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lunedì 5 novembre 2012

Speciale: Blog Tour “Deserto Rosso . Punto di Non Ritorno”–Intervista (Fase #3: Esplorazione)

Ciao a tutti, lettori-astronauti! Pronti alla terza e ultima fase di questa avventura interplanetaria?

Con la Fase #1 ci siamo preparati e siamo partiti, con la Fase #2 ci siamo avvicinati e abbiamo conosciuto meglio il libro; con la Fase #3 comincia l’esplorazione della superficie marziana e del “dietro le quinte” del libro, ovvero la mente della scrittrice.
Oggi, infatti, ho il piacere di ospitare qui su Bibliomania Rita Carla Francesca Monticelli, l’autrice di Deserto Rosso!

Ha risposto pazientemente alle mie domande ed è riuscita a scansare tutti i miei tentativi di strapparle qualche anticipazione sul secondo capitolo, Abitanti di Marte… A parte gli scherzi, è stata molto gentile ed esaustiva, è stato un vero piacere chiacchierare con lei. Quindi non le rubo altro tempo e vi lascio alla lettura dell’intervista!

SPECIALE deserto rosso


FASE #3: ESPLORAZIONE


1) Benvenuta su Bibliomania! Il tuo romanzo, Deserto Rosso: Punto di Non Ritorno, ha molte particolarità: innanzitutto, è un’auto-pubblicazione; in secondo luogo, è un romanzo “a puntate”, formato da quattro capitoli che pubblicherai sul tuo sito. Quali sono state le considerazioni che hanno portato a queste scelte? Sarei curiosa di sapere, inoltre, se prima dell’auto-pubblicazione c’è stato un tentativo di passare attraverso l’editoria tradizionale.

Salve Camilla, grazie per l’ospitalità, è un vero piacere essere qui :)Prima di tutto una precisazione. “Deserto rosso” è un romanzo in quattro puntate, di cui appunto “Punto di non ritorno” è la prima. Le altre tre verranno pubblicate come la precedente su Amazon e, tramite il distributore digitale Smashwords, arriveranno sulle principali piattaforme internazionali di vendita degli ebook, tra cui iTunes, Kobo e Barnes & Noble. Sul mio sito, insomma, non verrà pubblicato nulla. È solo il sito, in cui si potranno trovare informazioni su questo e altri romanzi, e approfondimenti vari all’interno del blog.
La scelta dell’auto-pubblicazione è stata in parte obbligata, perché non credo esista un editore disponibile a pubblicare un romanzo a puntate, almeno non in Italia. In realtà ho deciso di scrivere “Deserto rosso” proprio per testare questo tipo di pubblicazione, dopo averla studiata per oltre un anno, in particolare nell’area anglofona. Con l’approdo di Amazon Kindle Direct Publishing in Italia ho deciso di mettermi in gioco e, per farlo, inizialmente avevo pensato di scrivere una novella, anche perché venivo dalla stesura di un lungo romanzo, durata tre anni, e sentivo la necessità di affrontare un nuovo lavoro che fosse più a breve termine. È poi successo che mi sono resa conto che la storia di “Deserto rosso” aveva bisogno di maggiore spazio. Da qui è nata l’idea di fare di questa novella solo la prima di quattro puntate.

ebook-readerÈ chiaro quindi che non ho mai pensato di rivolgermi all’editoria tradizionale, almeno per questo progetto. Ne avevo una vaga intenzione col romanzo scritto in precedenza, tuttora in fase di editing e che sarà pubblicato al termine di “Deserto rosso”, ma più aumentavo le mie conoscenze sull’editoria tradizionale e più venivo a sapere delle esperienze di altri autori, più mi rendevo conto che non era qualcosa che mi si addiceva. Mi ricordava troppo un altro ambiente, quello discografico, nell’ambito del quale tuttora ho delle collaborazioni e che non apprezzo particolarmente (usando un eufemismo). La via indipendente mi attirava di più da un punto di vista concettuale, essendo io già una lavoratrice autonoma. A questo poi si è aggiunto l’aumento della diffusione degli e-reader in Italia, in particolare del Kindle (ne ho uno pure io), che mi ha permesso di capire l’enorme potenzialità del self-publishing digitale e come, parlando di ebook, la distinzione tra autore pubblicato e indipendente non avesse poi grande significato, visto che li si poteva trovare entrambi l’uno accanto all’altro nella stessa piattaforma, cioè il Kindle Store di Amazon. Perché quindi dover cedere i propri diritti a un editore, soprattutto se si parla di un piccolo editore, quando impegnandomi un po’ di più posso essere veramente editrice di me stessa?

