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venerdì 9 agosto 2013

Mini-recensioni: tre libri per un post (#8)

Buongiorno a tutti voi!
Spero che il vostro Agosto stia procedendo al meglio – il mio è diviso tra i momenti di relax e l’organizzazione per gli esami del mese prossimo, per cui dovrò immergermi in qualche classico della nostra letteratura (Ariosto e Tasso mi aspettano). Non che non mi faccia piacere, sia chiaro… diciamo solo che preparare l’analisi completa sarà un lavoro piuttosto lungo, che richiederà molte energie.
Ma ora basta parlare di esami – anche perché vi sarete giustamente stufati di leggere delle mie vicende accademiche: passiamo all’argomento di questo post, ovvero i tre libri di cui vi parlerò in breve!
Il primo è l’opera breve di un notissimo autore britannico; trattasi di Daisy Miller di Henry James.

Pagine:125
Editore:Rizzoli Traduzione:Barbara Antonucci
Anno:1878
ISBN:
978-88-1702-322-1
Trama:Daisy Miller è una giovane fanciulla americana, libera e civettuola; in Svizzera con la famiglia, durante un viaggio attraverso l’Europa, conosce Winterbourne, un giovanotto di buona famiglia che s’invaghisce subito di lei, ma che non comprende la sua vitalità al di fuori degli schemi dell’epoca. I loro percorsi si incroceranno nuovamente in Italia, ma i dubbi su Daisy continuano ad occupare i pensieri suoi e della società americana benpensante presente a Roma.
Purtroppo, secondo me, questo libretto non è il titolo migliore con cui approcciare Henry James: credo proprio che, al contrario dei suoi romanzi più noti, non sia destinato a diventare un classico – anzi, mi spingo a dire che probabilmente negli omnibus e nelle raccolte dedicate all’autore sarà annoverato tra le opere di secondaria importanza. Non è che sia un brutto libro: il suo più grande difetto è, a conti fatti, il fatto di essere figlio del suo tempo. Il comportamento di Daisy (niente più che una ragazza carina e sciocca) poteva scandalizzare  solo i contemporanei di James, e poteva commuovere solo chi poteva sentire vicina l’ostracizzazione di ragazze come lei – la cui colpa è, sostanzialmente, di essere vitale, di dare confidenza troppo in fretta agli estranei e di avere amici del sesso opposto tali da rendere dubbio il loro rapporto (almeno, secondo gli standard dell’epoca). Insomma, Daisy dovrebbe essere una vittima, nelle intenzioni dell’autore – ma ai miei occhi è sembrata solo una persona troppo noncurante e malaccorta, per quanto pura e onesta nelle intenzioni. Si prova pena per lei, senz’altro, ma le cui azioni sono talmente lontane dall’immoralità di cui viene accusata (almeno, per la sensibilità odierna) che risulta davvero difficile sentirsi scossi da quel che le accade.
Il resto dei personaggi è abbastanza ben delineato, ma non tanto da saltare all’occhio: anche il narratore non è niente più che una figura utile, un ponte tra Daisy, in quanto suo ammiratore, e la società che la rigetta (di cui lui fa parte, per le sue origini familiari e per le proprie scelte morali).
La trama non è particolarmente elaborata – non che questa sia una caratteristica sempre necessaria, ma la sua piattezza non ha certamente aiutato il libro.
Penso leggerò altro di James, perché lo stile, in generale, non è affatto male – tanto che, nonostante Daisy, la lettura è stata tutto sommato piacevole; ho in casa Giro di vite, considerata una delle sue opere principali, attraverso cui spero di riconciliarmi con lui dopo questo primo incontro non memorabile.
Voto:  stellinestelline 
        7

Il secondo libro è classificabile come novella ed è il breve prequel delle serie Cronache Lunari: trattasi di Glitches di Marissa Meyer.

