domenica 2 febbraio 2014

Gennaio: esami, esami… l’ho già detto esami?

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici!

Questo mese non sono stata una grande ospite, qui sul blog… come avrete intuito dal titolo, è stata la sessione d’esami a costringermi a lasciare un attimo da parte Bibliomania e a focalizzarmi sui libri da studiare. Ad essere onesta manca ancora un esame prima che io possa definirmi libera, ma mi mancava troppo scrivere qui e quindi ho deciso di prendermi un po’ di tempo per aggiornarvi e parlare un po’ con voi.

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Per prima cosa, purtroppo mi tocca parlare del mio incredibile ritardo nel GdL organizzato da Fragola e dedicato a I Miserabili. Come avrete intuito, sono rimasta molto indietro. Tuttavia, la lettura è meravigliosa (ovviamente) e, per quanto sia un processo laborioso, scrivere i post di commento mi dava grandi soddisfazioni: penso, quindi, di continuare questo mio progetto, solo seguendo una tabella di marcia più dilatata nel tempo. Magari un post al mese, o ogni tre settimane, sempre suddividendo la lettura nelle tappe consigliate da Fragola. Sarà più leggero per me e più leggero anche per voi, immagino, visto che sono post parecchio corposi.
Penso che questo mi aiuterà anche a mantenere attive le altre rubriche del blog e a tornare a scrivere recensioni più di frequente: ci sono un paio di libri di cui vorrei proprio parlarvi e non vedo l’ora di potermi mettere con calma alla tastiera e organizzare i miei pensieri.

Detto questo, passiamo alla parte dedicata ai miei acquisti libreschi: come avevo già detto il mese scorso, l’anno “sabbatico” mi ha aiutata davvero molto nel regolarmi negli acquisti e nelle acquisizioni di libri in genere. Questo mese ho preso solo due libri, uno che era nella mia Lista dei desideri da un po’ (un libro per ragazzi dalla premessa curiosa), mentre l’altro è un volume che contiene i primi tre libri di una serie in lingua inglese, scoperto grazie a un intervento dell’autrice su Fantasy Book Critic che mi ha piacevolmente incuriosita. Quando poi ho saputo che l’e-book era disponibile gratuitamente, non ho potuto fare a meno di concedergli una chance!

La casa prigioniera del tempo - S. Singleton

Century House, la casa in cui Macy vive con il padre, la sorellina Caroline e due governanti, è avvolta da un velo che la rende invisibile a tutti. I suoi abitanti si svegliano al tramonto, si addormentano all'alba e ogni giorno si ripete identico all'altro, in un perpetuo inverno. Finché una mattina Macy trova sul suo cuscino un fiore di bucaneve. Chi l'avrà lasciato? E per quale motivo? I ricordi di un lontano passato comiciano ad affiorare e la ragazzina decide di scoprire il segreto che circonda la sua famiglia...

 

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The descent gate series - S. M. Reine

Policing relations between Heaven, Hell, and Earth is messy and violent, but Elise Kavanagh and James Faulkner excelled at it-- until coming across a job so brutal that even they couldn't stand to see one more dead body.
Now they've been pretending to be normal for five years, leaving their horrific history a dark secret. Elise works in an office. James owns a business. None of their friends realize they used to be one of the world's best killing teams.
After years of hiding, something stirs. Bodies are vanishing. Demons scurry in the shadows of the night. A child has been possessed.
Some enemies aren't willing to let the secrets of the past stay dead...


Il post di oggi finisce qui; fatemi sapere cosa ne pensati dei libri che ho preso, ditemi un po’ cos’avete preso voi, insomma, fatemi un po’ compagnia mentre finisco di far fondere il mio cervello sui libri universitari!
Scherzi a parte, Gennaio è finito, Febbraio è alle porte: prometto di farmi risentire presto con nuovi post e nuove curiosità letterarie.


