sabato 11 dicembre 2010

Narra la Leggenda… Deirdre l’Addolorata (Parte II)

Con un pochino di ritardo (chiedo perdono, la scuola chiama!), eccovi la seconda parte della leggenda di Deirdre.
Intanto vi annuncio che presto posterò la prima recensione dedicata a questo speciale fatato!

Quando entrarono nel porto di Dun Barach, Barach in persona li stava attendendo sul molo. Salutò i figli di Usnach e Deirdre con falsa cordialità, poi prese Fergus in disparte e gli disse: «Rimani da me e prendi parte alla mia festa. Non permetterò che tu te ne vada prima di tre giorni, in nome della fratellanza e dell'amicizia che abbiamo giurato alla lega guerriera del Ramo Rosso».
Quando Fergus udì ciò si fece rosso in volto e disse: «Tu stai commettendo una malvagità, Barach. Come puoi invitarmi alla tua festa se sai benissimo che sto andando da Conor e che non devo perdere di vista i figli di Usnach? Il re ha promesso loro l'incolumità».
«Non m'interessa» rispose Barach. «Se rifiuterai la mia ospitalità ti lancerò un incantesimo.» Fergus si confidò con Naisi sul da farsi, e Deirdre rispose: «Devi abbandonare Barach oppure i figli di Usnach. Mi sembra una mancanza meno grave rifiutare l'invito a una festa piuttosto che lasciar soli degli amici affidati alla tua custodia. Ma io non posso decidere per te».
«Una via d'uscita c'è» rispose Fergus. «Io rimarrò da Barach mentre i miei due figli, Illan Finn e Buini Borb il rosso, vi accompagneranno e garantiranno per la vostra incolumità al posto mio.»
«Non abbiamo bisogno della tua scorta» disse Naisi adirato. «Le nostre forti braccia sono sempre state la miglior garanzia per la nostra incolumità.»
Ardan, Aini, Deirdre e i due figli di Fergus lo seguirono. Fergus rimase indietro, triste e pieno di cupi pensieri.
Deirdre disse: «Propongo di andare sull'isola di Rathlin e aspettare finché Fergus verrà ad accompagnarci, perché da questo momento in poi io penso che non potremo più contare sull'incolumità promessaci».
Ma Naisi e i figli di Fergus non vollero darle ascolto e fu deciso di proseguire il viaggio verso Emania.