Pagine:32
Editore:Tor.com
Anno:
2011 ISBN://
Trama:Cinder è una ragazzina diventata orfana da poco ed è considerata una paria a causa della sua natura ibrida: per tenerla in vita dopo l’incidente che l’ha privata dei genitori, infatti, i medici hanno sostituito alcune parti del suo corpo con dei componenti meccanici, rendendola un cyborg. Proverà sulla sua pelle quanto profondamente questo l’ha cambiata e quanto condizionerà i suoi rapporti con gli altri – a cominciare dalla sua famiglia adottiva.
Ho scaricato questa breve novella per avere un assaggio della scrittura della Meyer, di cui m’incuriosiva molto Cinder, primo volume ufficiale della serie delle Cronache Lunari. A lettura ultimata, devo ammettere che questo prequel è riuscito nel suo intento e che la mia curiosità si è tramutata in vivo interesse: Cinder è un personaggio molto particolare, in virtù della sua natura ibrida, che l’autrice è riuscita a tratteggiare abbastanza bene nonostante il ridotto numero di pagine – quel che basta per convincermi a volerne sapere di più e a voler leggere il libro di cui è protagonista.
La sua nuova famiglia, invece, ha una caratterizzazione più fumosa e legata ad alcuni stereotipi; vero è, però, che questa serie si basa sul retelling di alcune fiabe e che qualche cliché potrebbe essere visto, dunque, come doveroso ossequio alla fonte d’ispirazione. In ogni caso, pur notando queste caratteristiche, devo dire che anche questi personaggi sono abbastanza ben descritti da non risultare bidimensionali e da muoversi realisticamente nel loro ambiente – a questo punto, spero che siano approfonditi nel primo volume della serie.
L’ambientazione è solo accennata, ma si preannuncia come decisamente accattivante: al momento è poco più di uno sfondo, che tuttavia è reso brillante dalla presentazione di alcune tecnologie (gli androidi, i mezzi di trasporto…) e dalla loro mescolanza con usi più antichi (presi dalla cultura cinese, che spero venga tenuta in conto anche in Cinder).
Della storia in sé preferirei non parlare, perché non credo riuscirei ad evitare gli spoiler, vista la brevità. Mi limiterò a dire che la chiusura del racconto, netta e molto malinconica, mi ha lasciata con il forte desiderio di sapere cosa succederà alla protagonista e con la speranza che sia un futuro migliore di quello preannunciato dalle scene finali.
Ultima nota: adoro la copertina e un po’ mi spiace che il resto della serie non abbia illustrazioni dello stesso tipo.
Voto:   stellinestellinestelline
            8
Il terzo e ultimo libro è il terzo titolo di una saga di cui ho parlato più volte qui sul blog: Sole bianco, di Harry Sidebottom, riprende le avventure di Balista (Il Guerriero di Roma che dà il nome alla serie) esattamente dove le avevamo lasciate. Consiglio a chi non ha letto la serie e vorrebbe cominciarla di non leggere quel che scriverò, perché parlerò di eventi accaduti nel primo e nel secondo volume; può leggere senza alcun problema chi, invece, ha già letto i primi due e vorrebbe sapere quel che penso del terzo – non rivelerò alcuna svolta importante.
Pagine:331
Editore:Newton Compton Editori 
Traduzione:
Elisabetta Bertozzi 
Anno:
2010
ISBN:978-88-541-2815-6

