martedì 7 dicembre 2010

Narra la Leggenda… Deirdre l’Addolorata (Parte I)

Buona sera a tutti, e ben ritrovati! Lo Speciale continua (anche grazie a voi, che l’avete accolto così bene!), quest’oggi con una leggenda molto particolare: triste e oscura, certo, ma bella. Protagonista è Deirdre, donna nata per portare sventura, secondo le parole di Cathbad, il druido più saggio e noto (tanto da essere protagonista di moltissimi miti). Protagonista femminile tra le più tragiche, la sua storia fa parte del Ciclo dell’Ulster, di cui parleremo più approfonditamente in un post dedicato ai principali Cicli della mitologia celtica-irlandese.

Vi riporto la leggenda come l’ho trovato sul sito celticworld.it (di cui vi parlerò meglio più avanti), riportata molto bene da Rici86. La storia verrà divisa in più parti, vista la lunghezza; spero vi piaccia!

I re dell'Ulster erano nel pieno dei festeggiamenti in casa di Felimy, figlio di Dall, cantore a corte di Conor. Allora la moglie di Felimy era gravida, ma continuava a servire di persona i propri ospiti. Le coppe giravano per i tavoli e le pareti di quell'onesta casa riecheggiavano di risate.
Improvvisamente il bimbo gridò dal ventre della madre, e la donna fu assalita dai dolori del parto.
Cathbad, il druido, si alzò e fece una profezia: «Sotto la tua veste, o donna, nel tuo ventre arcuato, piange una bambina. Crescerà e diventerà una bella fanciulla dai capelli biondi e dagli occhi verdi. Ella porterà sventura sull'Ulster. Il suo sguardo sarà fatale per gli uomini che la brameranno. Sta per nascere una bambina della sventura e del dolore per Erin; il suo nome sarà Deirdre».
Tutti impietrirono dalla paura e tacquero fino al momento in cui nacque la creatura: era davvero una bambina con gli occhi verdi.
I nobili dell'Ulster gridarono in coro: «Questo neonato non deve vivere!».
Ma Conor portò via la bambina di Felimy e ordinò che venisse allevata nella propria famiglia e quando fu svezzata la fece portare in una fortezza isolata, dove non avrebbe dovuto vedere alcun uomo finchè non fosse venuto il re in persona a prenderla in moglie.
Deirdre visse lontana dal mondo e divenne la più bella ragazza di tutta l’Irlanda. Non vide mai alcun uomo in vita sua, tranne il suo custode vecchio e brutto.
Ma un giorno d’inverno, quando il vecchio uccise un cerbiatto sulla porta della fortezza, la ragazza vide un corvo che beveva il sangue finito sulla neve. Chiese allora alla sua balia: «Mia cara, sii sincera. Dov'è quell'uomo che ha la pelle bianca come la neve, le guance rosse come il sangue e i capelli neri come le ali di una corvo? Ti prego, Lewara, dimmi, esiste al mondo un uomo così? Io voglio amarlo, e lui dovrà amare me».
«Ce ne sono tanti così» disse Lewara «ma il più bello di tutti vive nella casa del re. È Naisi, figlio di re Usnach.»
«Ahimè!» escalmò Deirdre «Se non riesco a vedere quest'uomo morirò.»
La balia pensò al modo di fare incontrare Naisi e Deirdre. E le sventure iniziarono.


