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domenica 5 giugno 2016

«Di maggio sì vi do molti cavagli / e tutti quanti sieno affrenatori, / [...] e piover da finestre e da balconi / in giù ghirlande ed in su melerance»

Mie care lettrici, miei cari lettori,

anche il mese di maggio è passato, e il sole continua a rimanere incerto tra le nuvole di pioggia. Ho scampato un paio di temporali per un soffio! Anche per questo ho deciso di affidare a Folgore di San Gimignano il titolo del post riepilogativo del mese, con la speranza che comincino davvero a piovere ghirlande al posto delle gocce pesanti che ultimamente tamburellano sul mio lucernario.




Nelle letture sto mantenendo il ritmo, lento e tranquillo, che ho preso sin dall'inizio dell'anno. Non mi dispiace troppo, anche se ovviamente mi manca avere il tempo per dedicarmi un po' di più ai libri; rimango comunque contenta di riuscire a leggere anche per piacere, e non solo per lavoro.
Alcuni dei libri che mi sono passati tra le mani sono più che dimenticabili, e quindi non credo che ne parlerò qui: come il tempo per leggere, anche il tempo per il blog è irregimentato, e dunque preferisco parlarvi dei romanzi che mi hanno colpita. Spero di condividerli con voi presto; di uno avete già un'idea, guardando la copertina della Prossima recensione nella colonna a sinistra, e vi anticipo anche che il libro mi è stato inviato dalla casa editrice (Acheron books) e che sono molto felice di averlo potuto leggere.

Per il resto, maggio è stato ovviamente il mese del Salone del libro a Torino. Essendo il primo a cui ho partecipato per lavoro, è stato un momento allo stesso tempo strano ed eccitante. Oltre alla presentazione della nuova struttura e del rinnovamento grafico del giornale presso cui sto facendo il mio stage (il Giornale della libreria, dell'Associazione Italiana Editori) e all'incontro sui dati del primo trimestre del mercato editoriale, ho potuto dedicarmi a una delle mie attività preferite da fare durante le fiere letterarie, seconda solo ai giri tra gli stand in cerca di libri interessanti: gli incontri con le persone che, per molti motivi, non posso abbracciare spesso di persone. E quindi ho potuto strapazzare la Leggivendola Erica, ridacchiare di copertine e trame discutibili con Nereia e Simona (che ho lietamente conosciuto in questa occasione), abbracciare e chiacchierare con la lettrice rampante per antonomasia, Elisa, salutare Luca (spero seguiate i social di NN, è grazie a lui se sono così ben curati) e salutare svariati compagni di Master, che - fortunatamente - lavorano sparsi tra redazioni, uffici stampa e varie ed eventuali, in giro per l'Italia.


Ovviamente ho anche fatto un salto presso vari stand, curiosando tra le nuove uscite e salutando chi conoscevo. Ho anche fatto due acquisti: Le cose che restano di Jenny Offill (so che ora sta presentando il libro a Ivrea, alla Grande Invasione: avrei tanto voluto esserci!) e Stalin + Bianca di Iacopo Barison. Sono molto curiosa di leggere entrambi, ovviamente.
Ho fatto anche un altro paio di acquisti, durante il mese: mi sono lasciata tentare dalla sirene che cantano dai libri usati in zona Cairoli. E così ho preso una vecchia BUR con tre drammi di Hugo (Lucrezia Borgia, Maria Tudor e Angelo) e due Oscar di Remarque (Tempo di vivere, tempo di morire e Ama il prossimo tuo). Che ci posso fare, era una bella giornata di sole, ero felice, li ho visti e mi son detta che sarebbero stati il coronamento perfetto!

Infine, durante il mese ho cominciato a leggere i racconti inviati al Transilvania Project, di cui colpevolmente non ho ancora parlato. Trattasi di un concorso organizzato dalla Leggivendola, che mi ha chiesto - a suo rischio e pericolo - di far parte della giuria che sceglierà i vincitori, insieme ad altre persone molto interessanti, equamente divise tra autori, lettori e librai. Vista la bella esperienza che abbiamo vissuto, assieme a Marco/Salomon Xeno, svolgendo il ruolo di giuria per 3Narratori - che ricordo sempre con grande piacere! - sono felice di tornare a lavorare e parlare con loro per questo progetto, e di ampliare il discorso con tutti gli altri che, ne sono certa, renderanno ancora più divertente e interessante il dibattito.

Per questo mese è tutto. Giugno ci attende, e oltre al concorso e alle letture ci sono alcuni momenti importanti che mi attendono. Spero di potervene parlare presto, e soprattutto (egoisticamente) spero che saranno notizie positive.

Il mio augurio come sempre è che, nel frattempo, voi facciate buone letture.

A presto,

Cami



giovedì 22 maggio 2014

Maggio = Salone Internazionale del Libro, Torino (versione Bibliomania 4.0)

In Italia, Maggio è il mese dei libri – e non soltanto da quando è stato effettivamente istituito il Maggio dei Libri: Maggio è il mese del Salone Internazionale del Libro di Torino, l’evento col maggior numero di espositori e di incontri, oltre a una considerevole affluenza e a una copertura mediatica apprezzabile. Lo si ama, lo si disprezza, ma di certo non gli si può rimanere indifferenti. Personalmente, al quarto anno come visitatrice, posso dire di aver imparato ad amare ciò che c’è di bello e a evitare ciò che mi piace meno, rendendo la mia visita al Salone, di fatto, un bel momento pieno di entusiasmo e gioia. Senza contare che quest’anno ho potuto vivere un’esperienza molto particolare – ve ne parlerò più giù!

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Allo stesso tempo, però, è stato un Salone un po’ strano. Rispetto agli anni scorsi l’ho vissuto quasi più di fretta: c’erano così tante cose da fare, così tante persone da vedere, che il tempo è sembrato volare via e nella mia memoria è diventato, più che un flusso costante, un saltellare qua e là. Quest’anno, quindi, il resoconto sarà un po’ diverso dal solito, riadattato secondo l’esperienza di quest’anno (su misura, potremmo dire): signori e signore, vi presento l’elenco alfabetico omnicomprensivo del Salone 2014, edizione Bibliomania.
Amici
Quelli dell’università con cui sono arrivata, quelli che ho rivisto e abbracciato dopo tanto tempo, quelli che ho potuto finalmente incontrare dal vivo. Una montagna di persone cui avrei voluto dedicare più tempo, energie, abbracci. Saluto in particolare Marco, Sonia, Erica, Elisa, Lara, Maria, Federica, Nereia, Valentina, Elisabetta e le altre blogger che erano all’incontro. È stato un vero piacere potervi vedere, anche se per poco: prima o poi si organizzerà un caffè tranquillo e pieno di chiacchiere, promesso.
Buste distruggi-dita

Il dolce peso dei libri è sempre piacevole, ma le buste e i sacchetti forniti dalle case editrici sono spesso delle armi pronte a sfruttare la massa di carta che contengono per segare le dita e piagare i palmi con calli incurabili. Il prossimo anno mi porterò un pratico zaino.
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Case editrici (e Commesso carino)
Come sempre, c’erano tutte le più grandi, la maggior parte di quelle di media grandezza e un buon numero di piccoli editori.PicMonkey Collage Tralasciando i primi (difficilmente visito i loro stand, sono troppo affollati), ho notato una grande attenzione dei secondi nella cura dello stand, dall’arredamento alla disposizione dei libri, e per quel che ho visto anche i più piccoli, pur disponendo di spazi minimi, sono riusciti a trasmettere una buona impressione. Insomma, stand approvati!
Menzione d’onore per la bellezza dell’ambiente a ISBN, e/o, Iperborea, SUR; menzione d’onore per la gentilezza del personale a Jo March, Fazi, Voland, Hacca e Astoria.
Il commesso carino non vi dirò mai dov’era, ma ancora mi mangio le mani per non aver avuto il coraggio di chiedergli almeno come si chiamava.


