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martedì 3 aprile 2018

Marzo, mille fiere e letture in attesa della primavera

Miei cari lettori, mie care lettrici,

questo marzo decisamente poco primaverile sta lasciando il passo a un aprile molto più mite e piacevole, e io torno qui a parlarvi delle mie letture. Ci siamo salutati parlando di fiere del libro, e a partire dall'8 marzo, sono stata risucchiata in un vortice di eventi letterari-editoriali che mi ha letteralmente presa e fatto volare via, dandomi un attimo di respiro praticamente solo ora, nemmeno fossi una ragazzina con le trecce del Kansas.
A Tempo di Libri ho avuto modo di salutare tante belle persone, come Gardy, fare un giro tra stand interessanti (da quelli degli editori più "classici" alle nuove imprese che si stanno man mano ritagliando uno spazio - per dire, è sempre bello vedere persone che scoprono Zona 42), e infine seguire alcuni degli incontri che mi interessavano (su quello dedicato al mercato del fantasy in Italia ci sarebbe molto da dire - e infatti sto preparando qualcosa a riguardo). 
Poi c'è stato Cartoomics. Ho finalmente potuto incontrare Lucia dal vivo e darle un abbraccio come si deve, ed è stato bello. E poi domenica dietro allo stand Acheron è stato fantastico: parlare con altri lettori, presentare un libro, convincerli a prenderlo tra le mani, considerarlo, e magari portarlo a casa... Ammetto che mi ha dato grandi soddisfazioni. Farlo in buona compagnia poi mi ha messo ancora più allegria addosso.
Ultima ma non meno importante Book Pride, la fiera dell'editoria indipendente, dal 23 al 25 marzo. Una girandola di impegni, perché c'erano tre itinerari da organizzare con piedipagina, circolo culturale di cui faccio parte con alcuni amici conosciuti al Master. Quest'anno eravamo partner della fiera ed è stata un'esperienza molto bella: abbiamo portato in giro tante persone a scoprire angoli di Milano legati all'editoria e alla letteratura. Mi piacerebbe parlarvi un po' di più di piedipagina; magari in un post futuro. Se vi incuriosisce anche solo un po', fatemelo sapere nei commenti!

E ora finalmente, anche sfruttando Pasqua, mi sono riposata un po'. Questo marzo è stato pieno, bello ma anche stancante; personalmente spero che nel 2019 ci sia qualche giorno di distacco in più tra un evento e l'altro, per godermeli tutti appieno.


Anche le mie letture sono state momentaneamente messe in pausa, tant'è che ho finito un solo libro: Overlove di Alessandra Minervini. Purtroppo non sono riuscita a scrivere in tempo il post per il #BBB; ma questo mese, se tutto va bene, riuscirò a partecipare attivamente. In generale, per quel che riguarda Overlove, ho trovato il libro interessante dal punto di vista formale, e in crescendo, ma qualcosa non mi ha convinta nel modo in cui speravo.
La mia altra lettura, la storia leggerina ambientata nel sud degli U.S.A., ha preso una piega potenzialmente positiva ma sfruttata in una maniera a me non troppo congeniale, per cui ho deciso di salutarla senza troppi patemi. Ho imparato ad abbandonare le letture poco soddisfacenti senza rancore; così rimane più tempo per scoprire nuovi titoli più affascinanti.

Nel frattempo ho cominciato due libri: Vita di Melania G. Mazzucco e Parole nella polvere di Máirtín Ó Cadhain (che si dovrebbe pronunciare, all'incirca, Martin O'Cain - lo dice l'introduzione di Alan Titley, molto interessante), che è il libro di cui vorrei parlare per il #BBB (l'editore del mese, l'avrete capito, è Lindau). Al momento sono entrambe letture che mi stanno appassionando, per motivi a modo loro simili. Sono storie con la narrazione legata al punto di vista di un singolo personaggio, che però sviluppa una storia comune, la vita di una famiglia e di una comunità; quella degli immigrati italiani negli Stati Uniti, tra gli anni '30 e '40, per Vita, e quella di un paesino nel Connemara, in Irlanda, per Parole nella polvere, più o meno nello stesso periodo storico. Lo stile è diversissimo, e anche l'intenzione dei due autori; ma i loro nuclei, in un certo senso, per me si richiamano.
Ultimamente questo tipo di storie esercita un richiamo molto forte su di me, anche se non saprei spiegarne razionalmente il motivo. Forse, finiti questi due titoli, mi sarà più chiaro. 


E per concludere, un piccolo annuncio tecnico. 
Ho mantenuto per molto tempo la votazione a 4 stelline, e non a 5. Mi sembrava fosse una buona scelta all'epoca, e non la rinnego per il passato. Ma per il presente, ormai ammetto che il mio cervello si è abituato a ragione su una scala di 5 (e ho anche l'impressione che la scala a 4 stelle possa risultare poco chiara a chi legge i miei post). Quindi ho ufficialmente deciso che d'ora in poi le recensioni si chiuderanno con un voto numerico, come sempre, legato a un numero di stelline compreso tra 1 e 5. Non modificherò le recensioni del passato, avrebbe poco senso; ma dalla prossima applicherò la mia risoluzione. Trovate le nuove equivalenze tra voto numerico e stelline nella colonna a sinistra.


E con questi è tutto. Voi siete andati a qualche fiera o evento a marzo? State leggendo qualcosa di bello? Fatemi sapere nei commenti!

Buone letture,

Cami

giovedì 1 marzo 2018

Febbraio, Libri e Londra

Miei cari lettori e mie care lettrici,

febbraio, come ogni anno, vola via prima degli altri. Vi scrivo questo posto con la neve che lentamente scende dal cielo e sembra difficile pensare che tra poco più di due settimane sarà primavera; ma non mi dispiace troppo, in fondo: la città imbiancata è sempre bella.
A livello di letture tutto procede molto bene, e devo dire che per il momento questi primi mesi dell'anno hanno portato letture interessanti. Nell'ultimo post vi ho parlato dei libri che mi hanno tenuto compagnia nel primo mese e mezzo del 2018. A quelle letture non si deve aggiungere molto, se non un titolo, che ho finito pochi giorni fa: Castelli di rabbia, di Alessandro Baricco. 