Trama:
Balista è prigioniero di Shapur, insieme all’Imperatore Valeriano, e le conseguenze di quest’onta si stanno abbattendo sugli instabili equilibri dell’Impero romano. Balista è pronto a vendicare Roma e a riconquistare la propria libertà, ma sa che per farlo ci sarà un alto prezzo da pagare.
In una Top Ten vi avevo scritto che non vedevo l’ora di leggere questo libro e scoprire come Balista si sarebbe tolto dai guai… Ahimè, non posso dire di essere stata del tutto soddisfatta, in parte a causa del libro in sé, in parte a causa dell’edizione italiana.
Il libro in sé è meno avvincente dei suoi predecessori: in Fuoco a Oriente Balista deve difendere una città assediata dall’esterno e indebolita dai traditori all’interno, ne Il re dei re deve fronteggiare gli intrighi di Macriano, sopportando le sue illazioni sui suoi presunti disonori, per poi essere fatto prigioniero da Shapur, re dei Sassanidi, insieme all’Imperatore e a molti dei più importanti generali dell’Impero. Insomma, c’era carne sul fuoco – ma era carne la cui cottura era ben curata (permettetemi questa metafora mangereccia) e si continuava volentieri a leggere per sapere come Balista si sarebbe cavato d’impiccio. In questo volume, invece, la moltitudine di eventi continua a non mancare, ma si perde il loro sviluppo armonico, tanto che, saltando tra un episodio e l’altro, si perde la percezione del quadro d’insieme che aveva reso così piacevoli i primi due libri. Ho avuto come l’impressione che fosse tutto un lungo prologo al prossimo libro (The Caspian gates – sì, non è più una trilogia), il che è un peccato, perché gli elementi per una storia avvincente c’erano e in alcuni casi sono stati ben sfruttati; mi riferisco in particolare al finale, che pone delle basi molto interessanti per il futuro e credo possa portare la storia a svilupparsi nuovamente come si deve. Mi ha incuriosita moltissimo ed è, di fatto, una delle parti che ho più gradito.
I personaggi rimangono sempre gli stessi – e questo un po’ li penalizza, perché in questo caso non hanno una trama abbastanza ben congegnata da sorreggerli. Balista è meno sfaccettato rispetto allo scorso volume e Giulia, sua moglie, reagisce a certi eventi in una maniera che non riesco a trovare del tutto accettabile (c’è da dire che Sidebottom non ha mai caratterizzato granché bene le donne, purtroppo). Tra i liberti Massimo è quello che continua a piacermi di più; Demetrio è meno presente e quindi non ho molto da dire a riguardo. Tra i traditori, invece, devo ammettere che l’odioso Macriano ha un piccolo momento di rivalsa – ma ciò non lo rende meno spregevole.
Sono incuriosita da Gallieno e Zenobia, personaggi ambigui, che incontriamo per la prima volta in questo libro e per cui ho ottime aspettative.
Tutto quel che ho scritto avrebbe permesso al libro di portarsi a casa, forse, un onesto 7 – il voto adatto a una lettura piacevole, ma non eccelsa, che comunque riusciva a porre buone aspettative per il libro successivo. Peccato che io l’abbia letto nell’edizione italiana.
Quando i typos sono più di un paio (e sto già cercando di essere buona) il motivo può essere solo uno: mancata cura del testo. Figurarsi quando ce ne sono molti, nel testo e nelle appendici! Nel primo ci sono degli evidenti a-capo mancanti (altrimenti non si spiegano i salti da un punto di vista all’altro senza alcun preavviso, visto che negli altri libri erano ben segnalati, e sempre da uno stacco…), errori di digitazione e un verbo sbagliato che un correttore di bozze avrebbe sicuramente segnalato. Nelle seconde c’è, senza mezzi termini, l’orrore: sono evidentemente molto meno curate del testo principale, con continui typos, errori di grammatica (un + sost. femm. senza apostrofo! congiuntivi scomparsi!) e la formattazione poco curata (ci sono corsivi che a volte vengono usati, a volte no).
Le appendici non sono aggiuntine da curare meno: sono validi aiuti per apprezzare al meglio un libro.
Per questo abbasso il voto di un intero punto, e spero proprio che il prossimo libro sia curato meglio – altrimenti comincerò a procurarmi la versione in lingua originale.
Voto:   stellinestelline
          6

Perdonatemi la lunghezza anomala dell’ultima recensione – certe cose mi fanno proprio saltare i nervi. So che voi capirete, visto che amate la lettura quanto me.
Detto questo, penso che ora andrò a mangiare un bel gelato (sono certa che poi non sarò più irritata); devo godermi le vacanze, finché durano!