Dolenti (gambe)
Dico sempre che vorrei fare tutti e cinque i giorni del Salone, ma a dire il vero non so fino a quando reggerebbero le mie gambe. La distanza tra un padiglione e l’altro sembra aumentare man mano che passano le ore e camminare diventa proporzionalmente più faticoso, pur indossando scarpe comode.
Emozione
Quando superi l’ingresso e ti ritrovi in quello che è il tuo mondo, in mezzo alle storie e a chi le ama quanto te, partecipando in modo attivo alla tua passione… L’emozione sale e fa sempre sorridere. I libri mi danno un senso d’appartenenza che non riesco mai a esprimere del tutto nel modo in cui vorrei.
File
Quest’anno ne ho fatta solo una, ma a dire il vero nel frattempo stavo pranzando, quindi più che una fila la chiamerei una pausa pranzo. Per quel che ho visto, comunque, mi sono sembrate nella norma rispetto a quella che è la media del Salone. Non mi sembra di aver notato file gargantuesche – ricordo ancora quella dell’anno scorso per Saviano – ma probabilmente è perché i personaggi più noti tendono a presenziare durante il fine settimana, e io sono andata di Venerdì.
Giovani, giovanissimi e meno giovani
Ovvero, le età dei presenti al Salone. Una media tra giovani miei coetanei, uomini e donne oscillanti tra i 30 e i 45, una marea di classi di bimbi piccolini (con maglietta/cappellino/tesserino di riconoscimento, a volte pure con la corda, tipo naufraghi nella tempesta) e una buona rappresentanza anche per l’età della ragione, nota anche come terza età. È bello che generazioni così diverse possano confrontarsi su un terreno comune.
Hashtag
v65oai7fxn47qv9nectxI social network ormai sono parte integrante di questi eventi e l’hashtag #SalTo14 era all’ordine del giorno, pronto a raccogliere i tweet di tutti i presenti e anche di chi, da casa, avrebbe voluto esserci. Personalmente non sono stata molto attiva quest’anno: ero talmente presa dal resto che mi sono proprio dimenticata di guardare il cellulare.



Istinto
Quello che ti spinge a guardare uno stand piuttosto che un altro, oppure che ti convince a dare un’occhiata ai libri portati da una casa editrice che non conosci, ma che ha un nome accattivante; una sensazione “di pancia”, come si suol dire, che ti convince della necessità di dare fiducia a qualcosa che ancora non conosci. Torino, in questo senso, è il luogo ideale: ci sono marchi, autori, libri che è improbabile trovare altrove e che potrebbero perdersi nel mare magnum editoriale. A volte si rischiano delle fregature; altre volte, però, si scopre la chicca che ripaga ogni precedente delusione. Al Salone (e anche durante le altre fiere) tendo a lasciarmi guidare più del solito dall’istinto!
Libri
Non credo proprio possa esserci un’altra parola per L in questo speciale alfabeto. Viva i libri!
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“Ooh, questo libro sembra davvero interessante!”
“Prendilo!”
“Non posso… ho speso tutto quello che mi ero portata dietro!”
“Ma sul serio?”
“Ehm… sì. Disponibilità pecuniaria pari a zero. Ah, il dolore! Il tormento! Come potrò guardare tutti questi libri e resistere?”
Tipico dialogo tra me e chiunque altro, esponenti delle case editrici compresi, dalle tre del pomeriggio in poi. Sì, ho una lieve vena drammatica e ogni tanto la sfogo parlando così… ma cercate di capirmi, ero in mezzo a un sacco di libri e mi era rimasto l’equivalente in monete di una bottiglietta d’acqua. L’anno prossimo dovrò trattenermi, o risparmiare di più nei mesi precedenti. Comunque ne è valsa la pena!
Orari
Tutto come programmato: sveglia alle 7,  arrivo al Lingotto tra le 11 e le 11.30, pranzo verso mezzogiorno, alle 13.30 momento moda quando sfrutto i servizi per cambiarmi e mettermi una camicia (capirete tutto alla prossima vocale), alle 14 l’incontro speciale (idem), alle 15.30 corsa verso lo spazio per il paese ospite (vedasi voce Vaticano) per l’incontro tra blogger organizzato da Maria, uscita dal Lingotto alle 18 circa (dal lato sbagliato – questo non era programmato), treno in partenza verso le 18.50, arrivo un paio d’ore dopo.
Ore 22: la sottoscritta è sotto le amate coperte e dorme come un ghiro.
Pausa
Momento necessario per non soccombere alla fatica (la voce Dolenti (gambe) e Buste distruggi-dita parlano da sé). Personalmente, la pausa migliore è stata quella presso lo stand del Libraccio: ho trovato uno sgabello girevole abbandonato in un angolo e me ne sono appropriata senza indugi. Mentre gli altri navigavano tra i libri, io mi godevo la visuale – i libri erano comunque lì di fianco – e riposavo i miei poveri arti.
Questo non lo conosco, questo com’è? E questo? Quello è bello, lo consiglio!”
Fraseggio tipico che intercorre tra due o più lettori; la conoscenza pregressa è gradita ma non necessaria, dato che anche gli sconosciuti si lanciano volentieri in consigli se gli viene data la possibilità di elargirli. Un altro dei motivi per cui amo il Salone.
Radio3
Senza Radio3 il Salone non è Salone! Le trasmissioni in diretta, in particolare Fahrenheit, sono sempre belle da ascoltare. Inoltre, sono un altro ottimo modo per mantenersi informati su quel che accade al Salone quando non è possibile andarci di persona.
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Sconti
Croce e delizia di tutti noi lettori, quest’anno gli sconti (presenti e assenti) hanno fatto discutere molto. Da parte mia, ho notato e apprezzato gli sconti della Fazi, che ogni giorno metteva al 50% un autore del proprio catalogo, il 3x2 di un paio di case editrici (al momento mi vengono in mente e/o e Jo March) e le iniziative particolari come lo sconto Iperborea disponibile a chi mostrava la propria tessera Ikea.
Tutti i miei acquisti (e i cataloghi, i segnalibri e le varie carinerie omaggio)
Il momento della verità. Il bottino finale di quest’anno ve lo mostro attraverso le copertine dei libri presi e una foto del consueto “ventaglio” di cataloghi, cartoline e oggetti vari.
                 Stoner - J. WilliamsLe mie condoglianze - D. M. CardosoUn certo tipo di intimità - J. AshworthEsc - AA.VV.
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Particolarmente accattivanti le cartoline Adelphi (le avrei volute tutte!) e quelle della Hacca, che oltretutto regalava anche un simpatico bracciale giallo fluo e forniva i libri acquistati in una busta protettiva, curata quanto le loro copertine (si intravede sotto il listino bordeaux dell’Adelphi – datomi da una gentilissima signorina dello stand).
Spero di potervi parlare presto e nel dettaglio anche dei libri: sono tutti e quattro titoli che non vedo l’ora di leggere! Stoner non ha bisogno di presentazioni, ESC è una raccolta di racconti promettente, Le mie condoglianze è della mia amatissima Cardoso e Un certo tipo di intimità sembra una di quelle storie che devi leggere tutto d’un fiato.
Un soffio tra le pagine
Ecco, ci siamo. Il misterioso incontro importante delle ore 14, quello per cui mi sono messa la camicia elegante. Ebbene, dovete sapere che nel mio piano di studi universitario c’è anche un Laboratorio di editoria, che io ho frequentato (con entusiasmo, ça va sans dir) e che ha portato all’effettiva stesura e pubblicazione di un libro, formato da diversi brevi saggi introduttivi su alcune opere scelte da noi studenti, legate in qualche modo al tema fornitoci: lo spirito. Ci siamo occupati di tutto, dalla copertina all’indice, con l’aiuto del nostro professore; è un lavoro di cui io sono molto fiera e sono certa sia così anche per i miei compagni di corso. Un soffio tra le pagine (questo è titolo) è il primo passo verso il nostro futuro.
Tuttavia, non ve ne parlo solo per godermi un momento di celebrazione personale, bensì perché questa nostra opera prima è stata presentata al Salone, in Sala Bianca, e tra i relatori c’ero anche io. È stato un momento pieno d’adrenalina ed emozione!
L’incontro è stato aperto dal mio professore, poi abbiamo continuato noi studenti, infine ha parlato Davide Rondoni (presente anche nell’antologia, dato che si parla del suo Hermann) che sembrava aver gradito molto il nostro lavoro.

