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sabato 17 gennaio 2015

Chi Cerca… Trova! (#13)

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici!

Torna la rubrica che risponde alle vostre ricerche, da quelle più serie e a quelle meno sensate. Ammetto che mi mancava scartabellare tra le informazioni e scoprire nuove chicche, quindi bando alle ciance e cominciamo questa nuova puntata!

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1. 2 aggettivi con lepre

…io a volte mi chiedo perché. Perché. Una ricerca così può provenire da un bambino in età scolare, a voler essere d’ampie vedute, ma a un bambino verrebbe prima in mente di chiedere all’adulto più vicino; quindi si torna al punto di partenza. Cosa spinge una persona a cercare qualcosa di così ovvio?
Comunque, per amor di completezza, direi che scattante e morbida sono aggettivi validi.

2. addio alle armi heminguaj libro da sfogliare

Non so quale potrebbe essere stata la reazione di Hemingway, se ridere, limitarsi a uno sguardo fiero oppure dare un pugno al ricercatore sgrammaticato. Probabilmente sarebbe dipeso dalla quantità di alcool presente nel suo corpo.
Addio alle armi è senz’altro un libro da sfogliare, e nel mentre da leggere e assaporare.

3. biglietti d'amore da colorare di Spongebob

Questo è il motivo per cui amo i “miei” ricercatori!
L’ispirazione me l’ha data Patrick Stella e la sua tenerezza tontolona e pacioccona.

Patrick2

4. coindìcidenze armoniche o violazione

A parte il fatto che sto cominciando a farmi i viaggi inventandomi un senso per la parola “coindìcenze” (una diceria coincidente?), anche volendo razionalizzare, che diavolo stavi cercando caro ricercatore?
Che sia qualcosa legato all’ambiente musicale? Se qualcuno ha qualche idea, si faccia avanti.

5. cos'è la bibliografia del libro Mille splendidi soli

Una bibliografia è un “elenco, che si fa precedere o seguire a una monografia, a un articolo e sim., di opere relative all’argomento trattato” (fonte: Treccani).
Tuttavia, il libro Mille splendidi soli non presenta una bibliografia – almeno, non nella mia edizione – quindi credo che qualcuno qui abbia preso un granchio.

6. letture animate Il ggg

Penso di avervi già ammorbato abbastanza con la mia ammirazione per i libri di Roald Dahl, quindi eviterò di ripetermi; dirò solo che una lettura animata di un libro così bello mi sembra un’idea fantastica! Credo che una lettura dal vivo, con rumori e voci, potrebbe rendere ancora più emozionante la storia, e affascinare i più piccini.
Non ho trovato testimonianze di qualcosa del genere; ho scoperto, però, che negli anni ‘80 è stato realizzato un film d’animazione tratta da questo libro, e so che Steven Spielberg lo vuole adattare per il grande schermo (e da quel momento sono divisa tra l’esaltazione e il dubbio).
Comunque, se la versione animata vi incuriosisce potete darci un’occhiata su YouTube, dove pare sia disponibile tutto il film.

7. non è soltanto il mantello

Probabilmente non c’entra nulla, ma io ho subito pensato a questo:

Edna e Mr. Incredibile (©Pixar)–questa scena riesce sempre a farmi ridere

8. perchè leggere Il caso Jane Eyre

Perché ti piace la letteratura vittoriana; perché la protagonista è forte – ma non forte del genere “spacco c*li/batto tutti/ho una personalità sottile come una sottiletta”, forte com’è forte una persona nella vita vera; perché, andiamo, non preferiresti dei complottisti shakespeariani ai testimoni di Geova?; perché ti piacciono le avventure; perché ami le ucronie; perché c’è un DODO domestico!; perché l’ambientazione è fantastica; perché ami il buon intrattenimento; perché c’è un cattivo accattivante; e ultimo ma non ultimo, perché no?
(Si nota poco che Il caso Jane Eyre mi è piaciuto, vero?)

9. romanzi regency la protagonista intellettuale

Questa chiave di ricerca mi ha messo un poco in difficoltà, perché non ho letto abbastanza romanzi Regency per poter rispondere approfonditamente. Quindi ho chiesto a qualcuno molto più esperto di me: Erica, alias La Leggivendola! Cedo a lei la parola:

Sono onorata di rubare la parola a Camilla, che qualche giorno fa mi ha chiesto di rispondere alla chiave di ricerca “romanzi regency la protagonista intellettuale”, facendosi grasse illusioni sulla mia competenza in materia. Poiché innanzi a tanta fiducia non mi sono sentita di ammettere la mia ignoranza, mi faccio carico di ogni responsabilità per la lacunosità della risposta.
Il periodo della Reggenza va dal 1810 al 1820, e preannuncia la fine dell'Epoca Georgiana, che dura sin dal 1714. Si tratta di un periodo piuttosto breve, e la mia risposta alla chiave di ricerca sarebbe nulla, se non fosse per Jane Austen. La mia scelta ricade su Elinor Dashwood di Ragione e Sentimento e Fanny Price di Mansfield Park. Non sono le mie eroine preferite, men che meno Fanny, che ho sempre trovato mortalmente noiosa. Ma sono acute e riflessive, sagge e letterate, e sono queste le loro qualità di spicco, laddove Catherine Morland brilla per l'immaginazione e Lizzie Bennet per l'onestà.
Il termine “intellettuale” mi ostacola non poco nell'elencare altri titoli. L'epoca della Reggenza è una fonte inesauribile di ispirazione, e sarebbe facile citare decine di romanzi ambientati in quel periodo, soprattutto scritti più recentemente, da autrici quali M. C. Beaton o Georgette Heyer. Tuttavia non è affatto facile trovare una protagonista che sia specificamente “intellettuale”. Intelligente certo, astuta sicuramente. Ma intellettuale? Ben più difficile. Le scrittrici che si rifanno a questo periodo amano le protagoniste briose e un po' ribelli, che si fanno beffe delle regole sociali senza però infrangerle fino in fondo. Sarà forse una questione di ambientazione. L'epoca regency è rappresentata tutta balli da Almack's e visite da fare e ricevere, abiti e pettinature, doti e corteggiamenti. Le protagoniste variano dalle finte tonte capaci di ordire in segreto trame sottilissime, alle allegre scanzonate dal cuore d'oro. Le intellettuali non la fanno da protagoniste, nei romanzi regency, non darebbero modo di raccontare un'ambientazione così vivace. Bisognerà aspettare qualche anno e approdare all'Epoca vittoriana.

10. se vi è piaciuto tokyo station

Tokyo Station è un libro che ho letto ormai qualche tempo fa e che ho apprezzato molto: l’ambientazione giapponese e un protagonista appartenente alla zona grigia della moralità avevano reso la lettura molto interessante.
Volendo consigliare qualcosa a chi ha apprezzato questo titolo, penso di poter suggerire senza troppi dubbi l’altra serie, molto famosa, dell’autore Martin Cruz Smith: quella dedicata alle indagini di Arkady Renko. I libri in totale sono otto, per ora, di cui sette disponibili in traduzione italiana.

Gorky Park - M. Cruz SmithStella polare - M. Cruz Smith

Red Square - M. Cruz SmithHavana - M. Cruz Smith

 

 

 

 

 


Lupo mangia cane - M. Cruz SmithIl fantasma di Stalin - M. Cruz SmithLe tre stazioni - M. Cruz Smith

Altrimenti, potreste provare ad affidarvi all’algoritmo di Goodreads, ma onestamente consiglio d’andarci coi piedi di piombo, perché ogni tanto c’azzecca poco. 
Cambiando medium, da Gorky Park è stato tratto un film piuttosto noto, che credo possa piacere ai fan dell’autore.

