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giovedì 31 luglio 2014

Top Ten Letterarie (#11)

Buongiorno, cari lettori e care lettrici!

In questi giorni d’estate un po’ indecisi, in cui il sole spunta e scompare di continuo, la voglia di viaggiare si fa sentire. Ogni tanto provo questa necessità di prendere uno zaino e partire, scoprire cose nuove e città che non ho mai visitato; in parte sarà anche per una predisposizione personale, ma credo che la passione per la lettura abbia contribuito a intensificare questo mio tratto. In fondo, non viaggiamo ogni volta che apriamo un nuovo libro?
La Top Ten Letteraria di oggi, dunque, sarà dedicata a quei mondi che ho visitato sfogliando le pagine di certi libri; luoghi incantati, a volte un po’ pericolosi, sempre incredibilmente belli. E per questa volta, lascerò che siano le immagini a parlare, trasportandovi (spero) nei luoghi che ritraggono; cliccateci sopra per ingrandirle ulteriormente e lasciatevi guidare.
Se mi cercherete, per quest’estate, mi troverete lì!

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1. Hogwarts 
(Harry Potter – J.K. Rowling)

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2. Terra di Mezzo
(Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien)

TERRADIMEZZOcredit to: Stripwalker-craigletourneau-Glacierman54-RobinHalioua

3. Patusan e i mari orientali
(Lord Jim – J. Conrad)

MARI ORIENTALI
credit to: YongL-lookslikerein-YeahBISH

4. Mondo d’Inchiostro
(Cuore d’Inchiostro – C. Funke)

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5. Londra Sotto
(Nessun dove – N. Gaiman)

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6. La brughiera inglese
(Il giardino segreto – F.H. Burnett)

BRUGHIERAcredit to: Swordtemper-DanUK86-felix01

7. Il Rifugio 
(Il mago dei sogni – C. Webb)

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8. Irlanda
(Benny e Babe – E. Colfer)

IRLANDAcredit to: ottomatt-jen-jamieson-fishycole-SSquared-Photography-ryszardgieron-insomniadict

9. Il fiume Tyne e la palude
(Occhi di cielo – D. Almond)

LAPALUDEcredit to: Chris Bell-Andrew Smith

10. L’universo!
(Guida Galattica per gli autostoppisti – D.N. Adams)

UNIVERSO(scusate, non ho resistito)


E con questo vi saluto e vi auguro di passare delle belle vacanze, in viaggio o immersi in un buon libro – che, come abbiamo visto, non sono attività poi così distanti.

Un abbraccio,


Cami

domenica 6 ottobre 2013

Top Ten Letterarie (#10)

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici!

Spero che il vostro Ottobre sia cominciato nel migliore dei modi: io ho finito la sessione d’esami e mi sto godendo un po’ di meritato riposo, prima di buttarmi di nuovo nel marasma di impegni che mi attende. Nel frattempo, recupero anche un po’ di letture che erano rimaste in pausa e qualche recensione scritta a metà, senza dimenticare le rubriche, che mi diverto sempre molto a preparare. Oggi, chiaramente, è il turno della Top Ten di questo mese: questa volta mi sono voluta concentrare su una parte molto importante del libro, ovvero il titolo.
Un titolo azzeccato può richiamare l’attenzione su una storia che, altrimenti, non avremmo mai scoperto; è una parte della soglia che permette di entrare nel libro e io, personalmente, ho un’attenzione particolare nei suoi confronti. Ho pensato potesse essere carino condividere con voi quei titoli che, per ora, compongono la mia personale decina: sarebbe ancora più carino se voi decideste di condividere i titoli che vi piacciono di più, visto che la mia è una classifica sempre in movimento, sempre alla ricerca di titoli ancora più belli.

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C'era due volte il barone Lamberto - G. Rodari

C’era due volte il barone Lamberto di Gianni Rodari

Adoro questo titolo perché gioca con la tradizione, rendendo tutto più interessante. Come si fa a non essere curiosi, leggendo un titolo del genere? Non vi viene subito voglia di scoprire com’è possibile che qualcuno ci sia non una, ma ben due volte?
Gianni Rodari non si smentisce mai e in questo libro gioca con le parole e con il lettore sin dal titolo.