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Insomma, è stato fantastico. Se ci penso mi viene di nuovo la tremarella per l’agitazione e un sorriso gigantesco per la felicità.
Vaticano
Non si può non fare cenno al paese ospite, che tanto ha fatto parlare di sé; tristemente, non ricordo una simile attenzione per i paesi ospitati in precedenza. Comunque, la Santa Sede ha portato nel Salone una cupola di libri e diversi manoscritti pregiati, che ho osservato con vero piacere: non si vede tutti i giorni un’illustrazione originale della Divina Commedia a opera di Botticelli! Anche i facsimili erano particolarmente belli a vedersi (d’altronde, si tratta pur sempre di copie della Bibbia Urbinate e del Canzoniere petrarchesco, per dire).
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Zzz… Buonanotte!
La mia giornata al Salone è stata stancante, bella, emozionante, piena di amici e libri. Non potevo chiedere di più. Quando la mia testa ha toccato il cuscino era piena solo di bei pensieri e di nuovi ricordi da conservare con cura.


E con questo, miei cari lettori e mie care lettrici, chiudo. Il Salone ci attende il prossimo Maggio; i miei nuovi post, esami permettendo, arriveranno molto prima.
Un abbraccio,
Cami

domenica 2 febbraio 2014

Gennaio: esami, esami… l’ho già detto esami?

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici!

Questo mese non sono stata una grande ospite, qui sul blog… come avrete intuito dal titolo, è stata la sessione d’esami a costringermi a lasciare un attimo da parte Bibliomania e a focalizzarmi sui libri da studiare. Ad essere onesta manca ancora un esame prima che io possa definirmi libera, ma mi mancava troppo scrivere qui e quindi ho deciso di prendermi un po’ di tempo per aggiornarvi e parlare un po’ con voi.

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Per prima cosa, purtroppo mi tocca parlare del mio incredibile ritardo nel GdL organizzato da Fragola e dedicato a I Miserabili. Come avrete intuito, sono rimasta molto indietro. Tuttavia, la lettura è meravigliosa (ovviamente) e, per quanto sia un processo laborioso, scrivere i post di commento mi dava grandi soddisfazioni: penso, quindi, di continuare questo mio progetto, solo seguendo una tabella di marcia più dilatata nel tempo. Magari un post al mese, o ogni tre settimane, sempre suddividendo la lettura nelle tappe consigliate da Fragola. Sarà più leggero per me e più leggero anche per voi, immagino, visto che sono post parecchio corposi.
Penso che questo mi aiuterà anche a mantenere attive le altre rubriche del blog e a tornare a scrivere recensioni più di frequente: ci sono un paio di libri di cui vorrei proprio parlarvi e non vedo l’ora di potermi mettere con calma alla tastiera e organizzare i miei pensieri.

Detto questo, passiamo alla parte dedicata ai miei acquisti libreschi: come avevo già detto il mese scorso, l’anno “sabbatico” mi ha aiutata davvero molto nel regolarmi negli acquisti e nelle acquisizioni di libri in genere. Questo mese ho preso solo due libri, uno che era nella mia Lista dei desideri da un po’ (un libro per ragazzi dalla premessa curiosa), mentre l’altro è un volume che contiene i primi tre libri di una serie in lingua inglese, scoperto grazie a un intervento dell’autrice su Fantasy Book Critic che mi ha piacevolmente incuriosita. Quando poi ho saputo che l’e-book era disponibile gratuitamente, non ho potuto fare a meno di concedergli una chance!

La casa prigioniera del tempo - S. Singleton

Century House, la casa in cui Macy vive con il padre, la sorellina Caroline e due governanti, è avvolta da un velo che la rende invisibile a tutti. I suoi abitanti si svegliano al tramonto, si addormentano all'alba e ogni giorno si ripete identico all'altro, in un perpetuo inverno. Finché una mattina Macy trova sul suo cuscino un fiore di bucaneve. Chi l'avrà lasciato? E per quale motivo? I ricordi di un lontano passato comiciano ad affiorare e la ragazzina decide di scoprire il segreto che circonda la sua famiglia...

 

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The descent gate series - S. M. Reine

Policing relations between Heaven, Hell, and Earth is messy and violent, but Elise Kavanagh and James Faulkner excelled at it-- until coming across a job so brutal that even they couldn't stand to see one more dead body.
Now they've been pretending to be normal for five years, leaving their horrific history a dark secret. Elise works in an office. James owns a business. None of their friends realize they used to be one of the world's best killing teams.
After years of hiding, something stirs. Bodies are vanishing. Demons scurry in the shadows of the night. A child has been possessed.
Some enemies aren't willing to let the secrets of the past stay dead...


Il post di oggi finisce qui; fatemi sapere cosa ne pensati dei libri che ho preso, ditemi un po’ cos’avete preso voi, insomma, fatemi un po’ compagnia mentre finisco di far fondere il mio cervello sui libri universitari!
Scherzi a parte, Gennaio è finito, Febbraio è alle porte: prometto di farmi risentire presto con nuovi post e nuove curiosità letterarie.


Un abbraccio,

Cami

mercoledì 8 gennaio 2014

Anno nuovo, libri nuovi, stesso blog (più o meno)

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici!

Perdonatemi per l’assenza prolungata, ma tra gli strascichi di Capodanno e gli esami sempre più vicini sono stata parecchio impegnata. Spero che anche voi abbiate passato un’ottima fine dell’anno, d’auspicio per questo 2014 appena iniziato.
Anche a livello libresco l’anno è finito in bellezza, con dei bei regali di Natale, qualche colpo di fortuna su Bookmooch e una promozione su internet. Mi sono concessa qualche sfizio dopo tanti mesi di controllo, lo ammetto!
Sono proprio contenta di poterveli mostrare, ci sono alcuni titoli che non vedevo l’ora di poter prendere.

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Cominciamo con i regali di Natale: mio fratello mi ha regalato una fantastica edizione illustrata de Lo Hobbit, del grande Tolkien; degli zii, invece, mi hanno regalato un buono Feltrinelli che ho prontamente usato per comprare Wool, di Hugh Howey (un titolo fantascientifico molto interessante), e A Game of Thrones di George R.R. Martin. Sono una grande fan della serie televisiva e non vedo l’ora  di leggere l’opera originale! Ho deciso di prendere l’edizione in lingua inglese perché la divisione italiana in mille volumetti non mi ha mai entusiasmata, anche se tempo fa avevo preso il primo libro, presa dall’euforia. Sono davvero, davvero curiosa di scoprire le differenze col telefilm e di immergermi di nuovo in questa storia.

