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venerdì 20 luglio 2012

Il caso Jane Eyre–Jasper Fforde

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Titolo:Il caso Jane Eyre (originale:The Eyre Affair)
Autore:Jasper Fforde

Anno:2001

Editore:Marcos y Marcos
Traduzione:Emiliano Bussolo & Daniele A. Gewurz
ISBN:978-88-7168-564-9

Pagine:378

Trama:
Il mondo di Thursday Next è un po’ diverso dal nostro: siamo nel 1985, la guerra in Crimea non è ancora finita, i dibattiti letterari assumono valore sociale-religioso, la scienza è più che avanzata e il tempo è una dimensione molto più elastica di quanto siamo abituati. Non è difficile credere, quindi, che sia stata inventata una macchina che permette di superare anche le barriere della parola scritta, così da entrare direttamente nelle pagine… Ma quali sconvolgimenti potrebbe portare, se fosse in mano alla persona sbagliata?

Come ben sapete, desideravo leggere questo libro da un bel po’: per questo ero felicissima all’idea di riceverlo, ma allo stesso tempo avevo paura di rimanere delusa. Fortunatamente, Il caso Jane Eyre si è rivelata una lettura divertente, immaginifica e assolutamente all’altezza delle mie aspettative!

Sin dalle prime pagine il lettore viene catapultato in quella che è un’ucronia (ovvero un mondo in cui la storia ha seguito un corso alternativo rispetto al nostro) condita con invenzioni incredibili sempre a metà tra la scienza vera e propria e la fantasia più sfrenata. Come potrete immaginare, questo porta a sviluppi socio-politici ben diversi da quelli del nostro mondo: Fforde è bravissimo nell’introdurre i vari elementi in modo naturale, senza fare la parte del “maestrino” e senza risultare eccessivo.
Un ottimo stratagemma che gli permette di delineare meglio il suo mondo, evitando l’infame infodump (ovvero la sensazione di leggere gli sproloqui di un autore sul mondo da lui creato), è l’inserimento di citazioni tratte da pseudobiblia all’inizio di ogni capitolo: interviste ai personaggi, biografie, manuali e saggi danno una sensazione di profondità e di credibilità, risultando spesso anche molto divertenti.
Un concetto-cardine dell’universo di Fforde è quella che, leggendo, ho ribattezzato “follia letteraria”: in questa versione alternativa del nostro mondo, infatti, le questioni letterarie sono molto più che semplici dibattiti culturali – fanno parte della vita sociale quasi al livello di questioni di etica e morale, talvolta persino con delle sfumature religiose. Anche le arti visive ricevono lo stesso trattamento e non mi stupirei se, nei prossimi libri della serie, si scoprisse che questo vale anche per la musica, ad esempio.
L’ho definita “follia” perché, anche se apparentemente sembrerebbe il paradiso, in realtà è anche un atteggiamento fautore di estremismi tutt’altro che pacifici. Diciamo che, per quanto io ami discutere di arte e letteratura, non mi farebbe affatto piacere venire picchiata perché apprezzo più una corrente piuttosto che un’altra (cosa che, in questo libro, accade). Ammetto, però, che ci sono diversi lati positivi che mi hanno entusiasmata e mi hanno fatto desiderare, per un momento, di vivere nel mondo di Fforde; un esempio su tutti, la rappresentazione del Riccardo III, vissuta direttamente dagli spettatori e incredibilmente sentita (molto simile, in un certo senso, alle odierne rappresentazioni del Rocky Horror Picture Show, come ad esempio quella del cinema Mexico a Milano).
C’è da dire, tuttavia, che questo mondo può essere apprezzato totalmente solo se si ha almeno un’infarinatura di letteratura inglese, direi quella che si può ottenere con un buon professore al liceo. In questo modo si riescono ad apprezzare alcuni dei discorso e varie allusioni. E’ ovvio, inoltre, che chi ha letto Jane Eyre parte “avvantaggiato” e sicuramente si divertirà di più nel vedere certe modifiche che Fforde ha apportato…