 

Il giro del giorno in ottanta mondi - J. Cortazar

Il giro del giorno in ottanta mondi di Julio Cortázar

Traduzione letterale del titolo originale – e per fortuna, perché è un titolo meraviglioso. Ribaltamento del classico di Verne (già bello di suo), questo libro sembra promettere al lettore molte cose: avventure, vite, esperienze, mondi, persone… Non posso fare a meno di trovarlo evocativo e fortemente poetico. Mi rende desiderosa di prendere subito questo libro e leggerlo.

 

L'inconfondibile tristezza della torta al limone - A. Bender

L’inconfondibile tristezza della torta al limone di Aimee Bender

Titolo fantastico, copertina altrettanto interessante… insomma, questo libro mi ha catturata non appena l’ho visto in libreria. L’unione di un sentimento e di un cibo è senz’altro particolare e mi ha spinta a chiedermi i motivi per cui la torta al limone porta tristezza, anzi, una tristezza inconfondibile. Mi ha spinta a voler sapere di più: ha raggiunto, quindi, il suo obbiettivo.

 

A Sud di nessun Nord - C. Bukowski

A Sud di nessun Nord di Charles Bukwoski

In questo caso, mi è più difficile spiegare perché mi piaccia tanto questo titolo. Forse mi attrae per quella sensazione di disfattismo che dà il riferirsi a un luogo che, essendo messo in relazione a un posto che non c’è, è inesistente a sua volta. Mi attira il paradosso, ecco, e mi costringe a cercare una risposta e a scoprire dove si trovano questo Nord e questo Sud che non ci sono.

 

Un eremo non è un guscio di lumaca - A. Zarri

Un eremo non è un guscio di lumaca di Adriana Zarri

Amo particolarmente questo titolo perché lo sento molto vicino a me. Benché il contatto umano non mi dispiaccia affatto (e questo blog ne è una dimostrazione), devo dire che tendenzialmente sono di natura solitaria. Spendere tempo da sola è, per me, una forte necessità; non per questo, tuttavia, sono isolata dal mondo, o indifferente ad esso. Trovo che questo titolo rispecchi tutti questi miei pensieri e dia loro una definizione ironica e poetica.

 

Milano è una selva oscura - L. Pariani

Milano è una selva oscura di Laura Pariani

Qui entra in gioco l’appartenenza geografica – e il riferimento dantesco, dato che il Sommo richiama sempre la mia attenzione. Passo gran parte del mio tempo a Milano e devo dire che non l’avevo mai comparata a una selva oscura; eppure, a pensarci su, è un paragone che ha senso. Ho imparato ad amare questa città, che non è affatto come la presentano gli amanti dei luoghi comuni; ma devo ancora scoprire tante cose, tanti suoi lati. Credo che questo libro potrebbe aiutarmi a farlo.

 

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi - C. Pavese

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi di Cesare Pavese

Poche raccolte poetiche possono vantare un titolo più bello e più incisivo. Il senso di estraneità della Morte e l’affetto e la vicinanza che l’aggettivo possessivo trasmette sono parte di un verso che riesce a contenere entrambe le sensazioni e introduce a un componimento che trovo bello e intenso. Letto il titolo, non ho potuto fare a meno di prendere la raccolta, sfogliarla, cercare altri versi pregni d’altrettanta forza.

 

Un calcio in bocca fa miracoli - M. Presta

Un calcio in bocca fa miracoli di Marco Presta

Come si fa a non amare un titolo del genere? La parte cinica che c’è in me non può fare a meno di sorridere e annuire calorosamente. E’ ironico e acido, un po’ cattivo… insomma, porta avanti un pensiero comune ma lo dice ad alta voce, in maniera spiccia, quasi non convenzionale nel suo essere così diretto. Non vorreste scoprire a chi si riferisce una frase del genere e chi la pronuncia, in questo particolare caso?

 

Colpo di Luna - G. Simenon

Colpo di Luna di Georges Simenon

Anche in questo caso, titolo e copertina si uniscono in un connubio di indubbio interesse. Colpo di Luna mi rimanda a qualcosa di fiabesco, a una storia magica in cui il nostro bel satellite influisce sui personaggi attraverso i suoi raggi argentei; oppure, più prosaicamente, rimanda a un paesaggio notturno che fa da sfondo a chissà quali incontri…
Anche in questo caso la traduzione è quella letterale del titolo francese, per fortuna. Ignorare un titolo così sarebbe stata una pessima mossa.