Un giorno Naisi si mise a suonare l'arpa nella pianura di Eman. La musica dei figli di Usnach era dolce; quando le mucche la ascoltavano producevano due terzi di latte in più del solito, e uomini e donne dimenticavano tutte le loro pene e i loro dolori quando udivano le dolci note.
I figli di Usnach erano anche molto forti. Quando si mettevano a combattere schiena contro schiena, nemmeno tutti gli uomini di Conor mesi insieme sarebbero riusciti a sconfiggerli. Erano agili come cani da caccia e più veloci dei cervi.
Mentre Naisi stava cantando nella pianura di Eman vide avvicinarsi una fanciulla a testa china. Egli vedeva solo i suoi capelli biondi come il grano. Si avvicino e lo oltrepassò senza dire una parola, ma lo sguardo folgorante dei suoi occhi verdi gli si impresse sulla fronte.
«È graziosa la giovane che mi è passata dinanzi» disse Naisi.
La ragazza lo guardò e replicò: «A cosa serve a una ragazza tutta la sua bellezza se non sente mai sul suo petto la mano di un giovane?».
Naisi capì che costei era Deirdre, perché nessun’altra ragazza avrebbe osato parlare così, e fu assalito da grande paura.
«Il re di questa provincia è il tuo fidanzato, leggiadra fanciulla» disse.
«Io non lo amo» rispose lei. «È vecchio. Preferirei sposare un uomo giovane come te.»
«Non dire così» disse Naisi. «È meglio andare in sposa al re che al suo servitore.»
«Che sciocchezza lasciar parlare sempre e solo la voce della ragione» replicò Deirdre. Poi colse una rosa da un roseto selvatico, gettò il fiore ai piedi di Naisi e disse: «Sarai disonorato per sempre se mi rifiuterai».
«Non indurmi in tentazione, ti prego» disse Naisi. «Ti voglio» replicò Deirdre. «E se tu non mi sposerai dopo tutto quello che abbiamo detto sarai disonorato di fronte a tutti gli uomini di questo paese. Me l'ha assicurato la mia balia Lewara.»
Naisi non sapeva più cosa dire. Deirdre prese la sua arpa, si sedette accanto a lui e cominciò a suonare una dolce musica. Gli uomini dell'Ulster rimasero incantati quando udirono questa melodia; i figli di Usnach, invece, accorsero e dissero al fratello: «Ahimè, cos'hai fatto? Non è costei la ragazza che porterà grandi sciagure sull'Ulster?».
«Che cosa avrei potuto fare?» rispose Naisi. «Chi potrebbe lottare contro l'amore? Se non la prendo in moglie dopo tutto ciò che è accaduto tra noi sarò disonorato di fronte a tutti gli uomini dell'Irlanda.»
«La sventura cadrà su di noi» dissero i fratelli. «Che m'importa?» rispose Naisi. «Meglio attirar su di sé la sventura che essere disonorati. Ce ne andremo in un altro paese.»
Discussero per un momento, poi, dato che amavano Naisi più di ogni altra cosa, i suoi fratelli decisero di seguirlo dovunque egli andasse.
Il mattino dopo si misero in viaggio e presero con sé centocinquanta guerrieri, centocinquanta donne, centocinquanta levrieri e centocinquanta servitori.
Durante la notte, prima di questo giorno, Naisi dormì con Deirdre. Era contento che lei fosse diventata sua sposa per sempre.

[immagine di Breogan]