Tuttavia, le avventure di Thursday non sarebbe così piacevoli da leggere se lei non fosse una protagonista che vale la pena seguire: la nostra Detective Letteraria, infatti, è una donna molto sicura di sé, decisa e indipendente, simpatica sin dalle prime pagine. La storia è narrata principalmente dal suo punto di vista e questo ci permette di conoscerla meglio, di capire le sue reazioni e di iniziare a scavare nel suo passato; ho trovato l’approfondimento psicologico buono, anche se non eccellente. Thursday è sicuramente tridimensionale, ma in un certo senso mi è sembrato che l’autore abbia volutamente evitato di addentrarsi troppo in certi lati della nostra detective. Tuttavia, ho fiducia nel fatto che questo ottimo lavoro si approfondirà nei prossimi capitoli della saga.
Inoltre, credo che questa mia impressione si sia creata anche a causa dello stile dell’autore, che è medio, piano: è perfetto, per la sua scorrevolezza e la semplicità, per descrivere, per le scene d’azione, per l’umorismo, mentre si presta meno a rendere le scene più drammatiche, o comunque riflessive.
Altro personaggio che impedisce di staccarsi dalle pagine è Acheron Hades che, con un nome così, non può che essere il cattivo della storia. Assolutamente senza scrupoli, malvagio per il puro gusto di esserlo, le sue battute sono semplicemente mitiche e il compiacimento con cui porta a termine le proprie nefandezze è tale da risultare quasi comico. Si vede che l’autore spinge sull’acceleratore quando questo personaggi entra in scena: la sua caratterizzazione richiama fortemente quella dei cattivi dei cartoni animati della nostra infanzia, ovvero quegli antagonisti che non possono fare a meno di strapparci delle risate, pur ostacolando i buoni. Allo stesso tempo, però, alcune delle azioni di Hades sono tali da ridimensionare questa dimensione più comica, dandogli sfumature particolarmente inquietanti. Anche i suoi scagnozzi sono caratterizzati da questa duplicità: tra l’altro, la scena in cui li presenta mi è rimasta impressa per la sua ironia e mi ha fatto ridacchiare apertamente!
I comprimari (il fratello di Thursday, suo padre, i colleghi, i già citati scagnozzi, eccetera) sono tutti molto interessanti, tratteggiati quel che basta per dargli personalità e renderli simpatici al lettore.

Insomma, abbiamo un mondo fantastico, personaggi che acchiappano l’attenzione… aggiungeteci pure una trama non esente da colpi di scena e momenti di pathos (anche se è chiaro come il sole che si punta al classico “e vissero felici e contenti”), resa ancora più piacevole dalla natura quasi “episodica” del romanzo – ogni capitolo, come gli episodi di una serie tv, danno inizio e fine a certe avventure che portano, man mano, ad un avanzamento complessivo della trama principale – e avrete una lettura frizzante e fantastica, cui non vedrete l’ora di tornare (e perfetta anche come lettura da ombrellone, visto che siamo a Luglio!).

Voto:
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               8,5

 

Frasi e citazioni che mi hanno colpita…

  • «Non dica assurdità!» rispose il colonnello Phelps. «In qualità di veterano sano e ben inserito nella società, è suo dovere dare voce a quelli che hanno compiuto il sacrificio supremo. Se restituissimo la penisola, avremmo perso quelle vite».
    «Signore, penso che quelle vite le abbiamo perse comunque, e nessuna decisione che possiamo prendere in un senso o nell’altro può rimediare a questo».
  • I Milton erano, nel complesso, i più entusiasti seguaci di un poeta. Scorrendo l’elenco telefonico di Londra si trovavano circa quattromila John Milton, duemila William Blake, un migliaio di Samuel Coleridge, cinquecento Percy Shelley, altrettanti Wordsworth e Keats, e una manciata di Dryden. Questi cambiamenti di nome di massa poetavano creare problemi ai tutori dell’ordine. Dopo un fattaccio in un pub in cui l’aggressore, la vittima, il testimone, il proprietario, l’agente che aveva eseguito l’arresto e il giudice si chiamavano tutti Alfred Tennyson, fu promulgata la legge che imponeva a ogni omonimo di farsi tatuare un numero di registrazione dietro l’orecchio. La legge non era stata accolta bene – i provvedimenti legislativi più sensati non lo sono mai.  
                        MILLON DE FLOSS Breve Storia delle Operazioni Speciali