 

La verità, vi prego, sull'amore - W. H. AudenLa verità, vi prego, sull’amore di W. H. Auden

Unico libro della decina che possiedo, è senz’altro il più romantico. Che posso farci, ogni tanto anche io mi lascio prendere dai sentimenti amorosi…
Questo titolo mi piace molto perché sottopone una richiesta ben precisa, quasi pressante, ma interpretabile in maniera varia grazie all’assenza di punteggiatura conclusiva. Niente punto fermo, o esclamativo, o puntini di sospensione: ognuno è libero di leggere, in questa ricerca, la sfumatura che più gli sembra valida.


Per oggi è tutto: spero che questi titoli vi piacciano quanto piacciono a me.

Vi saluto e vi auguro tante belle letture!


Vostra,

Cami

mercoledì 11 settembre 2013

Top Ten Letterarie (#9) [Bibliocompleanno #2]

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici!

Settembre procede a passo spedito, il compleblog si avvicina sempre di più (la data esatta è il 19!) e i festeggiamenti continuano: oggi è Top Ten Letterarie a vestirsi a festa e a proporvi una decina un po’ particolare, in tema con lo spirito del blog e con quello di questo mese… Signori, signore, vi presento la Top Ten dedicata ai dolci di ispirazione letteraria! Che festa sarebbe senza dolcetti, torte e candeline?

Non c’è che dire, il mondo dei pasticceri bibliofili è pieno di meravigliose sorprese.
Questa volta niente spiegazioni, solo il nome del dolce, gli autori e l’opera o l’autore cui si sono ispirati (se c’è): lascio che siano le immagini a mostrare la perizia di chi ha creato queste sculture edibili - e la loro delizia, senza alcun dubbio).

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Cliccando su ogni immagine sarete indirizzati al sito dove l’ho trovata, e cliccando sul nome del pasticcere arriverete alle loro pagine.

1. Alice in Wonderland Cake, di ArtediAmore [ispirazione: Alice nel paese delle Meraviglie – L. Carroll]

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2. Books, di Charm City Cakes [ispirazione: Opere varie di Edgar Allan Poe]

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3. Game of Higly Caffeinated Thrones, di SteamFist [ispirazione: Cronache del Ghiaccio e del FuocoGeorge R.R. Martin]

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4. The Hunger Games cupcakes, di cakecrumbs [ispirazione: Hunger Games – S. Collins]

5. Boulbys Famous Book Cakes, di Boulbys

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6. Letter monogram lollipops, di Vintage Confections

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7. Lord of the Rings cupackes, di Wir machen cupcakes (München) [ispirazione: Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien]

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8. Book cake, fotografata da Lesley Smith

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9. Harry Potter Sorting Hat cake, di Love to cake [Harry Potter – J.K. Rowling]

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10. Shakespeare on toast, di fieldmouse

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Sì, lo so, l’ultimo non è un dolce, ma spero mi concediate questa piccola deviazione di percorso in onore di Shakespeare: non vorrete mica escludere il Bardo dalla lista, vero?!

Per oggi è tutto: spero che questa carrellata ad alto contenuto di zuccheri vi sia piaciuta e vi abbia fatto divertire. Personalmente, li adoro: vorrei tanto assaggiarli.

A presto risentirci con altri post dedicati al compleblog!


Vostra,

Cami

lunedì 5 agosto 2013

Top Ten Letterarie (#8)

Buongiorno a tutti!

Eccoci tornati con una nuova puntata di Top Ten Letterarie: il tema di questa decina mi è venuto in mente pensando a quando da bambina, una volta letto un libro che mi era piaciuto molto, procedevo all’acquisto metodico (mediato dai miei genitori, ovviamente) di tutte le altre fatiche dello stesso autore/della stessa autrice. E’ un’abitudine che ho perso, nel corso degli anni, perché più si ampliava il mio raggio d’azione, più scoprivo autori meritevoli – fissarmi su uno solo mi sembrava quasi uno sgarbo nei confronti dei tanti scrittori che ancora non avevo scoperto.
Ancora adesso difficilmente mi fisso su singoli autori, ed è quasi impossibile che legga più libri di uno stesso autore uno di seguito all’altro; tuttavia, ho riscoperto una sorta di fedeltà nei confronti di coloro che hanno saputo conquistarmi con le loro parole, e di cui ho deciso, quindi, di procurarmi la bibliografia completa.
Sono proprio loro l’argomento di questa Top Ten: in realtà sarebbero più di dieci, ma sono convinta che anche solo questi mi terranno impegnata per parecchi anni a venire…
Ho deciso di segnare anche il numero di libri che ho letto e il numero di libri che devo ancora leggere – il numero di questi ultimi l’ho calcolato rifacendomi alla bibliografia dei siti ufficiali e alle pagine Wikipedia. In molti casi sarebbe più corretto parlare di “opere” che mi rimangono da leggere, perché molte non sono pubblicate singolarmente (ad esempio le opere teatrali), ma controllare tutte le pubblicazioni italiane di questi dieci autori decisamente prolifici avrebbe portato via davvero troppo tempo. Diciamo che controllerò il tutto mentre mi procurerò i loro scritti!

