giovedì 1 marzo 2018

Febbraio, Libri e Londra

Miei cari lettori e mie care lettrici,

febbraio, come ogni anno, vola via prima degli altri. Vi scrivo questo posto con la neve che lentamente scende dal cielo e sembra difficile pensare che tra poco più di due settimane sarà primavera; ma non mi dispiace troppo, in fondo: la città imbiancata è sempre bella.
A livello di letture tutto procede molto bene, e devo dire che per il momento questi primi mesi dell'anno hanno portato letture interessanti. Nell'ultimo post vi ho parlato dei libri che mi hanno tenuto compagnia nel primo mese e mezzo del 2018. A quelle letture non si deve aggiungere molto, se non un titolo, che ho finito pochi giorni fa: Castelli di rabbia, di Alessandro Baricco. 

Io l'ho letto nell'edizione Rizzoli che c'è a casa dei miei, ma devo dire che la copertina dell'edizione Feltrinelli, che ho voluto affiancare qui sotto, è decisamente più bella e adatta per quello di cui parla il libro: un fiume di parole e vite che sfrecciano veloci come un treno, che a sua volta è in parte protagonista della storia.
Gli abitanti di Quinnipak, la cittadina immaginaria in cui ha luogo tutto, sono figure strane, insieme appena accennate e perfettamente definite: di tanti non si conosce nulla, se non il nome e un episodio, di vita o di morte; eppure mantengono una vitalità particolare, che li rende necessari all'economia del racconto, pieni di pathos. In questo senso Baricco ha una scrittura molto drammatica - nel senso proprio di teatrale - e colma di sentimento, che rende molto bene anche per i personaggi più tratteggiati, i veri e propri protagonisti. Mi sono rimasti impressi in particolare Pehnt e Pekish, pieni di stupore e tenerezza, e Hector Horeau, figura vera che non conoscevo.
La struttura del romanzo è simile ai suoi personaggi: un insieme di finestre su determinati momenti da cui l'autore si avvicina e si ritrae dandoci a volte un panorama, a volte la descrizione esatta di un momento. La forma rispecchia questo intento, con espedienti grafici, ripetizioni, riprese, spaziature particolari che rendono la lettura sempre diversa. Purtroppo c'è anche una tendenza alla "frase ad effetto", leziosa direi, in cui sembra quasi di vedere l'autore che gonfia un po' il petto e fa la ruota; e tendenzialmente non amo molto percepire questa volontà di creare aforismi.
La fine, in compenso, nella sua semplicità è sorprendente e mi ha fatto molto riflettere sul senso delle storie e delle pagine che la precedono. È sempre bello essere colti dall'inaspettato durante una lettura.


Questo mese, poi, ho avuto la bella occasione di passare qualche giorno a Londra, giusto prima che venisse ricoperta (anche lei) di neve. Tra le varie esperienze fatte (nonostante ormai ci sia già stata qualche volta, riesce sempre a stupirmi) c'è stata anche una visita a una libreria - e che libreria! Hatchard's è stata fondata nel 1797, ha conservato la facciata d'epoca, è fornitissimo e, tra le altre cose, può farsi fregio di ben tre Royal Warrant. Avrei passato lì volentieri un paio d'ore, ma purtroppo le cose da fare erano molte, e quindi mi sono limitata a una breve sortita e a un solo libro acquistato: Villette di Charlotte Brontë, autrice di cui ho amato appassionatamente Jane Eyre. A richiamarmi però non è stato solo il nome, ma anche la meravigliosa copertina della Penguin. La PBE (Penguin English Library) ha sempre dei design meravigliosi, curati da Coralie Bickford-Smith, e fosse per me li comprerei praticamente tutti.
La trama del romanzo dovrebbe essere in parte autobiografica, e segue Lucy Snowe che parte dall'Inghilterra per fare l'educatrice a Villette. Da molti (tra i grandi nomi, Virginia Woolf) viene considerato il suo romanzo migliore, e io non vedo l'ora di leggerlo.


Per concludere, vi segnalo un paio di eventi molto interessanti. Innanzitutto, Tempo di Libri (8-12 marzo) e Cartoomics (9-11 marzo): io girovagherò per entrambi, ma sto ancora definendo gli incontri che seguirò. Se riuscirò a scegliere con congruo anticipo, ve ne parlerò sicuramente nel prossimo post.
Posso però dirvi già per certo che mi troverete a Cartoomics sabato 10, il pomeriggio, dove saluterò Lucia Patrizi e cercherò di far leggere Nightbird a tutti, e domenica 11 per tutto il giorno allo stand di Acheron Books. Sarei felice se veniste a farmi un saluto!
Infine, sempre in ambito di letteratura fantastica, ricevo da Alberto Panicucci e segnalo volentieri la notizia dell'apertura del Trofeo RiLL, giunto ormai alla XXIV edizione, bandito dall'associazione omonima con il supporto di Lucca Comics & Games. Avete tempo fino al 20 marzo per mandare il vostro racconto (o anche più d'uno), che deve appartenere al genere fantastico (fantasy, fantascienza, e chi più ne ha più ne metta); per chi verrà selezionato dalla giuria - composta da ottimi professionisti - ci sarà la pubblicazione in volume e la traduzione su riviste di genere estere, oltre a un premio in denaro per il primo classificato. 
Per contattare lo staff di RiLL andate sul loro sito o scrivete a trofeo@rill.it. In bocca al lupo (sarei curiosa di sapere se qualcuno tra voi lettori parteciperà!). Non mi è ancora capitato di leggere una delle antologie RiLL, ma mi piacerebbe recuperare presto. So comunque che nella blogosfera non mancano gli estimatori, anche tra persone che seguo volentieri (come Nick e TOM), quindi sono certa che quando deciderò di leggerne una troverò qualcosa di interessante.

A presto con le prossime letture,

vostra

Cami

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