2) I viaggi nello spazio e la colonizzazione di altri pianeti sono tematiche quanto mai attuali, soprattutto per quanto riguarda il Pianeta Rosso – con l’arrivo di Curiosity su Marte, anche l’opinione pubblica sembra aver ritrovato la passione per lo spazio e per l’osservazione scientifica. Com’è nato in te questo interesse? E come stai vivendo, ora, la missione di Curiosity?

Sono sempre stata attratta dallo spazio. Non saprei dire con precisione quando ho iniziato a interessarmene, ma ricordo quanto mi piacessero già da bambina i film di fantascienza o con quale curiosità studiassi la geografia mars-pathfinder_lgastronomica al liceo. Ma l’interesse specifico per Marte è sicuramente nato negli anni ’90, ai tempi della missione Mars Pathfinder, quando un primo rover, il Sujourner, venne inviato sulla superficie marziana, dalla quale trasmise quelle immagini suggestive di un pianeta rosso e polveroso.

Più recentemente mi è capitato di seguire sul sito della NASA la missione dei due rover gemelli Spirit e Opportunity, il secondo dei quali è ancora in attività. Poi nel 2010 avevo saputo che stavano preparando una nuova missione che avrebbe coinvolto un rover molto più grande ed evoluto dei precedenti. Ancora il nome Curiosity non esisteva, ma si trattava proprio di lui. Il lancio era previsto nell’autunno del 2011 e avevano escogitato una simpatica idea per coinvolgere in questa avventura anche le persone comuni, permettendo loro di inserire il proprio nome in un database, che sarebbe poi stato inviato con un chip all’interno del rover. Ovviamente io ho aderito all’iniziativa e adesso una piccola parte di me si trova su Marte insieme a Curiosity.
Dal lancio in poi ho seguito con interesse il suo viaggio e da quando è sul pianeta rosso mi tengo informata sui suoi progressi tramite il suo profilo ufficiale su Facebook e Twitter e ovviamente sul sito del Jet Propulsion Laboratory della NASA, che gestisce l’intera missione.

È stata proprio questa missione a rinnovare il mio interesse per Marte e a spingermi a leggere i libri di Robert Zubrin [fondatore della Mars Society, scienziato e scrittore - ndB], che mi hanno ispirato e ho utilizzato in gran parte come base scientifica per la scrittura del primo episodio (e adesso anche del secondo) di “Deserto rosso”.

3) In questo primo capitolo di Deserto Rosso l’attenzione non è concentrata solamente sulle descrizioni del pianeta o sul reclutamento dell’equipaggio: buona parte del libro è spesa nell’introdurci Anna, la protagonista. Conosciamo lei, il suo passato, ciò che l’affligge e quello che si è lasciata alle spalle quando ha accettato la missione. E’ forte, ma arriva ad un punto in cui il tracollo è inevitabile. Approfondiremo ulteriormente la conoscenza di Anna, nei prossimi capitoli, o l’attenzione si sposterà anche sugli altri membri dell’equipaggio?

Hubble_MarsAnna, come si può immaginare, è la protagonista della storia. Ciò che finora abbiamo letto in “Punto di non ritorno” è un suo racconto in prima persona di questo viaggio disperato nel deserto marziano, durante il quale lei si sofferma a ricordare alcuni eventi del passato. È una narrazione molto soggettiva, fortemente influenzata dai sentimenti e dalle emozioni di un personaggio senza dubbio problematico. Il suo non è inoltre un racconto esaustivo. Anna decide cosa raccontarci e come farlo, omettendo certi dettagli ed evidenziandone altri. Tutto ciò ci porta ad avere una visione parziale della realtà dei fatti, se non addirittura distorta.

In “Abitanti di Marte”, il secondo episodio, che è lungo più del doppio rispetto al primo (tecnicamente è un romanzo breve), oltre ad alcuni capitoli in cui viene mantenuto questo punto di vista soggettivo e raccontato in tempo reale, avremo l’occasione di vedere degli avvenimenti del passato, sui quali lei ha abilmente sorvolato, narrati in terza persona, quindi con una maggiore distanza, e anche da punti di vista diversi dal suo. Vedremo tra l’altro anche delle scene in cui Anna non è presente affatto.
Tutto ciò ci permetterà di PIANETAconoscere meglio gli altri membri dell’equipaggio, ma anche chi è rimasto sulla Terra. In questo modo inoltre, senza il filtro operato dalla protagonista nel decidere cosa farci vedere e come farcelo vedere, scopriremo anche molti altri fatti che arricchiranno la nostra conoscenza di tutti i personaggi, compresa la stessa Anna.

Per questo motivo considero “Abitanti di Marte” come una sorta di episodio delle rivelazioni.

Come per il primo non ci sarà una narrazione strettamente cronologica dei fatti, ma siccome i salti temporali saranno spesso notevoli (in periodi diversi che vanno da trent’anni prima del lancio della missione Isis fino al tempo della narrazione, cioè quasi quattro anni terrestri dopo il lancio), come pure quelli spaziali, e comporteranno cambiamenti del punto di vista, per evitare confusione, considerando anche la lunghezza del testo, questo sarà suddiviso in dieci capitoli.

Posso comunque anticipare che scopriremo gran parte di ciò che è accaduto negli oltre mille giorni di permanenza dell’equipaggio nella Stazione Alfa, che sarà teatro degli eventi di più della metà dell’episodio.

Ho appena terminato la prima stesura dell’episodio. Dedicherò ottobre al lavoro di editing e l’ebook dovrebbe uscire entro la fine di novembre.

4) Il mistero riguardante la spedizione precedente, Hera, è decisamente oscuro e il fatto che vi si accenni continuamente, senza poi darne spiegazione, non fa che accrescere il desiderio di scoprire qualcosa di più a riguardo. Visto anche il finale di questo primo episodio, nel prossimo capitolo possiamo aspettarci qualche rivelazione importante?

Quando si parla di qualcosa all’interno di un romanzo, non lo si fa mai per caso. Non posso entrare nel dettaglio, per non togliere ai lettori il piacere di scoprirlo da sé, in ogni caso la risposta è sì, anche se Hera non ha un ruolo centrale in “Abitanti di Marte”, per quanto riguarda lo spazio occupato all’interno dell’episodio, ma se non altro verrà sciolto qualche nodo sulla vicenda.

5) Ultima domanda: la domanda “c’è vita su Marte?” ha stuzzicato il cervello di studiosi e appassionati per molti anni. Ovviamente ormai non si parla più di alieni (secondo l’iconografia nata con film come Incontri ravvicinati del terzo tipo), quanto di microorganismi… ma in letteratura, si sa, è concesso prendersi qualche licenza poetica. Quindi, quello che vorrei chiederle è: vedremo qualche extra-terrestre, nelle prossime puntate di Deserto Rosso?

Questa è una domanda a trabocchetto. :)

Che io dica sì oppure no, potrei rischiare di rovinare la sorpresa o le aspettative dei lettori, in un senso o nell’altro. Ma vediamo se riesco ad aggirare l’ostacolo.

Come tu stessa hai fatto notare, Marte è un pianeta inospitale per delle forme di vita superiori (organismi pluricellulari di certe dimensioni dotati di una certa intelligenza). È impossibile, quindi, che ci siano marziani autoctoni. Se ci fossero alieni di questo tipo, venuti da chissà dove, dovrebbero come noi usare una grande quantità di tecnologia sia per arrivarci che per poterci sopravvivere, la cui presenza non passerebbe facilmente inosservata al giorno d’oggi, figurarsi fra una cinquantina di anni, quando “Deserto rosso” è ambientato. A meno che, guarda caso, non arrivino proprio nel bel mezzo della storia (che fortunata coincidenza!). Credo quindi che, se infilassi qualcosa di così semplicistico nel romanzo, perderebbe di credibilità, a meno che non riuscissi davvero a tirare fuori una spiegazione estremamente convincente.

In ogni caso, tornando alla tua domanda, mettiamola così: non vedremo omini verdi su Marte.