Lo hobbit (illustrato da Alan Lee) - J. R. R. Tolkien

"Se vi piacciono i viaggi fuori del confortevole e accogliente mondo occidentale, oltre il Confine delle Terre Selvagge, per poi tornare a casa, e pensate di poter provare un certo interesse per un umile eroe, ecco la storia di questo viaggio e di questo viaggiatore. Il periodo è il tempo antico fra l'Età Fatata e il dominio degli Uomini, quando la famosa foresta di Bosco Atro esisteva ancora e le montagne erano piene di pericoli. Nel percorso verrete a imparare molte cose (come è capitato a lui) su Uomini Neri, Orchi, Nani ed Elfi e potrete dare uno sguardo alla storia e alla politica di un'epoca trascurata ma molto importante. Infatti il signor Bilbo Baggins andò in visita a vari personaggi di rilievo; ebbe una conversazione con il drago Smog; fu presente alla Battaglia dei Cinque Eserciti. Tutto ciò è tanto più singolare in quanto egli era uno Hobbit. Finora gli Hobbit sono stati trascurati nella storia e nella leggenda, forse perché - in genere - preferivano le comodità alle emozioni. Questo resoconto, fondato sui ricordi di un anno elettrizzante nella vita solitamente tranquilla del signor Baggins, vi darà un'idea abbastanza chiara di questo rispettabile popolo che adesso (a quanto si dice) sta diventando piuttosto raro. Non amano il rumore." (J.R.R. Tolkien)

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Wool - H. Howey Cosa faresti se il mondo fuori fosse letale e l’aria che respiri potesse uccidere? Se vivessi in un luogo dove ogni nascita richiede una morte e le tue scelte possono salvare vite o distruggerle? Questo è il mondo di Wool. In un futuro apocalittico, in un paesaggio devastato e tossico, una comunità sopravvive rinchiusa in un gigantesco silo sotterraneo. Lì, uomini e donne vivono prigionieri in una società piena di regole che dovrebbero servire a proteggerli. Il rispetto delle leggi è affidato allo sceriffo Holston, un uomo lucido e malinconico che vive nel ricordo della moglie scomparsa. Dopo anni di servizio integerrimo, un giorno, a sorpresa, rompe inaspettatamente il più grande di tutti tabù e chiede di uscire, di andare fuori, incontro alla morte. La sua fatidica decisione scatena una serie di terribili eventi. A sostituirlo è nominato un candidato improbabile, un tecnico specializzato del reparto macchine: Juliette. Ora che il silo è affidato a lei, imparerà presto a sue spese quanto il suo mondo è malato. Juliette è abituata ad aggiustare le cose e vuole vederci chiaro: com’è nato il silo? E chi ha interesse a mantenervi l’ordine, tanto da arrivare a uccidere? Forse il silo è in procinto di affrontare ciò che la storia ha lasciato solo intendere e che i suoi abitanti non hanno mai avuto il coraggio di sussurrare. Rivolta.

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A Game of Thrones - G.R.R. MartinIn a land where summers can last decades and winters a lifetime, trouble is brewing. The cold is returning, and in the frozen wastes of the north of Winterfell, sinister and supernatural forces are massing beyond the kingdom's protective Wall. At the center of the conflict lie the Starks of Winterfell, a family as harsh and unyielding as the land they were born to. Sweeping from a land of brutal cold to a distant summertime kingdom of epicurean plenty, here is a tale of lords and ladies, soldiers and sorcerers, assassins and bastards, who come together in a time of grim omens. Amid plots and counterplots, tragedy and betrayal, victory and terror, the fate of the Starks, their allies, and their enemies hangs perilously in the balance, as each endeavors to win that deadliest of conflicts: the game of thrones.

Passando ai libri che ho ottenuto su Bookmooch, devo dire ho trovato qualche chicca che puntavo da un po’ – a dire il vero, ho incrociato le dita perché nessuno li richiedesse prima della fine del mio periodo di digiuno! Si tratta de Il segno della profezia di David Eggins, Nero come il ricordo di Carlene Thompson e La casa dei sette cadaveri di Jefferson Farjeon.

Il segno della profezia - D. Eddings

Nella notte dei tempi il Dio Aldur rubò una pietra alle stelle e ne fece un gioiello prezioso, il Globo. Il potere del gioiello era grande e l'avido Dio Torak lo volle per sé perché attraverso di esso avrebbe avuto il dominio sull'occidente. Ma quando tese la mano per toccarlo, il Globo lo divorò con le sue fiamme. Ora Torak giace nel sonno senza fine della sofferenza e la pietra del potere non è più in suo possesso. Ma Zedar l'Apostata, discepolo prediletto, prepara il suo ritorno. Le sue trame segrete si intrecciano come i fili di una ragnatela e il giovane Garion, la cui vita trascorre serena in una fattoria dell'ovest, scoprirà il peso del proprio destino.

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Nero come il ricordo - C. Thompson

Hayley è felice: anche se è sola nel bosco, e il papa si è allontanato per capire meglio cos'era quel grido terrificante laggiù, ora c'è un pagliaccio che le viene incontro. Hayley chiede al pagliaccio se è stato papà a mandarlo: lui conferma, e insieme si avviano nel folto della foresta... Hayley viene trovata decapitata e carbonizzata un mese dopo. Passano vent'anni: la mattina della vigilia di Halloween, Caroline, sua madre, crede di impazzire; è certa di aver sentito la voce della figlia, nel magazzino del negozio di un'amica. La sera, fra i ragazzi che scampanellano, c'è una bimba vestita da pagliaccio, identica a Hayley, mentre in una stanza di casa riemerge dal nulla Twinkle, il suo pupazzo preferito. L'indomani Pamela, l'unica persona che aveva visto la bambina dopo il rapimento - legata e imbavagliata sul sedile posteriore di un'automobile - ma non l'aveva detto a nessuno, viene sgozzata in casa sua. Ma è solo il primo di una serie di delitti, minacce, aggressioni, che colpiscono persone che hanno fatto qualcosa di male a Hayley, o che in qualche modo erano collegate a lei. Persine Chris, padre di Hayley, e Alfred, il secondo marito di Caroline, vengono feriti. Poi, un giorno, anche la terza figlia di Caroline, Melinda - che nel frattempo ha fatto amicizia con la bambina così somigliante a Hayley, e tra l'altro si chiama proprio Hayley - scompare da scuola...

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La casa dei sette cadaveri - J. Farjeon

Ted Lyte è un ladruncolo molto sfortunato. Abituato a sbarcare il lunario con piccoli furti e borseggi, per una volta ha deciso di puntare in alto e di introdursi in una villa sulla costa dell'Essex. Ma lo spettacolo che si trova davanti è così spaventoso che per poco non impazzisce: sette persone - sei uomini e una donna - giacciono privi di vita nel salotto dell'abitazione. Ted fugge a gambe levate, ma viene subito acciuffato da Thomas Hazeldean, un giornalista freelance appena approdato nei paraggi con il suo amato yacht. L'ispettore Kendall, accompagnato sul posto dallo stesso Hazeldean, trova un biglietto che lascerebbe pensare a un suicidio collettivo: una soluzione fin troppo facile per il numero di interrogativi che il caso solleva. Chi erano costoro? Da dove venivano? E, soprattutto, perché si erano riuniti lì? Forse i due abitanti della casa, un certo Fenner e la sua giovane nipote Dora, potrebbero gettare un po' di luce sulla vicenda, ma a quanto pare sono partiti in tutta fretta verso una destinazione ignota. E più il salotto viene esaminato più particolari curiosi emergono: un ritratto a olio trapassato da una pallottola, una misteriosa palla da cricket appoggiata sopra un vaso da fiori, un indecifrabile indirizzo scritto in punto di morte da uno dei presunti suicidi...