foto di Gar62
«Ahimè» si lamentò Deirdre «non avrei mai dovuto lasciare Alba, la terra dall'erba rigogliosa.» Quando giunsero alla torre di vedetta di Fincairn, sui monti di Fuadg, Naisi si accorse che Deirdre non era più con loro. Tornò indietro e la vide immersa in un profondo sonno. Quando la svegliò ella si scosse piena di angoscia e di paura.
«Temo un tradimento» disse. «Ho fatto un sogno. Ho visto Illan Finn combattere al nostro fianco, ma alla fine il suo corpo era senza testa.»
«Le tue labbra sono leggiadre, ma i tuoi sogni sono sempre pieni di cose brutte» disse Naisi. «Io non ho paura di un tradimento. Proseguiamo.»
E così continuarono il viaggio e arrivarono ad Ardsallagh. Là Deirdre disse a Naisi: «Vedo una nube sopra Emania, una nube che gronda sangue. Ascoltate, figli di Usnach, non andate a Emania senza Fergus, andiamo a Dundalgan da nostro nipote Cuchullan e aspettiamo che Fergus abbia fatto fronte ai propri impegni».
«Io non ho paura di niente e di nessuno» disse Naisi. «Andiamo avanti.»
Allora Deirdre gridò: «Oh, Naisi, non vedi quella nube sopra Emania, una nube piena di sangue, grondante pus? Ahimè, non andare a Emania stasera!».
«Non ho paura» rispose Naisi. «Non ascolterò il tuo consiglio. Andiamo avanti.»
«Nipote di Roy» replicò Deirdre. «Assai raramente tu e io abbiamo avuto divergenze di opinioni. Siamo sempre stati un cuore e una mente, fin dal giorno in cui Lewara mi mandò alla pianura di Emania dove tu stavi suonando.»
«Non ho paura» ripeté Naisi.
«Figli di Usnach» replicò Deirdre «c'è un modo per sapere se Conor ha intenzione di tradirci. Se ci porteranno nelle case di Emania non avremo nulla da temere, ma se ci daranno come alloggio la casa della lega guerriera del Ramo Rosso preparatevi al peggio.»
Mentre diceva questo giunsero alle porte di Emania. Naisi bussò e la sentinella chiese chi era.
«La famiglia di Usnach e Deirdre» fu la risposta. Per ordine di Conor vennero accompagnati alla casa della lega guerriera del Ramo Rosso.
«Sarebbe meglio se almeno adesso prestaste ascolto ai miei consigli» disse Deirdre. «Sicuramente ci accadrà qualche sventura.»
«Sciocchezze» disse Illan Finn, il figlio di Fergus. «I figli di mio padre non hanno mai conosciuto la viltà. Io e Buini Borb resteremo insieme a voi nella casa del Ramo Rosso.»
Quando vi presero alloggio i servitori portarono loro carne e vin dolce in abbondanza, finché tutti furono soddisfatti e di buonumore. Deirdre e i figli di Usnach, però, furono prudenti e assaggiarono solo poco cibo e poco vino perché temevano per la loro vita.
Poi Naisi disse: «Portatemi la scacchiera! » e si mise a giocare a scacchi con Deirdre su quella scacchiera lucida.
Sapendo che Deirdre era nella casa del Ramo Rosso, Conor si sentì più tranquillo e disse ai suoi ospiti: «Chi di voi vuole andare per me alla casa del Ramo Rosso per vedere se la bellezza di Deirdre è ancora così grande? Se il suo viso o il suo corpo non sono mutati, se non esiste al mondo donna più bella di lei?».
Allora Lewara, la balia, disse: «Lo farò io per te, sire». Ella amava Naisi e Deirdre, li aveva fatti incontrare, e questa era l'unica possibilità per parlare con loro.
Quando arrivò alla casa del Ramo Rosso vide Naisi Deirdre seduti davanti alla scacchiera. Li abbracciò, li baciò e disse: «Figlioli miei cari, come sprecare il vostro tempo in giochi e divertimenti mentre Conor medita il tradimento nei vostri confronti? Ahimè, questa sarà una notte triste per la famiglia degli Usnach se non sbarrate porte e finestre e non lottate con coraggio. E tu, figlio di Fergus, fa’ tuo dovere finché arriverà tuo padre».
Poi pianse lacrime amare e ritornò alla casa di Emania. Conor le chiese che cosa avesse visto. Devo darti una buona e una cattiva notizia» rispose Lewara. «La buona è questa: i figli di Usnach sono sempre i tre uomini più valorosi di Erin. La cattiva è la seguente: la donna che, quando scappò dal paese, era la più bella di Erin, adesso non è più così bella.»
Conor fu colto da ira e gelosia. Continuò a bere, ma non riuscì a trattenersi a lungo e dopo un momento disse: «Chi di voi è disposto a darmi notizie veritiere dalla casa del Ramo Rosso?».
Nessuno dei nobili rispose poiché tutti temevano che il re avrebbe potuto rompere la promessa fatta a Fergus.
Allora Conor disse a uno dei suoi: «Trendorn, ti ricordi chi ha ucciso tuo padre?».
«Naisi mac Usnach ha ucciso mio padre e anche i miei tre fratelli.»
«Allora vai e informati per conto mio sul vero aspetto di Deirdre. Non riesco proprio a credere che la sua bellezza sia svanita come la neve in primavera.»
Trendorn corse alla casa del Ramo Rosso e vide, da una finestra aperta, Naisi e Deirdre che stavano giocando a scacchi.
Deirdre disse a Naisi: «C'è qualcuno alla finestra che ci sta osservando».
Naisi scagliò contro la spia il pezzo degli scacchi che stava per muovere e colpì Trendorn cavandogli un occhio. Trendorn ritornò dolorante da Conor. Adesso costui aveva un pretesto per dar battaglia. Annunciò a tutti il proprio sdegno. «Naisi un tempo era mio vassallo. Ora vuole diventare re.» E a bassa voce chiese di Deirdre.
«È sempre bella» rispose Trendorn. «Nessuna donna al mondo potrebbe misurarsi con lei in bellezza.»
Quando Conor udì ciò divampò in lui il fuoco dell'ira e della gelosia, e tutti nel salone se ne accorsero, tanto ardente era questo fuoco. Balzò sul tavolo e gridò agli uomini che stavano partecipando alla festa: «Orsù, correte, assaltate la casa del Ramo Rosso e portatemi qui i colpevoli, affinché io li possa punire! ».
Con un terribile baccano i guerrieri dell'Ulster circondarono la casa e incendiarono porte e finestre. Quando i figli di Usnach udirono le grida chiesero chi stesse urlando, e la risposta fu: «Conor e Ulster!».
«Traditori! » gridò Illan Finn. «Volete rompere la promessa che il re ha fatto a mio padre» «Canaglie! Cani rognosi! » ringhiò Conor di rimando: «Volete difendere i rapitori di mia moglie?». «Ahimè! » esclamò Deirdre. «Siamo stati ingannati. Fergus era un traditore.»