Conor, il re, era furibondo per il rapimento della bella giovane che aveva deciso di prendere in moglie, e si mise al loro inseguimento.
I fratelli vagarono per tutta l'Irlanda, e finalmente giunsero nel regno di Alba. Piantarono il loro accampamento nel bel mezzo di una landa selvaggia.
Quando, sui boschi delle montagne, la caccia andava male, rubavano il bestiame degli uomini di Alba. Essi eseguivano questi saccheggi can grande abilità, e quando il re di Alba lo venne a sapere li convocò a corte e li accolse cordialmente. Si sa, tutti vorrebbero essere circondati da uomini coraggiosi.
Un mattino, mentre era di ronda nei giardini del palazzo, il maresciallo di corte del re guardò in una tenda e vide Naisi e Deirdre dormire l'uno accanto all'altra come Dio li aveva creati.
Andò dal re e gli disse: «Oh mio sire, finalmente abbiamo trovato una donna adatta a te. L'ho vista a letto insieme a Naisi, il figlio di Usnach, ed è una donna che si addice a un dominatore dell'Occidente. Vivere insieme a lei dev'essere splendido. Fai uccidere Naisi e prendigli la donna».
«No» disse il re. «Agiremo diversamente. Cerca di scoprire se lei è ben disposta nei miei confronti.» E così fece. Ma quando il maresciallo di corte tentò di indurla all'adulterio Deirdre raccontò tutto a Naisi, l'uomo che lei amava più di ogni altra cosa. « Dobbiamo andarcene. Se non fuggiremo stanotte, voi uomini verrete tutti uccisi domani, e noi donne subiremo violenza.»
Allora i figli di Usnach lasciarono il palazzo del re di Alba e se ne andarono su un'isola lontana.
Un giorno re Conor diede una festa con i nobili nel regno nell'onesta casa di Emania. La musica era gradevole, e dopo che il bardo ebbe elogiato i cento avi del re, il re in persona prese la parola e disse: «Vorrei sapere da voi, principi e nobili, se siete mai stati a una festa più sfarzosa di questa, oppure se avete mai visto una casa più bella di questa casa di Emania».
«No, o sire» risposero tutti in coro.
«Vi chiedo ancora» proseguì Conor «se qui manca qualcosa. »
«Nient'affatto!» risposero di nuovo.
«È certo la vostra cortesia che vi spinge a mentire» disse Conor. «So benissimo che, quando siete entrati, siete subito andati in cerca di qualcuno, e precisamente dei tre giovani, dei tre luminosi guerrieri, dei tre nobili figli di Usnach: Naisi, Aini e Ardan. Ahimè, essi sono lontani proprio a causa di quella donna! Severa è la loro punizione, essi vivono reietti su un'isola dell'oceano e combattono contre le orde barbare del re di Alba. Come saremmo tranquilli se fossero seduti qui a questo tavolo, sotto questo tetto, sempre pronti a difendere il regno dell'Ulster! Come vorrei che fossero qui tra noi! »
I nobili replicarono: «Se avessimo avuto il coraggio di dar voce ai nostri pensieri avremmo detto la stessa cosa. È veramente un peccato che i tre migliori uomini di Erin non siano tra noi».
Conor prese di nuovo la parola. «Inviamo dei messaggeri ad Alba, sull'isola del lago Etive, e preghiamo i figli di Usnach di ritornare a Erin.»
«Ma chi riuscirà a convincerli che a loro non accadrà nulla di male una volta giunti nel tuo regno?» chiesero gli altri.
«Solo tre di noi» disse Conor «possono garantir loro che io non mi lascerà trascinare dall'ira: Fergus, Cuchullan e Conell Carnach. Decidiamo chi dei tre inviare come messaggero.»
II re prese Conell Carnach in disparte e gli chiese che cosa avrebbe fatto se i figli di Usnach fossero tornati con la garanzia dell'incolumità.
«Chi volesse far loro del male» rispose Conell Carnach «la pagherebbe con la vita.»
«Devo dedurre» disse Conor «che per te io non sono la persona più cara e importante.»
Conor fece la stessa domanda a Cuchullan e ne ricevette una risposta simile.
"Non c'è proprio nessuno al mondo" pensò tra sé Conor con tristezza "che sappia quant'è amara la solitudine?”
Poi chiamò Fergus, il figlio di Roy, gli fece la stessa domanda, e Fergus rispose: «Non verserei mai il tuo sangue, sire, ma chiunque altro cercasse di far del male a chi é stata promessa l'incolumità la pagherebbe con la vita».
«Vedo che tu mi ami e mi stimi più di ogni altra cosa» disse Conor. «Vai dagli Usnach e portali qua. Al ritorno passa da Dun Barach, ma non lasciar riposare un solo istante i figli di Usnach finché non saranno qui alla mia festa. Promettimi di far attuare tutto ciò che ti ho comandato.»
Fergus giurò solennemente, poi ritornò alla festa insieme al re e festeggiò la notte intera insieme agli altri nobili.
Il re chiamò Barach in disparte e gli chiese se avesse preparato una festa in casa sua.
«Ho preparato una festa a Dun Barach» disse costui. «Tu e i tuoi nobiluomini siete sempre i benvenuti.»
«Se tu riuscissi a trattenere Fergus fino al termine della festa, quando lui ritornerà da Alba» disse il re «mi renderesti un grosso favore.»
«Rimarrà tre giorni da me a festeggiare» replicò Barach. «Siamo entrambi membri della lega guerriera a del Ramo Rosso. Il suo giuramento gli impone di accettare la mia ospitalità.»

