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giovedì 8 marzo 2018

Sfide fotografiche, letture in corso, Cartoomics e Tempo di Libri [10/2018]

Mie care lettrici e miei cari lettori,

procedo con l'idea di parlarvi su base settimanale, e quindi ho deciso che potrebbe essere una buona idea indicare nel titolo in quale settimana dell'anno ci troviamo. Ora siamo giusto a metà della decima settimana dell'anno, ma soprattutto siamo all'inizio di un mese che sarà pregno di eventi letterari: ma andiamo con ordine.

Non ho molto su cui aggiornarvi, innanzitutto, in tema letture: mi sono dovuta dedicare ad alcuni libri per lavoro, e quindi ho letto meno titoli scelti da me. Sto però leggendo due storie molto diverse, che porto con me e a cui mi dedico tra una pausa e l'altra: Overlove di Alessandra Minervini (edito dai tipi di LiberAria - l'editore del mese per il Book Bloggers Blabbering!) e Over the bridge di Deborah Garner.

Il primo è una storia di amore e possesso, di una coppia che non lo è più, di personaggi che non sanno come approcciarsi alla vita e che devono reinventarsi per non farsi schiacciare dai traumi, dagli eventi inaspettati, dalle delusioni. Non è una lettura leggerissima eppure scorre molto bene. I personaggi sono onestamente poco piacevoli, ma non sono mai stati presentati come persone gradevoli, per cui non lo dico con accezione negativa.
Sono curiosa di scoprire come finirà, perché con libri di questo tipo non si può mai sapere: dubito ci sarà una risoluzione, ma vorrei comunque capire su cosa si metterà l'ultimo punto fermo.

Il secondo, invece, è un giallo leggerino e simpatico, ambientato nel sud degli Stati Uniti. C'è un ranch misterioso, una giornalista curiosa, il tipico paesino degli USA, un cowboy affascinante e un tesoro nascosto. Insomma, è la perfetta lettura da fare sul telefono quando sono schiacciata tra una persona e l'altra sui mezzi, e sogno di essere da tutt'altra parte. Non è difficile indovinare le linee generali che seguirà la trama, ma per il momento rimane un mistero il modo in cui si arriverà alla risoluzione finale. Non mi immagino particolari intrighi internazionali, ma rimane, come dicevo, una lettura piacevole.


Parlavo di eventi letterari. Ebbene, a marzo qui a Milano ci saranno ben tre fiere del libro: Tempo di Libri, che è cominciata oggi e finirà lunedì, Cartoomics, che comincerà domani e finirà domenica, e Book Pride, che sarà dal 23 al 25 marzo. Dell'ultima vi parlerò più avanti, ma delle prime due vorrei parlarvi ora.
Quello che so per certo è che sabato 10, come scrivevo nell'ultimo post, sarò nel pomeriggio a Cartoomics allo stand di Acheron, così come tutta la giornata di domenica 11. Non penso avrò tempo di seguire degli incontri, ma gli eventi interessanti non mancano: trovate qui il programma, se volete darci un'occhiata.
Mentre a Tempo di Libri passerò per salutare vecchi amici e colleghi e, senza alcun dubbio, per seguire alcuni degli incontri della vastissima programmazione. Oggi purtroppo non ho proprio modo di andare, ma penso farò un salto venerdì 9 e lunedì 12 sicuramente.
Facendo una cernita degli incontri che personalmente trovo più interessanti, venerdì mi troverete sicuramente a quelli di settore (come quelli con Istat sullo stato della lettura in Italia, oppure quelli sulla crescita del mercato degli audiolibri) e a Il mondo letterario e il riconoscimento del valore delle scrittrici, dove avrò finalmente modo di vedere Bianca Pitzorno, idolo della mia infanzia, dal vivo; mentre lunedì andrò a sentire “Scusi, lei lo scriverebbe un romanzo con il computer?”, che parla di come è cambiata la scrittura dagli anni Ottanta a oggi, l'analisi di mercato del segmento Fantasy e probabilmente andrò a farmi avvolgere dalle registrazioni di Vittorio Sermonti che legge il XXXIII canto del Paradiso.

Ovviamente sarei felicissima di incrociare chi di voi sarà in fiera, quindi commentate pure se ci sarete, e magari se volete segnalarmi qualche incontro interessante che mi sono persa!


Infine, chiudo su una nota - diciamo - più frivola. Ho deciso di prendere parte alla sfida fotografica lanciata da Tegamini (che seguo sempre con grande piacere - domenica, voi che potete, andare a seguire il suo incontro con Ilenia Zodiaco a Tempo di Libri) e di pubblicare su Instagram 31 foto, una per ogni giorno di marzo, seguendo i temi suggeriti. Mi sto divertendo un mondo e devo dire che seguendo l'hashtag dedicato (#LibriniMarzolini) ho scoperto titoli veramente interessanti. Vi lascio qui la mia foto per il primo giorno di marzo e, se state partecipando anche voi, fatemelo sapere, qui o direttamente su Instagram!

Un post condiviso da Camilla P. (@caps_mind) in data:


Per oggi è tutto: spero di incrociarvi in fiera, e vi auguro delle buone letture!

Vostra,

Cami


giovedì 1 marzo 2018

Febbraio, Libri e Londra

Miei cari lettori e mie care lettrici,

febbraio, come ogni anno, vola via prima degli altri. Vi scrivo questo posto con la neve che lentamente scende dal cielo e sembra difficile pensare che tra poco più di due settimane sarà primavera; ma non mi dispiace troppo, in fondo: la città imbiancata è sempre bella.
A livello di letture tutto procede molto bene, e devo dire che per il momento questi primi mesi dell'anno hanno portato letture interessanti. Nell'ultimo post vi ho parlato dei libri che mi hanno tenuto compagnia nel primo mese e mezzo del 2018. A quelle letture non si deve aggiungere molto, se non un titolo, che ho finito pochi giorni fa: Castelli di rabbia, di Alessandro Baricco. 

Io l'ho letto nell'edizione Rizzoli che c'è a casa dei miei, ma devo dire che la copertina dell'edizione Feltrinelli, che ho voluto affiancare qui sotto, è decisamente più bella e adatta per quello di cui parla il libro: un fiume di parole e vite che sfrecciano veloci come un treno, che a sua volta è in parte protagonista della storia.
Gli abitanti di Quinnipak, la cittadina immaginaria in cui ha luogo tutto, sono figure strane, insieme appena accennate e perfettamente definite: di tanti non si conosce nulla, se non il nome e un episodio, di vita o di morte; eppure mantengono una vitalità particolare, che li rende necessari all'economia del racconto, pieni di pathos. In questo senso Baricco ha una scrittura molto drammatica - nel senso proprio di teatrale - e colma di sentimento, che rende molto bene anche per i personaggi più tratteggiati, i veri e propri protagonisti. Mi sono rimasti impressi in particolare Pehnt e Pekish, pieni di stupore e tenerezza, e Hector Horeau, figura vera che non conoscevo.
La struttura del romanzo è simile ai suoi personaggi: un insieme di finestre su determinati momenti da cui l'autore si avvicina e si ritrae dandoci a volte un panorama, a volte la descrizione esatta di un momento. La forma rispecchia questo intento, con espedienti grafici, ripetizioni, riprese, spaziature particolari che rendono la lettura sempre diversa. Purtroppo c'è anche una tendenza alla "frase ad effetto", leziosa direi, in cui sembra quasi di vedere l'autore che gonfia un po' il petto e fa la ruota; e tendenzialmente non amo molto percepire questa volontà di creare aforismi.
La fine, in compenso, nella sua semplicità è sorprendente e mi ha fatto molto riflettere sul senso delle storie e delle pagine che la precedono. È sempre bello essere colti dall'inaspettato durante una lettura.


Questo mese, poi, ho avuto la bella occasione di passare qualche giorno a Londra, giusto prima che venisse ricoperta (anche lei) di neve. Tra le varie esperienze fatte (nonostante ormai ci sia già stata qualche volta, riesce sempre a stupirmi) c'è stata anche una visita a una libreria - e che libreria! Hatchard's è stata fondata nel 1797, ha conservato la facciata d'epoca, è fornitissimo e, tra le altre cose, può farsi fregio di ben tre Royal Warrant. Avrei passato lì volentieri un paio d'ore, ma purtroppo le cose da fare erano molte, e quindi mi sono limitata a una breve sortita e a un solo libro acquistato: Villette di Charlotte Brontë, autrice di cui ho amato appassionatamente Jane Eyre. A richiamarmi però non è stato solo il nome, ma anche la meravigliosa copertina della Penguin. La PBE (Penguin English Library) ha sempre dei design meravigliosi, curati da Coralie Bickford-Smith, e fosse per me li comprerei praticamente tutti.
La trama del romanzo dovrebbe essere in parte autobiografica, e segue Lucy Snowe che parte dall'Inghilterra per fare l'educatrice a Villette. Da molti (tra i grandi nomi, Virginia Woolf) viene considerato il suo romanzo migliore, e io non vedo l'ora di leggerlo.