  • «Le parole sono come foglie, Thursday. Come persone anzi, che amano i propri simili».
  • «Sì, sì e sì. Ma ha dimenticato omicida. Quarantadue volte omicida, amico mio. La prima volta è sempre la più difficile. Poi non importa più veramente, possono impiccarti una volta sola. E’ un po’ come aprire un pacchetto di short-bread; non riesci mai a mangiarne uno solo».
  • Hades batté le mani felice.
    «Ci rimettiamo al lavoro? E’ quasi un’ora che non compio un atto di estrema dissipatezza».
  • «Martin Chuzzlewit! Demonio!»
    «Adularmi non le servirà a nulla, mio caro professore!»
  • Mio fratello aveva fatto una cazzata.
    Nessuno finora si era preso la briga di dirlo così semplicemente; […]. In qualche modo “ha fatto una cazzata” lo rendeva più credibile; tutti facciamo degli sbagli in certi momenti della nostra vita, alcuni più di altri. E’ solo quando il costo si valuta in vite umane che la gente ci fa veramente caso.
  • «Non ho proprio tempo, Joff».
    «Ce lo facciamo noi il tempo, sorellina».
  • «La Crimea ha tolto molto a tutti noi» disse Joffy con pacatezza. «Forse è per questo che dobbiamo sforzarci il doppio di tenerci stretto quello che ci è rimasto. Anche io non sono rimasto immune dalla febbre della battaglia. Quando arrivai nella penisola ero eccitato per la guerra: sentivo l’insidiosa mano del nazionalismo che mi reggeva e soffocava la mia ragione. Quando stavo lì volevo fortemente che vincessimo, che uccidessimo i nemici. Godevo della gloria della battaglia e del cameratismo che solo il conflitto può creare. Nessun legame è più forte di quello stretto in battaglia; nessun amico è più intimo di quello che ti è stato accanto mentre combattevi. […] Solo dopo mi resi conto dell’errore che stavamo commettendo».
  • «Sorella cara, so che è un vecchio luogo comune, ma è vero: La prima vittima della guerra è sempre la verità. […]».

 

Di solito le mie recensioni finiscono qui, ma… non è questo il caso!banner catena leggivendola

La catena di lettura deve continuare e io ho scelto la destinataria: si tratta di Chiara, ovvero pitichi, che gestisce il blog Bulimia Letteraria (che a me piace un sacco!). So che lei saprà apprezzare questo libro che, tra l’altro, è già in viaggio per raggiungerla; incrociate le dita per noi e per il pacchetto, che con le poste non si sa mai!
In più, per lasciare traccia di questa bella catena, ho appiccicato un po’ di post-it tra le pagine, con scritte dentro alcune impressioni (che poi ho riportato anche qui, ovviamente)… spero che Erica/La Leggivendola li apprezzi, in fondo questa catena serviva a far tornare a casa i libri con altre “vite” dentro; e spero anche che non diano troppo fastidio ai futuri lettori, ma in fondo basta staccarli e poi riattaccarli (benedetti siano i post-it)!

E con questo è veramente tutto; è stata una bella esperienza, che spero di ripetere (organizzata da altri o da me, non si sa mai)!

Buone vacanze e buone letture,

Cami

lunedì 2 luglio 2012

Speciale: Catena di Lettura estiva!

Ciao a tutti!

Sono proprio felice di potervi presentare questa fantastica iniziativa, creata e portata avanti da Erica, alias La Leggivendola, che è sempre piena di proposte, idee e amore per i libri. Per festeggiare i suoi primi 200 follower ha deciso di avviare una catena di lettura per l’estate – anche sarebbe più giusto parlare di “rete di lettura”, perché lei ha mandato un libro diverso, selezionato accuratamente, ad ognuno dei blogger iscritti, con una sola richiesta: di parlarne sul nostro blog, lasciando magari un pensierino anche dentro il libro, per poi passarlo a un altro blogger, chiedendogli di fare lo stesso. Il libro si fermerà solo ad Agosto-Settembre: a quel punto, il blog che l’avrà in consegna dovrà rispedirlo alla legittima proprietaria (ovvero, Erica - la Leggivendola), e così sarà pieno di pensieri, ricordi ed emozioni altrui.

Il libro per me è arrivato oggi e, anche se già sapevo qual era il titolo che mi aspettava, è stato bellissimo scartare il pacchetto e iniziare subito a leggerlo.
Volete sapere di che libro si tratta?
E’ una lettura che desideravo fare da tempo: Il Caso Jane Eyre di Jasper Fforde. Sono veramente, veramente contenta che sia stato scelto questo libro per me!
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È un 1985 diverso, in un mondo dove i libri sono il bene più prezioso. E i confini tra realtà e fantasia sono più morbidi del consueto. Mycroft, vecchio inventore, escogita un sistema per entrare di persona in romanzi e poesie. Acheron Hades, criminale diabolico, se ne appropria e rapisce "Jane Eyre" dal manoscritto originale di Charlotte Brontë: a indagare arriva Thursday Next, Detective Letteraria. Reduce dalla guerra di Crimea (che imperversa da centotrent'anni), ha in sospeso un amore. Le indagini la riportano a Swindon, sua città natale; sbarcata da un dirigibile di linea, salta in groppa a una fuoriserie decappottabile dai mille colori. Riuscirà a salvare Jane Eyre e a rimettere in sesto la sua vita?

Non incuriosisce anche voi? Non vi sembra una trama intrigante e piena di spunti fantastici?
Se la risposta è sì… proponetevi per riceverlo! Visto che sarà mio compito scegliere un blogger a cui spedirlo, ho pensato che lascerò a voi la possibilità di dare la vostra disponibilità, così sarò sicura di spedirlo a qualcuno che desidera davvero leggerlo. Dovete semplicemente commentare il post, scrivendo che vi piacerebbe partecipare e aggiungendo il vostro indirizzo mail. Io, poi, estrarrò a caso tra chi avrà commentato e invierò a lui/lei il libro, non appena l’avrò finito.
Io potrò scegliere solo una persona a cui inviarlo, ma dato che chi lo riceverà dovrà rimetterlo in circolo, anche chi non sarà scelto questa volta potrebbe riceverlo in futuro, entro Settembre.

banner catena leggivendola

La rete di lettura aspetta solo voi! Avete tempo fino al 6 luglio (compreso) per proporvi.

Un abbraccio e buon letture,

Cami

P.S. L’ho già scritto, ma lo ricordo di nuovo: questo libro è solo in prestito: questo non è un giveaway! Il Caso Jane Eyre dovrà tornare alla legittima proprietaria, la Leggivendola, a Settembre. Pieno dei nostri ricordi e delle nostre impressioni, ma questa è un’altra storia… ;)

domenica 23 maggio 2010

Mini-recensioni: tre libri per un post

Ciao a tutti :)
Ultimamente ho letto molto, ma purtroppo ho avuto ben poco tempo per aggiornare come si deve, e credo si sia notato; tra l’altro, ho letto libri di cui mi sarebbe difficile scrivere una recensione vera e propria, per vari motivi, ma che desidero comunque commentare con voi. Per questo ho deciso di riunire queste letture in un solo post, con un “mini-intervento” per ciascuna di loro!
Si parte quindi con Jean-Dominique Bauby, e il suo Lo Scafandro e la Farfalla (Le Scafandre et le papillon).

Pagine:123
Editore:Ponte alle Grazie
Traduzione:Benedetta Pagni Frette

Anno:1997
I
SBN:88-7928-402-9

Trama:
Jean-Dominique Bauby, direttore di una rivista importante, nel pieno della propria vita, a causa di un ictus si trova a dover convivere con la locked-in syndrome, che gli permette di muovere solo l'occhio sinistro; ma questo non lo ferma dal comunicare con gli altri.
Ciò che commuove di questo libro, più che l'esperienza descritta al suo interno, è il modo in cui è stato redatto: tutto, assolutamente tutto, battendo una sola palpebra. A Bauby veniva recitato l'alfabeto, secondo l'ordine di una filastrocca francese, e lui sbatteva la palpebra quando voleva indicare la lettera scelta. Immaginate doverlo fare migliaia, forse milioni di volte, e arriverete alle cento e passa pagine che ha scritto in questo modo l'autore.
Di per sè il libro non è particolarmente bello. Un po' troppo poco emozionante nei contenuti, che mi aspettavo inve
ce ricchi di pathos; credevo che avrei potuto "vedere" attraverso gli occhi di Bauby, cosa che purtroppo non è accaduta. Mi ha allontanata dal significato simbolico della narrazione, perchè non mi ha fatta entrare nella storia. Ma non si può non commuoversi davanti allo sforzo titanico di quest'uomo.

Voto:


7

Il secondo libro è Alla Grande di Cristiano Cavina, autore che ho potuto incontrare grazie ad un'iniziativa della mia scuola, riuscendo così a comprendere, a grandi linee, il pensiero dell'autore.