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1. Neil Gaiman

Per la mia felicità, Neil Gaiman è un autore decisamente prolifico – anche escludendo tutte le sue opere che non sono né romanzi, né racconti, se leggessi tutti i suoi libri di fila sarei a posto per qualche mese (e sarebbero tutte ottime letture, ne sono sicura). Mi piacerebbe molto provare anche i suoi audiolibri: ho visto un video in cui leggeva ed è un ottimo narratore.
Oltretutto, Gaiman è anche una bella persona – basta seguire il suo blog, oppure i suoi profili su Twitter e Tumblr, per rendersene conto. Adoro quando a dei bei libri si associa una persona da ammirare!
Libri letti: 5
Libri da leggere: 20 (di cui due già in mio possesso)

2. Gabriel García Márquez

Gabo, oh Gabo. Mi fa quasi male parlare di lui, pensare alla sua malattia. La passione per la sua scrittura non è nata subito – a dire il vero, il primo incontro mi ha quasi fatta desistere dal leggerlo nuovamente. Per fortuna ho dato ascolta a quell’istinto che mi diceva di riprovarci: ora non posso fare altro che amare la sua scrittura.
Libri letti: 5
Libri da leggere: 17 (di cui due già in mio possesso)

3. Joseph Roth

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Roth ha avuto bisogno di un solo libro per convincermi a leggere la sua opera omnia, ovvero La cripta dei Cappuccini. Credo la si possa definire una delle opere più rappresentative della cultura mitteleuropea e sono convinta di poter trovare anche nel resto della sua bibliografia la stessa forza espressiva, la stessa malinconia per un tempo ormai perduto. Anche se già so che mi mancherà Trotta (il narratore ne La cripta dei Cappuccini) e che proverò a cercarlo tra le pagine…
Libri letti: 1
Libri da leggere: 19

4. Ian McEwan

In realtà, quando si parla dei suoi libri, provo sempre un po’ di timore. Dopo la lettura di Espiazione mi sono sentita come se avessi uno spazio vuoto nel petto, un dolore che ancora non so descrivere. Ma in fondo è una sofferenza che sono disposta a sopportare, se a raccontarmi la storia è questo autore con il suo stile sopraffino.
Libri letti: 2
Libri da leggere: 15 (di cui tre già in mio possesso)

5. Victor Hugo

Credevate l’avessi lasciato fuori, dite la verità! Scherzi a parte, escludere Hugo da questa lista era fuori questione: è uno dei miei autori preferiti e non posso che essere felice della sua prolificità. Oltretutto si è cimentato in tipi di narrazione molto diversi tra loro – romanzi, poesie, testi teatrali… – e non vedo l’ora di scoprire come ha affrontato queste forme letterarie.
Libri letti: 4
Libri da leggere: 67 (di cui uno già in mio possesso)

6. Joyce Carol Oates

Credo che, al momento, la Oates sia la scrittrice più prolifica del panorama letterario – oltre a essere una delle più attive e interessanti su Twitter. Tra novelle, racconti, poesie e teatro, avrò di che leggere per un bel po’ – e per fortuna, aggiungerei: La figlia dello straniero mi ha conquistata (come vi ho già detto).
Libri letti: 2
Libri da leggere: 120

7. A. Lee Martinez

Probabilmente vi starete chiedendo chi diamine è quest’uomo. Ebbene, è uno scrittore che si dedica al genere fantastico con una vena ironico-sarcastica davvero spassosa, a tal punto che non ho potuto leggere di sera il suo In trappola al Gil’s Diner perché ridevo troppo forte. Ha delle trovate geniali che gli permettono di giocare coi cliché dell’horror e del fantasy  e riesce a delineare personaggi poco eroici a cui affezionarsi in un nonnulla. Motivi più che sufficienti per spingermi a leggere la sua opera omnia!
Libri letti: 1
Libri da leggere: 9