Vi auguro tante buone letture!
Vostra,
Cami

venerdì 2 luglio 2010

Il Guerriero di Roma . Il Re dei Re - Harry Sidebottom

Titolo:Il Guerriero di Roma . Il Re dei Re (originale:Warrior of Rome . King of Kings) 
Autore:Harry Sidebottom
 
Anno:
2009

 
Editore:Newton Compton Editori
Traduzione:
Susanna Scrivo
ISBN:
978-88-541-1657-3

Pagine:
375
Tr
ama:Marco Clodio Balista torna alla corte imperiale dopo la caduta di Arete; i tempi stanno cambiando e il nostro eroe sarà costretto ad affrontare la buona e la cattiva sorte, oltre a diversi intrighi che dovrà assolutamente fermare, per sperare di sopravvivere.

Ho iniziato il secondo libro della trilogia dedicata a Marco Clodio Balista, lo ammetto, con qualche aspettativa. Di solito tento di sfogliare un libro con indole neutrale, per non falsare troppo il giudizio: tuttavia, quando si tratta di saghe, tendo ad aspettarmi un seguito degno, se non migliore, del libro precedente. In questo caso, Il Re dei Re mi ha lasciata abbastanza soddisfatta.

E' stato bello ritrovare personaggi conosciuti, che grazie a questo nuovo episodio sono stati anche tratteggiati con più attenzione, forse non approfonditamente quanto speravo; d'altronde, non mi aspettavo neppure un improvviso taglio introspettivo della storia. E' pur sempre un romanzo storico prevalentemente incentrato sull'azione e l'avventura (in questo volume meno presente), e continua ad essere l'opera prima di Sidebottom.
Volendo notare i fattori positivi, comunque, personaggi prima più "macchiettistici", come il servo Calgaco, assumono contorni reali; lo stesso Balista sembra più umano di quanto non fosse nel pr
imo libro, presenta nuove sfumature.
Sidebottom, tuttavia, sembra avere dei problemi con i personaggi femminili: per ora tutte, compresa Giulia, la moglie di Balista, sembrano stereotipati, privi di complessità interiore. Per fortuna del lettore, comunque, non hanno parti particolarmente importanti e sono poco presenti.
Come ho accennato sopra, questo libro presenta meno avventure e battaglie: si concentra prevalentemente sui vari intrighi che si stanno sviluppando contro la solidità dell'impero e soprattutto contro la figura dell'imperatore, Publio Licinio Valeriano, tratteggiato come un vecchio avaro, che ha perso la forza ed il coraggio, ormai burattino nelle mani di uno scaltro, e per questo temibile, nemico: Macriano, comes largitionum, divenuto suo fedelissimo consigliere. Sin dal suo primo incontro con Balista s'intuisce un suo futuro coinvolgimento come "cattivo", e sarà proprio lui, insieme ai due figli, a rappresentare la minaccia maggiore per il nostro dux ripae e i suoi.
P
er gran parte del libro, infatti, anche a causa di Macriano, Balista è costretto a rimanere ad Antiochia, inattivo, allontanato dalla corte imperiale; questa apatia non fa affatto bene al protagonista, che nonostante il riavvicinamento con la famiglia si sente, ovviamente, ingabbiato.
Quando poi l'imperatore lo sceglierà come nuovo vicarius proconsolaris da mandare a Efeso, sempre su consiglio del comes largitionum (che in effetti sarà l'artefice della maggior parte degli spostamenti e dei guai che dovrà affrontare Balista, tentando in ogni modo di danneggiarlo), il nordico dovrà occuparsi di una occupazione a lui poco congeniale: la persecuzione dei fedeli alla nuova religione, i cristiani.
Quest
a parte sarebbe stata molto interessante, se sviluppata più approfonditamente, almeno per me: non credo ci siano molti romanzi che affrontano questo argomento dal punto di vista dei romani. Balista, in questo frangente, rimane coerente con sè stesso: senza dimenticare il ruolo dei cristiani durante l'assedio di Arete, sviluppa comunque una propria coscienza e non si distacca dalla propria morale. Le figure dei cristiani sono strane, ambivalenti: già divisi internamente in diverse correnti di fede, coprono più o meno ogni classe sociale e sono esempi di diversi tipi di religiosità.