Un abbraccio,

Cami

mercoledì 8 gennaio 2014

Anno nuovo, libri nuovi, stesso blog (più o meno)

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici!

Perdonatemi per l’assenza prolungata, ma tra gli strascichi di Capodanno e gli esami sempre più vicini sono stata parecchio impegnata. Spero che anche voi abbiate passato un’ottima fine dell’anno, d’auspicio per questo 2014 appena iniziato.
Anche a livello libresco l’anno è finito in bellezza, con dei bei regali di Natale, qualche colpo di fortuna su Bookmooch e una promozione su internet. Mi sono concessa qualche sfizio dopo tanti mesi di controllo, lo ammetto!
Sono proprio contenta di poterveli mostrare, ci sono alcuni titoli che non vedevo l’ora di poter prendere.

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Cominciamo con i regali di Natale: mio fratello mi ha regalato una fantastica edizione illustrata de Lo Hobbit, del grande Tolkien; degli zii, invece, mi hanno regalato un buono Feltrinelli che ho prontamente usato per comprare Wool, di Hugh Howey (un titolo fantascientifico molto interessante), e A Game of Thrones di George R.R. Martin. Sono una grande fan della serie televisiva e non vedo l’ora  di leggere l’opera originale! Ho deciso di prendere l’edizione in lingua inglese perché la divisione italiana in mille volumetti non mi ha mai entusiasmata, anche se tempo fa avevo preso il primo libro, presa dall’euforia. Sono davvero, davvero curiosa di scoprire le differenze col telefilm e di immergermi di nuovo in questa storia.

Lo hobbit (illustrato da Alan Lee) - J. R. R. Tolkien

"Se vi piacciono i viaggi fuori del confortevole e accogliente mondo occidentale, oltre il Confine delle Terre Selvagge, per poi tornare a casa, e pensate di poter provare un certo interesse per un umile eroe, ecco la storia di questo viaggio e di questo viaggiatore. Il periodo è il tempo antico fra l'Età Fatata e il dominio degli Uomini, quando la famosa foresta di Bosco Atro esisteva ancora e le montagne erano piene di pericoli. Nel percorso verrete a imparare molte cose (come è capitato a lui) su Uomini Neri, Orchi, Nani ed Elfi e potrete dare uno sguardo alla storia e alla politica di un'epoca trascurata ma molto importante. Infatti il signor Bilbo Baggins andò in visita a vari personaggi di rilievo; ebbe una conversazione con il drago Smog; fu presente alla Battaglia dei Cinque Eserciti. Tutto ciò è tanto più singolare in quanto egli era uno Hobbit. Finora gli Hobbit sono stati trascurati nella storia e nella leggenda, forse perché - in genere - preferivano le comodità alle emozioni. Questo resoconto, fondato sui ricordi di un anno elettrizzante nella vita solitamente tranquilla del signor Baggins, vi darà un'idea abbastanza chiara di questo rispettabile popolo che adesso (a quanto si dice) sta diventando piuttosto raro. Non amano il rumore." (J.R.R. Tolkien)

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Wool - H. Howey Cosa faresti se il mondo fuori fosse letale e l’aria che respiri potesse uccidere? Se vivessi in un luogo dove ogni nascita richiede una morte e le tue scelte possono salvare vite o distruggerle? Questo è il mondo di Wool. In un futuro apocalittico, in un paesaggio devastato e tossico, una comunità sopravvive rinchiusa in un gigantesco silo sotterraneo. Lì, uomini e donne vivono prigionieri in una società piena di regole che dovrebbero servire a proteggerli. Il rispetto delle leggi è affidato allo sceriffo Holston, un uomo lucido e malinconico che vive nel ricordo della moglie scomparsa. Dopo anni di servizio integerrimo, un giorno, a sorpresa, rompe inaspettatamente il più grande di tutti tabù e chiede di uscire, di andare fuori, incontro alla morte. La sua fatidica decisione scatena una serie di terribili eventi. A sostituirlo è nominato un candidato improbabile, un tecnico specializzato del reparto macchine: Juliette. Ora che il silo è affidato a lei, imparerà presto a sue spese quanto il suo mondo è malato. Juliette è abituata ad aggiustare le cose e vuole vederci chiaro: com’è nato il silo? E chi ha interesse a mantenervi l’ordine, tanto da arrivare a uccidere? Forse il silo è in procinto di affrontare ciò che la storia ha lasciato solo intendere e che i suoi abitanti non hanno mai avuto il coraggio di sussurrare. Rivolta.

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A Game of Thrones - G.R.R. MartinIn a land where summers can last decades and winters a lifetime, trouble is brewing. The cold is returning, and in the frozen wastes of the north of Winterfell, sinister and supernatural forces are massing beyond the kingdom's protective Wall. At the center of the conflict lie the Starks of Winterfell, a family as harsh and unyielding as the land they were born to. Sweeping from a land of brutal cold to a distant summertime kingdom of epicurean plenty, here is a tale of lords and ladies, soldiers and sorcerers, assassins and bastards, who come together in a time of grim omens. Amid plots and counterplots, tragedy and betrayal, victory and terror, the fate of the Starks, their allies, and their enemies hangs perilously in the balance, as each endeavors to win that deadliest of conflicts: the game of thrones.

Passando ai libri che ho ottenuto su Bookmooch, devo dire ho trovato qualche chicca che puntavo da un po’ – a dire il vero, ho incrociato le dita perché nessuno li richiedesse prima della fine del mio periodo di digiuno! Si tratta de Il segno della profezia di David Eggins, Nero come il ricordo di Carlene Thompson e La casa dei sette cadaveri di Jefferson Farjeon.

Il segno della profezia - D. Eddings

Nella notte dei tempi il Dio Aldur rubò una pietra alle stelle e ne fece un gioiello prezioso, il Globo. Il potere del gioiello era grande e l'avido Dio Torak lo volle per sé perché attraverso di esso avrebbe avuto il dominio sull'occidente. Ma quando tese la mano per toccarlo, il Globo lo divorò con le sue fiamme. Ora Torak giace nel sonno senza fine della sofferenza e la pietra del potere non è più in suo possesso. Ma Zedar l'Apostata, discepolo prediletto, prepara il suo ritorno. Le sue trame segrete si intrecciano come i fili di una ragnatela e il giovane Garion, la cui vita trascorre serena in una fattoria dell'ovest, scoprirà il peso del proprio destino.

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Nero come il ricordo - C. Thompson

Hayley è felice: anche se è sola nel bosco, e il papa si è allontanato per capire meglio cos'era quel grido terrificante laggiù, ora c'è un pagliaccio che le viene incontro. Hayley chiede al pagliaccio se è stato papà a mandarlo: lui conferma, e insieme si avviano nel folto della foresta... Hayley viene trovata decapitata e carbonizzata un mese dopo. Passano vent'anni: la mattina della vigilia di Halloween, Caroline, sua madre, crede di impazzire; è certa di aver sentito la voce della figlia, nel magazzino del negozio di un'amica. La sera, fra i ragazzi che scampanellano, c'è una bimba vestita da pagliaccio, identica a Hayley, mentre in una stanza di casa riemerge dal nulla Twinkle, il suo pupazzo preferito. L'indomani Pamela, l'unica persona che aveva visto la bambina dopo il rapimento - legata e imbavagliata sul sedile posteriore di un'automobile - ma non l'aveva detto a nessuno, viene sgozzata in casa sua. Ma è solo il primo di una serie di delitti, minacce, aggressioni, che colpiscono persone che hanno fatto qualcosa di male a Hayley, o che in qualche modo erano collegate a lei. Persine Chris, padre di Hayley, e Alfred, il secondo marito di Caroline, vengono feriti. Poi, un giorno, anche la terza figlia di Caroline, Melinda - che nel frattempo ha fatto amicizia con la bambina così somigliante a Hayley, e tra l'altro si chiama proprio Hayley - scompare da scuola...

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La casa dei sette cadaveri - J. Farjeon

Ted Lyte è un ladruncolo molto sfortunato. Abituato a sbarcare il lunario con piccoli furti e borseggi, per una volta ha deciso di puntare in alto e di introdursi in una villa sulla costa dell'Essex. Ma lo spettacolo che si trova davanti è così spaventoso che per poco non impazzisce: sette persone - sei uomini e una donna - giacciono privi di vita nel salotto dell'abitazione. Ted fugge a gambe levate, ma viene subito acciuffato da Thomas Hazeldean, un giornalista freelance appena approdato nei paraggi con il suo amato yacht. L'ispettore Kendall, accompagnato sul posto dallo stesso Hazeldean, trova un biglietto che lascerebbe pensare a un suicidio collettivo: una soluzione fin troppo facile per il numero di interrogativi che il caso solleva. Chi erano costoro? Da dove venivano? E, soprattutto, perché si erano riuniti lì? Forse i due abitanti della casa, un certo Fenner e la sua giovane nipote Dora, potrebbero gettare un po' di luce sulla vicenda, ma a quanto pare sono partiti in tutta fretta verso una destinazione ignota. E più il salotto viene esaminato più particolari curiosi emergono: un ritratto a olio trapassato da una pallottola, una misteriosa palla da cricket appoggiata sopra un vaso da fiori, un indecifrabile indirizzo scritto in punto di morte da uno dei presunti suicidi...

Ultimo ma non meno importante, un “regalo” di Bookrepublic, che ha permesso di scaricare gratuitamente La principessa di ghiaccio di Camilla Läckberg.

La principessa di ghiaccio - C. Lackberg

Erica Falck è tornata nella casa dei genitori a Fjällbacka, incantevole località turistica sulla costa occidentale della Svezia che, come sempre d'inverno, sembra immersa nella quiete più assoluta. Ma il ritrovamento del corpo di Alexandra, l'amica d'infanzia, in una vasca di ghiaccio riapre una misteriosa vicenda che aveva profondamente turbato il piccolo paese dell'arcipelago molti anni prima. Erica è convinta che non si tratti di suicidio, e in coppia con il poliziotto Patrik Hedström cerca di scoprire cosa si nasconde dietro la morte di una persona che credeva di conoscere. A trentacinque anni, con la sensazione di non sapere bene cosa volere nella vita ma stimolata da un nuovo amore, approfitta del suo status di scrittrice per smascherare menzogne e segreti di una comunità dove l'apparenza conta più di ogni cosa.

E con questo è tutto; mi ripeto, è stato bello concedersi di nuovo qualche strappo.
Ora vi lascio – sono giorni densi e per studiare al meglio devo andare a dormire a un orario rispettabile! Presto, comunque, tornerò con qualche nuovo post.

Vi mando un abbraccio,

Cami

mercoledì 25 dicembre 2013

Buon Natale!

 

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Cari lettori e care lettrici, vi auguro uno splendido Natale!
Spero sia pieno di gioia e serenità.


Un abbraccio,
Cami

giovedì 19 dicembre 2013

Tre gradi (#9)

Buondì, cari lettori e care lettrici!

Dicembre è un mese pieno d’impegni, poco ma sicuro: ho finito pochi giorni fa di prendere gli ultimi regali, gli esami si avvicinano, la tesi da scrivere incombe… niente di ancestrale, ne convengo, ma ogni dovere richiedere una certa attenzione, sottraendola ai piaceri, ovvero al mio amato blog. Tutto questo per dirvi che il mio ritardo per quanto riguarda i post sul gruppo di lettura de I Miserabili sarà recuperato quanto prima – c’è un post in dirittura d’arrivo, a dire il vero – e che ho un paio di recensioni in cantiere, in attesa di rifinitura.
Tempo al tempo, come si suol dire, e tutte le bozze saranno rifinite per divenire testi scritti come si deve, pronti a venire alla luce.

Nel frattempo, però, con Natale che si avvicina, ho avuto l’occasione di girare per diverse librerie, alla ricerca di alcuni regali; non ho preso nulla per me, ma come sempre la lista dei desideri si è allungata di un paio di titoli. Questo mi ha fatto venire in mente Tre gradi e non ho potuto fare a meno di ritagliarmi un po’ di tempo per scrivere questo post. Chissà, magari qualche parente passerà per questa pagina e troverà l’ispirazione per scegliere un regalo per la sottoscritta!

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PRIMO GRADO
Il libro che ho scelto è…

La letteratura in pericolo - T. Todorov

La letteratura in pericolo di Tzvetan Todorov
2008 – Garzanti (originale: La littérature en péril – 2007 – Flammarion)

«Siamo tutti fatti di ciò che ci donano gli altri: in primo luogo i nostri genitori e poi quelli che ci stanno accanto; la letteratura apre all'infinito questa possibilità d'interazione con gli altri e ci arricchisce, perciò, infinitamente.»
In un mondo dominato dalla scienza e dalla tecnica, rischiamo di non capire più i grandi capolavori della letteratura. Sul versante della critica, negli ultimi decenni abbiamo messo a punto una serie di strumenti assai efficaci per l'analisi dei testi, a cominciare dalla filologia e dallo strutturalismo, che hanno assunto un'importanza crescente nell'insegnamento.
In parallelo, fiorisce una produzione narrativa sempre più ripiegata sull'io, e hanno grande fortuna i romanzi di puro intrattenimento. Tuttavia rischiamo di perdere di vista quello che è il senso profondo delle opere letterarie, quello che le rende importanti e necessarie. In queste pagine appassionate e polemiche, Tzvetan Todorov – che all'inizio degli anni Sessanta ebbe un ruolo determinante nella diffusione dei formalisti russi – va al cuore del problema: a che cosa ci serve, oggi, la letteratura? Todorov parte dalla propria vicenda di studioso, prima nella Bulgaria sovietica e poi nella Parigi di Genette e Barthes. Discute i metodi più in voga d'insegnamento della letteratura. Esplora l'attuale produzione narrativa. Soprattutto, si confronta con la lezione dei grandi del passato per ritrovare e rilanciare il valore insostituibile della letteratura.

Perché è nella Lista dei Desideri? Ho appena finito di leggere La paura dei barbari (sempre di Todorov), per l’esame di Storia Contemporanea, un testo molto interessante: Todorov è un autore franco e chiaro, con una prosa che ritengo ottima per i testi di divulgazione culturale, e offre molti punti di discussione. Conoscevo anche il suo impegno in ambito letterario, e ora sono ancora più curiosa di incontrare le sue idee personalmente: non so se le troverò condivisibili o meno, ma penso di poter dire fin da ora che saranno espresse in maniera impeccabile.


SECONDO GRADO
La copertina dell’edizione Garzanti è di un bellissimo blu ciclamino, un colore che adoro e che mi porta alla mente dei grandi mazzi di fiori colorati. La rosa è un altro fiore che mi piace molto; è proprio questo fiore a portarci al prossimo titolo.

Rosa candida - A. A. Olafsdottir

Rosa candida di Audur Ava Ólafsdóttir
2012 – Einaudi (originale: Afleggjarinn – 2007 – Kilja)

Lobbi ha ventidue anni quando accetta di prendersi cura di un leggendario roseto in un monastero del Nord Europa. È stata la madre, morta da poco in un incidente d'auto, a trasmettergli l'amore per la natura, i fiori e l'arte di accudirli, il giardinaggio. Così Lobbi decide di lasciare l'Islanda, un anziano padre perso dietro al quaderno di ricette della moglie, e un fratello gemello autistico. Lascia anche qualcun altro: Flóra Sól, la figlia di sette mesi avuta dopo una sola notte d'amore (anzi, precisa lui, «un quinto di notte») con Anna.
Con sé Lobbi porta alcune piantine di una rara varietà di rose a otto petali, molto cara alla madre, la Rosa candida. Questi fiori saranno i silenziosi compagni di un viaggio avventuroso come solo i viaggi che ti cambiano la vita sanno essere. Ad accoglierlo al monastero c'è padre Thomas, un monaco cinefilo che con la sua saggezza e una sua personale «cineterapia » saprà diradare le ombre dal cuore di Lobbi. Ma sarà soprattutto l'arrivo di Anna e Flóra Sól in quell'angolo fatato di mondo a provocare i cambiamenti più profondi e imprevisti nell'animo del ragazzo. Perché, per la prima volta, Lobbi scopre in sé un desiderio nuovo, che non è solo amore per la figlia e attrazione per Anna: è il desiderio di una famiglia.

Perché è nella Lista dei Desideri? L’avevo sfogliato in libreria, un po’ distrattamente, quando era appena uscito. Il titolo, nella sua semplicità, mi aveva incuriosita, così come la copertina. A convincermi definitivamente, però, sono state le opinioni molto positive che ho riscontrato più o meno ovunque: pare sia una storia che sa conquistare i suoi lettori. Spero di potervi dire presto se sarà così anche per me.


TERZO GRADO

L’ambientazione del romanzo precedente è un monastero: l’autore del prossimo libro ne ha visitati molti, in tutta Italia, e ha parlato di questo suo viaggio (fisico e spirituale) nel prossimo libro.

Sulle strade del silenzio - G. Boatti

Sulle strade del silenzio. Viaggio per monasteri d’Italia e spaesati dintorni di Giorgi Boatti
2012 – Laterza

Davanti a me la scritta 'Silenzio'. Campeggia cubitale sul bianco della parete. Silenzio? E silenzio sia.

Da Montecassino a Bose, da Camaldoli a Subiaco, dall'abbazia di Noci, nella Murgia pugliese, ai contrafforti di Serra San Bruno in Calabria, da Praglia sino alla badia del Goleto, sui crinali dell'Irpinia orientale. «Hai trovato il monastero giusto?»: la domanda che qualcuno di tanto in tanto mi pone mette in guardia dai fraintendimenti che il mio vagare per eremi e cenobi potrebbe suscitare. No, non sto cercando il monastero giusto. Vado per questa strada perché ho il sospetto che le luci nascoste che giungono da questi luoghi siano ancora capaci di offrire qualche solido orientamento. Perfino nella densa penombra calata sui giorni italiani. Busso a queste porte perché ho l'impressione che qui si impari davvero che si può cambiare il mondo, ma – impresa piuttosto complicata – a patto di cominciare a cambiare se stessi, partendo dalle cose più semplici e concrete. Ad esempio, cercando di stare nel mondo prendendone nel frattempo la giusta distanza. Governando in modo diverso faccende quotidiane e basilari come il dormire e il mangiare, il desiderare e il bisogno di riconoscimenti, il silenzio con se stessi e l'incontro con gli altri. Sembrano bazzecole, ma quelli che vi si sono cimentati seriamente dicono che la sfida sia di vertiginosa difficoltà. E, soprattutto, pare duri tutta una vita.

Perché è nella Lista dei Desideri? Perché, come vi ho già detto altrove, Boatti è stata una piacevolissima sorpresa, e non vedo l’ora di leggerlo di nuovo; inoltre, l’argomento di cui tratta in questo libro mi è caro. Mi piacerebbe, un giorno, poter passare del tempo in questi luoghi densi di spiritualità, lontani da tutto, e riuscire a fermarmi, a pensare. La prospettiva di Boatti sarà senz’altro molto personale, ma credo sarà anche abbastanza profonda da trascendere l’esperienza singola e rendere questo suo viaggio altrettanto significativo per i suoi lettori.


Anche per oggi è tutto: spero di avervi fatto scoprire nuovi titoli e di avervi incuriositi.

A presto, con nuovi post sul mio amato Hugo e con nuove recensioni!


Cami

domenica 1 dicembre 2013

Novembre: “I Miserabili”, Bookcity e (finalmente) qualche acquisto libresco

Buonasera a tutti, cari lettori e care lettrici!

Novembre è passato in fretta e ha portato con sé tanti eventi letterari e, sul finire, anche una bella nevicata (perlomeno, qui dove sono io): un modo perfetto per accogliere Dicembre.

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Come già sapete, questo mese per me è stato molto movimentato. Sto cercando di prendere il giusto ritmo e di proporvi i post sull’UFG Book Club in alternanza coi contenuti “classici” del blog, così da poter comunque parlare d’altro – in fondo non è un blog monotematico! – e da poter comunque interagire con voi grazie alla varietà d’argomenti. Tengo molto ai post del gruppo di lettura e mi impegno per realizzarli al meglio, ma allo stesso tempo mi rendo conto di come questo sia un progetto destinato a concludersi, mentre le recensioni e le rubriche sono dei capisaldi di questo mio spazietto online. Il succo è: tranquilli, ora che ho imparato a gestire meglio le tempistiche non vi lascerò soltanto con le tappe de I Miserabili!

Altro evento a cui tenevo particolarmente è Bookcity, cui ho partecipato come volontaria. Un’esperienza molto bella e interessante: alla fine dei quattro giorni ero esausta, un po’ infreddolita, ma felice. Ho conosciuto belle persone e, nonostante non abbia potuto seguire tanti incontri, ho comunque vissuto l’atmosfera libresca dell’evento. Inoltre, devo dire che all’Info Point (dov’ero stanziata io) non ci si annoiava mai: tra domande strane e spettatori entusiasti che chiedono consigli sugli eventi, io e le altre due ragazze non avevamo un momento di calma. Scriverò sicuramente un post di resoconto, in cui parlare un po’ degli incontri e un po’ della mia esperienza personale.

Infine, questo mese posso tornare a parlarvi di acquisti letterari. Ebbene sì, il mio bando è finito! Dopo un anno di fioretto e di astinenza dall’acquisto di libri, sono andata al Salone Internazionale del Libro Usato e ho fatto i miei primi due acquisti – e se avessi avuto più della risicata ora e mezza che mi sono concessa prima del turno a Bookcity, so già che sarei tornata a casa con uno zaino carico di libri. Nonostante questo, sono molto felice: quest’anno mi ha aiutata a capire quanto mi faccia sentire bene prendere nuovi libri e contemporaneamente mi ha dato modo di comprendere che non c’è bisogno di accumularne una quantità esagerata ogni mese. Ha cambiato quelle che saranno le mie abitudini d’acquisto, dandomi una nuova morigeratezza, questo è certo: mi sono concessa qualche sfizio su Bookmooch giusto oggi, come regalo di Natale anticipato, ma per il resto credo che la frenesia che sembrava guidare le mie acquisizioni sia stata ridimensionata da questo periodo a secco. Ne sono felice, perché prendere libri con più oculatezza vorrà dire non lasciarli troppo tempo ad aspettare sulle mensole e dedicar loro il tempo che meritano.

Bando alle ciance! Vi mostro i libri che ho preso, due cartacei e due e-book: i primi sono Dio di illusioni di Donna Tartt, autrice molto apprezzata dalla critica americana, e La sinistra e la questione meridionale di Gaetano Salvemini, titolo della collana Laicicattolici che era uscita qualche tempo fa col Corriere (e di cui avevo perso alcune uscite, come questa). I secondi, invece, sono due titoli omaggio, sempre del Corriere, facenti parte della nuova iniziativa chiamata I Corsivi del Corriere della Sera: si tratta di Mr. Bennet e Mrs. Brown di Virginia Woolf e de Il bibliomane di Charles Nodier.