Per concludere, vi segnalo un paio di eventi molto interessanti. Innanzitutto, Tempo di Libri (8-12 marzo) e Cartoomics (9-11 marzo): io girovagherò per entrambi, ma sto ancora definendo gli incontri che seguirò. Se riuscirò a scegliere con congruo anticipo, ve ne parlerò sicuramente nel prossimo post.
Posso però dirvi già per certo che mi troverete a Cartoomics sabato 10, il pomeriggio, dove saluterò Lucia Patrizi e cercherò di far leggere Nightbird a tutti, e domenica 11 per tutto il giorno allo stand di Acheron Books. Sarei felice se veniste a farmi un saluto!
Infine, sempre in ambito di letteratura fantastica, ricevo da Alberto Panicucci e segnalo volentieri la notizia dell'apertura del Trofeo RiLL, giunto ormai alla XXIV edizione, bandito dall'associazione omonima con il supporto di Lucca Comics & Games. Avete tempo fino al 20 marzo per mandare il vostro racconto (o anche più d'uno), che deve appartenere al genere fantastico (fantasy, fantascienza, e chi più ne ha più ne metta); per chi verrà selezionato dalla giuria - composta da ottimi professionisti - ci sarà la pubblicazione in volume e la traduzione su riviste di genere estere, oltre a un premio in denaro per il primo classificato. 
Per contattare lo staff di RiLL andate sul loro sito o scrivete a trofeo@rill.it. In bocca al lupo (sarei curiosa di sapere se qualcuno tra voi lettori parteciperà!). Non mi è ancora capitato di leggere una delle antologie RiLL, ma mi piacerebbe recuperare presto. So comunque che nella blogosfera non mancano gli estimatori, anche tra persone che seguo volentieri (come Nick e TOM), quindi sono certa che quando deciderò di leggerne una troverò qualcosa di interessante.

A presto con le prossime letture,

vostra

Cami

venerdì 16 febbraio 2018

Prime letture dell'anno, e Nightbird

Miei cari lettori, mie care lettrici,

è già passato un mese e mezzo dall'inizio dell'anno nuovo, e le belle letture, insieme alle belle novità, fortunatamente non si sono fatte attendere. 
Quest'anno - riflettendo a come adattare il blog ai miei nuovi ritmi - ho pensato di provare un nuovo modo (nuovo per me, si intende) di parlarvi dei libri che leggo; per aggiornarvi e tornare qui più spesso, vi parlerò della maggior parte delle mie letture in post "di gruppo", e dedicherò le recensioni più approfondite ai titoli che più mi hanno colpita. Questo è il primo tentativo, e spero incontri il vostro gusto.

Il primo libro dell'anno - e spero davvero che indichi la via al resto del 2018 - è stato un gradito ritorno alle pagine di Marguerite Yourcenar, in una veste insolita: non esattamente romanziera, ma nemmeno biografa a tutto tondo, in Care memorie Marguerite (tradotta da Gaziella Cillario) descrive i suoi antenati, i suoi genitori, si dedica alla famiglia vicina e lontana restituendone un ritratto umano, intriso di tenerezza (rivolta di volta in volta a un tratto o a un insieme, nel momento in cui restituiscono l'umanità che l'autrice chiaramente cerca in ognuno) ma impassibile nel riportare fatti, dettagli, manchevolezze. È un libro pieno di bellezza che mi ha instillato un senso di pace, di distacco nei confronti dei fatti del mondo.
Se già Memorie di Adriano è uno dei miei romanzi preferiti, e L'opera al nero mi ha colpita per la sua profondità, con questo libro la Yourcenar si è confermata una delle penne che meglio risuona nei miei pensieri; tant'è che, quando poi sono andata al Salone della cultura, ho colto l'occasione al volo e ho preso Ad occhi aperti e Alexis, e ora non vedo l'ora di immergermi tra le loro pagine.
Sono molto tentata di dedicare il primo post singolo dell'anno a questo libro, sperando di riuscire a rendergli giustizia.

Ho poi letto un racconto lungo e un romanzo breve, diversissimi sotto ogni punto di vista eccetto la loro strana lunghezza.
Il primo è Cardanica, di Dario Tonani. Regalatomi ormai qualche tempo fa dal buon Argonauta, è una storia di ingranaggi e sangue. Molto intenso, soprattutto nella descrizione della discesa sempre più a fondo nell'orrore, mi ha molto colpita e credo continuerò ad approfondire la serie di Mondo9, di cui questo racconto è il primo tassello.
A proposito dell'Argonauta: è uscito da poco Il libro delle ombre, frutto del secondo concorso 3Narratori, in cui ero parte della giuria. Sono certa che, dopo il lavoro di lima fatto da Marco e dagli altri revisori, i racconti scelti siano ancora più belli; dateci un occhio, il libro è gratuito.
Tornando a noi, il secondo libro invece è Sempre caro, di Marcello Fois. Giallo atipico ambientato nella Sardegna di fine Ottocento, inframmezzato di dialetto e di cambi di persona e prospettiva, si lascia leggere con piacere e curiosità, anche se il punto non è correre per scoprire, alla fine, whodunit - per dirla all'inglese. Un piacevole ritratto di varia umanità, qualche riflessione sull'isola di allora che si riverbera sull'isola (e l'Italia) di oggi e un protagonista che si segue volentieri.

Infine, ho letto una raccolta di saggi brevi e articoli, il numero del 2005 di Tirature. Fa un certo effetto vedere cosa si pensava del futuro dell'editoria tredici (!) anni fa. Aiuta a vedere molti eventi in prospettiva.

E poi... se avete fatto caso al titolo, vi starete chiedendo di che si tratta.
Ebbene, come avevo accennato nello scorso post, l'anno scorso ho avuto una bellissima opportunità. Ho lavorato fianco a fianco con Lucia Patrizi e, come editor, ho rivisto insieme a lei Nightbird, uscito a inizio anno per i tipi di Acheron books.
Non voglio dilungarmi troppo, anche perché è difficile spiegare quel che mi ha dato questa esperienza, e Lucia già sa quanto sia stata felice di lavorare con lei. Però una cosa voglio farla, ed è consigliarvelo. Non perché ci ho lavorato, non solo almeno; ma perché è un bel libro, e se fosse stata una "semplice" lettura ve l'avrei consigliato senza alcun dubbio in una recensione. Provate a leggere l'estratto disponibile su Amazon; se è il vostro genere credo che le prime pagine basteranno a convincervi.
C'è una ragazza particolare, sulla sua bicicletta, che vede cose che nessuno vede. Che va avanti ma non sa bene dove, e vive di giorno in giorno. La segue un fantasma che è ben più di una presenza spettrale. E intanto Roma si rivela sempre più attraversata da correnti e crepe diverse da quelle fisiche cui ci hanno abituati i telegiornali.
E se non vi basta, lasciatevi convincere dalla bellissima copertina disegnata da Giulio Rincione.

A presto,

vostra

Camilla

giovedì 25 gennaio 2018

"Un’altra ora e ce ne sono state, / ce ne saranno ancora" - Saluti (tardi) al 2017

Cari lettori, care lettrici,

vi dirò la verità, non vedevo l'ora che cominciasse questo anno nuovo. I motivi sono tanti, dal serio al faceto; e per fortuna, almeno per ora, posso dire che il 2018 è iniziato davvero bene, anche per quel che riguarda i libri e tutto quel che ci gira attorno. Ma prima di parlare di come è cominciato l'anno e di cosa vorrei per i prossimi mesi - argomento cui dedicherò il prossimo post - è meglio fare un passo indietro e vedere cosa mi ha portato l'anno appena passato.



Nel 2017 ho letto meno di quanto mi fossi riproposta: 37 libri al posto dei 55 a cui puntavo, come potete vedere dall'utile grafica che Goodreads mette a disposizione alla fine dell'anno. Ma tutto sommato non sono delusa, perché molte di queste letture sono state fatte per lavoro; e poter finalmente lavorare con i libri è una grande gioia. Probabilmente, però, avrei potuto leggere di più per i fatti miei, magari togliendo un po' di tempo ad altre attività meno soddisfacenti, e abbandonando certi libri alla propria strada.


Per esempio, a inizio anno ho deciso di leggere un po' degli e-book che avevo scaricato gratuitamente quando ho scoperto BookBub; e molti avrei potuto, in tutta onestà, abbandonarli dopo pochi capitoli.  Nessuno si è meritato su Goodreads più di 3 stelline, e nessuno mi ha fatto propendere per l'acquisto di altri titoli scritti dai loro autori. Ho imparato la lezione; basta scaricare titoli solo perché si può farlo.
In linea generale, comunque, è stato un anno di letture varie, anche belle, ma senza picchi: nessuno mi ha conquistata completamente, e infatti non ho assegnato a nessun libro il massimo dei voti. Può capitare, e di certo non vuol dire che non ho letto ottimi libri; in più, ci tengo a sottolineare che in questo mio discorso sono esclusi i libri su cui ho lavorato, cui infatti non ho dato voto su Goodreads. Mi sembra più giusto così. Ovviamente, però, alcune di queste letture mi hanno colpita più di altre, e mi dispiacerebbe lasciarle in ombra; per questo certi titoli compariranno comunque nei miei post futuri, e di uno in particolare vi parlerò nel prossimo, dedicato al 2018, perché mi sta molto a cuore.

Cosa mi rimarrà, quindi, di quest'anno di letture? Sensazioni, paesaggi e dettagli, soprattutto, spunti per tante conversazioni che, spero, avremo nel corso di quest'anno. Una ritrovata passione per i saggi e le biografie; la storia di Daniel e Amos (e il desiderio di leggere Pensieri lenti e veloci); la conferma di Fredrik Sjöberg, il mio primo Faulkner e il mio secondo Scerbanenco; un tuffo nel Novecento che mi ha dato la nebbia di Testori, le miniere di Orwell e il mare di Simmons; una storia d'amore fiabesca e strana, dalle immagini vivide; le avventure vissute seguendo i chicchi di caffè di Robert Wallis. E anche quelle di una ragazza in bicicletta, che affronta alcune delle sue paure più grandi; ma questa è un'altra storia. Una storia che, come vi dicevo, troverà lo spazio che merita nel prossimo post.


Buone letture,

Cami


giovedì 19 ottobre 2017

Dalla A alla Z

Miei cari lettori, mie care lettrici,

è passato un po' di tempo dall'ultimo post, benché il desiderio di sedermi con tranquillità e scrivervi fosse forte. Purtroppo è difficile tornare alle buone abitudini, quando si spezza la routine; ma se per riprendere a pedalare non c'è niente di meglio che montare in sella a una bici, direi che per riprendere a scrivere sul blog non c'è niente di meglio che scrivere un post.

Per sgranchirmi le dita, ho pensato di prendere in prestito un'idea da On Bookes - un posticino anglofono che vi consiglio di visitare - e di aggiornarvi un po' su questi mesi sfruttando le lettere dell'alfabeto.


A. Avventura
Che ci posso fare, di fronte a un alfabeto io ricordo subito, come un riflesso spontaneo, la filastrocca che forse anche molti di voi conoscono: A come avventura, B come bravura...
E poi, mi sto preparando effettivamente per affrontare qualche grande avventura. Saprete qualcosa di più tra qualche lettera.

B. #BBB
Anche se io in questi ultimi mesi sono stata silenziosa, le ragazze del Book Bloggers Blabbering hanno continuato a macinare contenuti, interviste, recensioni e progetti, dedicandosi a molte case editrici meritevoli. A settembre è toccato a Cliquot (piccola ma con le idee ben chiare; ho avuto il piacere di parlare con uno dei fondatori per lavoro), questo mese si stanno dedicando a Neo edizioni, e sono davvero felice che le ragazze stiano animando la pagina Facebook del #BBB con tanti post dedicati. Presto tornerò anche io a partecipare come si deve; ma nel frattempo vi consiglio di andare a dare un'occhiata.

C. Caffè
Uno dei miei grandi amori. Berne una tazza in tranquillità, con un po' di latte, è uno di quei riti mattutini che mi fa iniziare la giornata con il piede giusto.

D. Digitale
Ultimamente mi sto affidando moltissimo ai device digitali per leggere. Ho un e-reader nuovo, un Bookeen, con cui mi trovo benissimo; e il servizio di prestito digitale delle biblioteche ha fatto il resto!

E. Editing
Lo sapete, il lavoro redazionale è ciò che amo fare. Quest'anno ho avuto la possibilità, grazie alla fiducia di una persona che ringrazio di cuore, di poter lavorare all'editing di un gran bel romanzo, scritto da un'autrice dalla penna notevole. Presto comincerò a parlarvene, quando saremo più sotto la data di pubblicazione: sono davvero emozionata all'idea, e soddisfatta.

F. Facebook
Da un po' di tempo sto riflettendo sull'idea di aprire una pagina Facebook dedicata al blog. Potrebbe essere un modo per rimanere più attiva, ma ho qualche dubbio. Quindi ho pensato fosse meglio chiedere direttamente a voi!


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G. Goodreads & Anobii
Immagino sappiate già tutti che Anobii sta vivendo un periodo un po' complicato, tra aggiornamenti e bug, e molti ora si sono trasferiti su Goodreads. Io sono sempre su entrambe le piattaforme, anche se Anobii non è aggiornatissimo (un'altra cosa di cui mi devo occupare); voi ci siete? Io trovo siano piattaforme molto utili per scoprire titoli nuovi e per tenere traccia delle proprie letture, senza contare l'interazione con altri lettori. I miei profili li trovate in alto a sinistra qui sul blog, dove ci sono le icone dei social.

H. (l'H è muta)

I. Instagram
Sempre in ambito social, ultimamente mi piace molto cercare ispirazione anche tra i profili di Instagram dedicati ai libri. Ho pensato di consigliarvene qualcuno che ultimamente seguo con piacere; tutti nomi che, se girate un po' per il cosiddetto #bookstagram, sicuramente già conoscete, ma mi fa piacere comunque segnalare queste ragazze che sanno parlare di libri con tanta passione:



L. Lista dei desideri
Non so voi, ma io ho un file excel (esportato illo tempore da Anobii) dove ho segnato tutti i titoli che mi piacerebbe leggere, più una lista a scorrere sul telefono per quando sono in libreria e sto sbirciando tra gli scaffali. Però... ho come l'impressione che sia piena di libri che magari volevo davvero leggere, però cinque anni fa, e non ora. Temo che presto ci sarà bisogno di una bella sfoltita. Voi come gestite i vostri desiderata?

M. Mare
C'entra poco o niente coi libri, ma che volete farci, l'autunno è ricominciato eppure a me manca tanto il mare. Per fortuna prestissimo sarò in un posto con molte spiagge... ma saprete solo tra poco dove!

N. Numeri
Quest'anno, complice il lavoro e tante altre cose, ho letto un po' meno rispetto al passato. All'inizio mi spiaceva molto: mi sembrava di aver perso qualcosa. Ma ora ho fatto pace con me stessa: se voglio leggere i libri con l'attenzione che meritano, devo dedicarmici col giusto spirito. Non ha senso fare sprint solo per il gusto di dire "ho letto tot pagine", no? Meglio godersi ciò che ci passa tra le mani. Così, anche se per il momento ho letto una trentina di libri, e quindi l'obiettivo di leggerne cinquanta è un po' sfumato, mi ritengo comunque soddisfatta dei miei numeri.

O. Orwell
Al momento è l'autore del libro che sto leggendo: La strada di Wigan Pier. Un'indagine sulla vita dei minatori e degli operai nel Nord dell'Inghilterra, negli anni tra la Prima e la Seconda guerra mondiale. Un testo attualissimo sotto molti, tristi punti di vista, e di cui vorrei provare a parlarvi quando l'avrò finito. La mia edizione è un Oscar Mondadori un po' datato, e questo si sente nella traduzione; ma fortunatamente non va a detrimento dell'esperienza di lettura.

P. Pagine
Sì, lo so, ho  appena detto che i numeri non sono importanti; però giocarci è divertente lo stesso, no?
Per curiosità sono andata a vedere su Goodreads il libro più lungo che ho letto, per ora, quest'anno, e il premio va a Il profumo del caffè di Anthony Capella, con 528 pagine. Una lettura corposa, bellissima e appassionante, che mi ha fatto compagnia quest'estate. Qual è il "mattone" più consistente che avete letto quest'anno?

Q. Quaranta virgola cinque per cento
La percentuale di persone che ha letto almeno un libro in Italia lo scorso anno. Sono già state dette tante parole in proposito, quindi non mi dilungherò. Ma è un dato su cui chiunque voglia lavorare in editoria deve riflettere, pur con tutte le migliorie che si potrebbero portare al sondaggio Istat (una migliore comprensione della lettura in formato digitale, ad esempio).

R. Radio
Ho sempre amato molto la radio, fin da quando mio nonno metteva Radio3 la mattina, al mare. E ora posso dire, a modo mio, di fare un po' parte di questo ecosistema: da qualche tempo, infatti, collaboro con i ragazzi di Un giorno così, programma di Radio Cantù che va in onda il sabato pomeriggio, curando per loro una piccola rubrica letteraria che si chiama La Scorza - Radiografia di un libro! Andare in onda in diretta è sempre un'emozione, ma i ragazzi sono fantastici e quindi la paura passa in un battibaleno. Trovate tutto quel che serve sapere per ascoltarli sulla pagina Facebook del programma; io mi unisco sempre tra le 15 e le 15.30!

S. Scelta
Negli scorsi mesi ho preso una scelta importante. Ho deciso di dedicarmi anima e corpo alla correzione bozze e all'editing, al lavoro redazionale; e posso quindi dirvi, non senza un po' d'emozione, che ho cambiato lavoro ed è questa ora la mia professione. Ancora agli inizi, certo: ma non sapete quanto mi rende orgogliosa dirlo. Si può dire che è tutta la vita che studio e mi impegno per raggiungere questo obiettivo, e non vedo l'ora di portarlo avanti e continuare a migliorare sempre di più.

T. Timori
Il che vuol dire che ho deciso di approcciarmi a questo cambiamento alla leggera? Ovviamente no. I timori c'erano e sono comunque necessari per una riflessione completa. Ma sono certa di aver comunque preso la giusta decisione. E quindi, vamonos!

U. Ultimo libro letto
L'ultimo libro che ho finito e di cui posso parlare è Albion, di Bianca Marconero. Mi hanno incuriosita gli ottimi giudizi letti su vari blog e devo dire che questo riscrittura arturiana si è rivelata una lettura piacevolissima e avventurosa. Il pubblico di riferimento è chiaramente quello dei giovani adulti e della produzione YA, ma credo che anche gli adulti alla ricerca di qualche ora di svago sapranno trovarvi elementi d'interesse. Io mi sono appassionata alla ricerca degli indizi relativi al mito originale nel corso del testo, e sono curiosa di capire che direzione prenderà la storia nei seguiti.

V. Viaggio
Infine, giunge l'ora di dirvi dove andrò in viaggio. Ebbene, la vostra Camilla tra pochissimo partirà per andare dall'altro lato dell'Atlantico, per atterrare in Brasile! Farò un giro della parte sud del Paese con un gruppo di amici e sono esaltata e agitatissima allo stesso tempo. Sarà davvero una grande avventura!

Z. Zaino in spalla
Zaino in spalla quindi, e senza indugi! Se c'è qualche libro di autore brasiliano o di ambientazione brasiliana che volete consigliarmi per un'immersione totale ancor prima di partire, ogni consiglio è benaccetto!

Vostra,

Cami

venerdì 30 dicembre 2016

Un anno in pillole: libri e letture del 2016

Miei cari lettori, mie care lettrici,

un altro anno è passato - o per lo meno, sta per salutare tutti e finire. Non starò a fare discorsi sul tempo che vola, su come il 2016 sia scivolato via, perché insomma, son cose che pensiamo tutti; e non credo sia necessario ripetere. Piuttosto, vorrei sfruttare questo ultimo momento dell'anno, quest'ultimo scampolo, per parlarvi un po' dei libri che ho letto nei dodici mesi passati.
Avendo scritto poco - e me ne dolgo - non ho avuto modo di presentarvi molti di questi titoli. Ma se vi incuriosiscono, se vi fanno venire voglia di sapere qualcosa di più, scrivete nei commenti e farò in modo di approfondire i miei giudizi che, per amor di brevità, ho riassunto in un best of visivo, come l'anno scorso. Per me è stato un anno di poche letture, rispetto al solito, con qualche picco e delle voci nuovi particolarmente interessanti, che spero di incontrare di nuovo molto presto.

 

Per quanto riguarda i buoni propositi per l'anno nuovo, ho intenzione di parlarne con più calma nel prossimo post mensile; come sempre le idee e le intenzioni non mancano. E come ogni anno, ci sarà poi modo di vedere cos'è effettivamente realizzabile. 

Tornando ai libri: che ne pensate dei migliori del mio 2016? Ne avete letto qualcuno? E quali sono state le vostre letture più notevoli quest'anno? Sono curiosa di scoprire i vostri titoli e prendere spunti per scegliere i prossimi libri da leggere.

Un abbraccio e buone feste!

Vostra

Cami

giovedì 14 maggio 2015

Si può fare! (SalTo 15, assenze semi-giustificate, ritorni alla vita - più o meno)

Miei cari lettori, mie care lettrici,

Lo so, lo so. Una promette di scrivere più di prima e poi non si fa sentire per... Oddio. Due mesi e più.
Mi sento male solo a pensarci.

Non cercherò giustificazioni inutili: la verità è che sono stata presa anima e corpo dal Master, che ha subito richiesto più di quanto - ingenuamente - mi aspettassi. Ed è giusto e bellissimo così, perché mi ha fatto capire che per andare avanti e approcciarmi davvero al futuro dovrò fare delle scelte, decidere per cosa vale davvero spendere il mio tempo: ovviamente, il blog è ai primi posti, e ora che ho un momento libero sono di nuovo da voi. Ho fatto le mie scelte, eliminato qualche passatempo di cui m'importava poco, cose che mi facevano perdere tempo; sto imparando a scrivere i post col cellulare (ahimè, temo che i primi tempi sarà subito chiaro che sono in fase di apprendimento). 

Probabilmente questo cambierà la natura dei post, e sto seriamente pensando a come svecchiare e rivedere le rubriche che già esistono, per poterle creare anche mentre sono per via. Insomma, anche quando non scrivo qui, penso a voi. 

Intanto, poso promettervi che scriverò un resoconto sulla mia giornata a Torino - sarò al Salone domani, tutto il giorno! - com'è tradizione. E poi tante novità.

Mi vedrete in giro a fare domande con questa bella maglietta:
E poi... basta. Per ora tutto qui. Spero solo che ci sia ancora chi ha voglia di chiacchierare con me qui su Bibliomania. 

Un abbraccio e buone letture,

Cami


domenica 14 dicembre 2014

Di sospirati ritorni, lauree e tanta gioia

Mie care lettrici, miei cari lettori,

quanto è bello scrivere finalmente, di nuovo, queste parole! Mi sono resa conto quanto mi sia davvero mancato dedicarmi a questo mio spazio nel momento in cui ho cominciato a digitare i soliti saluti: nel farlo ho sentito la nostalgia allontanarsi per fare posto all’allegria.
Ho finito. La tesi è stata scritta, stampata e discussa. Il risultato finale sarà confermato ufficialmente durante la proclamazione, ma si può dire che io sia ormai Dottore in Lettere a tutti gli effetti; è una gran bella sensazione, qualcosa che mi dà calma e soddisfazione. E visto che mi avete sopportata mentre studiavo e soffrivo per gli esami, e avete aspettato pazientemente mentre mi dedicavo anima e corpo alla mia piccola creazione, mi sembra solo giusto ricominciare a postare qui condividendo, innanzitutto, una foto del mio piccolo orgoglio blu chiaro:

tesi2

Presto ricomincerò a pubblicare recensioni e rubriche a ritmo regolare, e a condividere con voi pensieri e letture; è davvero bello essere tornata.

Vi ringrazio di nuovo per la vostra pazienza, e ringrazio chi sarà ancora qui a leggere Bibliomania. È tempo di tornare al lavoro!

Un abbraccio a tutti,

Camilla

domenica 30 marzo 2014

Premi! Bastoni tonanti! Grande gaudio!

Buongiorno a tutti, miei cari e mie care!
Pare che la primavera sia effettivamente arrivata, ma non diciamolo a voce troppo alta, visto che quest’anno è più birbante de solito; godiamoci il bel tempo finché dura, giusto?

Intanto, io sono comunque in vena di festeggiamenti e allegria perché ho ricevuto, da ben tre persone diverse, il pregiato Boomstick Award – che è un premio divertente e che testimonia apprezzamento sincero. Le motivazioni che hanno spinto TOM, Salomon e la Leggivendola ad assegnarmelo mi hanno resa davvero felice; senza contare che sono tre delle persone che più mi piacciono nella blogosfera, per cui la gioia è doppia, come potete immaginare.

Cos’è il Boomstick Award, esattamente? Lascio che a rispondervi siano le parole del suo creatore (Germano M, noto anche come Hell, di Book and Negative) e sfrutto l’occasione per riportare anche le regole del premio:

boomstickaward2014Perché un Boomstick? Perché, come ho sempre detto, il blog è il nostro Bastone di Tuono! Perché ci piace essere arroganti e spacconi come Ash e perché, in definitiva, le scuse melense e il buonismo di facciata ci hanno stancato.

Il Boomstick è un premio per soli vincenti, per di più orgogliosi di esserlo. Tutto qua.

Come si assegna il Boomstick? Non si assegna per meriti. I meriti non c’entrano, in queste storie. (cit.).

Si assegna per pretesti. O scuse, se preferite. In ciò essendo identico a tutti quei desolanti premi ufficiali che s’illudono di valere qualcosa.

Il Boomstick Award possiede, quindi, il valore che voi attribuite a esso. Nulla di più, nulla di meno.
Per conferirlo, è assolutamente necessario seguire queste semplici e inviolabili regole:

1 - i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore

2 – i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione

3 – i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto

A cui aggiungo una quarta regola, ché l’anno scorso me le hanno fatte girare:

4 – è vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come io le ho concepite

[…]

l’assegnazione del premio deve rispettare le 4 semplici regole sopra esposte. Qualora una di esse venga disattesa, il Boomstick Award sarà annullato d’ufficio, su questo blog, e in sostituzione, verrà assegnato il:

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che, al contrario, porta grande sfiga e disonore sul malcapitato.

A questo punto, la domanda è: io, chi premierò?

  1. La Leggivendola
    Perché i suoi post scritti con tono epico riescono sempre a darmi la carica e a farmi spuntare un sorriso; perché è una compagna d’avventure (per rubare la calzante definizione usata da qualcun’altro); perché i suoi sono consigli sempre bene accetti; perché la prossima volta che la vedrò dovrò stritolarla in un abbraccio.
  2. Salomon
    Perché ormai se c’è qualche evento interessante in zona, so che lui ci andrà e che quindi avrò qualcuno in grado di sopportarmi; perché, di conseguenza, è un ottimo compagno d’avventure (il copyright della definizione è suo); perché organizza e segnala iniziative fantastiche; perché ormai è un vero amico.
  3. TOM (The Obsidian Mirror)
    Perché in parte è grazie al suo Boomstick, se ho deciso di darmi una mossa e riprendere Bibliomania come si deve; perché i suoi post sono tra i migliori, e per questo dovrebbero leggerli tutti, anche chi non è interessato agli argomenti di cui tratta; perché parla con cognizione di causa ed è sempre pronto ad approfondire tutto; perché prima o poi incontrerò anche lui dal vivo (m’infiltrerò al caffè che Salomon – pare – gli deve da un po’).
  4. Phoebes
    Perché tiene il suo blog da dieci anni – no, fatemelo scrivere con l’enfasi che merita: DIECI ANNI! Praticamente, per gli standard di internet, un’era geologica; perché è stata la mia ispirazione, e non mi stancherò mai di ripeterlo; perché parla di libri, arte, musei, telefilm, cinema, con onesta passione (e condividiamo molte preferenze); perché conoscerla, anche se solo online, è un vero piacere.
  5. Silvia (Dissertazioni libresche semiserie)
    Perché parla spesso di editoria e le sue riflessioni, che io sia concorde o meno, riescono sempre a farmi riflettere; perché amo lo sfondo del suo blog, con Daria che la fa da padrone, così come amo il nome del blog (sì, ogni tanto cedo alle frivolezze); perché seguo il suo account Twitter e dovreste farlo anche voi.
  6. Maria (Start from Scratch)
    Perché parla di classici dosando sincera ammirazione ed erudizione; perché sa organizzare dei gruppi di lettura che piacciono, cui prima o poi parteciperò anche io; perché quando parla di poesia riesce sempre a farmi conoscere componimenti che, in un modo o nell’altro, toccano alcune corde del mio cuore.
  7. Girasonia
    Perché quando ho visto un nuovo post sul suo blog mi è spuntato un sorriso a trentadue denti; perché probabilmente lei può capire bene il motivo per cui mi sono presa una pausa – ma ora che entrambe abbiamo ricominciato, ne sono certa, non ci fermeremo più; perché incontrarla l’anno scorso al Salone del libro è stato come rivedere una vecchia amica; perché quando consiglia lei un libro, mi fido; perché invidio la sua gigantesca libreria, di cui ho seguito le fasi di montaggio in diretta su Facebook (e a tal proposito, penso proprio le ruberò l’idea delle scatole per le scarpe).

 

Ecco, questo è tutto. Ovviamente, vi consiglio di seguirli tutti e sette!
Io torno a leggere e a godermi una tranquilla Domenica in famiglia.

Mando a tutti voi un forte abbraccio e, come sempre, l’augurio di tante belle letture.

Vostra,

Cami

venerdì 21 marzo 2014

Parliamo un po’, vi va?


Credo di essere sempre stata molto attenta a non far trapelare troppo di me, qui su Bibliomania. Non perché non volessi condividere quel che penso e provo – in fondo, rivelo qualcosa ogni volta che commento un libro, e certamente voi che mi leggete vi siete fatti una qualche idea su come sono – ma perché volevo che l’attenzione fosse data soltanto alle letture e agli autori, che sono poi il motivo per cui ho aperto questo spazio e ho cominciato a scrivere.
Tuttavia, dato che queste ultime settimane ho lasciato il blog a se stesso, credo di dovervi almeno una spiegazione del perché mi sono presa questa pausa: in primo luogo, ci tengo a dire subito che non è causata da motivi gravi, ringraziando il cielo.
Semplicemente, ero un po’ sopraffatta dai molti impegni, dalla fatica accumulata, dalle aspettative per il futuro. Ho finito una sessione d’esami piuttosto pesante a Febbraio, in cui ho raggiunto risultati molto soddisfacenti, ma che mi ha lasciata alla sua conclusione priva di energia intellettiva, della voglia di mettermi seduta a riflettere approfonditamente, ad analizzare e discernere: priva, insomma, di quella spinta che mi spinge a sedermi e scrivere le mie recensioni-fiume e poi pubblicarle qui.
Poi sono ricominciate le lezioni. Poi, la stesura della tesi. Poi, la ricerca di lettere di referenza, di informazioni sulla compilazione della perfetta application. Le aspettative di chi mi sta vicino e, soprattutto, le aspettative che io stessa ho nei miei confronti. Insomma, mi sono lasciata sopraffare da queste cose e ho cominciato a sentirmi stretta. Anche Bibliomania, che di solito è un luogo in cui mi rifugio con gioia, cominciava a sembrare un dovere incombente: una cosa che non potevo sopportare. Quindi, per evitare di scrivere brutti post, venati di insofferenza, ho preferito staccare un momento e prendermi un attimo di pausa. Ho riflettuto sulla natura del mio blog, sulla possibilità che fosse necessario anche qualche cambiamento; cambiare parte della routine e delle basi per approcciarmi di nuovo al tutto con ritrovata vitalità.

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Credo proprio che queste settimane mi siano servite, perché oggi mi sono messa alla tastiera e ho ricominciato a buttare giù qualcosa – non molto, ancora, ma l’ho fatto con vero piacere – e non vedo l’ora di condividerlo con tutti voi. Forse modificherò la struttura di qualche post, o di qualche rubrica, o rinnoverò l’aspetto grafico; forse no. L’unica cosa certa è che questo è il mio posto, e voi che leggete e commentate ne siete parte integrante. A volte serve una vacanza, per capire davvero quanto ci manca casa nostra.

Vi ringrazio già, perché so che capirete, e in attesa del prossimo post torno ad augurarvi

Buone letture!

Sempre vostra,

Cami

mercoledì 25 dicembre 2013

Buon Natale!

 

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Cari lettori e care lettrici, vi auguro uno splendido Natale!
Spero sia pieno di gioia e serenità.


Un abbraccio,
Cami

domenica 1 dicembre 2013

Novembre: “I Miserabili”, Bookcity e (finalmente) qualche acquisto libresco

Buonasera a tutti, cari lettori e care lettrici!

Novembre è passato in fretta e ha portato con sé tanti eventi letterari e, sul finire, anche una bella nevicata (perlomeno, qui dove sono io): un modo perfetto per accogliere Dicembre.

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Come già sapete, questo mese per me è stato molto movimentato. Sto cercando di prendere il giusto ritmo e di proporvi i post sull’UFG Book Club in alternanza coi contenuti “classici” del blog, così da poter comunque parlare d’altro – in fondo non è un blog monotematico! – e da poter comunque interagire con voi grazie alla varietà d’argomenti. Tengo molto ai post del gruppo di lettura e mi impegno per realizzarli al meglio, ma allo stesso tempo mi rendo conto di come questo sia un progetto destinato a concludersi, mentre le recensioni e le rubriche sono dei capisaldi di questo mio spazietto online. Il succo è: tranquilli, ora che ho imparato a gestire meglio le tempistiche non vi lascerò soltanto con le tappe de I Miserabili!

Altro evento a cui tenevo particolarmente è Bookcity, cui ho partecipato come volontaria. Un’esperienza molto bella e interessante: alla fine dei quattro giorni ero esausta, un po’ infreddolita, ma felice. Ho conosciuto belle persone e, nonostante non abbia potuto seguire tanti incontri, ho comunque vissuto l’atmosfera libresca dell’evento. Inoltre, devo dire che all’Info Point (dov’ero stanziata io) non ci si annoiava mai: tra domande strane e spettatori entusiasti che chiedono consigli sugli eventi, io e le altre due ragazze non avevamo un momento di calma. Scriverò sicuramente un post di resoconto, in cui parlare un po’ degli incontri e un po’ della mia esperienza personale.

Infine, questo mese posso tornare a parlarvi di acquisti letterari. Ebbene sì, il mio bando è finito! Dopo un anno di fioretto e di astinenza dall’acquisto di libri, sono andata al Salone Internazionale del Libro Usato e ho fatto i miei primi due acquisti – e se avessi avuto più della risicata ora e mezza che mi sono concessa prima del turno a Bookcity, so già che sarei tornata a casa con uno zaino carico di libri. Nonostante questo, sono molto felice: quest’anno mi ha aiutata a capire quanto mi faccia sentire bene prendere nuovi libri e contemporaneamente mi ha dato modo di comprendere che non c’è bisogno di accumularne una quantità esagerata ogni mese. Ha cambiato quelle che saranno le mie abitudini d’acquisto, dandomi una nuova morigeratezza, questo è certo: mi sono concessa qualche sfizio su Bookmooch giusto oggi, come regalo di Natale anticipato, ma per il resto credo che la frenesia che sembrava guidare le mie acquisizioni sia stata ridimensionata da questo periodo a secco. Ne sono felice, perché prendere libri con più oculatezza vorrà dire non lasciarli troppo tempo ad aspettare sulle mensole e dedicar loro il tempo che meritano.

Bando alle ciance! Vi mostro i libri che ho preso, due cartacei e due e-book: i primi sono Dio di illusioni di Donna Tartt, autrice molto apprezzata dalla critica americana, e La sinistra e la questione meridionale di Gaetano Salvemini, titolo della collana Laicicattolici che era uscita qualche tempo fa col Corriere (e di cui avevo perso alcune uscite, come questa). I secondi, invece, sono due titoli omaggio, sempre del Corriere, facenti parte della nuova iniziativa chiamata I Corsivi del Corriere della Sera: si tratta di Mr. Bennet e Mrs. Brown di Virginia Woolf e de Il bibliomane di Charles Nodier.

Dio di illusioni - D. Tartt


Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commeterne un altro ancora più spietato...

 

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La sinistra e la questione meridionale - G. Salvemini

“Salvemini è ricordato soprattutto quale meridionalista. Scriveva tra il 1898 e il 1899: “Alle tre malattie, che abbiamo fuggevolmente descritto, ossia la malattia dello Stato accentratore, la oppressione economica in cui l’Italia meridionale è tenuta dall’Italia settentrionale, e infine la struttura sociale semifeudale, è possibile recare un rimedio? … Finché nel Mezzogiorno stesso non si determinerà un movimento energico, costante, organico, che abbia lo scopo di attuare tutte quelle riforme, che per ora non sono che pii desideri degli studiosi.” 
Gaetano Salvemini constatava con amarezza non solo l’esistenza di una “Questione meridionale” ma anche di una “Questione settentrionale”: “I nordici disprezzano, come dicon essi, i sudici; e i sudici detestano con tutta l’anima i nordici: ecco il prodotto di quarant’anni d’unità.”
A differenza di altri meridionalisti che invocavano l’intervento dello Stato per affrontare la “Questione meridionale” il politico pugliese sosteneva che la soluzione dei problemi dei meridionali doveva essere nella disponibilità dei meridionali: infatti era un federalista convinto.” (fonte)

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Perché, quando a ottobre ricomincia la stagione letteraria, gli editori non riescono mai a fornirci un capolavoro? La domanda che Virginia Woolf pose al suo pubblico della sua lezione alla Cambridge University nel 1924 non ha perso di rilevanza, quasi un secolo dopo. La risposta che fornisce poggia sul problema della costruzione del personaggio: gli scrittori contemporanei, sosteneva già all'epoca il coro unanime dei critici, non sono in grado di crearne di realistici. Ma mentre concorda sull'effetto, Woolf dissente sulla causa: non sono gli scrittori a essere cambiati, dice, sono i tempi; e gli strumenti di lavoro, forgiati dai romanzieri dell'epoca precedente, non sono più adeguati. Urge trovarne di nuovi, costruire nuove convenzioni per arrivare a quella "intimità" con il lettore che costituisce il fine ultimo del lavoro di scrittura. E per fare questo occorre ripartire da quella Mrs Brown, da quella signora dimessa che Woolf incontra in treno e che apre davanti a lei gli scenari vertiginosi di una nuova storia. Fuor di metafora, occorre armarsi di nuova pazienza e imparare daccapo a raccontare quel personaggio incontrato per caso, lo spunto che si impone all'attenzione dell'autore e lo muove con la sua irresistibile capacità di seduzione a trasformarlo in letteratura, per diventare Ulisse, la Regina Vittoria, o Prufrock. Per diventare il protagonista del romanzo che rimarrà con noi tutta la vita.

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Théodore è un uomo divorato dalla passione per i libri: ha smesso di parlare, di ridere e di mangiare. Ha rinunciato alla vita mondana e perso interesse per le donne. Durante una passeggiata con un amico per le via di Parigi nei luoghi sacri del libro, tra case editrici e negozi antiquari, scopre malauguratamente l’esistenza di un’altra edizione, più pregiata, del suo «Virgilio del 1676». Iniziano così i deliri bibliografici e le allucinazioni del protagonista, tra rarità in folio e rilegature in marocchino, raccontati con gusto e partecipazione dall’autore. Théodore si ammala della più grave febbre bibliomane e in poco tempo ne morirà. Un racconto non privo di morale – quando l’amore per la forma distrugge la passione dei contenuti, non può esserci lieto fine – ma lieve e ironico, che con ricercatezza e gusto dell’iperbole sa parlare al feticista nascosto in ogni vero lettore.


Per questo mese è tutto: ci risentiamo presto con nuovi post, recensioni e rubriche!

Un abbraccio e buon inizio mese,


Cami

martedì 1 ottobre 2013

Settembre–compleanni, studio, premi e un e-book speciale

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici!

Settembre è passato in un lampo e con lui, come ben sapete, è passato anche un altro anno di Bibliomania. Dai prossimi giorni si torna alla programmazione solita: ci sono alcune recensioni e qualche rubrica che  non vedo l’ora di condividere con voi.

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Tecnicamente, prima di mettere fine ai festeggiamenti del Bibliocompleanno, avevo deciso di condividere con voi alcune mie riflessioni sul modo in cui gestisco il blog, il mio sistema di valutazione e alcuni dubbi che riguardavano, in generale, il mio modo di pormi: tuttavia, era un discorso davvero troppo cupo – e per capirlo appieno ho avuto bisogno di uno sguardo esterno – tanto che non me la sono sentita di pubblicarlo. Sono pensieri che ho scritto in un momento di stanchezza e, benché li ritenga validi, penso anche che risentano troppo del momento in cui li ho formulati e che non riescano a rendere la gioia che, nonostante tutto, mi dona l’occuparmi di questo mio piccolo spazio. Mi dà felicità attraverso i riscontri positivi, le belle discussioni e le amicizie che mi ha portato; allo stesso tempo è come se mi facesse da pungolo, spronandomi a cercare un miglioramento costante. Spero che il mio impegno porti buoni frutti e spero che questi mi aiutino anche a guardare al futuro con più fiducia e serenità.

Detto questo, passiamo a questioni di tutt’altro tipo, ma che mi stanno ugualmente a cuore: posso finalmente parlarvi di un progetto a cui ho preso parte e i cui frutti sono stati resi pubblici poco tempo fa. Parlo del concorso 3Narratori, organizzato da Salomon Xeno, aperto a racconti di genere fantastico, declinato a proprio piacimento dagli scrittori partecipanti. Io ho fatto parte della giuria ed è stata davvero una bella esperienza: è arrivato un discreto numero di racconti, molti dei quali di buona qualità, e i sei racconti che compongono l’e-book (i tre vincitori e altri tre meritevoli) sono frutto di una scelta molto ponderata.
Mi sono divertita molto a leggere, valutare, discutere con Salomon e con la Leggivendola, terzo membro della nostra giuria; sia perché sono due belle persone con cui è oggettivamente interessante parlare, sia perché confrontarmi con loro sui racconti mi ha permesso di osservarli sotto nuove luci. Si tratta di un’esperienza che ripeterei più che volentieri. Se qualcuno volesse ripetere l’esperienza, io sarei disponibile, eh… (sì, è un messaggio subliminale).
L’e-book è disponibile gratuitamente sul sito di Salomon (QUI – dove troverete anche ulteriori informazioni sul concorso, su come si è sviluppato, ecc.), altrimenti potete scaricarli direttamente cliccando QUI (in formato .epub).

18596112La copertina, che vedete qui a lato, è stata realizzata da Paola Cocchetto, che saluto con affetto e ringrazio nuovamente per lo splendido lavoro: il suo lavoro dà tutto un altro fascino a 3Narratori, su questo non c’è dubbio.

Per chi fosse interessato, l’e-book ha anche una propria scheda su Goodreads, che potete raggiungere cliccando sulla copertina stessa. Se deciderete di leggere la raccolta, sarebbe fantastico conoscere anche la vostra opinione e i vostri giudizi: è la prima volta che io, Salomon e la Leggivendola ci imbarchiamo in un’impresa del genere e quindi i riscontri dei lettori sono il metro di valutazione su cui basare la sua buona riuscita (o meno). Inoltre, sono certa che anche gli autori siano curiosi di conoscere le opinioni di chi ha letto i loro racconti!

Ultimo argomento di questo post del mese è un avvenimento che mi ha resa davvero felice, ovvero l’assegnazione del premio 100% Affidabile da parte di Fragola, di Una Fragola al Giorno.

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A quanto pare, il premio viene assegnato ai blog che rispettano le seguenti caratteristiche:

1 – E’ aggiornato regolarmente. Non pubblico moltissimi post, ma negli ultimi anni ho preso un certo ritmo e devo dire che lo sto rispettando. Quest’anno, università permettendo, spero di aumentare un po’ il numero di post mensili.

2 – Mostra la passione autentica del blogger per l’argomento di cui scrive. Lo spero, altrimenti Bibliomania non avrebbe ragione d’esistere, credo.

3 – Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori. Anche qui, non posso che sperarlo. Si tratta senz’altro di uno dei miei obbiettivi principali, come ho dichiarato più volte.

4 – Offre contenuti  ed informazioni utili ed originali. M’impegno perché sia così, poi il giudizio spetta ai lettori. Forse non ho i contenuti più innovativi della blogosfera, ma diciamo che cerco di personalizzare ogni rubrica e ogni post.

5 – Non è infarcito di troppa pubblicità. Direi che rispetto questo punto appieno.

Il premio poi imporrebbe di rispondere a una domanda sul quando e sul perché ho deciso di aprire un blog, ma credo di avervene parlato così tante volte da rischiare di annoiarvi. Il riassunto semplificato è: volevo parlare di libri con più persone possibili, per condividere la mia passione con altri lettori. Per ora non sono rimasta affatto delusa, come potrete immaginare.
Il terzo punto vorrebbe che elencassi altri cinque blog meritevoli, ma voi sapere che sono restia a scegliere in questi casi, perché seguendo tanti blog davvero ben curati la scelta risulta piuttosto difficile – senza contare poi l’esame che mi attende e che non mi concede molto tempo per fare una lista di soli cinque vincitori. Anche perché la maggior parte dei blog che seguo rispettano i cinque punti elencati sopra (per quale motivo dovrei seguire un blog, se i post non mostrano passione e contenuti interessanti?). Quindi, dico tana libera tutti! e concludo qui il giro del premio.


Anche per questo mese è tutto; vi mando un abbraccio e colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno risposto al sondaggio. Ho deciso di lasciarlo aperto anche per tutto Ottobre e di parlare dei risultati nel prossimo Post del mese. Presto in questo spazio si tornerà a parlare anche dei libri che arriveranno tra le mie braccia – Dicembre è sempre più vicino!

Vostra,

Cami

domenica 26 maggio 2013

XXVI Salone Internazionale del Libro di Torino–due giorni di libri e incontri speciali (Book Blogger May #3)

Ciao a tutti!
Eccomi qui, pronta a condividere con voi i miei due giorni di Salone; arrivo in ritardo, come sempre. Avevo bisogno di recuperare un po’ di energie e ho preferito riposarmi un po’, soprattutto visto che gli esami sono praticamente dietro l’angolo.
Ormai avrete letto tanti resoconti e saprete, più o meno, cos’è successo di bello e chi ha visto chi! Cercherò di parlare di quel che ho fatto senza risultare troppo ripetitiva, lo prometto!
Come sapete, quest’anno sono riuscita ad andare al Salone per ben due giorni, Venerdì e Sabato – cosa di cui sono estremamente felice, non solo perché ho potuto incontrare tante belle persone, ma anche perché ho potuto girare tra gli stand con più calma.
Venerdì sono arrivata al Salone verso le 11 e sono entrata praticamente subito, perché ero in comitiva con un mio corso dell’università e avevamo comprato i biglietti in anticipo; dopo aver sbrigato alcune commissioni accademiche ho ottenuto l’agognata libertà e ho cominciato a girare tra le bancarelle, curiosando qua e là. Per la prima volta me la sono presa con molta, molta calma, scartabellando tra i titoli delle dei vari stand e sorridendo tra me e me nel vedere le iniziative degli editori più piccoli per farsi notare (vedasi il simpatico poster qui di fianco, ad esempio). Dopo un’oretta, però, ammetto d’aver cominciato a preoccuparmi… ma dov’erano tutte le persone con cui dovevo vedermi? Fortunatamente mi sono accorta che era tutta colpa del cellulare, la cui connessione a internet era saltata – ed è così che ho letto il messaggio della fantastica Sonia con giusto 45 minuti di ritardo (scusami ancora!).
Alla fine, quando ci siamo trovate, c’è stato un momento di festa e abbracci – anche perché io ho fatto la mia subdola entrata da dietro (è una mia specialità), quindi la povera Sonia si è sentita rivolgere un ciao inaspettato e ci ha messo qualche secondo prima di capire chi fossi (fortuna che la maglietta era davvero inconfondibile). Sorpresa nella sorpresa, con lei c’era anche la dolce Francesca, che mi ha fatto tanto piacere conoscere dal vivo! Abbiamo chiacchierato per un poco e, superati i naturali impacci iniziali, ci siamo trovate davvero bene; all’inizio collegare ciò che si è letto a un viso in carne e ossa è un po’ strano, ma abituarsi è una questione di pochi minuti, soprattutto quando c’è già un rapporto d’amicizia e simpatia online.
Poco dopo si è unita a noi la sempre amata Leggivendola, che ovviamente ho rivisto più che volentieri, strapazzandola un po’ coi miei abbracci e ciacolando di libri e di blog e di tutte le belle cose di cui ciacoliamo di solito via computer, insomma (solo che dal vivo è molto meglio, com’è facile immaginare).
Poco dopo, ahimè, le ho dovute abbandonare: avevo una conferenza obbligatoria con il mio corso universitario. Fortunatamente è stata piuttosto interessante, quindi l’ho seguita con piacere; si parlava di trasposizioni cinematografiche di libri di ogni tipo, dalla fantascienza di Philip K. Dick ai classici come Choderlos de Laclos.
Finito l’incontro, però, sono subito corsa via – i miei compagni di corso li vedo praticamente tutti i giorni, le mitiche blogger no!
Mi sono riunita subito a Sonia, Fra e Leggy, per poi conoscere un’altra Francesca e la Fede, che speravo proprio di riuscire a incontrare – tra l’altro aveva una magnifica borsa del Libraccio con tanti bei libri, compresi quelli di Dahl, che ho elogiato come se non ci fosse un domani (perché lo meritano, sia chiaro). Con lei c’era anche il suo ragazzo, che cura la bella grafica del suo blog.
Poi, davanti al Caffè Letterario, abbiamo incontrato la fantastica Chiara – che è stata tanto carina e non ci ha insultate, nonostante le impedissimo di ascoltare Paolo Nori come si deve.
Tra di noi si è parlato di libri, ovviamente. Tantissimo. Di titoli in lettura e appena finiti, di autori che ci piacciono e che non ci fanno impazzire, di consigli, di tutto un po’, insomma. E’ stato davvero bellissimo, e sarebbe meraviglioso poterlo fare più spesso.
Purtroppo io sono dovuta scappare via verso le 16, quindi ho dovuto salutare tutti e correre verso la stazione. Ho stritolato un po’ le ragazze che ero certa, purtroppo, di non rivedere (Fede, per dirne una! Speravo tanto di rivederti!) e ho salutato le altre, felice all’idea di rivederle il giorno dopo.
Sabato, infatti, ho preso di nuovo il treno e sono tornata, pronta ad affrontare un’altra giornata di libri! Ad accogliermi al Salone, questa volta, ci sono state due folle: quella in fila per il biglietto d’ingresso e quella dentro e fuori lo stand della Feltrinelli, in attesa di poter avere l’autografo di Roberto Saviano (di cui ho visto solo la pelata e la scorta). E’ veramente incredibile il numero di persone che, già alle 11.30, era in coda. 
 
Proprio di fianco allo stand della Feltrinelli ho aspettato il caro Marco, noto anche come Salomon Xeno, con cui mi sono diretta verso un’altra metà importantissima – ovvero lo stand della Bao, casa editrice di fumetti che adoro e che pubblica anche Zerocalcare (ma voi già lo sapete che lo adoro, trovate le prove qui); Zero era presente e Marco si è fatto fare una dedica bellissima sulla sua copia di Ogni maledetto lunedì (su due). Nel frattempo, io ho chiacchierato con Lara, che mi ha fatto tanto piacere rivedere (dopo averla conosciuta al Salone del libro usato), e insieme abbiamo aspettato l’arrivo di Erica – ovverosia, la Leggivendola. Appena è arrivata sono partite le chiacchiere libresche, lo scambio di impressioni ed esperienze, i racconti degli incontri con gli autori. 
La giornata non poteva iniziare meglio, sul serio!
Ho girato per un po’ con Marco e Lara, mentre Leggy è andata in Sala Gialla a seguire l’incontro con Loredana Lipperini, Michela Murgia e le redattrici de La 27a ora. Abbiamo esplorato un po’ di case editrici, tra cui c’erano ovviamente alcune immancabili (ISBN, tanto per dirne una), poi Erica si è riunita a noi e siamo corse verso un posto molto speciale, ovvero lo stand radiofonico dove Elisa, alias La Lettrice Rampante, stava per essere intervistata. Lì abbiamo rivisto anche Sonia e Chiara, oltre a Valentina, un’amica di Sonia. Abbiamo fatto le fangirl e ci siamo scambiate impressioni e abbracci – sono proprio contenta di aver conosciuto dal vivo anche Elisa! Oltretutto, abbiamo avuto anche l’occasione di conoscere il famoso Lettore Rampante, che ci è stato presentato proprio con questo titolo – è stato un momento divertente.
Purtroppo non siamo potute rimanere ad ascoltare l’intervista, perché si era deciso che verso le 14 alcune blogger si sarebbero incontrate davanti allo stand della Miraggi ed eravamo curiose di vedere chi ci sarebbe stato.
Ammetto di non ricordare proprio tutte (ebbene sì, eravamo tutte donne!), anche perché di alcune non conoscevo il blog e quindi mi erano ignote. Ho incontrato con piacere, però, Morna, Lorenza e Sara, simpatiche e piene d’energia come me le immaginavo dai loro blog, e ho scambiato due chiacchiere con Isy e Lya, di cui non seguo il blog ma di cui ogni tanto guardo i video su YouTube. Spero di non essere risultata scortese parlando poco con le altre, ma non sapendo chi fossero non avevo punti in comune da cui partire per una conversazione.
Ho scoperto di essere la più piccola (mi sono sentita un po’ bambina, lo ammetto) e ho deciso che l’anno prossimo devo trovarmi un fidanzato volenteroso, o noleggiarne uno, perché voglio anche io un uomo portaborse – si scherza, ovvio!
Dopo mezz’oretta siamo rimaste di nuovo io, Valentina, Sonia ed Erica (Marco e Lara erano a fare un giro), c’è stato un bel momento di chiacchiere, quindi io ed Erica ci siamo riunite a Marco per parlare di un progettino di cui sarete presto informati anche qui su Bibliomania (ma di cui s’è già parlato ampiamente qui & qui – io aspetto l’uscita “ufficiale” per farlo, e riconfermo così la mia natura ritardataria). Per farlo, abbiamo sfruttato un fantastico piano sopraelevato, dove c’erano tavoli e sedie; una vera manna dal cielo, dopo tutta la mattinata passata in piedi! Qui, nel frattempo, abbiamo rivisto Francesca (sempre di Lost in good books) e abbiamo fatto le ultime chiacchiere, prima di salutarla con un bell’abbraccio.
Non sono mancati anche i momenti divertenti, nel frattempo. Condivido, giusto per il vostro sollazzo, una foto di me, Erica e Charles Darwin! Dovremmo rappresentare gli stati dell’evoluzione, ma diciamo che siamo solo noi due con delle faccette strane.
E poi… poi siamo andati nello spazio dedicato alla regione Umbria, dove le ragazze della Jo March avevano organizzato un incontro con il fantastico Piero Dorfles!
Ora, cercate di capirmi; seguo Per un pugno di libri da tanto tempo e tra i miei momenti preferiti ci sono senz’altro i suoi consigli, e i riassunti del libro in un minuto che quest’uomo geniale riesce a fare. Potete comprendere, quindi, quanto fossi felice di poterlo sentir parlare dal vivo! Oltretutto, l’argomento è stato davvero interessante: il valore dei classici e dei libri del passato presso i contemporanei (Fragola, che abbia sentito parlare del tuo Book Blogger May? Non sarebbe male!). 
E, per aggiungere gioia alla gioia… sono riuscita a fare una bella foto ricordo con lui! E’ davvero una persona gentile e ha acconsentito con un bel sorriso.
La condivido qui con voi perché so che capirete la mia gioia. Fortunatamente non si vede molto il colorito tendente al melanzana che mi ha devastato le guance mentre gli chiedevo di far la foto.
Anche Erica si è fatta fare una foto con lui (tranquilla, te la passo appena pubblico il post <3).
Nel frattempo, purtroppo, Marco e Lara sono dovuti andare via. Mi è spiaciuto doverli salutare un po’ di fretta, ma l’incontro era ancora in corso; comunque, non siamo troppo lontani e so che ci si potrebbe rivedere presto, volendo (giusto Marco?).
Io, Sonia ed Erica, invece, siamo rimaste a parlare a lungo con le ragazze della Jo March. Sono ragazze davvero appassionate, piene di voglia di fare e sinceramente affezionate ai loro libri. Mi hanno dato un’ottima impressione, incrocio le dita per il futuro loro e delle opere da loro pubblicate, ovvero classici dell’800 come Nord e Sud della Gaskell o La Casa Sfitta, libro a più mani scritto sotto l’egida di Charles Dickens.
Dopo qualche altro giro, osservando le pile di libri di ogni tipo che circondavano, è giunto il triste tempo dei saluti. Ci sono tante persone con cui avrei voluto sedermi per un caffè tranquillo, senza dover guardare l’orologio… prima o poi riusciremo ad organizzare qualcosa del genere, lo so.
E qui finisce il mio resoconto del Salone. Non è bello quanto altri che ho letto, ma spero di essere riuscita a esprimere il divertimento, la gioia, l’emozione e l’affetto che ho provato; sono state emozioni intense, che rimarranno con me. 
Spero anche di aver reso chiaro tutto questo anche a chi mi ha incontrato, con le mie parole e coi miei abbracci – ovvero, gli unici modi che conosco per condividere la mia felicità.
Il terzo appuntamento per il Book Blogger May di Fragola chiede quale valore hanno fiere, incontri e seminari “librocentrici”. Io spero di essere riuscita a spiegare, attraverso il racconto della mia esperienza, quali sono i valori che ritengo più importanti: la condivisione, l’incontro con altri appassionati e con luminari della cultura, la scoperta (delle novità, ma anche dei classici “sfuggiti”), la conferma della propria passione.
Ma, dato che le mie parole sono senz’altro insufficienti, vi chiedo di leggere gli altri post in giro per il web; quello di Erica, quello di Fede, quello di Marco, quello di Elisa, quello di Chiara… E chissà quanti altri ce ne sono, che ancora devo leggere. Queste sono solo goccioline in un mare di esperienze e di persone che si sono mosse per partecipare al Salone ed esprimere il loro amore per le storie, per la letteratura, per tutti i valori che ho elencato prima. Ecco, io trovo che il loro valore intrinseco sia la mobilitazione che provocano, la concentrazione di interessi che riescono a creare. Ed è una cosa meravigliosa.
Meglio che mi fermi qui, altrimenti rischio sul serio di annoiarvi.
Vi saluto tutti, chi c’era e chi non c’era, con tanto affetto.
Sempre vostra,
Cami