C
ome si può notare dal breve riassunto che ho provato a scrivere (cercando di evitare gli spoiler), in questo secondo volume la sorte dell'eroe è nettamente cambiata: come nel primo viveva un periodo di splendore e riconoscimento sociale, così in questo la sorte sembra essersi rovesciata, portandolo in un baratro di sventure. Penso che l'espediente sia stato scelto per dare maggiore enfasi a quella che, ipotizzo, sarà la ripresa ed ascesa finale del Nostro nel terzo volume; scelta che non condanno, visto che personalmente adoro le risalite, le peripezie che un eroe deve affrontare per riappropiarsi del proprio status.
Tuttavia, è forse proprio per questo che il libro tende a essere ripetitivo, troppo in certi casi, e sicuramente più lento del primo. I pensieri di Balista sulle eventuali congiure sono davvero troppo simili tra di loro: Sidebottom "calca la mano" e rende pedanti certe riflessioni.
E' l'unico p
articolare che mi ha fatto apprezzare meno il libro, cosa che mi dispiace molto, perchè altrimenti sarebbe stato davvero buono.

Le battaglie ed i combattimenti, sebbene come già detto siano meno presenti, costituiscono una
parte importante dello sviluppo della storia nella sua totalità, soprattutto nel finale: un gran colpo di scena, "cinematografico" per come viene sviluppato, piuttosto triste e soprattutto pieno di domande che attendono una risposta: ce la farà? cosa succederà? dove finiranno i nostri eroi?
Direi che questo è, in fondo, un ottimo metro di giudizio nei confronti di questa saga: mi sono affe
zionata ai personaggi, incontrarli di nuovo è stato un piacere e ora sono sinceramente curiosa e vorrei sapere come si concludono le loro avventure. Sidebottom ha svolto il suo lavoro come si deve.

Tra l'altro, come nel precedente romanzo, ho apprezzato le note finali esplicative, dove è citata anche
l'ampia bibliografia a cui ha fatto riferimento l'autore durante la stesura del romanzo.
Non un capolavoro, certo, ma un'ottima lettura evasiva... questo sì. Perciò attendo il terzo ed ultimo capitolo della saga, Lion of the Sun, con grande positività!

Voto:

7,5


Frasi e Citazioni che mi hanno colpita...
  • Ma un uomo deve avere un codice secondo cui vivere. Un uomo deve vivere con sè stesso.
  • Tre parole rabbiose sono tre parole di troppo, se dette a un uomo cattivo.

Buona giornata e alla prossima lettura :D

Cami

martedì 3 novembre 2009

Il Guerriero di Roma . Fuoco a Oriente - Harry Sidebottom

Titolo:Il Guerriero di Roma - Fuoco a Oriente (originale: Warrior of Rome - Fire in the East)
Autore:
Harry Sidebottom
Anno:2009

Editore:Newton Compton Editori
Traduzione:
Susanna Scrivo
ISBN:978-88-541-1351-0

Pagine:
376

Trama:
Siamo nel III secolo d.C.: Marco Clodio Balista, appena nominato dux ripae, viene mandato agli estremi confini orientali del grande impero romano, nella città di Arete; dovrà difenderla contro i persiani sassanidi, decisi a distruggere l'ultima frontiera ed iniziare l'avanzata nell'impero.

Era un po' di tempo che non leggevo un romanzo di battaglie, assedi, combattimenti e guerrieri: ricominciare con il primo volume della serie de Il Guerriero di Roma è stato un vero piacere.
Ho acquistato questo libro, incuriosita, eppure fino all'ultimo c'era una punta di scetticismo in me, probabilmente perchè mi fido poco delle ricostruzioni storiche del periodo romano, e mi aspettavo l
a solita "americanata" con latino scempiato e personaggi poco credibili. Invece Sidebottom, l'autore, s'è rivelato uno studioso di storia antica e quindi una persona informata sui fatti; oltretutto, alla fine del libro c'è una bellissima appendice storica, con spiegazioni, ragguagli storici, e lo scrittore ha anche specificato con attenzione quando e come s'è preso delle licenze poetiche. A parer mio, una cosa ottima e apprezzabilissima!
Ho notato, però, parole non proprio consone all'ambiente e all'epoca storica: ad esempio, dubito esistesse già il concetto di stress e, anche se le uova bollite le cucinavano, non penso che le chiamassero già a la coque... Ma, se non mi sbaglio (e queste cose difficilmente mi sfuggono, visto che n
on le sopporto molto), sono le uniche due discrepanze, e per fortuna appaiono entrambe solo una volta; il resto dell'ambientazione, come ho già detto, è davvero buona.