D’altra parte la domanda “Senza vita?”, che compare nel booktrailer, non è messa lì per caso. Per scoprire ogni sfaccettatura del suo significato, temo che i lettori dovranno, però, attendere la puntata finale. :)

Booktrailer di “Deserto Rosso . Punto di Non Ritorno”


Con questo si conclude il nostro viaggio sul Pianeta Rosso e il nostro Speciale: spero vi sia piaciuto e soprattutto spero di avervi incuriositi!
Se volete trovare e leggere Deserto Rosso . Punto di Non Ritorno, sul sito personale dell’autrice c’è una pagina tutta dedicata a questa prima puntata; se poi vorrete contattarla, anche per farle delle domande (l’autrice stessa mi ha confermato che le farebbe davvero piacere!), oltre al sopracitato sito potrete visitare i suoi profili su Facebook, Twitter, Google+ e Goodreads – tutti sempre attivi e aggiornati.


Un ultimo saluto da Marte!
Vostra,

Cami


P.S. prima di perdere del tutto il nostro “spirito fantascientifico”, però, vorrei segnalarvi una mia collaborazione molto speciale: ho scritto un post per Il Futuro è Tornato, un blog specializzato in intrattenimento (letteratura, cinema, videogame e non solo) di fantascienza. Da “esterna” ho prestato il mio punto di vista per l’appuntamento con Visti da Lontano, leggendo e parlando de La Fine dell’Eternità di Isaac Asimov. Se vi va, passatemi a leggere anche lì: mi farebbe davvero piacere!

martedì 30 ottobre 2012

Speciale: Blog Tour “Deserto Rosso . Punto di Non Ritorno”–Recensione (Fase #2: Tragitto)

Buongiorno cari lettori!
Pronti per affrontare la seconda parte del nostro viaggio interplanetario?
In questa nuova fase conoscerete più da vicino Deserto Rosso – Punto di Non Ritorno: viaggeremo verso Marte, attraverso le pagine del libro.
La nostra astronave si avvicina sempre di più all’obbiettivo!
 
SPECIALE deserto rosso
 
FASE #2: TRAGITTO

Punto di non ritorno - R. C. F. Monticelli

Titolo:Deserto Rosso . Punto di Non Ritorno

Autore:Rita Carla Francesca Monticelli

Anno:2012

Editore:auto-pubblicato

ISBN:978-14-7619-448-6

Pagine:69

Trama:Anna, astronauta dal passato meno limpido di quanto si possa pensare, è uscita con il suo rover dalla base su Marte e sa di essersi imbarcata in una missione suicida. Presto sarà troppo lontana perché l’ossigeno sia sufficiente per tornare indietro. Ma cosa la spinge ad una scelta così estrema? Quali misteri si nascondono dietro a Hera, la missione precedente, miseramente fallita?

Cosa mi aspettavo leggendo questo primo episodio di Deserto Rosso? Non lo so bene nemmeno io. Mi imbarcavo nella lettura di un libro di fantascienza (genere frequentato con piacere ma solo di tanto in tanto, senza conoscerlo bene), auto-pubblicato e di cui non erano ancora disponibili molte recensioni online. Insomma, mi sono buttata un po’ alla cieca, accettando la proposta dell’autrice… E sono decisamente contenta della mia decisione.

Partiamo subito dicendo che, pur essendo un auto-pubblicato, il libro è confezionato benissimo. Impaginazione perfetta, copertina davvero ben fatta (e molto bella anche in bianco e nero, quindi ottima per gli e-reader con tecnologia e-ink), indice con collegamenti ai vari capitoli segnalati: insomma, un lavoro certosino. Possono sembrare sciocchezze, ma contando che è stato realizzato tutto dall’autrice, con l’aiuto di pochi collaboratori, credo che valorizzare anche questi aspetti sia un riconoscimento dovuto.
Inoltre, ho apprezzato moltissimo che fosse segnalato subito, nelle prime pagine, che questa è una prima parte di quattro. L’autrice non inganna il lettore, che così sa di non potersi aspettare un finale conclusivo.
Tutti questi, però, sono fattori esterni alla storia: è meglio rendere subito chiaro, quindi, che oltre alla bella confezione Deserto Rosso propone una storia interessante, che mi è piaciuto leggere.

Sin dalle prime pagine il lettore è incuriosito e catturato dalla narrazione: la Monticelli decide di raccontarci la storia di Anna, la protagonista, utilizzando la prima persona singolare, permettendoci quindi di avere una finestra diretta sui suoi pensieri e sui suoi ricordi.
Una scelta che dà i suoi frutti, perché consente di concentrarsi sui ricordi di Anna e sulle sue sensazioni, senza contare la possibilità di creare suspense giocando con le informazioni che la stessa protagonista non conosce e che sta tentando di scoprire, creando un parallelo tra lei e i lettori, in cui cresce la voglia di seguirla e rivelare i misteri che si incontrano nel corso della storia.

Tuttavia, questo particolare punto di vista non è esente da difetti. Per farci comprendere appieno la sua ambientazione, l'autrice tende ad inserire nel corso della narrazione dei momenti di cosiddetto infodump, che stonano ancora di più quando vengono presentati come riflessioni di Anna, perché risultano poco “naturali”.
Sono parti non sempre necessarie, che spezzano il ritmo e il pathos, soprattutto nelle parti ambientate nel presente di Anna. Il lettore si trova a voler scoprire  cosa la spinge al proprio gesto definitivo e cosa si nasconde dietro alle missioni di colonizzazione marziana; in questo primo volume vengono rivelate poche cose, ci si limita a gettare le basi (che spero siano approfondite nei prossimi episodi).
Oltre a questo, trovo che l’ambientazione su Marte, per il momento, non sia stata sfruttata appieno. E’ comprensibile, visto la maggior parte del tempo siamo nel rover insieme ad Anna; tuttavia, ammetto che mi è spiaciuto. Anche in questo caso, spero ardentemente che i prossimi episodi ci forniscano più scorci marziani.

Più spazio, invece, è dedicato al delineare la personalità della nostra protagonista. La narrazione è molto introspettiva, personale, e d’altronde difficilmente poteva andare diversamente, visto il punto di vista; questo, in particolare, è sottolineato dai frequenti flashback, che ci permettono di scoprire il percorso che ha portato Anna a far parte della missione Isis e molti altri avvenimenti del suo passato (che si riveleranno complicati e piuttosto oscuri – uno, in particolare, mi è sembrato quasi troppo forte per essere del tutto realistico).
In generale, la caratterizzazione è senza alcun dubbio uno dei punti forti di Punto di Non Ritorno: non solo, come vi ho appena raccontato, di Anna, ma anche dei comprimari. Sebbene meno sfaccettati, sono tutti realistici e “umani” e questo senza dubbio è un gran pregio.

Con tutta questo parlare di introspezione, tuttavia, non vorrei passasse l’idea di un romanzo lento: la storia non è priva di colpi di scena e gli intrighi irrisolti creano una piacevole sensazione di curiosità, di voglia di sondare l’ignoto. Lo stile dell’autrice, privo di fronzoli, è più che adatto a questo scopo: usa immagini concrete ma espressive, frasi concise e dirette.

Insomma, sono presenti sia pecche, che pregi: ma alla fin fine ciò che conta è che Punto di Non Ritorno mi ha intrigata e mi ha catturata abbastanza da voler leggere Abitanti di Marte il prima possibile, sia per vedere se l’autrice è riuscita a limare gli aspetti meno riusciti, sia perché non vedo l’ora di scoprire come continueranno le avventure di Anna sul Pianeta Rosso!

Voto:
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           7

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La seconda fase si conclude qui, l’astronave è arrivata a destinazione… ci accingiamo ad esplorare la superficie del pianeta! La terza fase, l’Esplorazione, ci permetterà di conoscere meglio Deserto Rosso e la sua autrice: non perdetevela!

 

Cami

domenica 28 ottobre 2012

Speciale: Blog Tour “Deserto Rosso . Punto di Non Ritorno”! (Fase #1: Lancio)

Buongiorno a tutti, miei cari lettori!

Finalmente posso svelarvi e mostrarvi uno dei progetti speciali cui ho fatto accenno negli scorsi post. Ci tengo davvero molto e spero proprio che il risultato finale vi piaccia: sarà un trittico di post a tema, tre fasi che ci porteranno su un altro pianeta, usando come astronave il libro Deserto Rosso - Punto di Non Ritorno di Rita Carla F. Monticelli (che ringrazio per la pazienza e per l’aiuto).
Pronti a partire per un viaggio interplanetario? Non indugiamo oltre… preparate le tute da astronauta e i razzi, si va su Marte!
 
SPECIALE deserto rosso

FASE #1: LANCIO
 
Ebbene sì, il nostro viaggio ci porterà sul Pianeta Rosso. Ne osserveremo le caratteristiche principali, vedremo un po’ le supposizioni degli astronomi dei secoli scorsi e di oggi, esploreremo l’immenso elenco di libri che condividono l’ambientazione marziana… insomma, un’infarinatura essenziale, per partire con il giusto spirito e la giusta curiosità, visto che le vicende di Deserto Rosso si svolgeranno proprio su questo pianeta.
Ma prima di immergerci nell’atmosfera aliena, sarà meglio darvi qualche informazione in più sul libro in questione. Deserto Rosso è un romanzo a puntate: un libro diviso in quattro parti, pubblicate a distanza di 5 mesi l’una dall’altra – un progetto che sembra rifarsi allo spirito del feuilleton. Per ora è disponibile la prima puntata, Punto di Non Ritorno, e sarà disponibile a breve (anzi, a brevissimo: gli ultimi giorni di Novembre!) la seconda, Abitanti di Marte.

Questa è la trama che la stessa autrice fornisce nel suo sito:
Punto di non ritorno - R. C. F. MonticelliSono passati 30 anni dalla missione di esplorazione di Marte "Hera", durante la quale l'equipaggio è morto in circostanze non del tutto chiarite. Questo fallimento e tutte le problematiche politiche da esso generate hanno rallentato la NASA nella sua corsa alla conquista dello spazio, ma adesso i tempi sono maturi per una nuova missione chiamata "Isis". Questa volta i 5 membri dell'equipaggio non viaggeranno per oltre 400 milioni di chilometri solo per una breve visita, ma saranno destinati a diventare i primi colonizzatori del pianeta rosso.
Anna Persson abbandona di nascosto alle prime luci dell'alba la Stazione Alfa e si addentra con un rover pressurizzato nel deserto marziano, in quello che sembra avere tutte le caratteristiche di un gesto suicida.
Qualunque essa sia, riuscirà Anna a raggiungere la sua destinazione?
I misteri sono molti… ma ve ne parlerò meglio nella recensione del libro! Ora che ve l’ho introdotto un po’, è meglio tornare ad occuparci del fantastico Pianeta Rosso.

Per viaggiare in tutta sicurezza, è bene dare un’occhiata alle sue caratteristiche salienti:

Martesatelliti

Quindi, è necessario procurarsi delle mappe – cosa che non vi risulterà difficile, perché la mappatura di Marte è stato uno degli argomenti più gettonati tra gli astronomi, soprattutto nel periodo che va dagli anni ‘90 del XIX secolo alla prima decade del XX secolo.
Questa pratica veniva definita areografia, neologismo coniato ricalcando la parola geografia, cui viene sostituita la parte indicante la terra (geo-) con il nome dato dai greci al pianeta, ovvero Ares.

La prima mappa fu disegnata dai tedeschi Beer e Madler, nel 1840; ma l’annata fondamentale per questa disciplina fu il 1877. Con Marte in opposizione perielica la visuale fu incredibilmente nitida e molti astronomi, amatoriali e professionisti, poterono godere di una visibilità fino ad allora mai avuta.
Furono prodotte moltissime mappe e rappresentazioni grafiche di ogni genere, ma quella che ebbe maggior risonanza fu quella di Giovanni Schiaparelli, milanese e futuro senatore del Regno d’Italia.
Creata grazie alle sue dettagliate osservazioni della rotazione del pianeta, fatte sul tetto del Palazzo di Brera e durate quasi otto mesi, divenne immediatamente un punto di riferimento per tutti coloro che si occuparono della superficie marziana dopo di lui.
L’influenza fu tale che venne anche adottata la nomenclatura data dallo scienziato alle diverse zone marziane – nomi di origine classica, greco-romana, decisamente diversi dai primi nomi dati dagli astronomi che si occuparono del Pianeta Rosso (principalmente nomi di scienziati contemporanei, che però avevano suscitato spesso invidie e débacle).
Sicuramente Marte ne ha giovato: come si fa a  non rimanere affascinati da luoghi che si chiamano Olympus Mons, Valles Marineris, Hellas, tanto per citarne alcuni?
 
