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martedì 26 marzo 2013

Top Ten Letterarie (#5)

Buonasera a tutti, cari lettori!
Spero che abbiate passato bene questo Marzo, nonostante il meteo impazzito. Io ho cercato di sfruttare al meglio le giornate di sole, facendo delle belle passeggiate per le vie della città, e mi sono dedicata alla lettura durante i pomeriggi uggiosi: direi proprio che non mi posso lamentare.
Oltretutto la mia decisione di non prendere libri nuovi sta finalmente portando i suoi frutti: ho spolverato titoli che mi aspettavano da fin troppo tempo e da cui, spesso, sono rimasta piacevolmente stupita – ma di questi vi parlerò un’altra volta. Piuttosto, con la Top Ten di oggi vorrei mostrarvi una particolare categoria di “libri in attesa”, ovvero i seguiti delle varie serie che seguo: ho messo in pausa fin troppe saghe negli ultimi tempi e sento che è il momento giusto per riprenderne qualcuna - ho proprio bisogno di tornare a immergermi in alcuni dei mondi che ho amato di più!
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1. La vita, l’universo e tutto quanto di Douglas N. Adams
La vita, l'universo e tutto quanto - D. Adams


Terzo libro della serie Guida Galattica per gli Autostoppisti, che adoro – l’umorismo di DNA è incredibile, riesce a essere intelligente pur facendoti cappottare dalle risate. Perché sto aspettando? Perché mio fratello mi ha rivelato per sbaglio la Domanda Fondamentale… so che ci sono altri motivi per leggere il libro, ma avrei voluto scoprire da me quale soluzione geniale avrebbe ideato l’autore. Ad ogni modo, credo che sarà tra le prossime letture: ho bisogno di ridere un po’!






2. La trappola del tempo di Eoin Colfer
La trappola del tempo (Artemis Fowl) - E. Colfer

Sesto libro della serie di Artemis Fowl, che tanto ha allietato la mia infanzia e parte della mia adolescenza. Come sapete, Colfer è sempre stato un autore speciale per me; tra l’altro, la serie su Artemis era riuscita a rimanere interessante anche col passare degli anni. Tuttavia, il libro precedente a questo (La colonia perduta) mi aveva delusa un po’ e credo sia per questo che ho lasciato La trappola del tempo ad aspettare. Spero che sia una lettura migliore e che cominci a gettare le basi per la fine della serie (fissata per l’ottavo libro).






3. Last Battle of the Icemark di Stuart Hill
Last battle of the Icemark - S. Hill



Terzo e ultimo libro delle Cronache di Icemark, di cui in Italia sono stati pubblicati solo i primi due volumi – “dimenticandosi” di tradurre il terzo. Da piccola ho aspettato per anni, invano, di trovare un nuovo libro di Hill in libreria: il finale del secondo era troppo aperto per poter essere definitivo. Quando ho cominciato a frequentare siti come Anobii e Goodreads e ho scoperto che questo libro effettivamente esisteva, ho cominciato a saltellare dalla gioia. Prima o poi sarà mio!





4.
I sognatori e il regno delle tenebre di Catherine Webb
I sognatori e il regno delle tenebre - K. Webb


Seguito de Il mago dei sogni, libro pressoché sconosciuto ma che per me è stato importantissimo. L’ho adorato e riletto più volte, appassionandomi alle avventure di Laenan e alla sua voce narrante: immaginate la mia gioia quando ho scoperto, anni dopo, che esisteva un seguito! Per di più, tradotto in italiano! Sono andata in brodo di giuggiole – ora mi attende, sul comodino, perché ho un po’ paura che l’amore per il primo libro possa influenzare troppo la lettura; ma è un timore che affronterò presto.





5. The Sea of Monsters di Rick Riordan
The sea of monsters - R. Riordan



Secondo libro della prima pentalogia dedicata a Percy Jackson (è in corso di pubblicazione, infatti, una seconda pentalogia a lui dedicata), ho intenzione di leggerlo in lingua originale, come ho fatto col primo. E’ un inglese piuttosto semplice, ottimo per tenermi in allenamento; oltretutto, la storia in sé è molto carina e la mitologia, come sapete, è un argomento che richiama sempre la mia attenzione. Sono curiosa di scoprire quali nuove avventure attendono il nostro giovane eroe!





6. Sole bianco di Harry Sidebottom
Sole bianco (Il guerriero di Roma) - H. Sidebottom



Terzo volume della serie Il guerriero di Roma, fa parte anche lui della schiera di libri che attendono sul mio comodino. I primi due libri, Fuoco a Oriente e Il re dei re, mi erano piaciuti, rivelandosi letture piene d’azione e storicamente corrette (o almeno, così mi è sembrato, basandomi sulle mie conoscenze). Oltretutto, il secondo volume ha un finale che pone il protagonista e i suoi amici in una situazione piuttosto critica, quindi sarebbe anche ora di scoprire che ne sarà di loro!





7. Nemico Invisibile di Rita Carla Francesca Monticelli
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Terza parte della quadrilogia Deserto Rosso (di cui, come avrete intuito dai punti di domanda, non esiste ancora una copertina), attendo la sua pubblicazione con grandi aspettative! Della prima parte vi ho già parlato ampiamente; presto vi parlerò anche della seconda. Vi anticipo solo che mi è piaciuta molto: niente è quello che sembra e diversi personaggi hanno ancora molte cose da raccontare. Senza contare che le anticipazioni sulla pagina FB dell’autrice continuano a far crescere la mia curiosità…





8. La regina dei castelli di carta di Stieg Larsson
La regina dei castelli di carta - S. Larsson




Terzo e ultimo libro della serie Millennium che in realtà, secondo le intenzione dell’autore, si sarebbe dovuta articolare nell’arco di ben dieci volumi. Purtroppo, non sapremo mai come Larsson avrebbe voluto sviluppare la storia. Ad ogni modo, io sono piuttosto curiosa di scoprire i segreti del passato di Lisbeth Salander, di cui l’autore ha lasciato tracce e indizi nei libri precedenti (soprattutto il secondo), così come voglio vedere cosa farà Mikael Blomkvist con queste nuove rivelazioni.





9. Huntress di Malinda Lo
Huntress (Ash) - M. Lo



A voler essere onesti, questo non è un seguito: si tratta, infatti, di un prequel – in questo caso di Ash, che avevo gradito molto. Non so se la Elliot sia interessata a pubblicarlo: non si trovano notizie a riguardo sul loro sito e sul sito dell’autrice non è segnalata alcuna traduzione in fieri. A questo punto, penso che molto probabilmente mi procurerò questo libro in lingua originale, perché  mi era piaciuto lo stile della Lo e il modo in cui aveva delineato i personaggi e i luoghi, fiabeschi ma non stucchevoli.





10. Persi in un buon libro di Jasper Fforde
Persi in un buon libro (Thursday Next) - J. Fforde



Secondo libro di una serie che per ora conta otto episodi, incentrata sulla vita di Thursday Next, detective letteraria: il primo libro mi ha incantata con la trama avvincente e un mondo fantastico-ucronico capace di conquistare qualunque amante della lettura, quindi è inutile dire quanto spero che anche il secondo volume riesca a fare lo stesso! Leggendo la trama pare proprio che la nostra Thursday dovrà vedersela con diversi nemici e affrontare nuovi mondi letterari: ho il presentimento che le mie aspettative non saranno deluse.





Anche per oggi è tutto: spero che la mia Top Ten vi sia piaciuta. Sarei curiosa di sapere se anche voi avete qualche seguito che vi aspetta da tempo o se ne attendete la pubblicazione/traduzione!

Un abbraccio e, come sempre, buone letture.

Cami

mercoledì 23 febbraio 2011

Ash–Malinda Lo


Titolo:Ash
Autore:Malinda Lo

Anno:2009
 

Editore:Elliot Edizioni
Traduzione:Giorgio Rinaldi & Veronica La Peccerella

ISBN:
978-88-6192-1092

Pagine:225

Trama:l’inizio ricalca fedelmente la fiaba di Cenerentola: Aisling, detta Ash, è costretta a fare da sguattera alla matrigna e alle due sorellastre. Tuttavia, questa nuova “Cenerella” ha una forza in più: lei crede davvero nelle leggende con cui è stata cresciuta, e ancora non sa quanto questo condizionerà la sua vita.

Avrei voluto pubblicare questa recensione entro lo Speciale, ma come vi ho già detto, purtroppo non sono riuscita a farlo in tempo. Sarebbe stato perfetto perché la componente fatata è molto forte, anzi, direi fondamentale, e ben descritta.
Il mondo in cui vive Ash, infatti, non è il nostro: appare piuttosto come una “terra parallela” medievale, un’ambientazione tipicamente fiabesca. Ci sono regni, carrozze e cavalcature, leggende sul popolo fatato, castelli, nobili, popolani e re; eppure ciò che paradossalmente rende piacevole lo sfondo di questo romanzo è proprio una sua certa verosimiglianza, forse dovuta all’immaginario radicato nella nostra mente abituata alle fiabe. Abitudini e tradizioni particolari, inoltre, ci vengono mostrate, non spiegate: questo aiuta ad immedesimarsi e ad apprezzarle, perché la descrizione dei personaggi che vivono l’evento in sé riesce a farci “calare” dentro di esso.
Lo stesso discorso vale per la presentazione delle creature fatate, di cui noi in realtà non scopriamo poi molto: qualche accenno nei racconti che Ash legge, nelle tradizioni del popolo, una visione sfuggente. L’unico membro di questa stirpe misteriosa che riusciamo a conoscere meglio è Sidhean, la cui presenza nella vita della nostra protagonista sarà particolarmente importante. Volendo osservare questo libro sotto la lente del “re-telling”, ovvero della ripresa di una storia già scritta, la parte di Sidhean dovrebbe essere equivalente a quella della Fata Madrina: in realtà è molto, molto di più, non solo a livello di trama (poiché sarà decisamente più importante per l’economia della storia rispetto alla sua zuccherosa controparte femminile) ma anche a livello caratteriale. Questo essere fatato, infatti, riprende da vicino le caratteristiche delle fate “originali”, ovvero non quelle tenere che ultimamente sembrano essere quelle più in voga, ma quelle celtico-britanniche, o comunque di stampo nordico. Quest’ultime, più che aiutare gli esseri umani con desideri e polveri magiche, li spiano e li attirano in terre che si trovano oltre la nostra comprensione e li trattengono in quei luoghi per sempre, senza possibilità di tornare indietro, spesso senza memoria del passato. In questo senso Sidhean è un essere fatato come si deve: caratterizzato da una bellezza terribile, una freddezza perfetta, incarna l’immagine semi-divina delle faeries diverse, distaccate e soprattutto inquietanti. Inoltre, cosa non da poco, è un personaggio coerente con la propria natura gelida e appartenente a un altro mondo, diversamente da molti personaggi soprannaturali (che vanno tanto di moda ultimamente) che dovrebbero essere terribili e spietati ma poi, nel giro di due pagine, diventano zuccherini; infatti, benché sia “legato” alla protagonista (com’è ben spiegato in quarta di copertina), non viene mutato in quella che è la sua essenza. L’ho apprezzato davvero molto e penso che la Lo sia riuscita a renderlo e descriverlo bene, onestamente le parti in cui Sidhean era presente sono state tra le mie preferite!
Tuttavia, il caro Sidhean è solo uno dei due poli attorno a cui ruota Ash; l’altro è rappresentato da Kaisa, Cacciatrice del Re, carica di grande prestigio presso la corte. Ash e Kaisa si incontrano per caso e da lì in poi Ash sembrerà quasi rinascere, dopo i soprusi subiti come sguattera di casa, lasciandosi richiamare da quelle sensazioni, delicate ed appassionate, che la presenza della Cacciatrice le suscita. Ho trovato Kaisa meno tratteggiata di Sidhean, pur rimanendo un personaggio piacevole; questo però non concorre a peggiorare la descrizione del rapporto tra le due ragazze, che ho trovato descritto molto pacatamente, non rendendolo banale, bensì lasciando che si snodasse senza l’aggiunta di particolari “scabrosi” per fare audience, visto la natura omosessuale del loro amore. E’ un dettaglio che ho apprezzato tantissimo, perché è la prova tangibile di quanto questa sia una storia d’affetto e amore, non di “due ragazze lesbiche”. Penso questo sia dovuto anche alla sensibilità dell’autrice e alla sua vita privata, visto che Malinda Lo, come spiega in un post ironico ed esplicativo del suo blog, ha una compagna e ha fatto coming out da ormai molti anni. Tra parentesi, mi permetto di dire che la dedica alla compagna nei ringraziamenti è una delle più romantiche che mi sia capitata di leggere recentemente.
Tornando ai personaggi del libro, come avrete notato ho parlato di due “poli” e non di “triangolo”: questo perché usando questo termine, ormai inflazionato nel genere young adult, mi sembrava quasi di dare una valenza negativa alla divisione che Ash prova dentro di sé, solamente dentro di sé. Forse è proprio per questo che non mi è dispiaciuta questa linea narrativa, nonostante io sia tendenzialmente contro questi escamotage letterari: è un “triangolo intangibile” e soprattutto scevro di tutti quei “amo lui, no amo lei, no amo lui, no..” che fanno quello che qui si chiama un paciugo. Ash è una ragazza che, nonostante provi sensazioni ed emozioni contrastanti, sa cosa vuole; la confusione sensoriale è bilanciata da una sorta di certezza emozionale.
Parlando proprio di Ash, devo dire che come protagonista mi è piaciuta: è piuttosto decisa, pronta a sacrificarsi per quel che desidera, sebbene conosca anche la paura e la perdita. Devo dire che io preferisco il suo nome vero, Aisling (che si pronuncia Ash-ling), legato anche alla tradizione celtica e per me più poetico.
Il suo affetto per la madre, all’inizio, è commovente; peccato che secondo me sia scivolato via un pochino troppo in fretta. In effetti, quest’ultimo è un difetto generale del libro: benché molto scorrevole e fluido (il che è un pregio), trovo che gli “sbalzi” temporali siano un po’ troppo forti, nonostante si parli comunque di una narrazione fiabesca, anche se esposta sotto forma di romanzo.
Io metterei questo libro, infatti, più sotto la categoria “fiaba” che sotto quella di “romanzo di formazione”, come dice la quarta di copertina; vero è che ogni fiaba in fondo è, in parte, racconto di crescita, quindi il concetto di fondo non è eccessivamente diverso e le differenze sono più che altro formali.
L’unica pecca di questo libro, in effetti, è il fatto che in certi passaggi lo stile e la scrittura sia un pochino troppo legato al target adolescenziale; ma, appunto, è relegato solo in certi passaggi. Per il resto, tutto scorre in modo fluente e piacevole; soprattutto il finale, ben calibrato per quanto riguarda le tempistiche e lo stile. Mi è piaciuto davvero moltissimo ed è stato il degno coronamento di questo “viaggio” insieme ad Ash.
Insomma, volendo evitare di far diventare troppo lunga questa recensione, tiro le fila del discorso: Ash è un bel libro, un re-telling che non segue pedissequamente l’originale ma lo interpreta e che vi farà passare qualche bel pomeriggio immersi in un mondo fatato!

Voto:

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                  7,5

Frasi e Citazioni che mi hanno colpita…
  • “E non fa niente se avevi paura” disse ad Ash con uno sguardo di sbieco. “Temere le cose che hanno l’odore della morte è segno d’intelligenza”. […] “Ma non devi avere paura di guardarle negli occhi”.
  • E se non sembrava lei [stessa, Ash], pensò, allora poteva anche darsi che non fosse lei. Forse tutta la sua vita, tutti i suoi ricordi, i suoi pensieri, le sue emozioni, si sarebbero dissolti, lasciandosi dietro solo l’involucro fatto di pelle e ossa.
  • Quando riprese fiato gli domandò:”Morirò?”
    Lui rispose “Solo un po’” […].

Alla prossima recensione!
Cami