Così anche la caratterizzazione dei personaggi: anche quelli più "piatti" mi sembra riservino sorprese per i prossimi due romanzi di questa trilogia. Magari è solo un'impressione, però intanto l'autore m'ha fatto incuriosire riguardo al seguito, ed è questo che uno scrittore dovrebbe saper fare, no?
Il
protagonista principale del romanzo è Marco Clodio Balista, al secolo Dernhelm figlio di Isangrim, barbaro del Nord mandato a servire Roma come "ostaggio nobile", e riscattatosi attraverso i suoi meriti sino a raggiungere la condizione di equites e il grado di dux ripae. A lui il compito di progettare e svolgere la difesa della città di Arete, ultimo avamposto imperiale prima dell'Oriente. Il personaggio in sè è simpatico e più che apprezzabile, caratterizzato molto bene, anche se alcuni comportamenti sono un pochino strani (non dico niente per non rovinare la trama); qualche volta rischia di essere un po' troppo perfetto, ma per fortuna l'autore non cade mai nel tranello, e il nostro eroe rimane pur sempre un uomo.
Al
tri tue personaggi che mi sono rimasti impressi sono Demetrio, il giovane schiavo greco, e Massimo, guardia del corpo e grande amico del protagonista. Il primo per la sua ingenuità, la sua paura, la superstizione e la fragilità; il secondo per la simpatia, la bastardaggine e il coraggio.
Anche il personaggio di Acilio Glabro, tra alti e bassi, m'ha colpita particolarmente.
Quello che più mi è piaciuto, parlando dei personaggi a livello universale, è che Sidebottom non si limita a figurine stereotipate, ma crea una galleria di personaggi vivi, mobili, realistici; un compito difficile, svolto molto bene.

E' stato piacevole, inoltre, leggere citazioni di poemi classici a me noti. Mi ha fatta sentire "a casa", era come trovarmi davanti a vecchi amici. Sono orgogliosa di dire che alcuni riferimenti li avevo azzeccati anche senza guardare le note XP

P
er quanto riguarda lo stile in generale, la storia si delinea ordinatamente, con un ritmo avvincente e sostenuto, che a tratti si fa incalzante e coglie di sorpresa attraverso espedienti assolutamente non banali, soprattutto parlando della trama in generale, che si snoda su diverse linee; certo, c'è ancora qualche cosa da limare nella scrittura in sè (immagini metaforiche ripetute, descrizioni meglio poste, cose così), ma non mi aspetto niente di più da un romanzo d'esordio. Inoltre, c'è anche da ammettere che c'è una buona dose di senso dell'umorismo. Le battute che a volte si scambiano i personaggi sono davvero spassose!

Ultima cosa, una critica, ma in questo caso all'editing:
troppi errori di stampa! Ho letto articoli singolari con parole plurali ed altri erroracci del genere. Questo proprio non mi va giù.

Insomma, un romanzo avventuroso scorrevole, ben documentato ed interessante...
Posso concludere solo dicendo che aspetto volentieri il seguito, che in inglese s'intitola King of Kings :)

Voto:

8

Frasi e Citazioni che mi hanno colpita...
  • "E tu volevi avere riguardo per i miei sentimenti?". Balista rovesciò la testa all'indietro e rise. "Ovviamente, nessuno te l'ha detto. Nella mia tribù di barbari, nessuno dà grande importanza ai sentimenti - se non, al limite, quando siamo molto ubriachi."
  • A volte si è troppo vicini alle cose. Come diceva il popolo di Balista, non riesci a vedere il bosco per gli alberi.
  • Questa era una delle cose strane della guerra - stringeva rapidamente dei legami forti tra uomini dissimili, poi, con la morte, poteva spezzarli ancora più improvvisamente.