Io l'ho letto nell'edizione Rizzoli che c'è a casa dei miei, ma devo dire che la copertina dell'edizione Feltrinelli, che ho voluto affiancare qui sotto, è decisamente più bella e adatta per quello di cui parla il libro: un fiume di parole e vite che sfrecciano veloci come un treno, che a sua volta è in parte protagonista della storia.
Gli abitanti di Quinnipak, la cittadina immaginaria in cui ha luogo tutto, sono figure strane, insieme appena accennate e perfettamente definite: di tanti non si conosce nulla, se non il nome e un episodio, di vita o di morte; eppure mantengono una vitalità particolare, che li rende necessari all'economia del racconto, pieni di pathos. In questo senso Baricco ha una scrittura molto drammatica - nel senso proprio di teatrale - e colma di sentimento, che rende molto bene anche per i personaggi più tratteggiati, i veri e propri protagonisti. Mi sono rimasti impressi in particolare Pehnt e Pekish, pieni di stupore e tenerezza, e Hector Horeau, figura vera che non conoscevo.
La struttura del romanzo è simile ai suoi personaggi: un insieme di finestre su determinati momenti da cui l'autore si avvicina e si ritrae dandoci a volte un panorama, a volte la descrizione esatta di un momento. La forma rispecchia questo intento, con espedienti grafici, ripetizioni, riprese, spaziature particolari che rendono la lettura sempre diversa. Purtroppo c'è anche una tendenza alla "frase ad effetto", leziosa direi, in cui sembra quasi di vedere l'autore che gonfia un po' il petto e fa la ruota; e tendenzialmente non amo molto percepire questa volontà di creare aforismi.
La fine, in compenso, nella sua semplicità è sorprendente e mi ha fatto molto riflettere sul senso delle storie e delle pagine che la precedono. È sempre bello essere colti dall'inaspettato durante una lettura.


Questo mese, poi, ho avuto la bella occasione di passare qualche giorno a Londra, giusto prima che venisse ricoperta (anche lei) di neve. Tra le varie esperienze fatte (nonostante ormai ci sia già stata qualche volta, riesce sempre a stupirmi) c'è stata anche una visita a una libreria - e che libreria! Hatchard's è stata fondata nel 1797, ha conservato la facciata d'epoca, è fornitissimo e, tra le altre cose, può farsi fregio di ben tre Royal Warrant. Avrei passato lì volentieri un paio d'ore, ma purtroppo le cose da fare erano molte, e quindi mi sono limitata a una breve sortita e a un solo libro acquistato: Villette di Charlotte Brontë, autrice di cui ho amato appassionatamente Jane Eyre. A richiamarmi però non è stato solo il nome, ma anche la meravigliosa copertina della Penguin. La PBE (Penguin English Library) ha sempre dei design meravigliosi, curati da Coralie Bickford-Smith, e fosse per me li comprerei praticamente tutti.
La trama del romanzo dovrebbe essere in parte autobiografica, e segue Lucy Snowe che parte dall'Inghilterra per fare l'educatrice a Villette. Da molti (tra i grandi nomi, Virginia Woolf) viene considerato il suo romanzo migliore, e io non vedo l'ora di leggerlo.


Per concludere, vi segnalo un paio di eventi molto interessanti. Innanzitutto, Tempo di Libri (8-12 marzo) e Cartoomics (9-11 marzo): io girovagherò per entrambi, ma sto ancora definendo gli incontri che seguirò. Se riuscirò a scegliere con congruo anticipo, ve ne parlerò sicuramente nel prossimo post.
Posso però dirvi già per certo che mi troverete a Cartoomics sabato 10, il pomeriggio, dove saluterò Lucia Patrizi e cercherò di far leggere Nightbird a tutti, e domenica 11 per tutto il giorno allo stand di Acheron Books. Sarei felice se veniste a farmi un saluto!
Infine, sempre in ambito di letteratura fantastica, ricevo da Alberto Panicucci e segnalo volentieri la notizia dell'apertura del Trofeo RiLL, giunto ormai alla XXIV edizione, bandito dall'associazione omonima con il supporto di Lucca Comics & Games. Avete tempo fino al 20 marzo per mandare il vostro racconto (o anche più d'uno), che deve appartenere al genere fantastico (fantasy, fantascienza, e chi più ne ha più ne metta); per chi verrà selezionato dalla giuria - composta da ottimi professionisti - ci sarà la pubblicazione in volume e la traduzione su riviste di genere estere, oltre a un premio in denaro per il primo classificato. 
Per contattare lo staff di RiLL andate sul loro sito o scrivete a trofeo@rill.it. In bocca al lupo (sarei curiosa di sapere se qualcuno tra voi lettori parteciperà!). Non mi è ancora capitato di leggere una delle antologie RiLL, ma mi piacerebbe recuperare presto. So comunque che nella blogosfera non mancano gli estimatori, anche tra persone che seguo volentieri (come Nick e TOM), quindi sono certa che quando deciderò di leggerne una troverò qualcosa di interessante.

A presto con le prossime letture,

vostra

Cami

sabato 4 febbraio 2017

Gennaio - diamo il via a un 2017 pieno di libri!

Miei cari lettori e mie care lettrici,

il primo mese di questo nuovo anno si è concluso, e io ho accolto i giorni della merla con meno timore del solito. Per carità, il freddo non è certo diventato mio amico, ma con una golf gigante di lana e una tazza piena di qualcosa di caldo (tè, caffè, latte, cioccolata...) tutto si può affrontare.
Ovviamente, per chiudere il cliché, spesso in queste situazioni mi accompagna un libro. Ma questo, se bazzicate qui da un po', non dovrebbe sorprendervi.


Cosa mi ha fatto compagnia, dunque, in questi giorni di gennaio?
Ho finito solo due libri, ma ne ho in lettura altri (due, sto per cominciare il terzo).
Uno è stato un ritorno a un autore molto amato, Gianni Rodari: una delle sue raccolte di racconti, Il gioco dei quattro cantoni, nell'edizione illustrata da Altan. Una coppia che mi ricorda inevitabilmente la mia infanzia. Nemmeno questa volta mi hanno delusa, e come sempre la letteratura per l'infanzia riserva belle sorprese (ve l'ho detto anche parlando de Il viaggio di Lea).
L'altro libro invece si è rivelato, in soldoni, una sòla. Si tratta di un e-book che ho scaricato, insieme a decine di altri, quando avevo appena ricevuto in regalo il mio e-reader ed ero quindi entrata nel circolo semi-maniacale del "riempiamo il più possibile il reader", che spinge inevitabilmente a scaricare molti degli e-book che vengono offerti gratuitamente ogni giorno sugli store. Mi ritrovo quindi con moltissimi libri che a distanza di anni mi mettono più dubbi che sentimenti di anticipazione della lettura. Comunque, ho voluto dare una chance ad Ametsapolis Rising per la copertina, molto più curata rispetto alla media del self publishing, e per la trama intrigante. Purtroppo, come potete intuire dalla stellina sola e triste sotto la copertina, non è andata molto bene.
Ma ve ne parlerò meglio nel prossimo Tre libri per un post, che tornerà molto presto.

Questo mese, poi, per cominciare l'anno al massimo, ho fatto una bella scorta di libri. D'altronde, con il Salone del libro usato in città, non ho potuto fare a meno di andare in cerca di qualche chicca. E devo dire che, tra un giro con varie amiche e uno con il mio ragazzo, ho trovato alcuni libri davvero niente male! Li potete vedere tutti (più qualche intruso che ho preso per mio fratello) qui:


In più, ho chiesto un libro su Bookmooch (Il falsificatori di Antoine Bello), ho vinto - incredibilmente! - un giveaway su un blog americano (e così ho ricevuto Broken di Susan Jane Bigelow) e mi è stato regalato Effetti collaterali dei sogni di Guglielmo Brayda.
Una piccola scorpacciata, insomma; ma, soprattutto per quanto riguarda il salone, sono particolarmente soddisfatta.