Dio di illusioni - D. Tartt


Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commeterne un altro ancora più spietato...

 

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La sinistra e la questione meridionale - G. Salvemini

“Salvemini è ricordato soprattutto quale meridionalista. Scriveva tra il 1898 e il 1899: “Alle tre malattie, che abbiamo fuggevolmente descritto, ossia la malattia dello Stato accentratore, la oppressione economica in cui l’Italia meridionale è tenuta dall’Italia settentrionale, e infine la struttura sociale semifeudale, è possibile recare un rimedio? … Finché nel Mezzogiorno stesso non si determinerà un movimento energico, costante, organico, che abbia lo scopo di attuare tutte quelle riforme, che per ora non sono che pii desideri degli studiosi.” 
Gaetano Salvemini constatava con amarezza non solo l’esistenza di una “Questione meridionale” ma anche di una “Questione settentrionale”: “I nordici disprezzano, come dicon essi, i sudici; e i sudici detestano con tutta l’anima i nordici: ecco il prodotto di quarant’anni d’unità.”
A differenza di altri meridionalisti che invocavano l’intervento dello Stato per affrontare la “Questione meridionale” il politico pugliese sosteneva che la soluzione dei problemi dei meridionali doveva essere nella disponibilità dei meridionali: infatti era un federalista convinto.” (fonte)

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Perché, quando a ottobre ricomincia la stagione letteraria, gli editori non riescono mai a fornirci un capolavoro? La domanda che Virginia Woolf pose al suo pubblico della sua lezione alla Cambridge University nel 1924 non ha perso di rilevanza, quasi un secolo dopo. La risposta che fornisce poggia sul problema della costruzione del personaggio: gli scrittori contemporanei, sosteneva già all'epoca il coro unanime dei critici, non sono in grado di crearne di realistici. Ma mentre concorda sull'effetto, Woolf dissente sulla causa: non sono gli scrittori a essere cambiati, dice, sono i tempi; e gli strumenti di lavoro, forgiati dai romanzieri dell'epoca precedente, non sono più adeguati. Urge trovarne di nuovi, costruire nuove convenzioni per arrivare a quella "intimità" con il lettore che costituisce il fine ultimo del lavoro di scrittura. E per fare questo occorre ripartire da quella Mrs Brown, da quella signora dimessa che Woolf incontra in treno e che apre davanti a lei gli scenari vertiginosi di una nuova storia. Fuor di metafora, occorre armarsi di nuova pazienza e imparare daccapo a raccontare quel personaggio incontrato per caso, lo spunto che si impone all'attenzione dell'autore e lo muove con la sua irresistibile capacità di seduzione a trasformarlo in letteratura, per diventare Ulisse, la Regina Vittoria, o Prufrock. Per diventare il protagonista del romanzo che rimarrà con noi tutta la vita.

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Théodore è un uomo divorato dalla passione per i libri: ha smesso di parlare, di ridere e di mangiare. Ha rinunciato alla vita mondana e perso interesse per le donne. Durante una passeggiata con un amico per le via di Parigi nei luoghi sacri del libro, tra case editrici e negozi antiquari, scopre malauguratamente l’esistenza di un’altra edizione, più pregiata, del suo «Virgilio del 1676». Iniziano così i deliri bibliografici e le allucinazioni del protagonista, tra rarità in folio e rilegature in marocchino, raccontati con gusto e partecipazione dall’autore. Théodore si ammala della più grave febbre bibliomane e in poco tempo ne morirà. Un racconto non privo di morale – quando l’amore per la forma distrugge la passione dei contenuti, non può esserci lieto fine – ma lieve e ironico, che con ricercatezza e gusto dell’iperbole sa parlare al feticista nascosto in ogni vero lettore.


Per questo mese è tutto: ci risentiamo presto con nuovi post, recensioni e rubriche!

Un abbraccio e buon inizio mese,


Cami