8. Georges Simenon

Quest’uomo è unico. L’incredibile numero di libri da leggere che vedete qua sotto è calcolato escludendo tutti libri che ha scritto sotto pseudonimo – che porterebbero quasi a raddoppiare la cifra. Eppure, da quel che ho letto e da quel che so, per la maggior parte sono titolo di grande e costante qualità. Insomma, non penso li leggerò mai tutti, ma l’idea  che avrò sempre un Simenon da leggere mi rassicura.
Libri letti: 3
Libri da leggere: 261 (di cui nove già in mio possesso)

9. Herman Hesse

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Hesse l’ho conosciuto al ginnasio e devo dire che, all’inizio, non lo apprezzavo moltissimo. Sarà perché cominciai leggendo Siddharta, che non mi convinse appieno; poi, però, sono arrivati Narciso e Boccadoro, Sotto la ruota e, soprattutto, Demian. Non so se siano letture che si riescono a comprendere del tutto a 15-16 anni, ma io non posso che ringraziare il prof. che ci diede il compito di leggerli. Ora capisco perché ha vinto il Nobel e non vedo l’ora di leggere i suoi capolavori e di scoprire le sue poesie, che m’incuriosiscono molto.
Libri letti: 5
Libri da leggere: 35 (di cui tre già in mio possesso)

10. Ernest Hemingway

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Lo ammetto: vorrei completare la bibliografia di Hemingway non solo per il suo evidente valore letterario, ma anche per cercare di comprendere un po’ questo personaggio così tormentato e geniale. Credo che Woody Allen, nel suo Midnight in Paris, sia riuscito a cogliere alcune delle sue molte sfumature – molte delle sue battute mi hanno immediatamente riportato alla mente le sensazioni che mi avevano accompagnata durante la lettura di Addio alle armi. Anche per questo credo che leggerò presto Festa mobile: anche se incompleta, rimane pur sempre la sua autobiografia.
Libri letti: 2
Libri da leggere: 17 (di cui uno già in mio possesso)


La nostra Top Ten finisce qui: fatemi sapere se anche voi avete degli autori di cui volete completare la bibliografia e cosa pensate di quelli che ho scelto!

Vostra,

Cami

giovedì 23 maggio 2013

Top Ten Letterarie (#7) + Book Blogger May (#2)

Buongiorno a tutti, cari lettori!
Oggi vorrei presentarvi una Top Ten un po’ speciale, che andrà a far parte del percorso per il Book Blogger May organizzato da Fragola. Il tema di questa settimana è L’importanza di chiamarsi… CLASSICO - Leggere i classici è ancora importante?. Se conoscete Bibliomania e i miei gusti, anche solo un poco, sapete che questo argomento mi è molto caro – si può dire che sono andata in brodo di giuggiole all’idea di preparare un post a riguardo! Il post di Phoebes mi ha dato il cosiddetto colpo di grazia e l’ispirazione per progettare un decalogo – ma, diversamente da lei, vi parlerò di quei libri fondamentali che non sono ancora riuscita a leggere.
Preferisco parlarvi di quei libri che non ho ancora incontrato lungo il mio percorso perché, sì, per me leggere i classici è ancora importantissimo; il che porta, come naturale conseguenza, alla mia ricerca (lenta ma continuata nel tempo) di quei “pilastri della letteratura” che ancora mi sfuggono. E ce ne sono tanti, anche tra i libri più noti di sempre, con mia somma vergogna!
Troppo spesso ci sono persone che si sentono intimorite dal fatto di non aver letto molti classici e che, proprio per questo, temono di non avere gli strumenti necessari per capirli: credo che questo sia un pregiudizio da sfatare. Certo, talvolta sono più complicati di altre letture (vuoi per il linguaggio desueto, vuoi per la filosofia insita in loro), ma non sono affatto dei mostri irraggiungibili; rifiutandosi di leggerli, per il timore di non comprenderli, si entra in un inutile circolo vizioso. 
A coloro che non leggono classici per questi motivi chiedo di dar loro una chance: potrebbero farvi scoprire delle storie meravigliose e aprirvi porte che non vi sareste mai aspettati di varcare!
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1. Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust
Alla ricerca del tempo perduto - M. Proust
Questo, credo, è uno di quei classici che spaventa più o meno chiunque. Spesso diviso in sette volumi, è un monstrum di un paio di migliaia di pagine; io possiedo una versione in cofanetto e ammetto che guardarla mi incute timore. Vorrei tanto leggere la Rechèrche, vorrei davvero, anche perché Proust è uno degli autori fondamentali del secolo scorso, ma allo stesso tempo la sua mole mi allontana. Prima o poi, lo so, prenderò in mano il primo volume e li leggerò tutti, uno di fila all’altro – l’unico modo, credo, per apprezzare nella sua totalità quest’opera mastodontica.

2. Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello
Uno, nessuno e centomila - L. Pirandello
Questo libro è qui sia per il suo valore, sia per una mia piccola vergogna personale: ci fu assegnato in V Ginnasio, come lettura a casa, ma non ci fu proprio verso, non riuscii a leggerlo. Non era il momento adatto, c’era poco da fare; ma mi è rimasto il dispiacere di non essermi sforzata un poco di più – soprattutto perché tempo dopo ho letto Il fu Mattia Pascal e l’ho davvero adorato. Ho anche letto e visto a teatro, con gran piacere, alcuni dei suoi drammi. Credo, quindi, che presto riaprirò la mia copia di Uno, nessuno e centomila e lascerò che Pirandello mi racconti dello smarrimento dell’uomo come lui sa fare.


3. Ulisse di James Joyce

Ulisse - J. JoyceChe dire, stando ai giudizi dei critici e dei lettori, questo è uno dei classici più astrusi e complessi che l’uomo abbia mai prodotto. Quando ero più piccola mi ero ripromessa che avrei provato a leggerlo a 20 anni – sembrava un’età abbastanza in là da poter credere che avrei posseduto chissà quale scienza infusa. Invece, eccomi qua, a 20 anni e qualche mese, che rifletto e penso che forse dovrei rimandare ai 25 (quando, ovviamente, avrò trovato la scienza infusa di cui sopra). Scherzi a parte, ricordo ancora la confusione data dalla lettura di un estratto sulla mia antologia delle medie – forse è questo che ancora mi impedisce di affrontarlo!




4.
Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen

Orgoglio e pregiudizio - J. Austen
Già vedo frotte di janeites che mi assalgono, dopo questa rivelazione. E c’è di peggio: io non ho ancora letto nemmeno un libro di Jane Austen! Non c’è un vero motivo; semplicemente, è un’autrice che non ho mai trovato nel mio percorso… almeno finché non mi sono affacciata sul mondo dei blog, dove gli spazi a lei dedicati sono tantissimi. Non che prima non fossi conscia della sua importanza – l’ho incontrato anche durante le lezioni d’inglese, a scuola; piuttosto, non ero a conoscenza di questa sua popolarità. Ovviamente non è questo l’unico motivo per cui mi sento in dovere di leggerla; piuttosto, dato che amo molto il mondo british, sento di dover colmare questa lacuna.
5. I Malavoglia di Giovanni Verga
I Malavoglia - G. Verga
Altro autore italiano che di solito viene assegnato come lettura scolastica e che io, invece, non ho mai dovuto affrontare. All’epoca non mi dispiacque nemmeno troppo – in tutta onestà, non mi ispirava molto. Tuttavia, l’anno scorso ne ho letto degli stralci per l’esame di Storia della lingua italiana che mi hanno sinceramente stupita; non mi aspettavo una narrazione così forte a livello emotivo e così interessante a livello stilistico. Ora vorrei proprio leggerlo! Oltretutto, il Verismo  è una corrente letteraria che non conosco molto bene, purtroppo, quindi mi sembra giusto cercare di scoprirne qualcosa di più attraverso un approccio diretto.
6. Jane Eyre di Charlotte Brontë

