Buongiorno a tutti, cari lettori!
Oggi vorrei presentarvi una Top Ten un po’ speciale, che andrà a far parte del percorso per il
Book Blogger May organizzato da Fragola. Il tema di questa settimana è
L’importanza di chiamarsi… CLASSICO - Leggere i classici è ancora importante?. Se conoscete
Bibliomania e i miei gusti, anche solo un poco, sapete che questo argomento mi è molto caro – si può dire che sono andata in brodo di giuggiole all’idea di preparare un post a riguardo! Il
post di Phoebes mi ha dato il cosiddetto colpo di grazia e l’ispirazione per progettare un decalogo – ma, diversamente da lei, vi parlerò di quei libri fondamentali che non sono ancora riuscita a leggere.
Preferisco parlarvi di quei libri che non ho ancora incontrato lungo il mio percorso perché, sì, per me leggere i classici è ancora importantissimo; il che porta, come naturale conseguenza, alla mia ricerca (lenta ma continuata nel tempo) di quei “pilastri della letteratura” che ancora mi sfuggono. E ce ne sono tanti, anche tra i libri più noti di sempre, con mia somma vergogna!
Troppo spesso ci sono persone che si sentono intimorite dal fatto di non aver letto molti classici e che, proprio per questo, temono di non avere gli strumenti necessari per capirli: credo che questo sia un pregiudizio da sfatare. Certo, talvolta sono più complicati di altre letture (vuoi per il linguaggio desueto, vuoi per la filosofia insita in loro), ma non sono affatto dei mostri irraggiungibili; rifiutandosi di leggerli, per il timore di non comprenderli, si entra in un inutile circolo vizioso.
A coloro che non leggono classici per questi motivi chiedo di dar loro una chance: potrebbero farvi scoprire delle storie meravigliose e aprirvi porte che non vi sareste mai aspettati di varcare!

1. Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust
Questo, credo, è uno di quei classici che spaventa più o meno chiunque. Spesso diviso in sette volumi, è un monstrum di un paio di migliaia di pagine; io possiedo una versione in cofanetto e ammetto che guardarla mi incute timore. Vorrei tanto leggere la Rechèrche, vorrei davvero, anche perché Proust è uno degli autori fondamentali del secolo scorso, ma allo stesso tempo la sua mole mi allontana. Prima o poi, lo so, prenderò in mano il primo volume e li leggerò tutti, uno di fila all’altro – l’unico modo, credo, per apprezzare nella sua totalità quest’opera mastodontica.
2. Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello
Questo libro è qui sia per il suo valore, sia per una mia piccola vergogna personale: ci fu assegnato in V Ginnasio, come lettura a casa, ma non ci fu proprio verso, non riuscii a leggerlo. Non era il momento adatto, c’era poco da fare; ma mi è rimasto il dispiacere di non essermi sforzata un poco di più – soprattutto perché tempo dopo ho letto Il fu Mattia Pascal e l’ho davvero adorato. Ho anche letto e visto a teatro, con gran piacere, alcuni dei suoi drammi. Credo, quindi, che presto riaprirò la mia copia di Uno, nessuno e centomila e lascerò che Pirandello mi racconti dello smarrimento dell’uomo come lui sa fare.
3. Ulisse di James Joyce
Che dire, stando ai giudizi dei critici e dei lettori, questo è uno dei classici più astrusi e complessi che l’uomo abbia mai prodotto. Quando ero più piccola mi ero ripromessa che avrei provato a leggerlo a 20 anni – sembrava un’età abbastanza in là da poter credere che avrei posseduto chissà quale scienza infusa. Invece, eccomi qua, a 20 anni e qualche mese, che rifletto e penso che forse dovrei rimandare ai 25 (quando, ovviamente, avrò trovato la scienza infusa di cui sopra). Scherzi a parte, ricordo ancora la confusione data dalla lettura di un estratto sulla mia antologia delle medie – forse è questo che ancora mi impedisce di affrontarlo!
4. Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen
Già vedo frotte di janeites che mi assalgono, dopo questa rivelazione. E c’è di peggio: io non ho ancora letto nemmeno un libro di Jane Austen! Non c’è un vero motivo; semplicemente, è un’autrice che non ho mai trovato nel mio percorso… almeno finché non mi sono affacciata sul mondo dei blog, dove gli spazi a lei dedicati sono tantissimi. Non che prima non fossi conscia della sua importanza – l’ho incontrato anche durante le lezioni d’inglese, a scuola; piuttosto, non ero a conoscenza di questa sua popolarità. Ovviamente non è questo l’unico motivo per cui mi sento in dovere di leggerla; piuttosto, dato che amo molto il mondo british, sento di dover colmare questa lacuna.
5. I Malavoglia di Giovanni Verga
Altro autore italiano che di solito viene assegnato come lettura scolastica e che io, invece, non ho mai dovuto affrontare. All’epoca non mi dispiacque nemmeno troppo – in tutta onestà, non mi ispirava molto. Tuttavia, l’anno scorso ne ho letto degli stralci per l’esame di Storia della lingua italiana che mi hanno sinceramente stupita; non mi aspettavo una narrazione così forte a livello emotivo e così interessante a livello stilistico. Ora vorrei proprio leggerlo! Oltretutto, il Verismo è una corrente letteraria che non conosco molto bene, purtroppo, quindi mi sembra giusto cercare di scoprirne qualcosa di più attraverso un approccio diretto.
6. Jane Eyre di Charlotte Brontë