11. ultima frase della storia infinita

“Ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta.”
(La storia infinita, Michael Ende, Corbaccio, Milano 2011, trad. Amina Pandolfi)

12. descrizione dell'aspetto fisico e del carattere di Liesel Meminger

Liesel è la protagonista de La bambina che salvava i libri/Storia di una ladra di libri (il titolo è stato cambiato con l’uscita del film); è una ragazzina di dieci-dodici anni, bionda, all’inizio del libro piuttosto denutrita e comunque di corporatura piuttosto esile. Ha un carattere particolare, segnato dalle sofferenze che ha già subito nonostante la giovane età: non è incline al sorriso, comincia a fidarsi degli altri solo dopo qualche tempo, è piuttosto riservata. Ama i libri da quando il suo padre adottivo, Hans Ubermann, le insegna a leggere. Per il resto, è una bambina qualunque, che si diverte ogni tanto a rubacchiare (per fame e un po’ per rivalsa) col suo amico Rudy.

13. Luis Sepulveda pronuncia

Il nome dell’autore cileno è facile, ma il suo cognome in effetti potrebbe far sorgere qualche dubbio. Io l’ho sempre pronunciato ponendo l’accento sulla terzultima sillaba (quindi Sepùlveda), e il mio caro Come si pronuncia mi conferma che è la pronuncia corretta.

14. I miserabili libro miglior traduzione

Pensavate che non ci sarebbe stata almeno una ricerca sul mio amato Victor, eh?
Facezie a parte, ammetto di non poter rispondere come vorrei a questa domanda, dato che la mia conoscenza delle traduzioni de I Miserabili si limita a quella, meravigliosa, della Zini; la consiglio senza riserve. Se qualcuno fosse particolarmente attaccato a un’altra traduzione, tuttavia, mi piacerebbe conoscere il suo parere e parlarne!

15. il mito " la storia di el-ahrairà da la collina dei conigli

I miti che circondano la figura di El-Ahrairà, il Principe dai Mille Nemici, sono parte fondante dell’identità lapina e fanno parte del sottotesto di tutto il libro La collina dei conigli; e Adams è stato tanto buono da condividerli con noi ne La collina dei ricordi, racconti che riguardano sia la mitologia dei conigli, sia episodi riguardanti la nostra colonia preferita.
Sarebbe difficile per me riassumere tutte le avventure che questo coraggioso principe ha vissuto; ma per darvene un’idea completa, e per apprezzare la splendida narrazione di Adams, vi consiglio di leggere almeno La storia delle tre mucche, un mito fatto e finito che meriterebbe la considerazione che hanno certe storie dell’antica Grecia. Io sono particolarmente affezionata a El-Ahrairà, che è parte della mia infanzia, anche per alcuni ricordi collegati alle sue storie; spero che altri decidano di leggere le sue storie.


E anche per oggi è tutto, amici miei. Spero di avervi fatto incuriosire o, perlomeno, divertire!

Buone letture,


Cami

lunedì 23 giugno 2014

Chi Cerca… Trova! (#12)

Buongiorno lettori e lettrici!

Torna a farvi compagnia la rubrica che risponde alle domande poste al mare magnum della rete e che, in un modo o nell’altro, giungono a Bibliomania sotto forma di chiavi di ricerca. Per quest’oggi abbiamo domande interessanti, qualche richiesta simpatica e anche una domanda che riesce a far incontrare matematica e letteratura. Spero, come sempre, di aver risposto al meglio.

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1. arcipelago chloe dove viene nominato

640px-Archipiélago_de_Chiloé-blankUn arcipelago Chloe, a quanto ne so, non esiste; tuttavia, esiste l’arcipelago Chiloé, in Cile, che prende il nome dalla sua isola principale. Pare un posto molto caratteristico – date un’occhiata a queste foto! – e le sue chiese sono state nominate Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Di queste isole parla Charles Darwin nel suo The Voyage of the Beagle, nei capitoli XIII e XIV: se vi interessa leggerlo, potete consultare una copia digitalizzata e scoprire quali furono le sue impressioni.
Non mi stupirei di scoprire che sono state citate anche da altri scrittori che si sono dedicati al Cile – come Luis Sepúlveda – ma non sono riuscita a trovarne traccia per ora e quindi non posso affermarlo con certezza.

2. diana croft moglie di uhlman

Diana Croft era una londinese che Uhlman conobbe durante il suo soggiorno a Tossa del Mar nel 1936; la raggiunse proprio a Londra, dopo svariate vicissitudini, povero in canna e senza parlare una parola d’inglese, ma questo non impedì alla coppia di sposarsi, due mesi dopo - il 4 Novembre 1936 - e questo nonostante il parere fortemente contrario dei genitori di lei. La Croft, infatti, proveniva da una famiglia di ottima estrazione sociale: il padre, Lord Henry Page Croft, Primo barone di Croft, era un politico piuttosto importante del partito conservatore e certamente un uomo che non le mandava a dire (se masticate un po’ di inglese potete leggere per credere).
La loro figlia nasce mentre Uhlman è internato sull’isola di Man, a causa della sua nazionalità straniera, durante la Seconda Guerra Mondiale. Una volta tornato, la loro unione durò, felicemente, per quasi 50 anni.

3. Marc Le Cannu

Marc Le Cannu è uno studioso francese su cui è davvero, davvero difficile trovare informazioni. Caro ricercatore, mi hai fatto faticare! È uno sforzo che ho fatto volentieri, comunque, sia perché scoprire cose nuove mi piace, sia perché Le Cannu è l’autore dell’introduzione della mia edizione de I Miserabili – e, dato che ormai mi conoscete, sapete quel che vuol dire per me.
Tutto quel che sono riuscita a scoprire è che è uno studioso di letteratura (in particolare ha scritto un libro sui romanzi erotici del ‘700 francese) e di storia dell’arte (direi soprattutto moderna, francese e italiana, e in parte contemporanea - da quel che riesco a capire dalla sua bibliografia, almeno).
So per certo che parla italiano, perché su YouTube si trova un video di un suo intervento – lui parla più o meno dal secondo minuto - presso la Fondazione Stelline (nel 1989); per il resto, ahimè, il vuoto. Prima o poi riuscirò a scoprire altro su di lui, promesso!

4. mondo d’inchiostro cornelia funke film

inkheart_xlgSì, da Cuore d’inchiostro hanno tratto un film. Purtroppo non mi ha soddisfatta granché e, per quanto mi riguarda, si salvano solo alcuni degli attori scelti: Paul Bettany come Dita di Polvere è perfetto, Helen Mirren come zia Elinor pure; Brendan Fraser interpreta il suo ruolo con la solita simpatia e Rafi Gavron è un buon Farid, così come Andy Serkis interpreta bene Capricorno (d’altronde, è un ottimo attore) pur essendo davvero diverso da come immaginavo fosse il personaggio.
In breve, mi è sembrato che la storia sia stata banalizzata. Ci sono anche un paio di cose che mi hanno infastidito, ma credo siano idiosincrasie mie e quindi non vi ammorberò qui lamentandomene (anche perché il post si allungherebbe inutilmente).
Comunque, il titolo ufficiale è Inkheart, in italiano ci hanno aggiunto un sottotitolo inutilmente lungo.
Il film non era andato molto bene al botteghino, quindi dubito metteranno in produzione il seguito, Veleno d’inchiostro.

5. leonie swann libri 2014

Che io sappia non ci sono uscite programmate per il 2014, ma potrei sbagliarmi; bisognerebbe chiedere a Bompiani, magari attraverso le loro pagine sui social (FacebookTwitter). Quelli usciti fino a ora sono già stati tradotti e si tratta di Glennkill e de Il lupo Garou.

6. chi sono gli autori di spongebob

L’autore (uno solo!) è Stephen Hillenburg, biologo e disegnatore, cui tutti noi vogliamo tanto, tanto bene.

7. traduzioni famose dr jekyll mr hyde

Ci sono stati diversi traduttori notabili per questo celeberrimo libro: i più noti sono senz’altro Oreste Del Buono, la coppia Fruttero & Lucentini e Attilio Brilli (sua è la traduzione della mia copia). Segnalo per completezza la prima traduzione, del 1928, a cura di Mario Malatesta (con un titolo diverso: L’uomo sdoppiato).
Se siete interessati a un elenco completo, vi consiglio di consultare la pagina dedicata nel Catalogo Vegetti.