«Se Fergus vi ha traditi» disse Buini Borb il rosso «io rimarrò con voi.» Spalancò la porta e fece una sortita con i suoi uomini. Uccise cinquanta valenti guerrieri dell'Ulster e gettò grande scompiglio tra le truppe di Conor. Quando il re lo venne a saper chiese chi avesse ucciso i suoi migliori uomini. «È stato Buini Borb il rosso, il figlio di Fergus. « Fermo! » gridò Conor al figlio di Fergus. «Ti darò delle terre a Slive Fuadh.»
«E poi?»
«Ti nominerò mio cancelliere» promise Conor. Allora Buini Borb abbandonò la battaglia e se ne andò.
Ma la terra che il re gli aveva promesso si trasformò quella notte stessa in una steppa desolata. Da allora venne chiamata Dalwhiuny ed è una sinistra palude sui monti Fuadh.
Quando Deirdre vide che anche Buini Borb abbandonava esclamò: «Traditore il padre, traditore il figlio. Non vi avevo forse detto che Fergus era un traditore?».
«Se Fergus è un traditore» disse Illan Finn «io non vi tradirò mai finché questa piccola spada resterà nelle mie mani.»
Illan Finn passò all'attacco con i suoi uomini. Si scontrò con gli assedianti in tre violente battaglie, e uccise trecento uomini. Poi rientrò nella casa dove Naisi e suo fratello Aini stavano giocando a scacchi. I figli di Usnach non volevano dare a vedere che i loro cuori erano impauriti da tutto quel fracasso.
Illan Finn distribuì delle fiaccole ai suoi uomini organizzò una nuova sortita, riuscendo a scacciare nemici che avevano appiccato fuoco alla casa del Ramo Rosso.
Allora Conor esclamò: «Dov'è mio figlio Fiara Finn?».
«Sono qui, mio sire!»
«Tu e Illan Finn siete venuti al mondo la stessa notte. Vai e combatti con lui, e dato che egli reca le insegne di suo padre, tu porta le mie insegne e la mia armatura. Prendi oceano, fuga e vittoria, il mio scudo, la mia lancia e la mia spada e combatti per tuo padre contro il figlio di Fergus.»
Fiara indossò allora l'ottima armatura del padre ed entrò nella casa del Ramo Rosso per combattere contro Illan Finn.
Fu un combattimento leale da veri uomini, aspro, sanguinoso, selvaggio, ardente, irruento e spaventoso. Alla fine Illan Finn atterrò Fiara e lo costrinse a cercare riparo sotto íl proprio scudo. In quel momento le onde dell'oceano iniziarono a scrosciare =quello scudo aveva la particolarità di far riecheggiare il rumore del mare in tempesta quando colui che lo portava era in pericolo. I tre mari di Erin si unirono con le loro onde al fragore dell'oceano. Le onde di Tuath, le onde di Cliona e le onde di Inver-Rory rimbombavano e annunciavano le difficoltà di Fiara.
Conell Carnach sedeva sulla scogliera di Sanseverich e udì il rumore di Loch Rory e del mare. Allora prese le sue armi, radunò i suoi uomini e si diresse verso Emania, perché aveva capito che il suo re era in pericolo.
Sul campo davanti alla casa del Ramo Rosso videro Fiara Finn messo alle strette dal suo avversario. Allora assalirono Illan Finn e gli scagliarono le loro lance colpendolo al cuore. Lui non riuscì nemmeno a capire cosa fosse successo, poiché non aveva visto arrivare nessuno.
«Chi mi ha trafitto alle spalle?» gridò. «Perché queste canaglie non hanno cercato il combattimento faccia a faccia?»
«Dimmi chi sei! » gridò Conell.
«Sono Illan, il figlio di Fergus.»
«E io sono Conell Carnach.»
«Sii maledetto per l'azione malvagia che hai commesso, Conell. È stato vile e bestiale da parte tua trafiggermi alle spalle. Sto difendendo la famiglia di Usnach tornata da Alba, alla quale era stata promessa l'incolumità.»
«Perdiana! » esclamò Conell. «Non lascerò impunità quest'offesa.» E con un colpo violento staccò la testa di Fiara. Poi se ne andò adirato e preoccupato.
La debolezza della morte assalì Illan. Gettò le sue armi nella casa del Ramo Rosso ed esortò Naisi a combattere da vero uomo.
Ancora una volta gli uomini dell'Ulster assaltarono la casa del Ramo Rosso e tentarono di appiccarvi fuoco. Ardan e i suoi uomini uscirono per domare il fuoco e uccisero cento guerrieri.
Naisi stesso intervenne nella lotta verso la fine della nottata, e quando venne l'alba aveva allontanato tutti i nemici dalla casa. Ma Conor inviò altri guerrieri in battaglia, e la lotta imperversò nella pianura con un accanimento inaudito fino a pieno giorno.
La carneficina si rivelò una sciagura per gli uomini dell'Ulster. Finché non verranno contati i grani di sabbia delle spiagge, le foglie delle foreste, le gocce di rugiada dei prati e le stelle del cielo non sarà possibile contare la grande quantità di teste, mani e gambe nude e rosse di sangue tagliate da Naisi e dai suoi fratelli e abbandonate sulla pianura.
Poi Naisi ritornò nella casa del Ramo Rosso, fece coraggio a Deirdre e disse: «Ce la faremo. Combatti con coraggio e non temere».
I figli di Usnach formarono, con i loro scudi, un muro protettivo, si scagliarono come aquile sulle truppe di Conor, e per mano loro molti valorosi persero la vita.
Quando Cathbad, il druido, vide che i figli di Usnach stavano minacciando il re in persona, fece ricorso alla magia e lanciò loro un incantesimo. Le armi caddero dalle loro mani ed essi furono assaliti dagli uomini dell'Ulster. Le loro membra erano state paralizzate dall'incantesimo.
Però nessun uomo delle truppe dell'Ulster aveva il coraggio di dare la morte ai figli di Usnach, tanto erano amati dal popolo e dai nobili.
In casa di Conor viveva però un uomo di nome Maini, la mano violenta, figlio del re Lochlin, al quale Naisi aveva ucciso il padre e i due fratelli. Fu costui a ucciderli, e quando gli uomini dell'Ulster vennero a sapere della morte dei valenti guerrieri, si misero a piangere per il dolore e il cordoglio.
Deirdre si gettò sui cadaveri e baciò i corpi senza vita. Poi si strappò i capelli e i vestiti. Venne scavata una fossa e Deirdre, con i capelli sciolti, versò calde lacrime e intonò il suo canto di dolore:

I leoni delle colline sono scomparsi
e io sono sola, sola.
Scavate una tomba larga e profonda
perché io sono malata e voglio riposare.
I falchi del bosco sono scomparsi
e io sono sola, sola.
Scavate una tomba larga e profonda
e lasciatemi riposare accanto a loro.
I draghi della montagna adesso dormono
di un sonno che nessun canto saprà destare.
Scavate la tomba, preparatela,
e lasciatemi dormire accanto al mio amato.

Sperando che vi sia piaciuta, vi saluto e vi aspetto per i prossimi post!

Cami

10 commenti:

  1. Avevi qualche dubbio? certo che ci è piaciuta :D brava come sempre. ahh un'altra cosa: se hai un pochino di tempo, vuoi partecipare anche tu alla famosa Sacrosanta Rubrica della quale ho parlato sul mio blog? chiaramente solo se hai tempo, visto che tra ultimo anno a scuola e cosette varie siamo tutte un po' fregate :(
    a presto, un bacione!
    camomilla

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  2. Le leggende ambientate in suolo irlandese hanno sempre un grade fascino, specie se sono così antiche!!

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  3. Tantabrus, ne sono felice :)

    camomilla! :D ti ringrazio, sono contenta ti sia piaciuta. Purtroppo in effetti non ho parecchio tempo e non me la sento di iniziare una rubrica che poi non riuscirei a seguire come si deve, mi dispiace :( Anche perchè la seguo sul tuo blog e mi piace molto :)
    un bacione!

    Ivy, vero? Sono d'accordo con te, sono molto affascinanti!

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  4. Veramente una bella rubrica :-)

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  5. Ma non farci mancare le recensioni :-)

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  6. Nemmeno per sogno ;) Ne sto scrivendo una giusto ora!

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  7. ciao
    eccomi per un saluto al volo
    buon proseguimento ^_________^

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  8. Che bella!!! L'ho letta tutta e mi è piaciuta tanto...brava Cami! ;-)

    C'è un premio per te nel mio blog...passa a trovarmi! ^^

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