Ebbene sì, non ho mai letto nulla nemmeno delle Brontë. Dato che mi interessa molto la cultura
british, come vi ho già scritto sopra, è inaccettabile che io non abbia ancora fatto esperienza di questo trio così importante per il XIX secolo, periodo che ha caratterizzato fortemente l’idea di Inghilterra che abbiamo oggi. Questo titolo è quello che mi viene consigliato più spesso e sarà senz’altro quello che leggerò; oltretutto, Jane Eyre sembra un personaggio che potrei amare moltissimo. La mia edizione ha anche un’introduzione di Joyce C. Oates, autrice che stimo molto, di cui sono curiosa di scoprire il parere.
7. Iliade di Omero

Omero è uno degli autori classici per eccellenza, anzi, volendo è il più classico degli autori – e io ne ho letto solo spizzichi e bocconi, tratti da un po’ tutte le sue opere. E’ assolutamente incredibile che io, come studentessa da sempre a contatto con le materie umanistiche, non abbia ancora letto integralmente almeno uno dei due poemi omerici! Si tratta di un’enorme mancanza, cui devo porre rimedio al più presto.
Mi affiderò, almeno in questo caso, alla celeberrima traduzione della Calzecchi Onesti – senz’altro una delle migliori attualmente in circolazione. E poi partirò alla conquista di tutti i poemi epici dell’antichità!
8. La Luna e i falò di Cesare Pavese

Un altro autore italiano che non fa parte delle mie letture; dovrebbe esserci non solo per i suoi meriti letterari, innegabili, ma anche per la sua attività editoriale e per gli anni in Einaudi con Calvino, Vittorini e tutta la squadra di via Biancamano. Senza contare che mio nonno paterno, cui voglio un bene dell’anima, è un suo appassionatissimo lettore – ha tutta la bibliografia e spesso torna a leggerlo, come si torna da un vecchio amico. Capite che, con un suo così forte sostenitore in famiglia, leggerlo è mio dovere! Eppure ho un po’ di timore – ho paura che possa non piacermi (e in quel caso non saprei proprio cosa dire a mio nonno). Ma poi penso alle cose di cui potremmo chiacchierare, se lo leggessi… Basta, devo recuperarlo!
9. La metamorfosi e altri racconti di Franz Kafka

Ormai credo di avervi scritto in tutte le salse che la letteratura mitteleuropea è una di quelle che leggo più volentieri; quindi com’è possibile che io ancora non abbia letto il racconto più famoso di Franz Kafka?! I suoi libri hanno plasmato l’immaginario di tutti, anche di chi non li ha letti, e io stessa conosco la trama di quasi tutte le sue opere – una conoscenza che, non essendo di prima mano, non può definirsi del tutto concreta. Conosco il suo stile, invece, perché ho letto alcuni spezzoni tratti da un suo romanzo (non ricordo quale, mannaggia) quando ero al Ginnasio; mi lasciarono una sensazione di inquietudine, la percezioni di vedere un esemplare di umanità troppo simile a me e ad alcune persone che conoscevo.
10. Rime e lettere di Vittoria Colonna

Non molti conoscono Vittoria Colonna, e la cosa mi dispiace moltissimo. Io stessa, prima di seguire il corso di Letteratura Italiana II, di lei sapevo soltanto il nome e poco altro; invece, Vittoria Colonna fu non soltanto un personaggio politicamente influente del XVI secolo, ma anche una poetessa apprezzabilissima, elogiata da intellettuali come Baldassarre Castiglione e da artisti come Michelangelo. Ho deciso di inserirla in questa lista non solo per il mio effettivo desiderio di leggere la sua opera, ma anche perché mi sono resa conto, nel compilare l’elenco, che sono poche le donne annoverate tra i classici – molte vengono lasciate da parte, pur non avendo nulla da invidiare ai colleghi del sesso opposto.
Si conclude qui il mio decalogo di oggi; mi piacerebbe sapere quali di questi classici avete letto e quali, invece, dovete ancora leggere – così potremmo spingerci a vicenda a darci da fare e dar loro una possibilità!
Intanto, sfrutto la fine di questo post per darvi qualche aggiornamento. Il Salone del Libro è stato fantastico e presto ne offrirò un resoconto, come mio solito; ci sono tante cose da raccontare, non vedo l’ora.
Inoltre, continuerò a pubblicare post per il progetto Book Blogger May, ma credo che sforerò e proseguirò a Giugno (perdonami, Fragola!); gli esami non perdonano e si avvicinano sempre di più, diminuendo il tempo a mia disposizione.
Per ora è tutto, miei cari; vi auguro, come sempre, buone letture!
Vostra,
Cami