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Ma la mappa di Schiaparelli non fu importante solo dal punto di vista scientifico… infatti, fu uno dei principali propulsori della teoria sulla possibilità di vita intelligente sul nostro “vicino”.
Lo scienziato, durante le sue osservazioni, segnalò di aver rinvenuto delle strutture (da lui chiamate “canali”), che furono poi interpretate dagli astronomi più noti del tempo come strutture evidentemente artificiali e, quindi, come prova della presenza di una civiltà intelligente. Questi “canali di Marte” divennero immediatamente popolari non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche presso l’opinione pubblica, che all’epoca seguiva con fascinazione e speciale interesse le esplorazioni “celesti”, che ricordavano molto le avventure che nello stesso periodo vivevano gli esploratori, sulla Terra. Merito di questo è anche il tono più popolare di molte pubblicazioni, che riprendeva tòpos e stilemi proprio della saggistica e della narrativa di viaggio.

Maestro di questo tipo di “reportage” e promotore della teoria della civiltà marziana fu senz’altro Percival Lowell, che nel parlare delle proprie osservazioni, attraverso una dialettica basata principalmente sulle sue personali intuizioni e sulla continua comparazione tra le realtà marziane e quelle terresti, riuscì a convincere gran parte del pubblico dei tempi dell’effettiva presenza di una popolazione intelligente – anzi, più evoluta di quella terrestre. I canali, secondo lui, servivano a trasportare acqua dai poli alle zone equatoriali, che stavano subendo un processo di desertificazione; si sarebbe trattato, quindi, di costruzioni mastodontiche, lunghissime ed efficienti.
Anni dopo, le missioni di satelliti spaziali – a partire da Mariner 4, passando per Mars 2 e Mars 3, per arrivare poi a Viking 1, che dal 1976 trasmise informazioni per sette anni) sfatarono questi miti, riconoscendo nei canali visti da Schiaparelli un’illusione ottica, dovuta alle lenti da lui usate. Illusione che però, come abbiamo visto, attecchì molto bene (sia a causa della strumentazione inadeguata, sia per l’auto-convincimento degli osservatori).
Anche le missioni odierne (Odyssey, Beagle 2, Spirit & Opportunity, Phoenix, la recentissima Curiosity) hanno confermato che non c’è traccia di vita evoluta su Marte.
 
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Ma questo non ha impedito agli scrittori e a molte altre personalità intellettuali di essere ormai terribilmente affascinati da questo pianeta così vicino e dalla sua ipotetica civiltà…
In realtà, tra i primi romanzi a parlare di Marte ci fu un libro scritto ben prima dell’esplosione di questo interesse per lo spazio, un grande classico della letteratura, ovvero I viaggi di Gulliver: pensate che Swift ipotizzò l’esistenza dei due satelliti marziani con oltre 150 anni d’anticipo rispetto alla loro scoperta.
Il boom, però, si ebbe dopo le scoperte di Schiaparelli e le ipotesi di Lowell. L’idea di un pianeta arido, specchio di un eventuale futuro terrestre, permise agli scrittori di giocare con quest’idea e di esprimere così la loro inquietudine riguardo all’eventuale gestione di una catastrofe simile. Inoltre, la loro superiorità intellettuale – comunemente accettata – poneva domande di non poco conto riguardo ad un ipotetico contatto. Come si sarebbero comportati i marziani, in maniera pacifica o bellicosa? Avrebbero sfruttato la loro superiorità?
E’ proprio partendo da un quesito simile che vide la luce il capostipite dei romanzi d’invasione extraterreste: La guerra dei mondi di H. G. Wells (1898). L’autore, inoltre, sfruttò la narrazione dell’attacco marziano per sferrare una feroce critica al colonialismo dell’epoca, comparando la superiore civiltà aliena ai paesi europei e al loro modus operandi in Africa.
Il messaggio sociale non fu colto in modo particolare, ma la suggestione forte e terribile di un attacco alieno sì: prese vita un filone proficuo e di grande successo, basato sul sensazionalismo e sulle emozioni forti.