8. il piano cartesiano nel : signore degli anelli

All’inizio vi ho scritto di una chiave di ricerca che univa matematica e letteratura; ovviamente, mi riferivo a questa. In tutta onestà, mi ha lasciata piuttosto perplessa. “Cosa mai starà cercando?” mi sono chiesta; non riuscivo proprio a venirne a capo. Ho deciso, quindi, di contattare qualcuno di decisamente più esperto di me in materia tolkeniana, ovvero Angie, la creatrice del blog Il portale segreto.
E la risposta che mi ha dato, dopo che le ho esposto i miei dubbi, è senz’altro la migliore che potesse fornirmi:

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Ringraziamo Alex, lo studente anglofono, per la soluzione meravigliosamente divertente e ringraziamo di nuovo Angie che è stata tanto gentile da aiutarmi. E attenti all’occhio di Sauron!

9. kùndera o kundèra?

Il fantastico sito Come si pronuncia dirime ogni dubbio e ci indirizza verso la prima possibilità (potete ascoltarlo qui). Stesso risultato (sempre meglio avere una conferma da un’ulteriore fonte) ci dà la pagina di Wikipedia, fornendo la versione in caratteri fonetici: [ˈkundɛra].

10. amleto e coleridge

… una storia d’amore.
Battutacce a parte, Coleridge in effetti ha dato una lettura complessivamente favorevole  dell’Amleto in un momento in cui la tradizione critica non l’apprezzava granché: certo, cominciava a essere rivalutato grazie alle riflessioni dei Romantici, assumendo i tratti dell’intellettuale ribelle contro un sistema politico marcio, ma sono sicuramente le riflessioni di Coleridge che l’hanno totalmente riabilitato. La sua lezione del 2 Gennaio 1812 è considerata fondamentale e spesso ristampata nelle edizioni inglesi del dramma.
Tuttavia, non dovete pensare che Amleto qui sia descritto solo in maniera positiva: il suo ritardo nell’agire viene analizzato proprio in questo periodo, sempre da Coleridge, e viene da lui riassunto nella tendenza del Nostro a pensare troppo, senza riuscire a decidersi. Viene anche discussa l’idea che Shakespeare volesse così includere una sorta di messaggio morale, uno stimolo ad agire senza crogiolarsi troppo nel pensiero, ma in tutta onestà non concordo granché con questa interpretazione.
Se volete saperne di più, comunque, si trova in commercio L’illusione drammatica . Lezioni su Shakespeare e altri testi sempre di Coleridge, a cura di Gabriele De Luca, che sembra molto promettente.

11. il perchè del titolo addio alle armi

A Farewell to Arms, titolo originale di Addio alle armi, è un verso di un sonetto di George Peele, scritto nel 1590, intitolato Polyhymnia. Hemingway aveva considerato altri titoli, tutti tratti da altre opere poetiche.
L’ho sempre trovato un titolo meraviglioso e un po’ mi ha sorpresa scoprire che, in effetti, è un prestito.

12. libri citati in la bambina che salvava i libri

Nel libro di Markus Zusak si citano molti titoli e quello che li rende piuttosto particolari è il fatto di essere, tutti, degli pseudobiblia: per stilare l’elenco mi sono affidata alla pagina creata sul blog sono solo libri (purtroppo non aggiornato da più di un anno). Tra l’altro, ho notato che tutti sono stati segnalati dall’infaticabile Phoebes, quindi colgo l’occasione per ringraziarla.

  • Colui che porta i sogni, autore sconosciuto
  • L'ultimo sconosciuto, autore sconosciuto
  • L'uomo che sovrasta, Max Vandenburg
  • La ladra di libri, Liesel Meminger
  • La scuotitrice di parole, Max Vandenburg
  • Manuale del necroforo. Guida in dodici lezioni per il perfetto necroforo. Pubblicato a cura dall’Associazione Cimiteriale Bavarese, autore sconosciuto
  • Un'alzata di spalle, autore sconosciuto

13. edizioni particolari del giovane holden salinger

Visto che il titolo nella chiave è in italiano, mi sono concentrata sulle edizioni nostrane – anche perché, a voler vedere quelle anglofone, rischieremmo di passare un mese solo su questa ricerca, vista la popolarità del libro.
Volendo evitare la prima, vera edizione – dal titolo Vita di un uomo, di pressoché nullo successo, per la traduzione di Jacopo Darca – la prima edizione einaudiana de Il giovane Holden ha la sua importanza non solo per il primato cronologico, ma anche per il contrasto nato tra l’autore (che non voleva immagini in copertina) e l’Einaudi (che invece decise altrimenti); una versione successiva presenta ancora un rettangolo azzurro, suppongo altrettanto sgradito all’autore; si passa quindi alla classica col rettangolo bianco, quindi alla copertina vuota ormai celeberrima; ma in tutte queste vesti è bene notare che il contenuto, invece, rimane inalterato. Questo non vale, al contrario, per l’edizione più recente, che abbandona la storica traduzione di Adriana Motti per affidarsi a quella di Matteo Colombo.

Il giovane Holden (2) - J.D. Salinger

Il giovane Holden (3) - J.D. Salinger

Il giovane Holden - J. D. Salinger

Il giovane Holden (4) - J.D. Salinger

14. last battle of icemark italiano

Caro ricercatore, tocchi un punto dolente. Temo proprio che dovremo abbandonare ogni speranza di vedere il terzo libro delle Cronache di Icemark in italiano; il secondo titolo da noi è uscito nel 2006, il terzo è stato pubblicato in lingua originale nel 2008 e visto che sono passati già sei anni dubito che la Fabbri riprenderà in mano questa serie. Un vero peccato, da piccola ho adorato i primi due libri della serie.

15. hai finito con i tuoi esami

AH! Ah ah! Ah. Ah.
No. Non finiranno mai. Mai.
Scusate, la sessione d’esami mi rende un po’ nervosa.


E con questo vi saluto; spero che stiate passando questo Giugno a crogiolarvi sotto il sole estivo (ogni riferimento al mio incarnato da mozzarella è puramente casuale).

Un abbraccio,

Cami

martedì 27 agosto 2013

Chi Cerca… Trova! (#11)

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici!
Torna, dopo un paio di mesi, la rubrica che risponde alle vostre domande (o che, perlomeno, ci prova): sono contenta di aver trovato di nuovo il tempo per fare le ricerche, mi mancava molto. E visto che vi ho già fatto attendere a sufficienza, non mi dilungo ulteriormente con l’introduzione e passo alle chiavi di ricerca.
1. Brian Boru nozze
La documentazione che riguarda Brian Boru, re dell’Irlanda dei primi anni Mille, attesta quattro matrimoni: sposò prima Mór, da cui ebbe tre figli, quindi Echrad, da cui ebbe un figlio, poi Gormflaith, il suo matrimonio più famoso, da cui ebbe un figlio, infine Dub Choblaig, da cui ebbe un figlio. Ebbe anche altre tre figlie femmine (forse anche di più), ma la madre/le madri non sono certe.
Il terzo matrimonio è quello più famoso perché fu molto particolare: stipulato durante delle trattative di pace, finì col divorzio e con Gormflaith intenta a organizzare un forte attacco militare contro il regno di Brian Boru. D’altronde, non era una donna qualunque: figlia, sorella e vedova di re, la politica e il potere per lei dovevano essere il pane quotidiano. Senza contare che, a quanto pare, era anche una donna molto bella.
2. D’Ambrosio Angelillo
Giuseppe D’Ambrosio Angelillo è uno studioso (ma non in senso tradizionale), uno scrittore, un editore (sua è la Piccola Casa Editrice Acquaviva, che produce volumetti dalle copertine artistiche molto belle e ben curate; tratta svariati autori, classici e moderni) e, da quel che si legge nel suo sito personale, mi sembra che sia soprattutto un essere umano con la voglia d’imparare e la tendenza a non prendersi sul serio.
Molti dei suoi libri sono disponibili per il download gratuito sul suo sito, cosa che depone senz’altro a suo favore, visto che così ci si può fare subito un’idea della sua produzione.
3. dov è ambientato L'uomo che ride
L’uomo che ride è ambientato principalmente a Londra, dove si svolge la maggior parte della storia; altro luogo importante è la costa nei pressi di Portland, dove si trova Gwynplain nel momento in cui comincia la narrazione delle sue vicende.
4. dove trovo i libri di Fitzek?
In una qualunque libreria mediamente fornita e in tutti i principali store online.
5. frasi+"mutevoli+umori"+Alcott
Mutevoli umori è una delle opere meno note di Louisa May Alcott, pubblicata per la prima volta in patria nel 1864 e in Italia nel 1995 (dai tipi della Bollati Boringhieri). Non ho trovato citazioni da fonti autorevoli e, in ogni caso, non posso sapere quali frasi cercasse l’autore di questa chiave; tuttavia, l’opera è disponibile sul sito del progetto Gutenberg, in lingua originale, e per chi sa l’inglese non dovrebbe essere difficile trovare ciò di cui ha bisogno.
6. L'albero delle donne tristi trama
Il nostro ricercatore ha perso una lettera per strada: credo proprio che si tratti de L’albergo delle donne tristi, di Marcela Serrano.
Però… che titolo poetico, quello sbagliato! Potrebbe ispirare un nuovo libro, una nuova storia. Gli errori portano spesso verso strade inaspettate, non per forza negative.
Va be’, la pianto con le riflessioni pseudo-filosofiche e rispondo alla chiave di ricerca.