Ultimo ma non meno importante, un “regalo” di Bookrepublic, che ha permesso di scaricare gratuitamente La principessa di ghiaccio di Camilla Läckberg.

La principessa di ghiaccio - C. Lackberg

Erica Falck è tornata nella casa dei genitori a Fjällbacka, incantevole località turistica sulla costa occidentale della Svezia che, come sempre d'inverno, sembra immersa nella quiete più assoluta. Ma il ritrovamento del corpo di Alexandra, l'amica d'infanzia, in una vasca di ghiaccio riapre una misteriosa vicenda che aveva profondamente turbato il piccolo paese dell'arcipelago molti anni prima. Erica è convinta che non si tratti di suicidio, e in coppia con il poliziotto Patrik Hedström cerca di scoprire cosa si nasconde dietro la morte di una persona che credeva di conoscere. A trentacinque anni, con la sensazione di non sapere bene cosa volere nella vita ma stimolata da un nuovo amore, approfitta del suo status di scrittrice per smascherare menzogne e segreti di una comunità dove l'apparenza conta più di ogni cosa.

E con questo è tutto; mi ripeto, è stato bello concedersi di nuovo qualche strappo.
Ora vi lascio – sono giorni densi e per studiare al meglio devo andare a dormire a un orario rispettabile! Presto, comunque, tornerò con qualche nuovo post.

Vi mando un abbraccio,

Cami

domenica 1 dicembre 2013

Novembre: “I Miserabili”, Bookcity e (finalmente) qualche acquisto libresco

Buonasera a tutti, cari lettori e care lettrici!

Novembre è passato in fretta e ha portato con sé tanti eventi letterari e, sul finire, anche una bella nevicata (perlomeno, qui dove sono io): un modo perfetto per accogliere Dicembre.

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Come già sapete, questo mese per me è stato molto movimentato. Sto cercando di prendere il giusto ritmo e di proporvi i post sull’UFG Book Club in alternanza coi contenuti “classici” del blog, così da poter comunque parlare d’altro – in fondo non è un blog monotematico! – e da poter comunque interagire con voi grazie alla varietà d’argomenti. Tengo molto ai post del gruppo di lettura e mi impegno per realizzarli al meglio, ma allo stesso tempo mi rendo conto di come questo sia un progetto destinato a concludersi, mentre le recensioni e le rubriche sono dei capisaldi di questo mio spazietto online. Il succo è: tranquilli, ora che ho imparato a gestire meglio le tempistiche non vi lascerò soltanto con le tappe de I Miserabili!

Altro evento a cui tenevo particolarmente è Bookcity, cui ho partecipato come volontaria. Un’esperienza molto bella e interessante: alla fine dei quattro giorni ero esausta, un po’ infreddolita, ma felice. Ho conosciuto belle persone e, nonostante non abbia potuto seguire tanti incontri, ho comunque vissuto l’atmosfera libresca dell’evento. Inoltre, devo dire che all’Info Point (dov’ero stanziata io) non ci si annoiava mai: tra domande strane e spettatori entusiasti che chiedono consigli sugli eventi, io e le altre due ragazze non avevamo un momento di calma. Scriverò sicuramente un post di resoconto, in cui parlare un po’ degli incontri e un po’ della mia esperienza personale.

Infine, questo mese posso tornare a parlarvi di acquisti letterari. Ebbene sì, il mio bando è finito! Dopo un anno di fioretto e di astinenza dall’acquisto di libri, sono andata al Salone Internazionale del Libro Usato e ho fatto i miei primi due acquisti – e se avessi avuto più della risicata ora e mezza che mi sono concessa prima del turno a Bookcity, so già che sarei tornata a casa con uno zaino carico di libri. Nonostante questo, sono molto felice: quest’anno mi ha aiutata a capire quanto mi faccia sentire bene prendere nuovi libri e contemporaneamente mi ha dato modo di comprendere che non c’è bisogno di accumularne una quantità esagerata ogni mese. Ha cambiato quelle che saranno le mie abitudini d’acquisto, dandomi una nuova morigeratezza, questo è certo: mi sono concessa qualche sfizio su Bookmooch giusto oggi, come regalo di Natale anticipato, ma per il resto credo che la frenesia che sembrava guidare le mie acquisizioni sia stata ridimensionata da questo periodo a secco. Ne sono felice, perché prendere libri con più oculatezza vorrà dire non lasciarli troppo tempo ad aspettare sulle mensole e dedicar loro il tempo che meritano.

Bando alle ciance! Vi mostro i libri che ho preso, due cartacei e due e-book: i primi sono Dio di illusioni di Donna Tartt, autrice molto apprezzata dalla critica americana, e La sinistra e la questione meridionale di Gaetano Salvemini, titolo della collana Laicicattolici che era uscita qualche tempo fa col Corriere (e di cui avevo perso alcune uscite, come questa). I secondi, invece, sono due titoli omaggio, sempre del Corriere, facenti parte della nuova iniziativa chiamata I Corsivi del Corriere della Sera: si tratta di Mr. Bennet e Mrs. Brown di Virginia Woolf e de Il bibliomane di Charles Nodier.

Dio di illusioni - D. Tartt


Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commeterne un altro ancora più spietato...

 

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La sinistra e la questione meridionale - G. Salvemini

“Salvemini è ricordato soprattutto quale meridionalista. Scriveva tra il 1898 e il 1899: “Alle tre malattie, che abbiamo fuggevolmente descritto, ossia la malattia dello Stato accentratore, la oppressione economica in cui l’Italia meridionale è tenuta dall’Italia settentrionale, e infine la struttura sociale semifeudale, è possibile recare un rimedio? … Finché nel Mezzogiorno stesso non si determinerà un movimento energico, costante, organico, che abbia lo scopo di attuare tutte quelle riforme, che per ora non sono che pii desideri degli studiosi.” 
Gaetano Salvemini constatava con amarezza non solo l’esistenza di una “Questione meridionale” ma anche di una “Questione settentrionale”: “I nordici disprezzano, come dicon essi, i sudici; e i sudici detestano con tutta l’anima i nordici: ecco il prodotto di quarant’anni d’unità.”
A differenza di altri meridionalisti che invocavano l’intervento dello Stato per affrontare la “Questione meridionale” il politico pugliese sosteneva che la soluzione dei problemi dei meridionali doveva essere nella disponibilità dei meridionali: infatti era un federalista convinto.” (fonte)

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Perché, quando a ottobre ricomincia la stagione letteraria, gli editori non riescono mai a fornirci un capolavoro? La domanda che Virginia Woolf pose al suo pubblico della sua lezione alla Cambridge University nel 1924 non ha perso di rilevanza, quasi un secolo dopo. La risposta che fornisce poggia sul problema della costruzione del personaggio: gli scrittori contemporanei, sosteneva già all'epoca il coro unanime dei critici, non sono in grado di crearne di realistici. Ma mentre concorda sull'effetto, Woolf dissente sulla causa: non sono gli scrittori a essere cambiati, dice, sono i tempi; e gli strumenti di lavoro, forgiati dai romanzieri dell'epoca precedente, non sono più adeguati. Urge trovarne di nuovi, costruire nuove convenzioni per arrivare a quella "intimità" con il lettore che costituisce il fine ultimo del lavoro di scrittura. E per fare questo occorre ripartire da quella Mrs Brown, da quella signora dimessa che Woolf incontra in treno e che apre davanti a lei gli scenari vertiginosi di una nuova storia. Fuor di metafora, occorre armarsi di nuova pazienza e imparare daccapo a raccontare quel personaggio incontrato per caso, lo spunto che si impone all'attenzione dell'autore e lo muove con la sua irresistibile capacità di seduzione a trasformarlo in letteratura, per diventare Ulisse, la Regina Vittoria, o Prufrock. Per diventare il protagonista del romanzo che rimarrà con noi tutta la vita.