La suggestività dell’ambientazione marziana continuò a farla da padrone nella narrativa fantastica anche all’inizio del XX secolo, soprattutto grazie alle opere di un autore che sicuramente conoscerete: Edgar Rice Burroughs. Il suo Ciclo di Barsoom racconta le avventure del soldato John Carter su Marte (chiamato dai nativi Barsoom, per l’appunto). Inizialmente composto da tre volumi, pubblicati tra il 1912 e il 1919, ebbe un tale successo all’epoca che l’autore decise di scrivere altri seguiti e continuò a farlo per gran parte della sua carriera. Anche in questo caso, gli imitatori furono moltissimi.
In tutti i romanzi di cui abbiamo parlato sino ad ora, i marziani sono creature sanguinarie, minacciose e bellicose. Tra i primi a ribaltare questa concezione ci furono Stanley G. Weinbum, con Un’odissea marziana (1934), romanzo in cui un astronauta disperso sul Pianeta Rosso fa la conoscenza di diversi abitanti autoctoni, e Raymond Z. Gallun, che pubblicò Vecchio Fedele (sempre nel 1934), la storia di un marziano fuggito al governo distopico del suo pianeta.
Nel secondo dopoguerra venne ripreso il tema sociale tanto caro a Wells: se ne occupò Ray Bradbury con le sue Cronache marziane (1950) e subito dopo Arthur C. Clarke, che nel suo libro Le sabbie di Marte (1951) trattò l’argomento affrontando non la conquista delle colonie e il loro sfruttamento senza regole, ma le ribellione di quest’ultime e l’ottenimento dell’indipendenza, secondo l’esempio della Rivoluzione americana.
Molti altri grandi della fantascienza classica, come Asimov e Heinlein, non poterono resistere al fascino del Pianeta Rosso.
 
Quando poi cominciarono ad arrivare le informazioni delle sonde, l’attenzione degli scrittori si spostò dalla vita già presente su Marte (mito ormai sfatato) alla possibilità di raggiungere e colonizzare il pianeta, dando avvio alla sua cosiddetta “terraformazione”. L’opera più nota di questo nuovo filone è la Trilogia di Marte di Kim Stanley Robinson, che parla della trasformazione di Marte da Pianeta Rosso, a Verde, fino a Blu.  Il fine ultimo di queste modifiche è, ovviamente, quello di dare vita ad avamposti terrestri; non ci volle molto prima che altri scrittori, tra cui Philip K. Dick, ipotizzassero anche le successive proteste e ribellioni delle colonie marziane.
 
fumetti

Insomma, Marte non smette mai di affascinare e stupire, anche ai giorni nostri. Lo dimostra l’immensa attenzione data alla missione di Curiosity e la grande quantità di romanzi fantascientifici (senza contare i film, i fumetti e le serie TV!) che ancora sfruttano questo pianeta – così lontano, eppure così vicino – come ambientazione.
Ormai siamo pronti a partire. Il nostro personalissimo Shuttle è carico di tutto quel che ci potrebbe servire e abbiamo l’infarinatura necessaria ad apprezzare al massimo il libro di Rita C. F. Monticelli.
Allacciate le cinture di sicurezza: siete pronti a raggiungere il Deserto Rosso?
 
Vi aspetto con la Fase#2 di questo speciale, online tra pochi giorni, in cui finalmente ci concentreremo su Punto di Non Ritorno!
 
Vostra (fantascientifica)
Cami
 
 
 
Fonti e link utilizzati per scrivere questo post:
- Voci Wikipedia su Marte, Marte nella Fantascienza, Giovanni Schiaparelli
- K. Maria D. Lane, “Geographers of Mars: Cartographic Inscription and Exploration Narrative in Late Victorian Representations of the Red Planet”, Isis, vol. 96, No. 4 (Dicembre 2005), pp. 477-506
- K. Poskitt, Gagliarde Galassie, Salani, Milano 2000
Altri link e articoli utili:
- Catalogo SF, Fantasy e Horror (a cura di Vegetti, Cottogni e Bertoni)
- Il blog di Urania
- A. Russo, “Europe’s Path to Mars: The European Space Agency’s Mars Express Mission”, Historical Studies in the Natural Sciences, vol. 41, No. 2 (Primavera 2011), pp. 123-178
- Visualizzazione di tutte le missioni su Marte, a cura di Paul Butt, pubblicata su La Lettura (inserto culturale del Corriere della Sera), 26 Agosto 2012