“Un grande romanzo dedicato alle ombre dell'anima femminile. Una storia che si apre alla luce della confidenza, della complicità, della parola condivisa. Su un'isoletta dell'arcipelago di Chloé, nel Sud del Cile, sorge un insolito Albergo per donne in cerca di conforto. Ègestito da Elena, che ha lavorato per la Resistenza, è psichiatra e ha finalmente raggiunto una profonda tranquillità interiore. Da lei si rifugia una clientela di sole donne, talora famose, accomunate dalla tristezza, segnate dalle cicatrici del disamore. Possono soggiornare per tre mesi all'Albergo, che si staglia spettrale sullo sfondo di un promontorio affacciato sul mare, ai confini del mondo. Qui le clienti conoscono persone ugualmente vulnerabili, cui confidano i propri sogni irrealizzati, gli affetti ormai estranei, gli amori autolesionistici. Qui si intrecciano le storie comuni di tante donne. Qui sbarca anche Floreana che, complice la bellezza quasi primordiale del paesaggio, tenta di liberarsi del proprio passato, di risvegliarsi alle emozioni e alla vita, di riacquistare fiducia in sé.”
7. monologo con conclusione amletica
Questa ricerca mi ha messo in difficoltà. Amleto è uno dei personaggi più complessi di Shakespeare, che a sua volta ha uno stile molto particolare e distinto; come si fa a trovare un monologo con conclusione amletica, che non sia presente nell’Amleto stesso?
Inizialmente avevo pensato di trascrivere il monologo finale dell’Edipo di Seneca, le cui opere teatrali sono state delle sicure fonti d’ispirazione per il Bardo; dopo qualche riflessione, tuttavia, ho deciso di desistere. Edipo, nella sua tragedia totale, manca del sarcasmo rabbioso e dolente di Amleto, che ritengo sia una cifra fondamentale del personaggio.
Quindi… non so. Non so come rispondere a questa chiave. Secondo voi, esiste qualche monologo “con conclusione amletica”, che non sia nell’Amleto?
8. Malinda Lo chi è
Malinda Lo è un’autrice americana che attualmente ha all’attivo 4 romanzi di genere fantasy e sci-fi, oltre ad aver partecipato con i propri racconti a diverse antologie, concentrandosi sempre sui genere sopracitati. Le sue opere sono principalmente indirizzate agli adolescenti (i cosiddetti young-adults). E’ particolarmente attenta alle tematiche LGBT: si occupa di molte iniziative per l’accettazione delle diverse tendenze sessuali, con un occhio di riguardo per i giovane. E’ anche fondatrice di Diversity in YA, un gruppo che si occupa di portare all’attenzione del pubblico non solo le problematiche LGBT, ma in generale quelle di tutte le minoranze sotto-rappresentate nella letteratura YA americana contemporanea.
Sul suo sito, sempre molto aggiornato, troverete tutte le informazioni che cercate.
9. personaggi La bambina che salvava i libri
La protagonista de La bambina che salvava i libri è Liesel Meminger, una ragazzina tedesca data in affidamento poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Gli altri personaggi principali sono Hans e Rosa Hubermann, la coppia che la prende con sé, Rudy Steiner, un ragazzino che diventerà un suo caro amico, Max Vandenburg, un ebreo nascosto nello scantinato della sua nuova casa, e la Morte in persona, che racconta la storia dal suo personalissimo punto di vista.
Personalmente non ho apprezzato molto il libro, ma a distanza di tempo riesco a guardarlo in maniera più oggettiva e quindi (pur rimanendo della mia idea) posso capire perché a molti è piaciuto.
10. ripetere mesi dell'anno
…Eh? Sul serio, vorrei sapere cosa si voleva trovare con questa chiave di ricerca.
11. Ricordati di me Christopher Pike trama
“Quando Shari si sveglia a casa sua dopo aver partecipato a una festa di compleanno, non si rende conto di essere solo uno spirito. Nel momento in cui arriva una telefonata dall'ospedale e i suoi genitori impallidiscono, capisce che qualcosa non va. Scoprirà così di essere morta, ma mentre la polizia parla di suicidio, Shari sa che qualcuno l'ha uccisa. Decide così di trovare l'assassino.”
Una trama decisamente interessante, non trovate? Io ho sentito parlare di questo libro per la prima volta su Il tempo di leggere; poi, Pike è stato nominato anche da Federica (ovvero radiolinablu del blog La Fede librovora) tra gli autori della sua infanzia in un commento a una delle prime Top Ten. Ora non credo che lo leggerò, ma se fossi una ragazzina e sentissi parlare di questo libro, sicuramente correrei a cercarlo in libreria.
12. tesi di laurea Tocqueville
Che argomento affascinante! Tocqueville è stato un grande storico e storiografo, con una conoscenza della filosofia e della politica davvero incredibili. Ho studiato a grandi linee il suo lavoro per un approfondimento sulla Rivoluzione francese durante il corso di Storia Moderna.
Mi chiedo perché qualcuno dovrebbe cercare una tesi di laurea. Oddio, lo so perché, non crediate che sia così ingenua – ma è proprio l’idea stessa che mi disturba.
13. si trova il libro la storia infinita edizione corbaccio del 2002 con copertina drago?
Si trova, si trova! Puoi comprarlo su Mare Magnum o su Comprovendolibri, oppure puoi trovarlo in prestito in una delle biblioteche elencate in questa pagina, ovvero quella del Catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale. C’è anche una ristampa, che dovrebbe avere la stessa copertina, del 2003 (le biblioteche in cui si trova sono elencate qui).
Io ho adorato La storia infinita, sono davvero felice che qualcuno lo stia cercando! A voler essere onesti, però, preferisco la copertina della mia edizione (oppure quella della copia che presi in prestito in biblioteca).
14. Paradiso e Inferno nella biblioteca antiquaria
Inferno e Paradiso della libreria antiquaria è un capitolo, scritto sotto forma di dialogo tra un libraio antiquario e un cliente, contenuto ne L’isola volante di Giuseppe Pontiggia. Poche pagine, concentrate sull’idea di collezionismo, di mania, di culto della completezza e di speranza (talvolta vana, talvolta lecita). Si tratta di un testo dotato di un’ironia, presente alla base di un’analisi (degli altri e dell’autore stesso) tutto sommato seria, che mi ha colpita molto quando ho letto il libro, così come mi ha colpita quando ho riletto il capitolo per rispondere a questa domanda.
Mi sembra singolare il fatto, però, che la chiave di ricerca presenti una biblioteca al posto di una libreria (oltre ai due regni oltremondani citati a rovescio). Errore del ricercatore o errore mio, che magari sto prendendo Roma per toma e non sto rispondendo affatto alla chiave?
15. Notti di Giugno Victor Hugo
Nuits de Juin, di Victor Hugo, è una poesia corta e onirica dedicata alle notti del primo mese estivo. Il titolo, però, è stato cercato in italiano; ipotizzo, quindi, che si cercasse una traduzione… che, purtroppo, sembrerebbe inesistente. Evitando di pensare al fatto che di Hugo non è stata tradotta l’opera omnia (com’è possibile?!), mi si è affacciato alla mente un modo per rispondere comunque alla chiave di ricerca su questo autore da me tanto amato: provare a tradurla. Ho fatto qualche anno di francese e, pur essendo decisamente arrugginita, è una poesia che non presenta magagne grammaticali o sintattiche eccessive.
Però voi capite che cercare di trovare le parole per rendere il lessico italiano aderente a quello di Hugo mi ha dato un bel da fare, proprio perché lo ammiro così tanto.
Fine del preambolo; troverete prima il testo originale, poi quello tradotto (avrei voluto metterli affiancati, ma il corpo del post non è abbastanza ampio per farlo). Ringrazio Romina e Valentina che mi hanno consigliata e aiutata!
L'été, lorsque le jour a fui, de fleurs couverte
La plaine verse au loin un parfum enivrant;
Les yeux fermés, l'oreille aux rumeurs entrouverte,
On ne dort qu'à demi d'un sommeil transparent.
Les astres sont plus purs, l'ombre paraît meilleure;
Un vague demi-jour teint le dôme éternel;
Et l'aube douce et pâle, en attendant son heure,
Semble toute la nuit errer au bas du ciel

D’estate, non appena il giorno è fuggito, coperta di fiori
la pianura riversa in lontananza una fragranza inebriante;
gli occhi serrati, le orecchie socchiuse ai rumori,
non si dorme che metà di un sonno trasparente.
Le stelle sono più pure, il buio pare migliore;
una vaga penombra tinge la cupola eterna;
e l’alba dolce e pallida, mentre aspetta il suo momento,
sembra vagare per tutta la notte ai piedi del cielo
Ovviamente è migliorabile e soggetta a modifiche. Se c’è qualcuno di voi che parla bene francese, o meglio ancora, che lo traduce (per professione o per diletto), mi piacerebbe conoscere la sua opinione e dare a questo testo la traduzione che merita!


E con questa risposta poetica si conclude l’appuntamento mensile con Chi Cerca… Trova! Spero vi sia piaciuta!
Ora scappo a studiare.
Vostra,

Cami

sabato 27 aprile 2013

Chi Cerca… Trova! (#10)

Ciao a tutti! Eccoci di nuovo qui, pronti a rispondere a qualche domanda.

Spero che stiate passando un buon fine settimana, nonostante il tempo un po’ variabile. Io sto cercando di riprendermi da un raffreddore decisamente fuori stagione e quindi sfrutto questo “tempo extra” per portarmi avanti con lo studio, leggere un po’ e scrivere qualche post, tra i quali questo – quindi direi che è ora di smetterla di chiacchierare e lasciare spazio alle vostre curiosità.

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1. Anime grigie Philippe Claudel perche questo titolo

Il titolo, in questo caso, è stato estrapolato da questo dialogo:

"Carogne, santi, non ne ho mai visti. Niente è tutto nero o tutto bianco, è il grigio che la vince. Idem gli uomini e le loro anime... Sei un'anima grigia, graziosamente grigia, come noi tutti..." "Solo parole..." "Cosa ti hanno fatto, le parole?"

Lo ricordo bene perché l’ho messo anche tra le frasi e citazioni che mi hanno colpita, alla fine della recensione. Trovo sia un concetto veritiero e malinconico, soprattutto se ci rifletto collegandolo alla storia del libro in questione.

2. Al ks* si puo aggiungere la pittura

Ora, qualcuno può spiegarmi come si può arrivare al mio blog attraverso una ricerca sul calcestruzzo? Perché la sigla KS* indica proprio quello.
Ah, l’asterisco non è davvero un asterisco, ma in questo caso mi sono permessa di modificare un po’ la chiave per evitare che troppe persone arrivino qui convinte di trovare risposta ai loro dubbi edili.

3. Alcott fruitslands

Bene, torniamo ad argomenti più letterari. Ho accennato alle  Fruitlands nel post sulla vita di Louisa May Alcott, ma mi rendo conto di non aver approfondito affatto l’argomento; vediamo di rimediare!
L’idea si sviluppò a partire dalle teorie trascendentaliste di Amos Bronson Alcott (il padre di Louisa May), che si focalizzavano in modo particolare sul mondo spirituale, riflettendo sul concetto di Dio non secondo l’Antico e il Nuovo Testamento, quanto sulla concezione della sua effettiva trascendenza, per l’appunto, del mondo fisico. Nonostante questo, Alcott e gli altri pensatori a lui affini non eliminarono del tutto dalle proprio riflessioni l’elemento concreto, almeno per quanto riguarda gli esseri viventi: ritenevano, infatti, che il rinnovamento spirituale fosse possibile solo attraverso una contemporanea cura del corpo, attraverso il lavoro e l’astinenza.
L’unione di questi due temi portò Charles Lane, amico di Alcott, ad acquistare un terreno di 90 acri ad Harvard, nel Massachusetts (regione del New England), così da poter dare vita alla comunità perfetta che desideravano creare. Vi si trasferirono la famiglia Lane, la famiglia Alcott e altri singoli membri aggiuntisi nel tempo.
Questa utopia si basava, senza molto successo, su dei principi base che, in termini moderni, sembrano mescolare le comuni del periodo hippie e le comunità Amish: vegani ante litteram, si rifiutavano di mangiare carne e derivati di origine animale, di usare le loro pelli e anche di usarli per i lavori pesanti - compresa la coltivazione dei campi, che rappresentava a tutti gli effetti la loro unica fonte di sostentamento, dato che cercavano di evitare il più possibile il commercio (attività decisamente malvista). Avevano eliminato anche le sostanze stimolanti, come il caffè e il tè. Inoltre, non usavano il cotone, in quanto simbolo dello sfruttamento della schiavitù: per i vestiti e le scarpe usavano solo lino e canapa.
Questi pensatori, tuttavia, non avevano pensato a una cosa: il gelido inverno del New England. La scarsità di cibo si fece tale, che il progetto fu costretto a chiudere, dopo soli sette mesi di attività. Personalmente, non mi sorprende molto…
Altre informazioni le potete trovare sulla pagina inglese di Wikipedia dedicata a questa ipotetica utopia.

4. Devo fare un saggio breve su I miserabili di Victor Hugo

Ti invidio un sacco, anonimo ricercatore, ma proprio un sacco.
Studiare il capolavoro di Hugo è una gioia immensa.
Detto questo, scordati che faccia il saggio al posto tuo!

5. Janet Lambert, Penny Parrish, In America si vive così: titolo originale

Secondo le mie ricerche, Penny Parrish: in America si vive così è il titolo dato alla raccolta dei vari romanzi che la Lambert ha dedicato a Penny Parrish (sei in tutto). Non c’è un titolo originale, quindi, perché quello italiano è stato scelto dalla casa editrice (le Edizioni paoline).

6. Karènina o karenìna ?
La prima delle due; anzi, a voler essere precisi, la pronuncia perfetta sarebbe, all’incirca, Karjénina, con la j che indica una semi-vocale e l’accento acuto (non grave, come quello usato nella chiave di ricerca) sulla e. Il concetto di semi-vocale e di accento acuto non esistono nella fonetica russa, ma mi sono concessa la licenza di usarli perché la spiegazione fosse più comprensibile ai parlanti italiano.
La trascrizione fonetica secondo l’International Phonetic Alphabet, per chi è interessato all’argomento, è questa: [ˈanːə kɐˈrʲenʲɪnə].
Qui potete trovare una registrazione della pronuncia.
Io adoro parlare di queste cose, quindi grazie, anonimo dubbioso!

7. La profezia delle inseparabili secondo volume

Guardian of the gate - M. ZinkIl secondo volume, pubblicato in patria nel 2011 e inedito in Italia, si intitola Guardian of the gate.

Non faccio spoiler sulla trama del primo, perché magari c’è qualcuno che vorrebbe leggerlo (anche se personalmente non glielo consiglio…). Mi limito a dire che, in questo volume, Lia dovrà viaggiare per risolvere alcuni dei punti rimasti oscuri nel primo libro e dovrà anche fare attenzione a chi le è vicino, perché il tradimento è alle porte.
Dubito fortemente che la Salani riprenderà la pubblicazione di questa serie, quindi chiunque vorrà scoprire il destino di Lia e Alice dovrà affidarsi al libro in lingua originale.

8. Lem oblo

Questa chiave ha un piccolo inghippo: manca una lettera. Oblo è la “variante monca” di Obłok, che a sua volta è la metà del titolo di un libro di Stanislaw Lem, ovvero Obłok magellana. Il titolo indica quelle che in italiano sono note come Nubi di Magellano (e obłok vuol dire nuvola, per l’appunto), due galassie irregolari che gravitano attorno alla Via Lattea. Al momento non esiste una traduzione italiana.

9. trilogia Fitzek

Non so se Fitzek progetti effettivamente una trilogia, dato che nel suo sito non c’è scritto nulla a riguardo; l’unica cosa certa è che il suo ultimo libro, Il cacciatore di occhi (Einaudi, 2012), è sicuramente il seguito de Il gioco degli occhi (Elliot, 2011). Non mi stupirei se uscisse effettivamente un terzo volume, dato che la trilogia è un “formato” molto sfruttato in editoria.

10. Il libro più significativo sul

ARGH! La suspense! Non puoi lasciarmi appesa così, ti prego!
Le serie TV mi costringono a subire già abbastanza cliffhanger, non cominciate anche voi ricercatori…

11. L'integrità mentale non ha alcun rapporto con la statistica spiegazione

Cercherò di dirlo in soldoni, perché addentrarci nei meandri filosofici che si celano dietro questa frase pretenderebbe moltissimo tempo e un buon numero di ricerche su vari testi.
Il fatto che qualcosa sia giusto o sbagliato non è dato da quante persone reputino o meno che sia effettivamente così; dunque, parlando per estremi, se tu credi che qualcosa sia corretto, e ritieni che questo concetto sia sostenuto da prove valide, non importa quante persone diranno che è un’idea folle.
Con questo Orwell (perché questa frase è tratta da 1984) non intende dire che quello in cui uno crede è per forza di cose corretto: un pazzo può dire, per esempio, che tutti gli struzzi sono blu e potrebbe anche averne le “prove”. Piuttosto intende, secondo me, che non bisognerebbe mai assoggettarsi alla definizione di “pazzia”, né al pensiero comunemente accettato, con troppa arrendevolezza. Non è follia sostenere quella che si reputa verità – al massimo, lo è trasformare questa verità in un’ossessione. Ma questo è un altro discorso.
Spero di essere stata chiara. Ovvio, questa è la mia opinione (espressa a grandi linee, meriterebbe un approfondimento); sarei ben lieta di sapere cosa ne pensate voi.

12. Lago delle fate John Anster

Questo è il mese delle chiavi di ricerca a metà! John Anster Fitzgerald (a cui è caduto il cognome, a quanto pare) fu un pittore inglese del XIX secolo, noto in particolare per le sue opere ispirate al mondo delle fate e del Piccolo Popolo in generale.

Questo quadro si intitola The Fairy’s Lake ed è attualmente in possesso della Tate Gallery; penso proprio che sia quello di cui parla la chiave di ricerca.
Questo pittore, comunque, ha prodotto moltissime opere dedicata al mondo fatato, quindi vi consiglio di approfondire la sua conoscenza, se vi interessa questo ambito.

13. Il cimitero senza lapidi e altre storie nere indice

Introduzione – p. 7
Il cimitero senza lapidi – p. 11
Il ponte del troll – p. 53
Non chiedetelo a Jack – p. 69
Come vendere il Ponte di Ponti – p. 73
Ottobre sulla sedia – p. 95
Cavalleria – p. 117
Il prezzo – p. 137
Come parlare con le ragazze alle feste – p. 147
Avis Soleus – p. 169
Il caso dei ventiquattro merli – p. 201
Istruzioni – p. 219

14. Isabel Allende Eva Luna Feltrinelli luogo pubblicazione

Il luogo di pubblicazione è Milano – cosa che non sorprende troppo, visto che è dove si trova la sede della casa editrice.

15. L'uomo che ride saggio Stevenson

Nella recensione de L’uomo che ride scrissi che non concordavo su alcuni giudizi che Stevenson dava all’opera di Hugo; rileggendo la postfazione, mi rendo conto che probabilmente ero ancora accecata dal meraviglioso affresco di Hugo per riuscire a cogliere alcune delle giuste critiche che lo scozzese gli ha rivolto. Questo non cambia il mio giudizio su Hugo, ne sul libro in esame – dubito che qualcuno potrebbe riuscire in un’impresa del genere – ma sicuramente mi ha fatto riflettere. Pur riconoscendo alcuni dei difetti sottolineati, però, il mio amore per il caro Victor rimane immutato!
In generale, comunque, il saggio di Stevenson è elogiativo nei confronti di Hugo e della sua capacità di rinnovare il romanzo, distanziandosi da Scott e da Fielding, che Stevenson usa come punti di riferimento. Vengono analizzati in breve i suoi cinque romanzi principali (Notre-Dame de Paris, I Miserabili, L’uomo che ride, I lavoratori del mare e Novantatré) e si cerca di definire cosa renda questo autore così grande e così innovativo rispetto ai suoi contemporanei.
Uno scritto molto chiaro e preciso, che vi consiglio, se siete interessati ad Hugo.

E anche per oggi è tutto, lettori e lettrici. Spero di avervi incuriosita e di aver risposto come si deve alle domande di questo mese.


Vi auguro, come sempre, delle buone letture!

 

Cami

venerdì 29 marzo 2013

Chi Cerca… Trova! (#9)

Buongiorno a tutti e benvenuti a una nuova puntata della rubrica dedicata alle chiavi di ricerca!

Anche questo mese le richieste interessanti non sono mancate e non vedo l’ora di mostrarvi le curiosità che ho scoperto.

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1. Dux ripae significato

Letteralmente, significa “comandante della riva”; in realtà, indica una specifica carica militare dell’Impero romano nel III secolo d.C. L’ufficiale che la ricopriva era preposto alla difesa dei territori lungo la sponda del fiume Eufrate ed era di base a Dura Europos (di cui troverete informazioni più dettagliate cliccando qui).

2. L'uomo che ride incipit
“Ursus e Homo erano legati da un’amicizia stretta. Ursus era un uomo, Homo era un lupo. Le loro nature erano ben assortire. Era stato l’uomo a battezzare il lupo. Probabilmente si era anche scelto da solo il suo nome: avendo trovato Ursus adatto a sé, aveva trovato Homo adatto all’animale. Il sodalizio tra l’uomo e il lupo traeva profitto dalle fiere, dalle feste parrocchiali, dagli angoli di strada, dove i passanti si accalcano, e dal bisogno che il popolo prova ovunque di ascoltare frottole e acquistare orvietano. Il lupo, docile e cortesemente subalterno, era gradito alla folla. Vedere la sottomissione è una cosa che piace. La nostra soddisfazione supremo sta nel vedere sfilare tutte le varietà di addomesticamento. E’ questo a far sì che ci sia sempre tanta gente lungo il passaggio dei cortei reali.”
(Victor Hugo, L’uomo che ride, trad. it. Donata Feroldi, Mondadori, 2009)

3. Bibliomania nell'Ombra del vento

Per rispondere a questa domanda devo necessariamente chiedere il vostro aiuto, perché io non ho ancora letto L’ombra del vento (lo so, lo so, devo assolutamente recuperarlo). So che nel libro ha una certa importanza una biblioteca, ma non saprei proprio dire altro.
Qualcuno che ha letto il libro di Zafon saprebbe dirmi se è presente un personaggio bibliomane e, in caso, quanto effettivamente conti questa condizione ai fini della trama?