Buoni libri a tutti!

Cami

giovedì 8 ottobre 2009

Occhi di Cane Azzurro - Gabriel García Márquez

Titolo:Occhi di Cane Azzurro (originale: Ojos de Perro Azul)Autore:Gabriel García Márquez
Anno:1974

Editore:
Newton Compton Editori
Traduzione:Ignazio Delogu
ISBN://

Pagine:121

Trama:
Raccolta di 11 racconti, scritti tra il 1947 e il 1955, in cui l'autore spazia tra varie tematiche: il doppio, la morte, l'amore, il surreale, e molto altro.


Più m'inoltro nella letteratur
a sudamericana, più mi trovo invischiata nel ritmo surreale, placido ed insieme scattante, dei suoi autori. Posso solo dire: chapeau, i miei complimenti.
Questo insieme di racconti è proprio questo: un miscuglio di sentimenti e sensazioni diverse, storie lontane e distinte, eppure legate come da un sottile filo di azioni e significati che lasciano una sensazione di comunione incompresa decisamente affascinante.

Nelle varie storie, infatti, è sempre presente un richiamo al sonno, alla notte misteriosa ma accogliente, i prota
gonisti sono continuamente indefiniti, in una non-presenza incredibilmente forte, oppure in una descrizione fisica talmente densa di significati da riflettere il loro animo, e la morte, seconda protagonista in tutti questi racconti, è cacciatrice e continuo presagio.
Riuscire ad unire tutte queste peculiarità, e comunque continuare a piacere e sorprendere, è una qualità rara: ci sono stati solo 3 racconti un po' sottotono, e comunque si mantengono ad un buon livello. Insomma, siamo davanti ad un Autore con la "A" maiuscola.

I miei racconti preferiti, indubbiamente, sono stati Eva sta dentro il suo gatto, Occhi di cane azzurro (che dà il
nome a tutta l'opera), La donna che arrivava alle sei e Qualcuno mette in disordine queste rose. Sono tutte storie commoventi, agghiaccianti, piene d'amore espresso segretamente o a volce alta, surreali quel tanto che basta per stravolgere il mondo e stabilire una quotidianità incredibile, espressivi nel detto quanto nel non-detto; in poche parole, consci di poter essere dolci, teneri quasi, quanto di poter essere spaventosi e terribili. Delle vere e proprie emozioni vibranti.

Qui regna il tema del doppio, della morte che arriva silenziosa, l'allontanamento (volontario o me
no) dal proprio corpo e dalla nostra dimensione, dell'aldilà, anime in pena e veri e propri cori d'angeli. Regna il sogno più vivido del reale, il lutto mai del tutto compreso, la tensione e l'incredulità per ciò che non si ritiene possibile, ma si accetta.
Qui regna l'annullamento del tempo.

Vorrei dilungarmi in una piccola analisi di ogni racconto, ma so già che mi lascerei prendere troppo, e diventerei solo noiosa; posso solo aggiungere che, se mai avrete questo libro tra le mani, dovrete prendere un respiro all'inizio di ogni racconto, e lasciarvi trascinare dall'impetuosità di queste pagine.


Voto:

8

Frasi e Citazioni che mi hanno colpita...

  • La notte gli rimase dentro, tremante, nell'irrevocabile solitudine del corpo separato.
  • Bisognava lasciare da qualche parte quell'inutile aggettivo della sua personalità; quella parte del suo nome che a furia di assumere rilievo aveva finito per essere un di più.
  • In quelle notti, con gli occhi rotondi aperti e spaventati, sopportava il peso dell'oscurità che cadeva sulle sue tempie come piombo fuso. Attorno a lei tutte le cose dormivano. E dal suo angolo lei cercava di ripercorrere, per distrarre il suo sonno, i suoi ricordi infantili.
  • "Ho paura che qualcuno sogni questa stanza e metta sottosopra le mie cose."
  • Un giorno intero con la sua notte ti regalerei io per vederti contenta.

Buone letture a tutti! :D

Cami