Ultima cosa di cui vorrei parlarvi per salutare al meglio gennaio è il nuovo progetto di Book Bloggers Blabbering (che qui su Bibliomania avete già conosciuto, quando ho fatto qualche domanda a Simona). Con l'inizio dell'anno nuovo abbiamo dato vita a una nuova avventura: l'Indie BBB Cafè, Di cosa si tratta? Per usare le parole della nostra Diletta, "l'Indie BBB Café è, come dice il nome stesso, un caffè letterario gestito da noi Book Bloggers Blabbers, che durante l'anno cercheremo di presentarvi al meglio diverse case editrici indipendenti italiane. 
Ogni mese sarà dedicato a una casa editrice differente, che vi racconteremo attraverso interviste e consigli di lettura".
Si tratta di un modo per dare luce alle varie sfaccettature di case editrici di piccole dimensioni che, però, si stanno già distinguendo per dedizione e per il catalogo. E presto vedrete anche su questi schermi qualche contributo. Se poi voleste rimanere aggiornati sui progetti di questa bella banda di lettrici, vi consiglio di dare un'occhiata alla pagina Facebook del BBB

E per quanto riguarda gennaio è tutto. Il nuovo mese è già cominciato, e presto vi parlerò di alcune delle mie ultime letture e, se tutto va bene, tornerà una rubrica che è sempre piaciuta molto.
Voi come avete passato gennaio? C'è qualche bel libro che avete letto e volete consigliarmi? E cosa ne pensate dei miei nuovi arrivi, c'è qualcosa a cui dovrei dar precedenza?

Intanto, vi auguro un bel febbraio!

Vostra,

Cami

domenica 4 settembre 2016

«Non c'è un mese in tutto l'anno in cui la natura si adorni di più bella veste come nel mese di Agosto»

Miei cari lettori, mie care lettrici,

ben ritrovati! Agosto è passato in un lampo e, come ha ben scritto Charles Dickens ne Il circolo Pickwick (cui ho rubato la citazione del titolo), si è imbellettato di colori meravigliosi. Ho avuto la possibilità di circondarmi di paesaggi meravigliosi, prima costieri e e poi montani, e l'ho colta al volo, portando con me i fedeli compagni di sempre, i miei amati libri - più i miei compagni di viaggio in carne e ossa, ovvio, che hanno l'indubbio merito di sopportarmi.


Sono stata molto fortunata: non solo per coloro con cui ero via, ma anche per i titoli che ho scelto di portare con me. Ho letto quattro libri in questo mese e, di questi, tre mi sono piaciuti moltissimo e uno solo si è rivelato sotto le aspettative.

E partiamo subito con quest'ultimo - come vuole la tradizione, via il dente, via il dolore. Ormai avrete capito che mi piace curiosare tra le auto-produzioni, e mi capita spesso di inciampare in gialli dalle copertine simpatiche e carine che trillano "cozy mystery" e mi ispirano subito una sensazione di divertimento e riposo, di puro svago. Con questo spirito ho cominciato a leggere Always a cold deck (di Robert Bruce Stewart) sul telefono, spesso in spiaggia, pronta a immergermi negli Stati Uniti di inizio Novecento: purtroppo, però, si è rivelata una lettura un poco scialba, priva di mordente. Harry Reese, il protagonista, è un simpatico giovanotto che si segue anche volentieri, ma il suo rapporto con Emmie si sviluppa in maniera quanto meno frettolosa e il delitto, benché si sviluppi in maniera tutto sommato interessante, tira poi fuori dal cappello una soluzione un po' troppo di comodo. Quindi, con tutta la buona volontà, a questo giallo non riesco a dare più di un 5 e mezzo tirato.
Di Solar, Mr. Peanut e Un lavoro sporco non vi parlo ora, perché spero di poter dedicare quanto prima un bel post singolo a ciascuno dei tre. Anticipo solo un commento veloce: McEwan rimane sempre il mostro di bravura che conosciamo, Adam Ross è una piacevolissima scoperta, e ho ritrovato l'umorismo di Moore esattamente quando mi serviva.

Per il resto, ormai settembre è cominciato, e con lui il lavoro. Sto cercando di buttarmici a capofitto perché so di avere ancora tante cose da imparare; ma, allo stesso tempo, so anche che ci sono ancora tanti altri posti, tante altre conoscenze, tante altre esperienze che vorrei provare. Insomma, proseguo e rifletto, come sempre.
Inoltre, settembre vuol dire anche che si avvicina il compleanno di Bibliomania, che mi porta sempre tanta gioia: ormai il mio piccolo posticino ha i suoi anni dietro di sé. Non vedo l'ora di festeggiare con voi!

Per oggi vi saluto; a presto con il prossimo post

Vostra,

Cami


domenica 5 giugno 2016

«Di maggio sì vi do molti cavagli / e tutti quanti sieno affrenatori, / [...] e piover da finestre e da balconi / in giù ghirlande ed in su melerance»

Mie care lettrici, miei cari lettori,

anche il mese di maggio è passato, e il sole continua a rimanere incerto tra le nuvole di pioggia. Ho scampato un paio di temporali per un soffio! Anche per questo ho deciso di affidare a Folgore di San Gimignano il titolo del post riepilogativo del mese, con la speranza che comincino davvero a piovere ghirlande al posto delle gocce pesanti che ultimamente tamburellano sul mio lucernario.




Nelle letture sto mantenendo il ritmo, lento e tranquillo, che ho preso sin dall'inizio dell'anno. Non mi dispiace troppo, anche se ovviamente mi manca avere il tempo per dedicarmi un po' di più ai libri; rimango comunque contenta di riuscire a leggere anche per piacere, e non solo per lavoro.
Alcuni dei libri che mi sono passati tra le mani sono più che dimenticabili, e quindi non credo che ne parlerò qui: come il tempo per leggere, anche il tempo per il blog è irregimentato, e dunque preferisco parlarvi dei romanzi che mi hanno colpita. Spero di condividerli con voi presto; di uno avete già un'idea, guardando la copertina della Prossima recensione nella colonna a sinistra, e vi anticipo anche che il libro mi è stato inviato dalla casa editrice (Acheron books) e che sono molto felice di averlo potuto leggere.

Per il resto, maggio è stato ovviamente il mese del Salone del libro a Torino. Essendo il primo a cui ho partecipato per lavoro, è stato un momento allo stesso tempo strano ed eccitante. Oltre alla presentazione della nuova struttura e del rinnovamento grafico del giornale presso cui sto facendo il mio stage (il Giornale della libreria, dell'Associazione Italiana Editori) e all'incontro sui dati del primo trimestre del mercato editoriale, ho potuto dedicarmi a una delle mie attività preferite da fare durante le fiere letterarie, seconda solo ai giri tra gli stand in cerca di libri interessanti: gli incontri con le persone che, per molti motivi, non posso abbracciare spesso di persone. E quindi ho potuto strapazzare la Leggivendola Erica, ridacchiare di copertine e trame discutibili con Nereia e Simona (che ho lietamente conosciuto in questa occasione), abbracciare e chiacchierare con la lettrice rampante per antonomasia, Elisa, salutare Luca (spero seguiate i social di NN, è grazie a lui se sono così ben curati) e salutare svariati compagni di Master, che - fortunatamente - lavorano sparsi tra redazioni, uffici stampa e varie ed eventuali, in giro per l'Italia.


Ovviamente ho anche fatto un salto presso vari stand, curiosando tra le nuove uscite e salutando chi conoscevo. Ho anche fatto due acquisti: Le cose che restano di Jenny Offill (so che ora sta presentando il libro a Ivrea, alla Grande Invasione: avrei tanto voluto esserci!) e Stalin + Bianca di Iacopo Barison. Sono molto curiosa di leggere entrambi, ovviamente.
Ho fatto anche un altro paio di acquisti, durante il mese: mi sono lasciata tentare dalla sirene che cantano dai libri usati in zona Cairoli. E così ho preso una vecchia BUR con tre drammi di Hugo (Lucrezia Borgia, Maria Tudor e Angelo) e due Oscar di Remarque (Tempo di vivere, tempo di morire e Ama il prossimo tuo). Che ci posso fare, era una bella giornata di sole, ero felice, li ho visti e mi son detta che sarebbero stati il coronamento perfetto!

Infine, durante il mese ho cominciato a leggere i racconti inviati al Transilvania Project, di cui colpevolmente non ho ancora parlato. Trattasi di un concorso organizzato dalla Leggivendola, che mi ha chiesto - a suo rischio e pericolo - di far parte della giuria che sceglierà i vincitori, insieme ad altre persone molto interessanti, equamente divise tra autori, lettori e librai. Vista la bella esperienza che abbiamo vissuto, assieme a Marco/Salomon Xeno, svolgendo il ruolo di giuria per 3Narratori - che ricordo sempre con grande piacere! - sono felice di tornare a lavorare e parlare con loro per questo progetto, e di ampliare il discorso con tutti gli altri che, ne sono certa, renderanno ancora più divertente e interessante il dibattito.

Per questo mese è tutto. Giugno ci attende, e oltre al concorso e alle letture ci sono alcuni momenti importanti che mi attendono. Spero di potervene parlare presto, e soprattutto (egoisticamente) spero che saranno notizie positive.

Il mio augurio come sempre è che, nel frattempo, voi facciate buone letture.

A presto,

Cami



domenica 31 gennaio 2016

«Accade quest'anno ciò che accade ogni tanto alla fine di Gennaio, una falsa primavera»

Mie care lettrici, miei cari lettori,

anche questo Gennaio è passato, e come ha ben scritto Simenon ne La neve era sporca (da cui viene la frase che ho preso in prestito come titolo), è stato un inizio d'anno piuttosto tiepido. Mi è quasi venuta voglia di primavera, e di parchi in cui stendermi a leggere... benché sappia che ci attende almeno un altro mese di freddo.
Quindi non ho ancora riposto le coperte pesanti e le tazze giganti per il caffellatte, fedeli compagni delle mie sessioni di lettura casalinga. Avevo qualche post altrui in arretrato che ho recuperato durante il fine settimana e in questi giorni mi sto anche dedicando a un progetto con alcuni miei compagni di Master che spero si sviluppi al meglio.
E a proposito di Master: l'ho ufficialmente concluso. Qualche giorno fa ho fatto il colloquio finale e devo dire che è stata una sensazione strana: da un lato sono felice, per ovvie ragioni, dall'altro rifletto sempre più sul fatto che, salvo sorprese, questa è stata la mia ultima esperienza accademica come studentessa. Certo, continuerò a studiare, perché il desiderio di sapere e imparare, di approfondire, è parte di me e parte di quello che mi porta verso i libri; però l'ambiente universitario mi è sempre piaciuto, e la possibilità di interagire coi docenti era uno stimolo non da poco. Insomma, sono contenta, ma provo anche quella punta di malinconia che accompagna la fine di ogni cosa.

Ma lasciamo da parte la pensosità e passiamo ai libri! Questo mese ne ho finito uno che avevo cominciato a Dicembre e ne ho letti altri due; li vedete tutti qui di fianco. Come potete vedere dalle mie stelline, solo uno mi ha veramente colpita, e spero di parlarvene presto: si tratta de L'arte di collezionare mosche di Fredrik Sjöberg (Iperborea), che mi è stato donato in un'occasione molto importante per me, di cui vi parlerò nel post dedicato.
Degli altri due vi parlerò qui, perché non ho molto da dire a riguardo. Sono libri che ho letto in inglese; uno, Cranberry Bluff (di Deborah Garner, autopubblicato) è un cozy mystery semplice, la versione cartacea di una puntata de La signora in giallo (ma senza Angela Lansbury). I personaggi sono delineati il minimo indispensabile, ma devo dire che non risultano per niente macchiettistici: piuttosto, si può dire che ricordano quei "caratteri" che, appunto, uno potrebbe trovare in una puntata della cara Signora già citata. Il mistero incentrato sul motivo che ha portato Molly, la protagonista, a gestire il piccolo B&B mette abbastanza curiosità da voler proseguire la storia e la risoluzione finale mi ha colta di sorpresa, così come alcune delle rivelazioni relative ai vari personaggi. Volevo dell'intrattenimento gradevole e leggero e questo ho ottenuto, quindi posso dirmi soddisfatta.
Dying for a living (di Kory M. Shrum, di nuovo autopubblicato), invece, mi ha lasciata piuttosto freddina. Trattasi di romanzo urban fantasy in cui esiste una minuscola percentuale di persone per cui è possibile tornare dalla morte, e anche sostituirsi a qualcuno in procinto di morire; così la protagonista, Jesse - che fa parte della percentuale di cui sopra - lavora come "rimpiazzo di morte". L'idea era intrigante, e il fatto che la trama accennasse all'investigazione di Jesse sul proprio omicidio aveva solleticato la mia curiosità; purtroppo ho trovato le relazioni tra i personaggi estremamente mal sviluppate, e più che miei coetanei (o giù di lì) mi sono sembrati ragazzini di sedici anni. Che parlano di chi ama chi nei momenti più inopportuni, tra le varie cose, o che sembrano dimenticarsi di essere sotto indagine, mentre qualcuno tenta di ucciderli. La scrittura non è particolarmente brillante; e l'assunto di base della storia - l'esistenza di questi "redivivi" - avrebbe forse avuto più senso senza i tentativi di spiegarlo scientificamente, perché più l'autrice tenta di chiarire questi aspetti, più tutto risulta posticcio. Unite insieme il tutto e capirete perché per me questo libro non è riuscito a spiccare il volo; peccato, perché alcune trovate sarebbero state piuttosto interessanti, prese singolarmente. 

Per questo mese finisce qui. Mi auguro che Febbraio porti letture che mi sorprendano: il libro che ho ora in lettura ci sta riuscendo molto bene. Ma ve ne parlerò quando l'avrò finito!

Come sempre vi saluto augurandovi buoni libri e buone letture.

Un abbraccio,

Cami

venerdì 31 luglio 2015

“Rispondi Luglio - Dov'è l'Ape - Dov'è il Rosseggiare - Dov'è il Fieno?”

Ultimamente torno spesso a leggere Emily Dickinson; le sue poesie assumono sensi e significati diversi ad ogni incontro. Quando ho incrociato questi versi, mentre mi apprestavo a scrivere qui, non ho potuto fare a meno di pensare che sarebbero stati perfetti – una bella coincidenza. Ho condiviso la traduzione di Giuseppe Ierolli, ma a voler essere onesta sono molto legata alla resa curata da Guido Errante per Guanda.


Divagazioni poetiche a parte, posso finalmente dire di aver finito anche io le lezioni. Dover stare chiusi in una stanza fino a Luglio inoltrato, lo ammetto, è stato piuttosto sfiancante: con questo sole, con questo caldo, i pensieri volano inevitabilmente altrove. Fortunatamente la presentazione dei progetti finali del Master è andata bene e ora posso godermi bicchieri di tè al limone ghiacciato e leggere tutto quel che mi pare; lo stage comincerà prestissimo e ho intenzione di godermi ogni secondo di vacanza che mi rimane. 
Il che vuol dire – anche, ma non solo – scegliere quali libri portare in via in valigia!

Prima meta, inizio Agosto: mare. Ovvero spiaggia, riposo, tempi morti nelle ore troppo calde della giornata, tranquillità perfetta per la lettura. Certo, non c’è la certezza assoluta di avere effettivamente il tempo di leggere migliaia di pagine, ma è uno di quei casi in cui è meglio puntare alto, che a rimanere senza alcunché è un attimo.
Seconda meta, metà Agosto: Toscana. Qui onestamente dubito di avere il tempo di respirare, figurarsi di leggere, quindi per non partire proprio senza nulla è meglio limitarsi a libri brevi, che stanno facilmente in borsa, pronti da prendere nei rari tempi morti.
Senza dimenticare, poi, che con me ci sarà il fedele cellulare: ho scaricato e uso da molto tempo diverse app per la lettura e quindi avrò sempre con me, nei momenti di emergenza, almeno una ventina di titoli tra cui scegliere.
E quindi, ecco le mie ipotesi.


Una pila tutto sommato rispettabile, no? Per la categoria “mattoncini”, ho optato per il Re con Il miglio verde (e poi recupererò anche il film – sì, lo so, sono imperdonabile), Jane Eyre (verso cui nutro grandissime aspettative; la mia edizione è preceduta da un saggio della mia amata Joyce Carol Oates) e Desolation Road di Ian McDonald (che a dire il vero è più un mezzo mattoncino, ma va bene così). Per la categoria “sottilette”, invece, abbiamo Il diario di Eva di Mark Twain, La follia che viene dalle Ninfe di Calasso e L’animale d’allevamento di Kenzaburō Ōe.
Sono un buon miscuglio di libri che mi aspettano da una vita e di acquisti più recenti; di storie avventurose da divorare e classici da assaporare con più calma; più in generale, sono libri che ho molta voglia di leggere.
Che ne dite? Li avete già letti, me ne consigliate qualcuno in particolare da cui cominciare?
Mentre aspetto i vostri consigli, finisco di leggere Come si legge un libro (e perché) di Harold Bloom. Vorrei parlarvene dettagliatamente, perché dà molto su cui riflettere: per ora, voglio solo dire che capisco l’importanza di Bloom per la critica contemporanea e che se confronta ancora un qualunque autore con Shakespeare rischio di correre negli U.S.A. solo per strozzarlo.


Vi auguro tante splendide letture (e buone vacanze!),

Cami



P.S. una promessa è una promessa, quindi questo post scriptum s’ha da fare: ciao G! So che stai leggendo, e ne sono felice.

martedì 3 marzo 2015

“Come si allungano le ore | di luce, com’è ingordo Febbraio | di oro torbido e di vita”

Miei cari lettori, mie care lettrici,

spero che abbiate passato il mese più breve dell’anno tra libri bellissimi e coperte calde. Il verso che ci porta questo Febbraio è tratto da una poesia di Giuseppe Conte che s’intitola Il tuo miracolo, amore; lo trovo molto adatto per descrivere il sole che, dopo tutta la neve venuta giù, sta finalmente accarezzando il giardino di casa.

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Per me è stato un mese di alti (altissimi) e bassi. Speravo di riuscire a mantenere i miei buoni propositi per il blog, ma purtroppo sono un po’ andati per la tangente, per così dire; tuttavia ho avuto i miei buoni motivi, e finalmente posso condividerli anche con voi.

Innanzitutto, purtroppo, il mio telefono è impazzito da un giorno all’altro; il che vuol dire aver perso le liste di libri interessanti, svariate bozze di recensioni, foto a libri e citazioni… Uno strazio. Uno strazio immenso. Purtroppo dovrò rinunciare a parlarvi di un po’ di libri letti tempo fa, di cui non mi sento di fare una recensione senza l’ausilio dei miei appunti (scritti subito dopo la fine della lettura). Come potete immaginare è stato piuttosto deprimente per me.
Fortunatamente ora il mio telefono è stato riparato e ho imparato a mie spese che avere il backup di ogni cosa è sempre buono e giusto!

In secondo luogo – e qui si passa alle notizie belle – posso finalmente parlarvi della mia prossima “avventura accademica”, come l’ho chiamata nell’ultimo post. Come alcuni di voi sanno, il mio sogno è lavorare nell’editoria; allora ho preso il coraggio a due mani e, appena presa la Laurea, mi sono iscritta al test d’ingresso per il Master in Editoria organizzato dalla Statale di Milano in collaborazione con la Fondazione Mondadori e con l’AIE.
E mi hanno presa. Mi hanno presa!
Non sto più nella pelle dalla gioia e non vedo l’ora di cominciare!
Vi ringrazio tanto per tutti gli incoraggiamenti che mi avete fatto sotto il post, e sappiate che in parte è anche grazie a voi se sono riuscita a passare: gli esaminatori mi hanno fatto molte domande riguardanti Bibliomania e quindi questo mio spazio, e di conseguenza anche voi, siete stati partecipi del mio successo. Quindi grazie di nuovo, e di cuore. Spero di poter condividere presto con voi spizzichi e bocconi di questa nuova esperienza!

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Ma ora basta parlare di me: torniamo a parlare di libri. Volevo condividere con voi gli ultimi arrivi in casa P., che sono piuttosto vari. Grazie al sempre meraviglioso Bookmooch ho ricevuto Cuore cavo di Viola Di Grado (non nell’edizione con la copertina originale – e bellissima – ma ci accontentiamo) e Tutto il teatro di Sarah Kane, autrice che “corteggio” da un po’.

Cuore cavo - V“In Cuore cavo Viola Di Grado racconta la storia di un suicidio, di ciò che lo precede e di quello che segue: la famiglia, l'amore, la solitudine, la voglia di vivere intensamente e, dopo la morte, la nostalgia, la frequentazione "fantasmatica" delle persone amate. Un romanzo dalla natura crudele che racconta la decomposizione dei corpi e la "vita" dell'anima dopo la morte, il rimpianto per il mondo e l'aldilà senza sensi, la solitudine dei morti e quella dei vivi. Cuore cavo è un romanzo devastante, coraggioso, sorretto da una scrittura stupenda per originalità e poesia.”

Tutto il teatro - S. Kane

“Sarah Kane è una voce senza compromessi del teatro di oggi. Nei cinque testi che costituiscono il suo breve arco creativo, prematuramente interrotto, crea immagini di grande forza che ricostruiscono fino al minimo dettaglio gli estremi di un paesaggio con rovine, in cui le persone si sopraffanno ed esercitano senza pietà ogni tipo di violenza l'uno sull'altro, come risposta a un generale disagio esistenziale. Accusata all'inizio della sua attività di puntare solo allo scandalo e alla provocazione, ha dimostrato invece di saper giocare su varie corde, mettendo in campo capacità notevoli di scrittura ed elaborazione stilistica. La sua ricerca espressiva utilizza un linguaggio allo stesso tempo minuzioso e visionario, con violente liriche impennate, che sigilla la sua statura di classico della contemporaneità.”

In una libreria vicino alla mia vecchia università, poi, ho preso una bella edizione della Mondadori di tutte le poesie del Pascoli e il commesso, cui voglio già un sacco di bene, mi ha praticamente regalato in aggiunta un libricino di Roberto Calasso: La follia che viene dalle Ninfe.

La follia che viene dalle Ninfe - R. Calasso“Prima ancora di venerare la ragione, i Greci si inchinavano davanti alla possessione, fenomeno di «divina follia» che assume varie forme e da cui discendono il pensiero stesso, la poesia, la divinazione. Ma, se si indaga la storia segreta di questa parola – svilita e diffamata dai Moderni –, si scopre che alla sua origine vi è una figura: la Ninfa, provocatrice della possessione primigenia, la possessione erotica, che colpisce non solo gli uomini ma gli dèi. Il saggio che dà il titolo al libro è un tentativo di ricostruzione del significato di questi esseri delicatissimi e oscuri, fascinosi e terribili, dall’inno omerico ad Apollo fino ad Aby Warburg. A questo testo se ne giustappongono altri, che toccano temi disparati.”

Infine, grazie al benemerito servizio MLOL (ovvero il prestito bibliotecario di ebook) mi sono procurata La vedova Couderc di Simenon e In villa di Somerset Maugham. Di questi non vi lascio la trama perché vorrei parlarvene quanto prima, ma se siete curiosi trovate le sinossi qui e qui.

La vedova Couderc - G. Simenon   In villa - W. S. Maugham 

E anche per questo mese è tutto; per Marzo prometto di tornare al solito numero di post.
Vi mando un abbraccio e, come sempre, vi auguro di fare splendide letture!

Vostra,

Cami

sabato 31 gennaio 2015

“Qualche traccia lasciò come di brina, | tracce di neve il perfido Gennaio: | onde, se guardi, pensi ad un mugnaio | distratto ch'ha perduto la farina.”

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici!
Ho deciso che quest’anno i post mensili saranno titolati con delle citazioni altrui; quella di questo Gennaio viene da una poesia di Fausto Maria Martini (Invito francescano).

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Cosa vi posso raccontare di questo primo mese dell’anno?
In generale, che ho ricaricato le pile e poi ricominciato a studiare. Il periodo di quiete che ho vissuto dopo la laurea è stato piuttosto sereno: ho sciacquato via i residui di stress accademico e mi sono preparata per la prossima avventura. Tuttavia, dato che detta avventura comincerà se riuscirò a superare un test d’ingresso, ho dovuto riprendere in mano appunti e saggi piuttosto presto; il che non mi dispiace affatto, proprio perché ho recuperato le energie e mi sento pronta ad andare avanti. Prometto che sarò meno criptica quando saprò il risultato dell’esame d’ammissione – sapete che preferisco parlarvi di ciò che mi accade a fatti compiuti – ma nel frattempo, se vi va, incrociate le dita per me.

Anche per quanto riguarda libri e blog è stato un mese tranquillo e allo stesso tempo proficuo; ho letto, ho scritto post, ho anche messo ordine tra i blog che seguo (essenzialmente ripulendo il sito che uso per raccogliere i vari feed, eliminando blog inattivi o che comunque non seguivo più).
A voler ben vedere “mettere in ordine” è stato il motto di questo mese: ho anche svuotato l’armadio, dato via gli abiti che avevo smesso di indossare, buttato tutte le cartacce che conservavo per chissà che motivi, ho svuotato e riorganizzato tutti i cassetti… insomma, ho preparato anche la mia stanza a un nuovo inizio, e speriamo porti bene.
Ma tornando ad argomenti più prettamente letterari, voglio condividere con voi anche l’unico nuovo arrivo di questo mese – tra l’altro in formato digitale, così non occupo ulteriore spazio in camera: una raccolta del meglio delle storie di Charles De Lint, autore che si dedica al fantastico e di cui ho sentito parlare molto bene.

The very best of Charles De Lint

Il libro è in inglese, e quindi ovviamene la sinossi che vi riporto è quella in lingua originale:
When asked to choose his “very best” stories, Charles de Lint went directly to his fans, who helped him select this collection of timeless, magical tales. From his beloved Newford to the streets of modern Ottawa, these stories take you effortlessly to a place where mystery and myth are right next door. To quote his readers: “His stories are good for the heart and soul…he reminds you of hope and strength and Beauty and Grace that you may have forgotten.”

Tra l’altro trovo che la copertina sia molto carina: i colori tenui e l’ambiente in genere mi danno un’idea di tranquillità, e sembrano preannunciare una di quelle letture confortevoli (cozy direbbero gli anglofoni) perfette per i pomeriggi invernali.

Ho deciso, inoltre, di partecipare alla simpatica iniziativa del premio “My cup of tea”, lanciata da Yue; trattasi semplicemente di segnalare un’opera narrativa che ci ha sorpreso fra quelle lette l’anno scorso.

premio my cup of tea 2014

Ammetto che è stato più difficile di quanto pensassi, perché l’anno scorso mi sono affidata a generi che già conoscevo abbastanza bene e a titoli da cui sapevo esattamente cosa aspettarmi (nel bene e, talvolta, nel male): quindi scegliere una chicca inaspettata ha richiesto qualche The lady astronaut of Mars - M.R. Kowalriflessione. Alla fine, ho capito che a meritarsi la segnalazione è senz’altro The Lady Astronaut of Mars di Mary Robinette Kowal, racconto letto assolutamente per caso, attirata dalla copertina mentre ero in cerca di qualcosa di breve e possibilmente interessante. Certo, forse se avessi prestato attenzione alla sua nomination come Best novelette agli Hugo sarei rimasta meno sorpresa; al contrario, scoprire dopo la lettura che lo Hugo l’ha effettivamente vinto non mi ha stupita affatto. Questa breve storia, che si concentra non solo sulla possibilità di viaggi spaziali a fine esplorativo ma anche sulla forza dei rapporti umani, tratteggia in pochi paragrafi una protagonista dall’incredibile fibra morale, con una passione forte come l’acciaio, costretta a scelte che definire difficili è un eufemismo. Non ho problemi ad ammettere che, leggendo il finale, ho pianto calde lacrime. Di certo non mi aspettavo un coinvolgimento emotivo di questa portata da un racconto così breve. 
Non vi dirò nient’altro, proprio perché la storia è corta e anticiparvi altro sarebbe un’azione delittuosa; piuttosto, vi invito a leggerla direttamente sul sito dell’editore, Tor.com, che l’ha messa a disposizione gratuitamente.

Per quanto riguarda questo mese è tutto; Febbraio ci attende. Vi auguro di passare belle giornate e di fare ottime letture.

Vostra,

Cami

lunedì 29 dicembre 2014

Conclusioni di fine Dicembre e prospettive per il futuro: ciao ciao 2014!

Mie care lettrici, miei cari lettori,

ancora pochi giorni e saluteremo tutti l’anno in via di conclusione, pronti (almeno spero) ad accogliere il 2015 e le sue nuove avventure.
Gli ultimi di Dicembre si tende a riflettere sul periodo passato, su quanto si è o non si è ottenuto e/o raggiunto durante l’anno solare; tuttavia, io con questo post vorrei concentrarmi più su quel che verrà –  con le dovute eccezioni.
IMG-20141220-WA0022La più ovvia e la più significativa è la mia laurea: un obiettivo a cui tenevo molto e che sono felice d’aver raggiunto con un ottimo risultato. Spero mi perdonerete se gongolo un po’, ma ammetto che fa particolarmente piacere vedere premiati i propri sforzi. E visto che avevo promesso anche una foto di me medesima con il tanto sospirato alloro, eccola, qui di lato; la luce è un po’ quel che è, ma penso che il succo dell’immagine sia chiaro, no? Spero che il sorriso a trentadue denti riesca a veicolare la gioia che ho provato in quei momenti, anche grazie agli amici e parenti che mi hanno accompagnata.
Ho anche qualche video della giornata – compreso il famigerato salto della siepe, tradizione dell’università, che a sorpresa ho superato abbastanza dignitosamente – ma quelli rimarranno al sicuro nella memoria del mio cellulare, onde evitare figure barbine con voi che tutto sommato (forse!) continuate a considerarmi un persona seria.

Dato un ultimo sguardo al passato recente, buttiamoci subito sul futuro che si avvicina. Innanzitutto, cosa dovrete aspettarvi da Bibliomania, nel 2015?
Sicuramente una maggior frequenza nella pubblicazione dei post. Quest’anno, con i vari impegni che mi hanno preso tempo ed energie, ho scritto a malapena una ventina di post; era successo lo stesso l’anno della mia maturità, quindi me l’aspettavo. Durante il 2015 sarò ancora (si spera!) impegnata, ma voglio comunque tornare ad almeno un post a settimana, se non di più. Per molti blogger probabilmente è un’inezia, ma personalmente lo ritengo un obiettivo nelle mie corde e, soprattutto, raggiungibile: trovo che puntare a mete impossibili non mi sia d’aiuto.
Inoltre, vorrei riprendere i post dedicati a I Miserabili – il progetto ha preso un po’ di polvere, ma di certo non è stato dimenticato! – e dare avvio a una nuova rubrica, di cui vi parlerò quando avrò deciso come organizzarla, con che frequenza pubblicarla e altri dettagli di questo tipo.
Sempre a proposito di rubriche, spero di riuscire a rendere questi post mensili un po’ più personali: mi sono resa conto di averli usati spesso per mostrarvi i miei nuovi libri e poco più, e la cosa non mi piace. Voglio che siano appuntamenti adatti anche per chiacchiere più leggere e per discorsi non soltanto letterari, per conoscervi e farmi conoscere meglio.
Mi piacerebbe anche cambiare un poco la grafica: niente di rivoluzionario, giusto qualcosa che snellisca la pagina, che ora (pur piacendomi) mi sembra un po’ troppo “barocca”.

Per quanto riguarda invece gli obiettivi letterari, in generale spero di continuare sulla scia di quest’anno. Vorrei perseverare nel variare le letture, dedicandomi sia a testi importanti e complessi, sia a storie più leggere e d’intrattenimento; e vorrei cercare di leggere più libri provenienti da culture diverse dalla nostra (e viaggiare un po’, tra le pagine, fino a paesi lontani).
Senza contare la necessità di leggere i libri che già possiedo: non mi porrò nuovamente il veto d’acquisto, ma – come ho fatto anche durante il 2014 – rifletterò molto prima di prendere nuovi titoli. Al momento, in camera mia, ci sono più di duecento libri non letti; e questo non tiene conto dei libri dei miei e di mio fratello. Insomma, direi che ho già un buon parco scelte, quindi trattenermi non sarà poi troppo difficile!

Questo è tutto; con questo post mi congedo dal 2014 letterario. Spero che sia stato un anno denso di soddisfazioni e scoperte anche per voi, e soprattutto spero che il 2015 continui su questi stessi binari.

Vi mando un abbraccio e un augurio di buone feste!

Vostra,


Cami

martedì 29 aprile 2014

Di Saloni e di concorsi: anticipazioni su Maggio

Buongiorno cari lettori e lettrici!

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Aprile giunge al termine e si avvicina a passi da gigante uno dei periodi dell’anno che più preferisco: i giorni in cui si svolgerà il Salone Internazionale del Libro di Torino. Quest’anno il Lingotto si animerà grazie a tutti gli amanti della lettura da Giovedì 8 a Lunedì 12 e io sono già in fibrillazione. Se ancora non avete consultato il programma degli eventi, vi consiglio di darci al più presto un’occhiata: ho adocchiato moltissime discussioni interessanti e ci saranno senz’altro autori per tutti i gusti.
Come sempre, parte della mia eccitazione per questo evento è data anche dalla eventualità, anzi dalla concreta possibilità di incontrare qualcuno dei lettori di Bibliomania. So per certo che vedrò almeno quattro o cinque facce, perché l’instancabile Maria di Start from Scratch si sta dando da fare perché accada (vi rimando direttamente alle sue parole); tuttavia, spero anche di incontrare qualcuno di nuovo, o di inaspettato, e per questo tornerà in pista la maglietta di riconoscimento, con cui spero di essere inconfondibile (forza della B arancione, mi affido a te!). Ecco, solo per i vostri occhi, la versione 2014:
Bibliomaglia

In realtà, come avrete capito, è più una 2013bis; ho giusto fatto qualche piccolissimo ritocco. Purtroppo quest’anno non penso proprio avrò il tempo per prepararne una ex novo – ma va bene così, anche perché questa B un po’ sgargiante mi piace, mi mette allegria: sarà che è già legata a tanti bei ricordi.
Passando ai dettagli tecnici, io sarò presente solo un giorno, Venerdì 9, dalla mattina presto (non dico dall’orario d’apertura, ma siamo lì) fino al pomeriggio, verso le 18. L’unico evento a cui parteciperò sicuramente è quello delle ore 14 nella Sala Bianca, dal titolo C’è spazio per lo spirito nell’editoria di oggi? Presenzierò insieme ad altri studenti della mia università nell’ambito di un laboratorio che stiamo seguendo (e che mi piace moltissimo): ve ne parlerò più approfonditamente nel futuro prossimo.
In generale, comunque, spero di poter salutare di persona molti di voi! Se vedete la maglietta fatevi avanti, placcatemi, offritemi un caffè, tiratemi uno scappellotto… insomma, fatevi sentire: io vi aspetto.
Passiamo al secondo punto dell’ordine del giorno, un altro argomento cui tengo molto: la seconda edizione di 3Narratori, il cui nome ufficiale quest’anno è 3Narratori: Il libro delle ombre. È un concorso letterario cui partecipo nella veste di giudice, insieme a Salomon Xeno e alla Leggivendola; l’anno scorso avevo apprezzato molti dei racconti inviati e il frutto finale della prima edizione, l’e-book (distribuito gratuitamente), è il risultato di un lavoro di gruppo di cui sono molto fiera.
A questa seconda edizione possono prendere parte racconti di lunghezza compresa tra le 1000 e le 5000 parole, basati sulla premessa che vi riporto dal bando (la pagina ufficiale è sul blog di Salomon, Argonauta Xeno; lì troverete anche il regolamento ufficiale):
Il Libro delle ombre
“Nessun individuo può sfuggire alla propria ombra”
Ciascuno affronta ogni giorno una serie di problemi, la maggior parte dei quali non influenza significativamente la sua esistenza. Alcune volte può capitare invece che le conseguenze si trascinino per buona parte della vita, non necessariamente in senso negativo. Nel Libro delle ombre sono raccolte tutte quelle storie le cui conseguenze sono avvinghiate ai personaggi che le hanno generate. Che si tratti di una soluzione felice, di un rimpianto o di un dilemma irrisolto, sono storie persistenti, che lasciano il segno e accompagnano il lettore, così come il protagonista, anche dopo la parola “fine”.
Libro_delleOmbre
Il termine ultimo per l’invio dei racconti è il 12 Maggio compreso – un paio di settimane: se avete un racconto nel cassetto che potrebbe fare al caso nostro, se l’ispirazione improvvisa vi ha colti e state scrivendo forsennatamente, se volete inviare alle 23.59 dell’ultimo giorno disponibile… fatelo: l’importante, come dice l’adagio, è partecipare. E poi il premio (per i tre racconti vincitori) di €15 in un buono da spendere in libri su uno store online a scelta è invitante per tutti i lettori, nevvero?
Anche per questo mese è tutto. Sono stata brava e non ho preso nuovi libri in vista del Salone, ma tornerò a mostrarvene un po’ nel resoconto che farò al ritorno da Torino – ormai è tradizione!
Vi mando un abbraccio e vi auguro buone letture,
Cami

domenica 2 febbraio 2014

Gennaio: esami, esami… l’ho già detto esami?

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici!

Questo mese non sono stata una grande ospite, qui sul blog… come avrete intuito dal titolo, è stata la sessione d’esami a costringermi a lasciare un attimo da parte Bibliomania e a focalizzarmi sui libri da studiare. Ad essere onesta manca ancora un esame prima che io possa definirmi libera, ma mi mancava troppo scrivere qui e quindi ho deciso di prendermi un po’ di tempo per aggiornarvi e parlare un po’ con voi.

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Per prima cosa, purtroppo mi tocca parlare del mio incredibile ritardo nel GdL organizzato da Fragola e dedicato a I Miserabili. Come avrete intuito, sono rimasta molto indietro. Tuttavia, la lettura è meravigliosa (ovviamente) e, per quanto sia un processo laborioso, scrivere i post di commento mi dava grandi soddisfazioni: penso, quindi, di continuare questo mio progetto, solo seguendo una tabella di marcia più dilatata nel tempo. Magari un post al mese, o ogni tre settimane, sempre suddividendo la lettura nelle tappe consigliate da Fragola. Sarà più leggero per me e più leggero anche per voi, immagino, visto che sono post parecchio corposi.
Penso che questo mi aiuterà anche a mantenere attive le altre rubriche del blog e a tornare a scrivere recensioni più di frequente: ci sono un paio di libri di cui vorrei proprio parlarvi e non vedo l’ora di potermi mettere con calma alla tastiera e organizzare i miei pensieri.

Detto questo, passiamo alla parte dedicata ai miei acquisti libreschi: come avevo già detto il mese scorso, l’anno “sabbatico” mi ha aiutata davvero molto nel regolarmi negli acquisti e nelle acquisizioni di libri in genere. Questo mese ho preso solo due libri, uno che era nella mia Lista dei desideri da un po’ (un libro per ragazzi dalla premessa curiosa), mentre l’altro è un volume che contiene i primi tre libri di una serie in lingua inglese, scoperto grazie a un intervento dell’autrice su Fantasy Book Critic che mi ha piacevolmente incuriosita. Quando poi ho saputo che l’e-book era disponibile gratuitamente, non ho potuto fare a meno di concedergli una chance!

La casa prigioniera del tempo - S. Singleton

Century House, la casa in cui Macy vive con il padre, la sorellina Caroline e due governanti, è avvolta da un velo che la rende invisibile a tutti. I suoi abitanti si svegliano al tramonto, si addormentano all'alba e ogni giorno si ripete identico all'altro, in un perpetuo inverno. Finché una mattina Macy trova sul suo cuscino un fiore di bucaneve. Chi l'avrà lasciato? E per quale motivo? I ricordi di un lontano passato comiciano ad affiorare e la ragazzina decide di scoprire il segreto che circonda la sua famiglia...

 

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The descent gate series - S. M. Reine

Policing relations between Heaven, