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venerdì 21 settembre 2012

3x3: i post che hanno creato Bibliomania


Buongiorno a tutti, cari lettori e care lettrici!

Innanzitutto, spero abbiate notato un’importante novità riguardante il blog, ovvero l’aggiunta di alcuni indici secondari che credo possano essere molto utili per ricerche più comode e pratiche. Oltre alla ricerca per autore ho aggiunto quella per valutazione, per casa editrice e per traduttore, senza contare una piccola “sezione speciale” in cui sono segnalate le saghe lette e recensite sul blog.

Nel compilare gli indici, attività che mi ha divertita moltissimo, ho dovuto scartabellare e spulciare un po’ tutti i post che avevo pubblicato finora; così, dato che personalmente mi è piaciuto molto avere una piccola panoramica di Bibliomania, ho pensato di condividerla con voi. Un modo carino per ricordare gli inizi insieme a chi c’era, e raccontarli a chi invece è arrivato più in là: una sorta di linea del tempo del blog. E visto che questo è il terzo compleanno, ho scelto di presentarvi tre post per tre categorie ben precise: in primo luogo i post che hanno “definito” il blog, poi quelli più visti da voi e da chi cerca risposte sul web, infine una categoria in cui mi sono concessa un po’ d’amor proprio e ho elencato i tre post di cui sono più orgogliosa.
Cominciamo!

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Un post per ogni anno: quali sono state le pietre miliari di Bibliomania?

2009. Per il primo anno non ho alcun dubbio: il primo post avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Non sapete quanto ho rimandato la sua pubblicazione, tentennando, temendo il giudizio altrui, facendomi chissà quante paranoie. Cliccare su “Pubblica” mi è costato molto, ma ora posso dire di essere davvero felice di aver zittito le mie insicurezze: se non l’avessi fatto, Bibliomania non sarebbe tutto quello che è oggi per me!

2010. Per il secondo anno, credo che il post più importante sia senz’altro l’intervista a Herbie Brennan. Ero impacciata, avevo parlato a malapena con qualche esordiente, come potevo permettermi di andare a disturbare un autore di fama internazionale? Ero un concentrato di timidezza e dubbi: fortuna che Mr. Brennan si è rivelato una persona squisita!
E’ stata un’esperienza che mi ha dato sicurezza e mi ha convinta ad essere più fiduciosa riguardo alle mie idee: ha dato uno sprint ai progetti non solo per il blog, ma anche per la mia vita in generale.

2011. Il terzo anno è stato un po’ di passaggio: è quello in cui ho scritto meno post, soprattutto a causa della maturità e dei cambiamenti che stavo affrontando. E’ stato un anno di scoperte e di avventure, non ultima quella al Salone del Libro di Torino, che ha trasformato l’esperienza del blog da virtuale a tangibile: incontrare altri blogger, secondo me, ha aumentato la mia consapevolezza e la voglia di riprendere il blog e di tornare a dargli le attenzioni che meritava, nonostante gli esami e tutti gli altri impegni. Un proposito che, per ora, mi sembra di aver rispettato!

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I tre post preferiti da voi: quali hanno il maggior numero di visite?

1. Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde – Robert Louis Stevenson (3396 visite)

Sono piuttosto sicura che metà delle visite a questo post siano di giovani studenti liceali che devono consegnare un qualche tipo di commento ai propri professori – me lo confermano anche le chiavi di ricerca. Mi piace immaginare che lo facciano perché vogliono effettivamente un’opinione esterna, un punto di confronto, e non perché non l’hanno letto…
Comunque, credo (e spero) che molte altre visite siano di persone interessate a questo bel libro o all’idea del doppio, archetipo che Stevenson gestisce con maestria.

2. Addio alle armi – Ernest Hemingway (1607 visite)

Credo che, in parte, anche qui ci sia lo zampino dei compiti scolastici; io stessa l’ho letto come lettura estiva consigliata dalla professoressa di Italiano. Ma non essendo un tipico “classico scolastico” sono anche convinta che molte di queste visite siano frutto della passione per i libri di Hemingway – di nuovo, me lo confermano le chiavi di ricerca: trovo sempre qualcuno che è arrivato qui grazie ad una citazione di Addio alle armi. Come biasimarli; io stessa ne sono innamorata!

3. Eva Luna Racconta – Isabel Allende (1340 visite)

Trovare questo post tra i più letti, invece, mi ha sorpresa un poco. Tuttavia l’Allende è una scrittrice molto nota e amata anche qui in Italia, quindi in fondo non è poi così strano che in molti si vogliano informare sulle suo opere! Questo libro viene cercato soprattutto per due racconti in particolare: Due Parole e Una via per il Nord.

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I miei tre post preferiti: quali sono quelle che considero le mie recensioni migliori?

1. Il Petalo Cremisi e il Bianco – Michel Faber

2. Human Traces – Sebastian Faulks

3. Gargoyle – Andrew Davidson

Ricordo queste tre recensioni con affetto e un pizzico d’orgoglio perché, una volta pubblicate, mi hanno lasciato una bella sensazione di soddisfazione per il risultato raggiunto. Magari non sono le più commentate, ma sono quelle che presenterei come “introduzione a Bibliomania” ad un eventuale visitatore curioso.
Che ne pensate? Siete d’accordo con le mie scelte?

 

Per oggi è tutto; i festeggiamenti per il compleblog cominciano ad avviarsi verso la loro conclusione. E’ stato bello ripercorrere il passato di Bibliomania con voi e non vi ringrazierò mai abbastanza per tutti gli auguri che mi avete fatto – siete davvero meravigliosi.

L’ultimo post sarà proprio domani sera… vedremo di osservare da vicino i risultati del sondaggio, che chiuderà alle 18 (ovviamente di domani). Se non l’avete ancora fatto, provate a darci un’occhiata: completarlo è questione di un minuto e mi permetterà di sapere cosa ne pensate del blog.

A domani!

Con affetto,

Cami

domenica 16 settembre 2012

Top Ten Letterarie (#1)

Buongiorno a tutti!

Ieri vi ho parlato del mio desiderio di esplorare un po’ il passato e il futuro di Bibliomania; ebbene, oggi ci proietteremo avanti nel tempo e faremo la conoscenza di una nuova rubrica. Sarà a scadenza mensile e probabilmente molti di voi l’hanno già vista in altri blog, anche se con un nome diverso: non indugiamo oltre e andiamo a conoscere la rubrica Top Ten Letterarie!

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Di cosa si tratta? Il nome è auto-esplicativo: un elenco di dieci elementi a tema letterario. Perché ho voluto cambiare nome, quando avrei potuto usare quello con cui questa rubrica è più nota, ovvero Top Ten Tuesday? Per due ragioni: perché io non la posterò settimanalmente, ma mensilmente, come ho scritto più su, e di certo non sarà sempre lo stesso giorno; inoltre, perché non mi rifarò totalmente alle domande della creatrice di questo meme (ovvero il blog Brooke and the Bookish), ma proporrò gli argomenti che più m’aggradano, sia prendendo spunto dalle sue Top Ten passate, sia aggiungendoci idee e ispirazioni mie.

Per questo primo appuntamento ho deciso di proporvi una “decina” un po’ particolare… immagino che tutti sappiano dell’abitudine del motore di ricerca Google di creare dei doodles personalizzati per le varie ricorrenze: spesso sono dei piccoli gioiellini. Possono riguardare qualunque cosa: dall’anniversario di nascita di un intellettuale, alla data di una scoperta importante, alla celebrazione di una festività o di una personalità importante. Visto che mi piacciono così tanto, ho deciso di presentarvi i 10 doodles che mi sono piaciuti di più – e visto che siamo pur sempre su Bibliomania, saranno esclusivamente a carattere letterario!

Cominciamo!

1. Il doodle dedicato ad Hans Christian Andersen  merita sicuramente di stare al primo posto!

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Google, in questo caso, ha offerto ai visitatori un set di cinque bellissime illustrazioni dedicate  ad una delle sue prime fiabe, Mignolina ( o Pollicina, se preferite). Ogni disegno rappresenta un episodio saliente della trama della fiaba; le trovo fantastiche, sarebbero un perfetto accompagnamento per il testo!
Un modo fantastico per celebrare i 250 anni dalla nascita dello scrittore.

2. Al secondo post c’è il doodle per per gli 88 anni dalla nascita di un autore immaginifico e sicuramente noto a tutti voi, ovvero Italo Calvino.

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Il doodle prende in prestito il mondo fanta-primordiale de Le Cosmicomiche, precisamente del racconto La distanza della Luna, uno dei miei preferiti della raccolta. I colori di questa immagine sono bellissimi e rendono perfettamente l’atmosfera onirica della storia.

3. L’ultimo posto sul podio se lo aggiudica un grande della letteratura: Jorge Luis Borges.

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Il doodle è stato creato per quello che sarebbe stato il suo 112° compleanno. Amo come si sia riuscita a creare un’ambientazione così legata all’arte dello scrittore, pur inserendo il nome Google (in modo molto discreto); mi piace moltissimo anche la figura che osserva l’esterno – l’unico tocco scuro in un quadro di colori pastello.

4. Al quarto posto troviamo un doodle decisamente avventuroso: quello dedicato a Jules Verne, ispirato ad uno dei suoi libri più famosi, Ventimila leghe sotto i mari!

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Come non amare tutti questi oblò e il paesaggio marino che s’intravede? Il contrasto tra i colori freddi dell’acqua e quelli accesi degli elementi dello sfondo è una gioia per gli occhi e il disegno mette addosso una voglia matta di imbarcarsi sul Nautilus!

5. Arrivati a metà della nostra classifica troviamo la grande regina dei libri gialli: Agatha Christie!

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Come non innamorarsi delle lettere di Google travestite da personaggi in pieno stile Christie? La G-Poirot è semplicemente adorabile e i suoi baffetti renderebbero fiero Hercule. Spiace per la O-vittima… e chissà che l’assassino non sia una delle altre lettere rimaste!

6. Si piazza in sesta posizione Dostoevskij, cui è stato dedicato un doodle per il 190° anniversario della sua nascita.

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I colori tenui danno un’aria molto crepuscolare e il caro Dosto, lì in primo piano, sembra seguirti con lo sguardo. Gli elementi architettonici si fondono perfettamente con il logo, di cui adoro il font (la G e la e con quei viticci sono veramente belle).

7. Abbandoniamo le fredde atmosfere russe e torniamo a confrontarci con i romanzi d’avventura: salta a bordo, in settima posizione, Robert Luis Stevenson!

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Google ha celebrato il 160enario della sua nascita con un doodle tutto dedicato ad una delle sue opere più note: L’isola del Tesoro. Senza alcun dubbio è stata fonte di fantasie piratesche per moltissimi bambini! Come dimenticare Long John Silver, che svetta sulla sinistra? E l’emozione che poteva assalirci, al pensiero di trovare anche noi una mappa del tesoro? Come ho scritto anche per il doodle di Verne, viene voglia di lasciare tutto e imbarcarsi per la prossima avventura.

8. All’ottavo posto troviamo un uomo dai mille nomi: Fernando Pessoa.

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Di questo doodle (creato per i 123 anni dalla nascita dello scrittore) amo i colori caldi: mi ricordano il Portogallo, la terra di Pessoa. E poi la posa, il caffè, ricordano proprio la statua che Lisbona gli ha dedicato – ho visitato la città un paio d’anni fa e non potevo certo perdermi questa “attrazione letteraria”!

9. Ci avviciniamo alla fine della classifica: incontriamo un grande della letteratura americana, Mark Twain!

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10. Ed eccoci all’ultima posizione; ultima ma non meno importante, perché questo mese il decimo posto ospita un autore di prima grandezza, ovvero Luigi Pirandello.

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Un doodle semplicissimo  che però riassume perfettamente i tratti principali di questo magnifico scrittore: il teatro, il concetto di maschera, l’ironia (appena accennata da quel sorrisino sotto i baffi…). Essenziale, ma d’impatto.


Per questo primo appuntamento è tutto; io spero che vi sia piaciuto e che vi abbia incuriositi. Ditemi cosa ne pensate nei commenti e, se vi va, suggerite qualche Top Ten che vi piacerebbe vedere in futuro!

Cami

P.S. i festeggiamenti per il blog, ovviamente, continuano… domani non ci sarà un nuovo post, ma non per questo mancheranno le novità! Troverete qualcosa di nuovo che spero vivamente possa piacervi e, soprattutto, esservi utile.
Nel frattempo, sfrutto l’occasione per ricordarvi il sondaggio che ho lanciato per il Compleblog; il questionario è assolutamente anonimo e non ci vuole molto a compilarlo.
Ci tengo a sapere la vostra opinione! 

lunedì 4 gennaio 2010

Lo Strano Caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde - Robert L. Stevenson

Titolo:Lo Strano Caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde (originale:The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde)
Autore:
Robert Louis Stevenson

Anno:1886

Editore:
Arnoldo Mondadori Editore
Traduzione:
Attilio Brilli
ISBN:
978-88-04-50846-5

Pagine:
292

Trama:La celeberrima storia di come il dottor Henry Jekyll, a causa dei proprio studi e della volontà di raggiungere la pace interiore e la perfezione morale, creò il proprio doppio Edward Hyde. Inoltre, la mia edizione contiene anche altri due scritti: Il Trafugatore di Salme (1884) e Un Capitolo sui Sogni (1887).

Parlando di Classici, di quelli proprio con la C maiuscola, viene sempre il timore di non riuscire a contenere, nel proprio
giudizio, il peso di anni e anni di analisi da parte di studiosi ben più affermati e soprattutto quel peso insormontabile che è l'immaginario comune. Come spiega bene Joyce Carol Oates nella postfazione (tra l'altro, davvero bella; mi è parso d'aver capito un pochino di più questo libro, dopo averla letta), Jekyll e Hyde sono ormai parte della fantasia popolare, come Dracula o Frankenstein, e così anche chi non ha letto il libro sente di poter dire di conoscere la storia. Così, sappiate che scrivo questa recensione con questo pensiero in mente.

L'intruduzione, curata da Attilio Brilli, è chiara, semplice e aiuta senz'altro nella comprensione delle tematiche del romanzo; tuttavia, lo stesso Brilli si perde poi nella stesura delle note, tautologiche in maniera imbarazzante. Ad un certo punto ho smesso di leggerle, spezzavano il ritmo della storia e non mi permettavano di apprezzare come si deve lo scorrere della trama...
Trama che, nonostante mi fosse già nota, ha mantenuto un tono intrigante per tutta la durata del ro
manzo: Stevenson è bravissimo nelle descrizioni (ad esempio, le parole che usa per descrivere la nebbia di Soho sono meravigliose) e nella resa psicologica del protagonista Jekyll/Hyde, anche se possiamo entrare nel suo punto di vista solo alla fine del romanzo. In effetti questa è una delle cose che più mi ha sorpreso, perchè non sapevo che la storia fosse raccontata da punti di vista altrui; tuttavia trovo che sia comunque una scelta azzeccata, perchè nella descrizione da parte di altri ci si può rendere conto della sensazione di orrore che provoca Hyde, o dell'apparente normalità di Kekyll. Un esempio su tutti, la confessione di Lanyon, che sul finire dà i brividi (soprattutto se, come me, avete la tendenza a leggere di sera...).Proprio il dualismo del protagonista (o dei protagonisti? sono sempre indecisa tra singolare e plurale) è la colonna portante su cui si regge il romanzo. Jekyll/Hyde è per antonomasia due e uno, stesso e diverso nel medesimo istante: perchè Jekyll è Hyde, anche se le versioni cinematografiche tendono a farceli percepire come due esseri distinti. Edward Hyde, il piccolo uomo malvagio e senza connotati, è parte integrante e presente dell'insigne Henry Jekyll, che si rende conto di non-esserci quando il sè negativo prende il sopravvento, di esistere solo come refolo di coscienza vigile, ma sconfitto dalla primordialità dell'istinto troppo a lungo sopito. E tutto ciò assume una sfumatura grottesca pensando che il dottore aveva evocato il proprio alter ego per sconfiggere i difetti che gli impedivano il raggiungimento della perfezione: lo scienziato riesce a spingere fuori di sè le proprie pulsioni maggiori, ma non per questo muta in una creatura composta di soli pregi. Penso sia questo il motivo per cui viene sconfitto da Hyde: la sua creazione è male e desiderio allo stato puro, mentre lui è solo un uomo. Il dislivello è visibile senza doverci ragionare troppo.
La confessione di Jekyll spiega poi quelli che sono stati i tormenti dell'anima di quest'uomo sventurato, con una conclusione da brividi e a tratti pietosa.
Un libro bello, legato al suo tempo ma non per questo non aprezzabile: una pietra miliare, talmente conosciuta che leggerla per davvero rende la storia quasi più affascinante.

Per quanto riguarda il secondo scritto, Il Trafugatore di Salme è un racconto secondo me più horror rispetto al romanzo, che prende spunto da alcuni fatti di cronaca nera. L'inizio è ottimo: q
uella che sembra una normale serata tra amici viene sconvolta dall'apparizione di tale dottor Wolfe, conoscenza di uno degli uomini del gruppetto, che rivela così un passato oscuro. L'arrivo del vecchio amico è un climax fantastico, dove anche il lettore riesce ad immedesimarsi nel clima gelido che si manifesta durante il breve dialogo che costui ed il protagonista, Fettes (cioè l'ex amico) , intrattengono. La stessa sensazione di paura crescente si manifesterà poi al termine del romanzo, dove appare la componente "nera" che, lo ammetto sinceramente, mi ha spaventata. La descrizione del loro lavoro, il trafugare salme, è descritta in modo tale da riuscire a vedere tutto dall'alto, come spettatori ancora non a conoscenza delle trame del destino. Decisamente intrigante!

Il terzo scritto, molto semplicemente, è la Genesi di uno scrittore. Stevenson si autoanalizza con molta ironia, riconoscendo il meccanismo che permette alla propria fantasia di utilizzare la penna. Secondo me, utile per riuscire a scalfire la corazza di un autore così grande (anche se poi si scopre
che in realtà era una persona piuttosto affabile, penso).

Nel complesso, Stevenson non si smentisce: un ottimo scrittore per degli ottimi libri!

Voto:

8


Frasi e Citazioni che mi hanno colpita:

  • I suoi sentimenti crescevano con il passare del tempo, abbarbicandosi come l'edera, a prescindere dalla rispondenza che potessero avere.
  • Per quanto così doppio nell'intimo, non ero in alcun modo un ipocrita; i miei due versanti coesistevano in perfetta buona fede; e quando deponevo ogni ritegno per tuffarmi nell'infamia, ero me stesso nè più nè meno di quando mi affaticavo, alla luce del giorno, per incrementare il sapere o per portare sollievo alla sofferenza.
  • E' impossibile fare distinzioni basandoci sulle nostre esperienze; l'una è vivida e intensa, l'altra insignificante; l'una è piacevole, l'altra dolorosa da ricordare; eppure non c'è modo di dimostrare quale sia quella che definiamo autentica o quella che riteniamo frutto di un sogno. Il passato poggia su una base instabile: un altro lieve strappo nel campo della metafisica ed eccocene derubati.


Buone letture a tutti :D

Cami