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Théodore è un uomo divorato dalla passione per i libri: ha smesso di parlare, di ridere e di mangiare. Ha rinunciato alla vita mondana e perso interesse per le donne. Durante una passeggiata con un amico per le via di Parigi nei luoghi sacri del libro, tra case editrici e negozi antiquari, scopre malauguratamente l’esistenza di un’altra edizione, più pregiata, del suo «Virgilio del 1676». Iniziano così i deliri bibliografici e le allucinazioni del protagonista, tra rarità in folio e rilegature in marocchino, raccontati con gusto e partecipazione dall’autore. Théodore si ammala della più grave febbre bibliomane e in poco tempo ne morirà. Un racconto non privo di morale – quando l’amore per la forma distrugge la passione dei contenuti, non può esserci lieto fine – ma lieve e ironico, che con ricercatezza e gusto dell’iperbole sa parlare al feticista nascosto in ogni vero lettore.


Per questo mese è tutto: ci risentiamo presto con nuovi post, recensioni e rubriche!

Un abbraccio e buon inizio mese,


Cami

martedì 25 dicembre 2012

Più libri, più liberi 2012: Bibliomania in trasferta a Roma! (… e un piccolo excursus sul Salone del Libro Usato)

Ciao a tutti, miei cari lettori e mie care lettrici! Spero che stiate passando un bel Natale, pieno di serenità e bei regali.
Io sto sfruttando questi giorni di quiete vacanziera per passare un po’ di tempo con la mia famiglia, mangiare buon cibo in quantità, leggere e preparare qualche post per voi, visto che a Gennaio comincerà la sessione d’esami.
Quello di oggi, in particolare, è un post un po’ diverso da quelli che pubblico di solito, l’avrete capito già dal titolo! Sulla scia dei miei post su Milano Bookcity, ho deciso di parlarvi della mia esperienza a Più Libri Più Liberi, la fiera della piccola e media editoria che si tiene ogni anno a Roma: spero che il mio piccolo resoconto possa piacervi.
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La capitale è sempre bella, c’è poco da fare; dopo aver passato il primo giorno in giro per la città, tra mille impegni, il 7 Dicembre sono riuscita ad andare all’EUR e immergermi nel mondo che più amo.
Gli stand erano molti e ordinati, organizzati su due piani e divisi tra spazi più ampi e corridoi un po’ stretti ma funzionali. Trovare le scale per arrivare al secondo piano è stata un’impresa, ma probabilmente è colpa del mio inesistente senso dell’orientamento!