4. L orda del vento film

Quando ho letto questa chiave di ricerca pensavo ci fosse un errore: pur non avendo ancora letto il libro (che, come sapete, desidero ardentemente), la trama sembrava suggerire qualcosa di molto, molto difficile da rendere su pellicola. Eppure il ricercatore non si sbaglia! Secondo la pagina francese di Wikipedia, è stato realizzato un lungometraggio animato in CGI, diretto da Jan Kounen e prodotto dalla Forge Animation. Sarà in lingua inglese e l’uscita è prevista per quest’anno, con il titolo Windwalker . Chronicles of the 34th Horde!

5. Disegni delle sirene

Mermaids____by_Keorus

Adoro questo disegno (di keorus): mescola un tratto pulitissimo a dettagli ben curati, riuscendo a rendere anche l’acqua che le circonda con poche righe. Mi piace proprio come le ha rese, dando loro freschezza pur senza discostarsi dall’iconografia classica.

Vi consiglio di cliccarci sopra per vederlo come si deve, oppure cliccate qui e andata a vederlo direttamente sulla pagina dell’artista.



6. Questo giorno perfetto (This perfect day, 1970) di Ira Levin

Tradotto e pubblicato dalla Garzanti lo stesso anno della sua uscita negli Stati Uniti, il libro è attualmente fuori catalogo e pressoché introvabile anche sui siti dei maggiori rivenditori online. Temo proprio che il nostro ricercatore dovrà frugare tra le bancarelle e sperare in un colpo di fortuna, oppure puntare a un’edizione in lingua originale (che si trova facilmente su internet).

7. Jamila drago

Il drago in questione è quello di Amhal, protagonista maschile della trilogia Leggende del Mondo Emerso di Licia Troisi. Non viene descritta granché nei tre libri, quindi non c’è molto da dire a riguardo.

8. Miglior traduzione dottor Jekyll

Nonostante non abbia apprezzato molto le sue note, devo dire che la traduzione di Attilio Brilli è davvero piacevole. Non so, però, se sia considerata la migliore disponibile!

9. Addio alle armi finali alternativi completi

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da La Lettura (n. 36 – 22 Luglio 2012) – © articolo: Paolo Beltramin – © Arnoldo Mondadori Editore - no copyright infringment intended

Osservare il lavorio della mente di un così grande scrittore attraverso il rimaneggiamento della sua opera è sempre incredibilmente interessante – lo è ancora di più quando si tratta di un libro meraviglioso come Addio alle armi! Devo dire, però, che il mio finale preferito rimane quello definitivo.
Fatemi sapere se ci sono problemi nel visualizzare le immagini, se necessario ne metterò di qualità migliore.
In ogni caso, esiste anche questo articolo riassuntivo, sempre de La Lettura.

10. Poesie vogon 42

Perché qualcuno ha voluto affiancare il magnifico 42 (la risposta fondamentale alla domanda fondamentale, perdinci!) a una cosa terribile come le poesie vogon? Ve ne riporto una, giusto per farvi un esempio (la prendo spudoratamente da questo post commemorativo di Vincent-san – sperando che non se la prenda a male!):

Oh, acciacciato grugnosco, le tue minzioni mi appaiono
Come ciance di sebi su luride api.
Deh! Impiacciami, imploroti, sgabazzone rampante
Sciasciami, sprusciami, sprusciami coi crespi tentachili
O ti strapperò gli sputtoni coi miei scassagangli

Sì, lo so, anche a me stanno sanguinando gli occhi da quanto è brutta. Però riesce anche a farmi ridere, sempre.

11. Foscolo ortis 20 Novembre Leopardi

Passiamo a poesie decisamente più belle, ovvero quelle di Giacomo Leopardi. Secondo l’analisi di Edoardo Sanguineti, l’idea centrale della celeberrima La quiete dopo la tempesta sarebbe nata da alcune frasi del Foscolo, nella lettera del 20 Novembre delle Ultime lettere di Jacopo Ortis. Queste sono le parole che ispirarono il Leopardi:
“L’aria torna tranquilla; e la campagna, benché allagata, e coronata soltanto d’alberi già sfrondati e cospersa di piante atterrate pare più allegra che la non era prima della tempesta. Così, o Lorenzo, lo sfortunato si scuote dalle funeste sue cure al solo barlume della speranza, e inganna la sua trista ventura, con que’ piaceri a’ quali era affatto insensibile in grembo alla cieca prosperità. – Frattanto il dì m’abbandona: odo la campana della sera; eccomi dunque a dar fine una volta alla mia narrazione.”
(Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis, Einaudi, 2004)

12. immagini cavaliere d inverno

Io lo so che il ricercatore in realtà voleva cercare il cavaliere di bronzo, ma credete davvero che mi lascerei sfuggire quest’occasione di condividere il disegno di qualche cavaliere in un’ambientazione invernale?

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Questo disegno di Kvlticon è pieno di elementi particolarissimi che potrebbero ispirare qualunque scrittore, secondo me!

13. Qual è il capitolo più bello del lo strano caso del dr. Jekyll e Mr. Hyde

Il mio preferito è L’ultima notte, è pieno di tensione e dà inizio alla scoperta della verità sulla doppia identità di Jekyll.

14. Creazione del mondo secondo scienza

Ehm… prova a cercare Big Bang su Google, che ne dici?


Per questo mese le domande finiscono qui: spero di avervi incuriosito e di avervi fatto scoprire qualche cosa nuova, o almeno di avervi fatto sorridere.

Auguri di buona Pasqua (o, se non la festeggiate, buon fine settimana)!


Vostra,


Cami

domenica 17 febbraio 2013

Chi Cerca… Trova! (#8)

Buongiorno a tutti!
Dopo un periodo di pausa torna la rubrica che risponde alle vostre domande. Gennaio non ha portato chiavi di ricerca troppo assurde, ma non ci ha certamente lasciati a bocca asciutta: questo mese parleremo di molte cose interessanti!

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1. Dove e ambientato La lista dei desideri Eoin Colfer
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La Lista dei Desideri è ambientato principalmente nella meravigliosa Irlanda, di cui vedremo, seguendo le avventure di Meg e Lowrie, sia panorami più cittadini, sia paesaggi più selvaggi.
Inoltre, ci sono diverse scene ambientate in un Aldilà che non è proprio quello a cui siamo abituati a pensare…
Ho adorato questo libro: per rispondere a questa domanda ho ricominciato a sfogliarlo e, se non mi fossi costretta a rimetterlo a posto, probabilmente avrei finito per rileggerlo!

2. G Montesano premio Strega
Giuseppe Montesano, classe 1959, non ha mai vinto il premio Strega; tuttavia, è stato finalista nell’edizione del 1999, arrivando secondo (75 voti) con il romanzo Nel corpo di Napoli. Gli altri candidati erano Corrado Calabrò (Ricorda di dimenticarla), il collettivo Luther Blissett (Q), Nicola Lecca (Concerti senza orchestra), Roberto Pazzi (La città volante) e Dacia Maraini, che con Buio si aggiudicò il premio di quell’anno.

3. Giuseppe Pontiggia mythos
Ne L’Isola Volante Pontiggia affronta, tra i tanti argomenti, anche quello dell’origine della parola mythos. Un’etimologia per certi versi ancora incerta, che lo studioso tenta di chiarire confrontando questa parola con i termini convergenti in greco e in latino: così nasce la concezione di mythos come di “pensiero che si esprime, linguaggio operante”, per usare le parole dello stesso Pontiggia, con il quale è possibile esprimere l’immediata percezione di qualcosa di interiore (il pensiero, il “divino”), “in un atto che era insieme linguistico e religioso”.
Si ipotizza, quindi, l’identità tra linguaggio e pensiero, tra linguaggio ed esistenza: ipotesi suffragate dall’origine della parola, nata probabilmente dall’aggiunta del suffisso –thos alla onomatopea my, che indica il suono più piccolo prodotto da un essere vivente e da cui deriva anche la parola latina mutus (“[…] i muti non dicono di più che mu” riporta Pontiggia, citando Varrone e il suo De Lingua Latina).
E’ un tema veramente interessante e rileggere questo capitolo ora, dopo aver studiato più approfonditamente queste tematiche, mi ha regalato tutta un’altra prospettiva. Grazie, ricercatore anonimo!

