conflitto piuttosto che dall'altra, e sempre l'ambizione l'ha portato a puntare sul pupillo della famiglia, Guido, in maniera molto particolare.  


Seguire Kabal è stato divertente ed entusiasmante: ha il tipico carattere da eroe di un libro d'avventura, il mascalzone individualista e dalla battuta facile che però, in fondo, è di buon cuore. La sua voce è distinta, particolare e riconoscibile, e brilla tanto nella narrazione quanto nei dialoghi con gli altri personaggi eterei, sviluppati un filo meno ma comunque interessanti e ben tratteggiati. Stesso dicasi per gli umani: i Cavalcanti, in particolare Guido, sono i più approfonditi – com'è ovvio che sia vista la prospettiva attraverso cui seguiamo la storia, attraverso gli occhi di Kabal – ma anche gli altri esponenti principali delle famiglie simbolo di Firenze, dagli Uberti agli Alighieri, hanno i loro momenti. Ammetto che all'inizio ero inquieta riguardo a questo punto, perché Guido Cavalcanti e Dante Alighieri sono tra le figure storiche che più amo (in particolare Dante, per cui ho una vera e propria adorazione), e vederli utilizzati male mi dà sempre una stretta al cuore. Tuttavia, non è stato questo il caso. Sarà per il tono spesso scanzonato, sarà per la realtà fantasy, sarà perché l'autore ha dato un'interpretazione propria partendo dai dati biografici effettivamente a nostra disposizione... insomma, sarà per molti motivi, ma nessuno mi ha delusa, anzi. L'unica cosa di cui ho sentito la mancanza è il mio Dante adulto, l'uomo che è stato in grado di scrivere la Commedia, ma quello arriverà col tempo – e, spero, con i prossimi libri.
Certo, vorrei comunque sottolineare che non stiamo parlando di un romanzo psicologico, e l'obiettivo dell'autore è intrattenere, più che andare a scandagliare i segreti del pensiero: tuttavia, con l'importanza che giocano le anime umane in questa storia, si può notare una certa attenzione nella descrizione degli stati d'animo e dei moti contrari che a volte muovono lo spirito.


E a proposito di spirito, riallacciandomi al discorso sul worldbuilding, non posso che ammirare di nuovo la capacità dell'autore di mescolare concetti arrivati al Rinascimento dalla Roma antica, intessendoli in un arazzo fantasy che danno al mondo narrato una complessità e un senso del meraviglioso intenso, divertente e incalzante. Leggendo mi hanno colpita molte delle trovate più originali e mi ha stupita il modo in cui concetti dell'antichità – i Lari, i Mani, la Fama che viaggia veloce, giusto per dirne alcuni – sono stati rimaneggiati passando, appunto, prima attraverso la lente tardo medievale, per poi essere sviluppati nelle lande dello Spirito in maniera particolare e interessante. Senza dimenticare i riferimenti poetici, citati in esergo a ogni capitolo. Come già accennavo, dai concetti alla base della storia fino ai dettagli più minuti, tutto concorre nel dare un'idea di un mondo che esiste da ben prima di questa storia e che continuerà a esistere dopo che sarà conclusa.

Mi rendo conto di non aver parlato granché della trama, e di essere stata parca di dettagli in generale. La verità è che mi sono goduta talmente la scoperta di tutti i dettagli di questo mondo, e delle svolte della trama, che sarei veramente pessima se togliessi a voi il piacere di scoprire tutto questo leggendo. Vi chiedo di fidarvi quando vi dico che è una storia divertente, piena di sviluppi imprevisti, di Spiriti che sarà divertente collegare alle famiglie d'origine e di trovate che vi faranno chiedere (come è capitato a me appena ho finito il libro) "Ma devo aspettare molto per il seguito?". Spero proprio di no, perché io devo scoprire come l'autore riuscirà a seguire le vicende storiche, come riuscirà ad arrivare alla fine che sappiamo per Guido, e soprattutto perché ho bisogno di un'altra dose di avventura, e so che Gambarini me ne può dare una di ottima qualità.



Voto
                  8,5


Frasi e citazioni che mi hanno colpita...

  • "Kabal!" Una voce agitata lo chiamava. "Ti prego, svegliati!"
    Controvoglia e con un gran senso di oppressione in tutto il corpo, Kabal radunò attorno al proprio nome i frammenti sparpagliati della sua coscienza, incastrandoli alla bell'e meglio.

6 commenti:

  1. Questo mi ispira un sacco da un po', mi sa che appena lo trovo cartaceo me lo piglio. La questione dell'ambientazione e dei riferimenti politici mi pare ottima.
    (peraltro doveva arrivare pure a me ma le poste AH-EHM. grazie, poste italiane. grazie.)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fidati, ti piacerà. Me lo sento! Credo sia proprio il tuo tipo di libro.
      (Argh! >< Mi spiace)

      Elimina
  2. Risposte
    1. Grazie Enrico, buon inizio di settembre!

      Elimina
  3. Ohibò, io ce l'ho lì su qualche scaffale e... boh, non so quando lo leggerò, anche perché nel frattempo è uscito il seguito del suo romanzo storico, Le colpe dei padri, che mi attira di più per la speranza di ritrovare qualche vecchio personaggio. Livio è un bravo scrittore e sono contento che anche tu lo abbia conosciuto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io sono contenta di averlo conosciuto :) Penso che mi informerò anche sui suoi romanzi storici, credo siano pane per i miei denti.

      Elimina