Dato che questa esposizione è riservata agli editori indipendenti, ho avuto la possibilità di scoprire tante case editrici a me ignote: piccole e medie realtà che cercano il loro spazio, che si specializzano in pubblicazioni particolari per genere, tema o autore, che desiderano resistere. Spesso negli stand ci sono persone che fanno parte dello staff dell’editore rappresentato; in molti casi ho trovato persino gli editori stessi, pronti a parlare, spiegarsi e consigliare libri.
Non tutti, ovviamente, sono così gentili ed espansivi – non sto cercando di fare propaganda; ci sono state anche persone poco disposte al dialogo o comunque non inclini alle spiegazioni approfondite. Però, in generale, l’atmosfera era quella di un luogo adatto allo scambio di opinioni e idee e le persone dietro gli stand sono state, nella maggior parte dei casi, molto pazienti con me (che li tartassavo con domande sul loro catalogo, il loro organigramma, la distribuzione dei libri e chi più ne ha, più ne metta).
20121223_103537Ho fatto incetta di cataloghi (a un certo punto non riuscivo più a tenerli tra le braccia!) e me li sono sfogliata per bene a casa, segnandomi i titoli più interessanti e le case editrici più promettenti. Sempre a proposito dei cataloghi, mi ha fatto piacere notare quante case editrici puntino anche sui propri siti internet, che spesso mi sono stati segnalati per avere un aggiornamento puntuale e “in tempo reale” della loro offerta, senza contare i contenuti extra e le informazioni sulle pubblicazioni future. Trovo sia l’atteggiamento giusto nei confronti del web.
Sempre a proposito dell’innovazione, ho avuto un’ottima conversazione con i tipi di Transeuropa edizioni, che hanno una collana in cui i libri presentano sempre dei contenuti extra, consultabili gratuitamente online; puntano a proporre anche e-book in cui il collegamento a questi contenuti sia immediato e veloce. Spero proprio che i loro progetti si possano realizzare presto.
Un catalogo molto particolare, invece, mi ha portata ad una conversazione interessante e piacevole con le ragazze allo stand della Hacca: pensate, era prodotto con ritagli degli scarti di stampa, strisce di carta e cartoncino perfettamente utilizzabili che sarebbero finiti al macero. Un’ottima idea per risparmiare e per riutilizzare creativamente i materiali!
20121207_151430Altri editori non avevano un catalogo cartaceo, ma mi sono comunque rimasti impressi per la loro cortesia e per la gentilezza con cui hanno risposto alle mie domande: penso alla Polillo (non ho parlato direttamente con Marco Polillo – che è anche presidente dell’Associazione Italiana Editori – ma la signorina allo stand era davvero un tesoro), alla Voland (qui sì che c’era la fondatrice, Daniela Di Sora, ma non ho avuto il coraggio di dirle che ho apprezzato i suoi interventi a Milano! In compenso, abbiamo parlato del nostro comune amore per Dulce Maria Cardoso), alla Laurana (una ragazza poco più grande di me mi ha spiegato come è arrivata a lavorare per loro e mi ha dato una carica di positività non da poco!), alla A Est dell’Equatore (casa editrice composta da due fratelli pieni di energia – il sito è ancora in costruzione, ma sembra promettere bene)… insomma, ho ricevuto tanto materiale su cui riflettere e di questo sono grata.
Poi ho avuto un piccolo momento di fangirlismo (rubo il termine alla Leggivendola, sono certa che non se la prenderà) quando, passando per caso di fronte allo stand della Bao, ho visto Lui, il solo e unico Zero Calcare. Se non sapete chi è, vuol dire che non vi interessano molto i fumetti; anche in questo caso, vi consiglio di provare a leggere le sue strisce, perché sono geniali e fanno davvero ridere.
Comunque, tornando al fangirlismo… No, rendetevi conto, io nemmeno sapevo che ci sarebbe stato e BAM! lo vedo lì che fa i disegni personalizzati a chiunque gli porga una copia de La Profezia dell’Armadillo o Un Polpo alla Gola (ma penso avrebbe disegnato su qualunque cosa, era proprio preso). Ah, ovviamente, ero l’unica persona del mio gruppo a sapere chi fosse Calcare… 20121207_222425quindi saltellavo come una scema, comprando finalmente la mia copia della Profezia, mentre tutti i miei amici facevano finta di non conoscermi. Ho fatto poco più di cinque minuti di fila (chi era a Lucca ha dovuto aspettare ben di più) e ho ricevuto il mio Armadillo – con il simpatico sorriso e la stretta di mano dell’autore in omaggio.
Ovviamente anche il fondatore-direttore della Bao è stato gentilissimo e ha chiacchierato un po’ con tutti, parlando un po’ della distribuzione dei fumetti e delle graphic novel, anche lui con molta simpatia. Dev’essere un tratto distintivo di chi lavora in questa casa editrice, c’è poco da fare.
Ehm, bene, ora mi ricompongo. Torniamo a noi!
Ho passato tutta la giornata a camminare su e giù, perdermi, scrutare, sfogliare e curiosare. Insomma, a fare quel che preferisco.
20121207_152602In più anche qui, come a Torino, c’era uno spazio dedicato a Radio3 – la mia stazione radio preferita. Non potevo perdermi la trasmissione in diretta di Fahrenheit, il programma dedicato ai libri e alla cultura: quando sono arrivata si stava discutendo del Manifesto dell’Osservatorio degli Editori Indipendenti. Purtroppo non sono potuta rimanere ad ascoltare a lungo, perché si avvicinava il momento in cui avrei dovuto correre a prendere il treno per tornare a casa; tuttavia, mi sono accaparrata una copia del Manifesto e penso di leggerla a breve. Se ci saranno spunti interessanti, ve ne parlerò.
Spero proprio di poter tornare a questa fiera e ripetere l’esperienza: poter parlare così liberamente con dei veri editori è stato fantastico, per me. Purtroppo Roma è un po’ lontana da dove vivo, quindi si vedrà!
Un evento a cui sicuramente parteciperò di nuovo l’anno prossimo, invece, è il Salone del libro usato, che ho visitato l’8 Dicembre, ovvero il giorno dopo il mio ritorno dalla capitale.
Il Salone è una sorta di piccolo paradiso pieno zeppo di libri a prezzi ridicoli o di chicche altrimenti introvabili: dagli scatoloni “tutto a 1€” alle copie d’antiquariato del XIX secolo, dalle bancarelle specializzate in un certo genere (di solito fantascienza, fantasy e giallo) agli stand dove si trova di tutto un po’, fino alla parete dedicata a fumetti e manga e agli stand che strizzano un occhio ai collezionisti di poster, giornali d’epoca e francobolli. Lo ammetto, mi sono innamorata!
20121208_182417Sarà anche che era pieno di persone pronte a chiacchierare dei libri che erano esposti, a dare consigli e condividere il proprio amore per la lettura… sarà anche che ero in ottima compagnia, visto che con me c’erano Erica, ovvero la già citata Leggivendola, e Marco, ovvero Salomon Xeno (più Sabrina e Lara – non ho dimenticato i nomi, vero? La mia memoria è pessima!). E’ stato fantastico rivedere Marco e spulciare le bancarelle di fantascienza con lui (mentre Lara si aggiudicava alcuni affari mica male) ed è stato fantastico conoscere finalmente di persona Erica, che mi ha fatto arrossire tanto è stata carina con me e con cui siamo andate in cerca di edizioni classiche con belle rilegature e libri al prezzo più basso possibile (sangue ligure non mente). 
Abbiamo avuto poco tempo per chiacchierare come si deve, ma ci rifaremo in futuro, ne sono certa!
Intanto, ammetto di aver sfruttato l’occasione per prendermi un po’ di libri… con soli 12€ mi sono portata a casa sei libri, quindi sono decisamente soddisfatta. Questo è il mio bottino:
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Trattasi de L’ultimo Catone di Matilde Asensi, Il mio nome è Asher Lev di Chaim Potok, Il giorno dei Trifidi di John Wyndham, L’amore dorme nel petto del poeta di Federico Garcìa Lorca, La verità, vi prego, sull’amore di W. H. Auden e Poesie d’amore di Giuseppe D’ambrosio Angelillo.
Mi rendo conto solo ora che è un bottino per metà piuttosto romantico, ma giuro che non era intenzionale!
E con questo post chilometrico io vi saluto e vi auguro il migliore dei Natali: che sia pieno di gioia e di serenità. Mando a tutti voi un abbraccio!

Vostra,
Cami

sabato 3 novembre 2012

Ottobre si colora di foglie cadute, caldarroste e pagine da leggere…

Buongiorno cari lettori!
Spero che abbiate passato un ottimo mese: per quanto mi riguarda, è stato pieno di impegni, ma anche di occasioni piuttosto divertenti. A volte le due cose si sono mescolate, ad esempio nella preparazione dello Speciale su Deserto Rosso . Punto di Non Ritorno, che si prende una piccola pausa prima della puntata finale (online tra pochi giorni).
Tutti gli altri post legati al mese di Ottobre – Chi Cerca… Trova!, Top Ten Letterarie e un paio di recensioni in cantiere - sono stati rimandati alla prossima settimana, la seconda di Novembre, per lasciare lo spazio che merita a questo Speciale, cui tengo molto (e che spero stia piacendo anche a voi). 
Ma torniamo a concentrarci, per oggi, sul Post del Mese: anche Ottobre mi ha dato molte soddisfazioni a livello libresco – non solo cartaceo, ma anche elettronico. Tuttavia, degli e-book che ho ricevuto vi parlerò meglio nel post di Novembre, perché mi sono arrivati tutti tra gli ultimi giorni del mese appena passato e i primi di quello appena cominciato e inserirli in questo post avrebbe significato ritardarne troppo la pubblicazione e ingarbugliare la mia tabella di marcia.
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I libri che mi sono procurata questo mese hanno raggiunto i miei scaffali in tre modi: attraverso il solito amatissimo Bookmooch, la biblioteca e il mio portafogli (ebbene sì, questo mese ho ceduto).
Ve li mostrerò in quest’ordine: ecco, quindi, i quattro libri che mi sono arrivati attraverso il sito di BM (rispettivamente Grande Amore della Brashares, Wunderkind . Una lucida moneta d’argento di G. L. D’Andrea, Il Re d’Inverno di Cornwell e Le storie di mia zia (e di altri parenti) di Cornia).
Grande Amore - A. BrasharesDaniel ha attraversato gli oceani del tempo per trovare Sophia. La sua “memoria” – la capacità di ricordare le sue tante vite passate – è per lui un dono ma anche una maledizione. Sophia ora si chiama Lucy, è una studentessa liceale, e non crede a una sola parola di ciò che le dice Daniel: le sembra impossibile che in passato si siano amati e poi siano stati separati da una forza misteriosa. Ma lui sa che si sono conosciuti molto tempo prima, nel 541 d.C. e nel corso dei secoli Daniel l’ha sempre rincorsa pur di stare insieme a lei: sulla via per la Cappadocia nel 776, nell’Inghilterra del 1918, e poi in Virginia nel 1972. Brevi, fugaci momenti che la morte ha sempre brutalmente spezzato. Anche oggi le loro anime si stanno cercando, e ancora una volta quella forza oscura è pronta a separarli. Un romanzo magico, un’avventura romantica che si snoda attraverso i secoli per abbracciare non una, ma tante vite, inseguendo l’unico, vero, grande amore.
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Wunderkind - G. L. D'AndreaParigi, autunno. È una lucida moneta d'argento a sconvolgere la vita di Caius Strauss. Perché è il dono di un orribile uomo dalla faccia di luna, e perché di lei è impossibile liberarsi: gettata nella Senna o sepolta tra i rifiuti, la lucida moneta d'argento torna sempre.
La moneta è lo strumento con cui il male scritto nel destino di Caius ha scelto di manifestarsi, e la chiave per accedere al Dent de Nuit, il quartiere che nessuna mappa ha mai segnalato. Un mondo di tenebra in cui si annidano uomini dotati di un potere letale e luoghi misteriosi come la libreria Cartaferina, che vende oggetti capaci di realizzare desideri oscuri a prezzo del sangue.
Nel cuore infetto di una Parigi lunare e apocalittica, una terribile rivelazione attende Caius: lui è il Wunderkind, il ragazzo per cui gli abitanti della città nascosta sono disposti a morire e l'uomo dalla faccia di luna è disposto a uccidere.
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Il re d'inverno - B. CornwellIl grande Uther, re della Dumnonia, è morto. Come erede ha lasciato un bimbo di pochi mesi, nato nel cuore dell'inverno, debole e inerme: il nipote Mordred. Solo Artù, generoso guerriero, potrà proteggerlo dalle forze avverse e condurlo al regno. Solo lui potrà opporsi con la magica spada all'assalto dei Sassoni da oriente. Ma quando il valoroso reggente rifiuta un matrimonio di Stato per inseguire la bella Ginevra, la guerra con i vicini della Dumnonia si fa inevitabile. Dentro la Britannia la forza si raccoglie su Excalibur per la prima sfida. Con Il re d'inverno ha inizio l'avvincente saga del Medioevo celtico, magica e avventurosa.
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Le storie di mia zia (e altri racconti) - U. CorniaProfonda provincia modenese. Una multiforme famiglia - padre, madre, zii e zie, prozie, nonni, bisnonni e trisavoli - e gli strani personaggi che vi orbitano attorno - amici, miti locali, imbroglioni, inventori, grandi mangiatori, politicanti e chi più ne ha più ne metta, Ugo Cornia filtra i racconti orali dell'amata zia e scrive la saga di una famiglia strampalata che abbraccia oltre cent'anni di storie incredibili e leggendarie: le ultime gioie del trisnonno Bartolomeo Ferrari e l'odio viscerale per il nemico di sempre, l'onorevole Marco Arturo Vicini; la zia Maria che parla con il fratello morto da tempo; la fastidiosa omonimia del padre con un uomo scomparso qualche anno prima; il miracolo del brodo della zia Bruna; la zia Filomena e il poeta corteggiatore. Sono storie che aprono e chiudono su panorami più vasti (l'Italia, la provincia, il tempo che passa), storie che spigolano dentro la mente umana, dentro le nostre speranze e, con luminosa e sagace leggerezza, sanno essere innamorate della vita, della sua inefficienza, della sua approssimazione.

Il prossimo libro, invece, proviene dalla biblioteca della mia città. La figlia dello straniero (di Joyce Carol Oates) è davvero bellissimo e ha confermato l’ottima opinione che avevo di questa autrice; spero di riuscire a recensirvelo a breve.
La figlia dello straniero - J. C. OatesRebecca è una donna dai molti segreti. Mentre si sposta senza una meta precisa lungo l'East Coast americana, tenendo stretto per mano il figlio Niley, lascia dietro di sé pezzi enormi del suo passato: due genitori giunti dall'Europa dilaniata dalla Seconda guerra mondiale e che l'hanno messa al mondo sulla nave che li trasportava lontano dagli orrori del nazismo; un marito che trova sfogo alla durezza della vita quotidiana nella violenza sulla propria moglie; la lettera da un lontano cugino, sopravvissuto all'Olocausto, che le rivela di suo padre e di sua madre più di quanto essi avrebbero mai voluto confessare. L'unica soluzione, per Rebecca e Niley, sembra dunque quella di partire. Partire e annullarsi, reinventandosi in grembo all'America. Perché in fondo l'America è anche questo. E suo padre del resto, con la diffidenza spaurita dell'immigrato di prima generazione, spesso le ripeteva: "Tu sei nata qui, non ti faranno del male". Ma davvero riuscirà quel giovane, immenso e violento paese a proteggere una madre e suo figlio?

Infine, ecco i due libri che ho comprato: uno (Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, classico che non ho ancora letto) proviene da una fantastica bancarella dell’usato, che tra l’altro ha un sacco di Gialli Mondadori e Urania - quindi tornerò sicuramente a visitarla!
Il secondo, invece, l’ho preso alla Milano Book Fair. La fiera in sé non è stata granché: sarà che era il primo anno in assoluto, sarà che forse l’organizzazione non è stata gestita al meglio… speriamo che, se si farà di nuovo, il risultato sia migliore.
Per lo meno ho passato qualche ora piacevole in compagnia di Salomon e Romina… e ho trovato un libro che mi interessava da un po’, ovvero Vagabondo in Irlanda di John M. Synge.
Il Gattopardo - G. Tomasi di Lampedusa
Siamo in Sicilia, all'epoca del tramonto borbonico: è di scena una famiglia della più alta aristocrazia isolana, colta nel momento rivelatore del trapasso di regime, mentre già incalzavano i tempi nuovi (dall'anno dell'impresa dei Mille di Garibaldi la storia si prolunga fino ai primordi del Novecento). Accentrato quasi interamente intorno a un solo personaggio, il principe Fabrizio Salina, il romanzo, lirico e critico insieme, ben poco concede all'intreccio e al romanzesco tanto cari alla narrativa dell'Ottocento. L'immagine della Sicilia che invece ci offre è un'immagine viva, animata da uno spirito alacre e modernissimo, ampiamente consapevole della problematica storica, politica contemporanea.
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Vagabondo in Irlanda - J. M. Synge
In questa sorta di diario di viaggio, inizialmente pubblicato su riviste periodiche e riunito in un unico tomo nel 1912, Synge descrive l'Irlanda rurale, quella dei "tinkers" (i famosi "zingari" irlandesi), delle donne orgogliose della loro autonomia, dei lavoratori morti congelati nella torba, dei molti artisti senza tetto che si danno a una vita nomade. Un tentativo di raccontare il Paese attraverso i suoi miti ma anche i suoi pregiudizi e tutta la sua fantasiosa libertà.
Vagabondo in Irlanda ci svela un Synge degno erede della tradizione di un Thoreau e precursore dei viaggi "on the road" di Kerouac.

Quindi… ebbene sì, nonostante questo mese gli abbia dedicato già un intero post, devo tornare a parlare di premi – con mio grande piacere, ovviamente! Mi sento quasi viziata, siete davvero troppo gentili.
Ringrazio tantissimo Veronica (del blog Wonderful Wonder World) per il premio Dardos…
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… e ringrazio con un forte abbraccio anche Chiara (di Bulimia Letteraria) e Dulina (di ZoLLeTTe di ZuCChero) per il premio “Amica mia”, un pensiero davvero gentile!
Io questo premio vorrei dedicarlo a tutti voi che perdete qualche minuto di tempo per commentare i miei post. Sapete che provo affetto anche verso i miei lettori “silenziosi” (se non ci fossero anche loro, per chi scriverei?), ma sapete anche che adoro chiacchierare e confrontare le mie opinioni, quindi volevo rivolgere un pensierino speciale a chi alimenta questa mia passione. Grazie!
Per questo Ottobre è tutto; ci sentiamo prestissimo con l’ultima parte dello Speciale e con i post di Novembre!
Sempre vostra,
Cami