4. L'uomo che ride Hugo e Pirandello
Un collegamento che difficilmente avrei fatto e che invece si è rivelato più sensato di quanto pensassi. Purtroppo non ho trovato molti articoli – ma come punto di partenza non c’è male e credo che approfondirò la questione.
Ad ogni modo, questi due grandissimi autori sono collegati (tra loro e a L’Uomo che Ride) nell’analisi della combinazione tra grottesco e sublime e nel tentativo di arrivare all’abolizione dei generi: Pirandello provando dare forma alla sua poetica dell’umorismo, Hugo cercando di superare la pretesa di realismo che si era sviluppata dal ‘700 in poi. I due, però, puntano a risultati diversi: Hugo a una nuova “unità”, Pirandello, invece, a una sorta di “disgregazione”. Una differenza che non sorprende, se si considerano i periodi storici in cui sono vissuti questi due autori.
Vorrei continuare a parlarne, ma non vorrei appesantire troppo il post; vi rimando, quindi, a questa trattazione più approfondita: «L’umorismo» – l’anti-retorica e l’anti-sintesi di un secondo realismo.

5. La grande festa di Victor il solitario trama
La grande festa di Victor il solitario - H. Townson“Se suo padre non si fosse messo in testa l'idea che "deve imparare a vivere",adesso Victor non si troverebbe dentro fino al collo in quel pasticcio della festa. Gli invitati dovrebbero essere venti, secondo le disposizioni del papà,ma Victor, il più introverso e solitario dei bambini, è convinto di non riuscire a racimolarne nemmeno la metà. Poi, per quei colpi di fortuna che ogni tanto arrivano imprevisti incontra la direttrice della "Casa del fanciullo" e gli viene l'idea di invitare gli ospiti dell'istituto...”
Da piccola i libri del Battello a Vapore mi piacevano da impazzire – e anche oggi trovo che sia una tra le più belle collane per l’infanzia. Sono certa che mi sarei ritrovata moltissimo in Victor!

6. Penny Parrish è stato fatto un film?
I libri della serie di Penny Parrish, scritti da Janet Lambert negli anni ‘50, erano molto amati dalle ragazze e dalle giovani donne degli Stati Uniti. Raccontano la vita della famiglia Parrish, concentrandosi sulle figure femminili, sulle loro vite e le loro scelte – dando particolare rilievo anche alla loro condizione di “Army Wives/Daughters”, ovvero mogli/figlie di uomini dell’esercito, pur mantenendosi su toni molto solari e spensierati.
Sono stati pubblicati anche in Italia, da diverse case editrici.
I libri sono moltissimi, ma di film neanche l’ombra, mi spiace!

7. Narratore e focalizzazione Gertrude Hermann
Amico ricercatore, ti sei perso un pezzo! Perché privare Hermann del suo magnifico cognome? E dire che io trovo che suoni così bene. Non pare anche a voi che Hermann Hesse abbia una certa musicalità, come nome?
Tornando ad argomenti più seri, vediamo un po’ cosa si può dire su Gertrude, romanzo giovanile del caro Hesse. Il narratore è Kuhn, compositore, zoppo sin dall’adolescenza: il libro tratta delle sue memorie e del suo rapporto con la Gertrude del titolo e con l’amico Heinrich. Con “focalizzazione” non so bene cosa intenda il ricercatore: se si tratta dei temi che affronta l’autore nel libro, si tratta principalmente dell’opposizione tra apollineo e dionisiaco e della ricerca della pace spirituale, anche attraverso l’arte.

8. Tre libri di recente pubblicazione
Ormai sapete tutti che quest’anno ho deciso di non comprare libri nuovi – ma questo non vuol dire che non mi diverta comunque a informarmi sulle nuove uscite! Ecco quelle che mi hanno colpita l’ultima volta che ho curiosato tra gli scaffali/tra le pagine dei blog e dei siti che seguo:
Layout 1Man in the empty suit - S. FerrellIl posto dei miracoli - G. McCleen

9. Perchè Hemingway ama la guerra
Hemingway non ama la guerra.

10. L’uomo che ride prima traduzione
La prima traduzione di questo meraviglioso romanzo fu redatto l’anno stesso dell’edizione francese, in ben due lingue: italiano e tedesco. Non me ne stupisco, data la popolarità che Hugo già aveva. Le prime traduzioni, quindi, sono entrambe del 1869 e sono a carico di Sonzogno (con sede a Milano) e di Dunder (con sede a Berlino). Purtroppo non sono riuscita a rintracciare il nome dei traduttori, cui spesso non veniva dato il risalto che meritano – cosa che accade ancora oggi, purtroppo.

11. L'elogio del libro nel libro i Ende, La storia infinita
E’ un elogio sincero e appassionato, in cui ogni lettore si potrà ritrovare. Già il fatto di aver ambientato gran parte della propria avventura in un libro che esiste dentro l’opera da lui scritta mi sembra un’evidente dichiarazione d’amore, non trovate?
Ende riesce, senza mai dimenticare la storia che sta raccontando, a elogiare il libro sia come strumento d’evasione, sia come strumento di ricerca e di comprensione di sé stessi. Non è affatto semplice; anche per questo ho amato così tanto La storia infinita!

12. I ragazzi del Coram trama
I ragazzi del Coram - J. Gavin
Quando lessi per la prima volta questo libro, non mi convinse del tutto. Ora, a distanza di anni, penso di averlo letto quando ero ancora troppo piccola per apprezzarlo come si deve: credo che rileggendolo ora mi piacerebbe di più.
E’ difficile riassumere questo libro senza raccontare troppo della sua storia: la trama si sviluppa seguendo più intrecci e stendendosi per un arco temporale piuttosto lungo. Protagonisti sono prima Melissa e Alexander, giovani di belle speranze, colpiti dal destino avverso, poi Toby e Aaron, orfani dell’istituto Coram. Tutti sono alla ricerca della verità, del riscatto, dell’amore perso o mai avuto: a fare da sfondo, la Londra del XVIII secolo, incantata dal Messiah di Händel.

13. Roald Dahl copertine
Ormai sapete che Dahl è nel mio pantheon degli scrittori, avendomi iniziata alla lettura; e tutti i libri di Dahl sono indissolubilmente legati a colui che è riuscito a dargli le copertine perfette e i disegni più adatti, ovvero Quentin Blake. Il sodalizio tra i due si è rivelato talmente perfetto che dubito ci sia un paese al mondo in cui i libri di Dahl non abbiano le copertine di Blake.
Una bella galleria di queste illustrazioni si trova sul sito ufficiale di Quentin Blake (pieno di chicche, vi consiglio di esplorare le varie pagine!).
Quelle che condivido qui con voi sono tra le mie preferite:
Fantastic Mr FoxThe Roald Dahl TreasuryThe Giraffe and the Pelly and Me

14. Paolo Baumer
Dopo una nota di gioia e innocenza, una chiave di ricerca che condensa la perdita di entrambe. Paul Bäumer è il protagonista di Niente di nuovo sul fronte occidentale; è un ragazzo di vent’anni, della mia età, che affronta la guerra di trincea.
Sto leggendo proprio ora questo libro e vi assicuro che solamente leggere il suo nome, qui, mi procura un groppo in gola.

15. Sepulveda e il concetto di patria
Domanda molto interessante. Personalmente, credo che questo autore senta molto il concetto di patria: è stato in prigione cercando di creare un futuro migliore per il suo paese, il Cile, è stato torturato, è stato esiliato e si è dovuto rifugiare in paesi lontani dalla sua casa – sempre per combattere per i propri principi e per dare libertà e stabilità alla propria terra. Non so quale sia il suo esatto concetto di patria: sento di poter dire, però, che non è cieco nazionalismo, non è oppressione delle libertà umane e individuali, non è per la guerra, le ingiustizie e i dittatori.

Con quest’ultima risposta vi saluto, cari amici lettori! Spero di avervi mostrato ricerche interessanti e risposte pertinenti. Tutte queste domande stimolano il mio desiderio di apprendere.
Vi auguro di passare una buona Domenica, in compagnia di tante ottime letture!
Vostra,
Cami