(immagine di Mashami)

Il mattino successivo Fergus partì da Emania con i suoi due figli, Buini Borb e Illan Finn, e con Cailon, il suo scudiero, e si diresse verso Alba.
Attraversarono il mare e arrivarono all'isola sul lago Etive, dove vivevano i figli di Usnach. Deirdre e Naisi erano nella loro tenda e stavano giocando a scacchi seduti l'uno di fronte all'altro davanti alla lucida scacchiera di Conor.
Quando Fergus entrò nel porto lanciò un urlo, il grido di caccia di un uomo forte, e Naisi, udito l'urlo, disse: «Ho sentito il grido di un uomo di Erin».
«Non era il grido di un uomo di Erin» replicò Deirdre. «Era il grido di un uomo di Alba.» Fergus urlò una seconda volta.
«Questo era il grido di un uomo di Erin» disse Naisi.
«Ma no» replicò Deirdre. «Continuiamo a giocare.» Fergus urlò per la terza volta. Naisi sapeva che solo Fergus poteva urlare in questo modo e disse: «Se costui non è il figlio di Roy io non mi chiamo più Naisi. Ardan, fratello mio, vai a dare il benvenuto al nostro consanguineo».
«Ho capito subito che era stato Fergus a urlare» disse Deirdre piano.
«Allora perché hai tentato di nascondermi la verità, regina?» chiese Naisi.
Allora Deirdre raccontò. «La notte scorsa ho fatto un sogno. Tre uccelli volavano verso di noi dalle pianure di Emania e sui loro becchi c'era una goccia di miele. Ma quando se ne sono volati via da noi la goccia di miele era diventata una goccia di sangue. »
«E tu, principessa, cosa pensi che possa significare questo sogno?» domandò Naisi.
«Fergus è stato inviato da Conor con un messaggio menzognero. Un messaggio di pace è dolce come il miele. E il sangue che verrà versato sarà il nostro sangue. »
«No, non ci credo» disse Naisi, e ordinò a suo fratello: «Fergus starà vagando sull'isola già da un po’. Vai, Ardan, e indicagli la strada per arrivare alla nostra tenda». Allora Ardan corse giù al porto, augurò il benvenuto a Fergus, abbracciò lui e i suoi figli e gli chiese notizie di Erin.
«Buone notizie» rispose Fergus. «Conor vi promette l'incolumità se ritornerete a Emania.»
«Non è possibile» disse Deirdre. «Il nostro potere ad Alba è più grande di quello di Conor a Erin.»
«Vivere in terra natia» replicò Fergus «è meglio di ogni altra cosa. Valgono poco il potere e la ricchezza se non possiamo guardare ogni giorno la terra che ci ha generati.»
«È vero» disse Naisi. «Erin sta sempre nel mio cuore anche se sono più sicuro e tranquillo ad Alba.»
«Fidatevi di me» disse Fergus. «Garantisco io per la vostra incolumità.»
«Allora andiamo» disse Naisi. «Se Fergus garantisce per la nostra incolumità non c'è motivo di dubitare. »
Il mattino dopo, all'alba, salirono sulle navi e issarono le vele per attraversare il mare.

(continua…)

A presto con la seconda parte!
Camilla

8 commenti:

  1. Deirdre è stata ripresa recentemente in un romanzo: è una delle protagoniste del libro "Il bosco delle trame perdute", che ho recensito qui http://colorarelavita.blogspot.com/search/label/Un%20libro%20per%20amico.

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  2. Tanabrus, lieta che ti piaccia :D Domani pubblicherò la seconda parte!

    Ivy, grazie mille per l'informazione! Mi sono segnata il libro :)

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  3. Ciao! :) Grazie di aver linkato il mio sito! :) Lo sto rinnovando, quindi il link ora è cambiato: http://rici86.altervista.org/celti/deirdre.php. Mi permetto di aggiungere alla mia pagina le bellissime immagini che hai messo nel tuo post.
    Fàinne oir ort! :)

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  4. Ciao! Figurati, mi è stato veramente utile :)
    Per le immagini, le fonti da cui le ho prese sono tutte segnate sotto di loro :)

    La frase che hai scritto è in irlandese, o in qualche altro dialetto celtico? :)

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  5. Grazie :) La frase che ho scritto è una benedizione in gaelico scozzese che significa letteralmente "Un anello d'oro su di te" :)

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  6. Prego :)
    Bella frase, me la segno!

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