Jane Eyre - C. BronteEbbene sì, non ho mai letto nulla nemmeno delle Brontë. Dato che mi interessa molto la cultura british, come vi ho già scritto sopra, è inaccettabile che io non abbia ancora fatto esperienza di questo trio così importante per il XIX secolo, periodo che ha caratterizzato fortemente l’idea di Inghilterra che abbiamo oggi. Questo titolo è quello che mi viene consigliato più spesso e sarà senz’altro quello che leggerò; oltretutto, Jane Eyre sembra un personaggio che potrei amare moltissimo. La mia edizione ha anche un’introduzione di Joyce C. Oates, autrice che stimo molto, di cui sono curiosa di scoprire il parere.
7. Iliade di Omero
Iliade - OmeroOmero è uno degli autori classici per eccellenza, anzi, volendo è il più classico degli autori – e io ne ho letto solo spizzichi e bocconi, tratti da un po’ tutte le sue opere. E’ assolutamente incredibile che io, come studentessa da sempre a contatto con le materie umanistiche, non abbia ancora letto integralmente almeno uno dei due poemi omerici! Si tratta di un’enorme mancanza, cui devo porre rimedio al più presto.
Mi affiderò, almeno in questo caso, alla celeberrima traduzione della Calzecchi Onesti – senz’altro una delle migliori attualmente in circolazione. E poi partirò alla conquista di tutti i poemi epici dell’antichità!
8. La Luna e i falò di Cesare Pavese
La Luna e i falò - C. PaveseUn altro autore italiano che non fa parte delle mie letture; dovrebbe esserci non solo per i suoi meriti letterari, innegabili, ma anche per la sua attività editoriale e per gli anni in Einaudi con Calvino, Vittorini e tutta la squadra di via Biancamano. Senza contare che mio nonno paterno, cui voglio un bene dell’anima, è un suo appassionatissimo lettore – ha tutta la bibliografia e spesso torna a leggerlo, come si torna da un vecchio amico. Capite che, con un suo così forte sostenitore in famiglia, leggerlo è mio dovere! Eppure ho un po’ di timore – ho paura che possa non piacermi (e in quel caso non saprei proprio cosa dire a mio nonno). Ma poi penso alle cose di cui potremmo chiacchierare, se lo leggessi… Basta, devo recuperarlo!
9. La metamorfosi e altri racconti di Franz Kafka
La metamorfosi e altri racconti - F. KafkaOrmai credo di avervi scritto in tutte le salse che la letteratura mitteleuropea è una di quelle che leggo più volentieri; quindi com’è possibile che io ancora non abbia letto il racconto più famoso di Franz Kafka?! I suoi libri hanno plasmato l’immaginario di tutti, anche di chi non li ha letti, e io stessa conosco la trama di quasi tutte le sue opere – una conoscenza che, non essendo di prima mano, non può definirsi del tutto concreta. Conosco il suo stile, invece, perché ho letto alcuni spezzoni tratti da un suo romanzo (non ricordo quale, mannaggia) quando ero al Ginnasio; mi lasciarono una sensazione di inquietudine, la percezioni di vedere un esemplare di umanità troppo simile a me e ad alcune persone che conoscevo.
10. Rime e lettere di Vittoria Colonna
Rime e lettere di Vittoria ColonnaNon molti conoscono Vittoria Colonna, e la cosa mi dispiace moltissimo. Io stessa, prima di seguire il corso di Letteratura Italiana II, di lei sapevo soltanto il nome e poco altro; invece, Vittoria Colonna fu non soltanto un personaggio politicamente influente del XVI secolo, ma anche una poetessa apprezzabilissima, elogiata da intellettuali come Baldassarre Castiglione e da artisti come Michelangelo. Ho deciso di inserirla in questa lista non solo per il mio effettivo desiderio di leggere la sua opera, ma anche perché mi sono resa conto, nel compilare l’elenco, che sono poche le donne annoverate tra i classici – molte vengono lasciate da parte, pur non avendo nulla da invidiare ai colleghi del sesso opposto.

Si conclude qui il mio decalogo di oggi; mi piacerebbe sapere quali di questi classici avete letto e quali, invece, dovete ancora leggere – così potremmo spingerci a vicenda a darci da fare e dar loro una possibilità!
Intanto, sfrutto la fine di questo post per darvi qualche aggiornamento. Il Salone del Libro è stato fantastico e presto ne offrirò un resoconto, come mio solito; ci sono tante cose da raccontare, non vedo l’ora.
Inoltre, continuerò a pubblicare post per il progetto Book Blogger May, ma credo che sforerò e proseguirò a Giugno (perdonami, Fragola!); gli esami non perdonano e si avvicinano sempre di più, diminuendo il tempo a mia disposizione.
Per ora è tutto, miei cari; vi auguro, come sempre, buone letture!
Vostra,
Cami