Pagine:208
Editore:
Marcos Y Marcos
Anno:2002
ISBN:
978-88-716-836-38

Trama:
Bastiano Casaccia è il tipico bambino delle case popolari, ma
con una marcia in più: una fantasia sfrenata ed una vita se possibile ancora più disastrata, barcamenandosi tra un'avventura e l'altra, con una madre sola e dei nonni particolari.
Questo libro mi ha ricordato molto le tematiche di Andrea Vitali: vita di un paesino piccolo, dai personaggi caratteristici, narrati con semplicità e venati da una comicità leggera. Ma, proprio come i libri di Vitali, gli manca qualcosa per essere davvero un bel libro. L'idea, nella sua linearità, è buona: la vita di paese vista dagli occhi di un bambino che cresce e cambia. Non molto originale, certo, ma se trattata come si deve permette spunti eccellenti. Invece il libro in alcuni punti sembra perdersi, ricordando più un insieme sconnesso di esperienze. E' come se ogni capitolo fosse un tassello, e i tasselli tra loro non s'incastrassero perfettamente; le stonature, si sa, si sentono subito.
Sarà anche che il protagonista, Bastiano Casaccia detto Bla, non entra dentro. E' simpatico, ma appena accennato come personaggio, così come la madre, i nonni, gli amici di Bla.
Ciò che più m'intriga, però, è che parlando con l'autore si capiscono molte più cose e si apprezza di più la storia;Cavina è sicuramente un ottimo parlatore, ma con questo autore mi sembra che alcune cose stranamente, messe su carta, rendano meno rispetto al parlato vis-à-vis. Sarà perchè, come abbiamo scoperto durante l'incontro, è un libro prettamente autobiografico.
Sono stata indecisa sul voto da dargli, soprattutto perchè gli ultimi due capitoli sono davvero bellini: un picco di bravura. Infatti, lo scambio di lettere che si svolge tra il protagonista e un altro personaggio, e l'ultimo capitolo, sono parti tutto sommato notevoli, decisamente piacevoli: tuttavia, il giudizio di prima rimane, e quindi Cavina per me si becca la sufficienza e basta. "L'alunno è intelligente, ma non si applica", come si suol dire ;D

Voto:

6,5

Ultimo, ma non meno importante, il libro di Parinoush Saniee, Quello che mi Spetta (il cui titolo originale, salvo errori, dovrebbe essere آنچه که من انتظار , che dovrebbe suonare all'incirca come "che cosa mi aspetto"; tuttavia, non ho trovato altri riscontri sulla correttezza di questo titolo, purtroppo).

Pagine:427
Editore:Garzanti Editore
Traduzione:Narges Gholizadeh Monsef & Sepideh Rouhi

Anno:2003
ISBN:978-88-116-659-91

Trama:
Masumeh è una giovane ragazza iraniana che si traferisce con la famiglia da Qum, piccolo paesino rurale, a Teheran. Qui scoprirà una vita totalmente diversa da quella a cui era abituata, ma soprattutto scoprirà u
n sentimento nuovo: l'amore. Purtroppo questo avrà terribili conseguenze, che influiranno su tutta la sua vita.

Questo libro mi ricorda un po' quello di Bauby: non per i contenuti o le atmosfere, che non potrebbero essere più diverse, ma per il fatto che hanno gli stessi pregi e gli stessi difetti, ovvero storia importante, "pesante" e dai contenuti sensibili, ma un modo di renderli su carta decisamente meno intenso di quello che ci vorrebbe.
Infatti, la scrittura
è fin troppo semplicistica, spesso i passaggi sono affrettati: mi è capitato più volte di pensare che certi atteggiamenti fossero anche realistici, ma poco costruiti, con una base dietro non abbastanza solida. E' strano passare da un capitolo all'altro e veder cambiare del tutto le dinamiche tra alcuni personaggi, anche se sono ragionevoli, perchè semplicemente non mi è stato descritto l'iter attraverso il quale queste dinamiche sono mutate. L'effetto è falsato, affrettato.
All
o stesso modo, sarebbero stati più piacevoli dei dialoghi meno didascalici: sembrano delle spiegazioni, come se invece di mostrarmi la storia me la stessero raccontando. Che è ben diverso. Anche qui, i sentimenti forti traspaiono, ma non abbastanza da supplire alle altre mancanze già descritte.
Tuttavia, la storia è lieve, la descrizione degli affetti ben bilanciata (nonostante tutto) e alla fine rimane comunque una testimonianza realistica (e questo è importante) di un periodo e di un paese che ha sofferto molto; in sintesi, libro mediocre, ma i sentimenti e le vicende narrate lo sollevano un pochino.

Voto:

6,5


Come sempre vi saluto, e vi auguro buone letture!

Cami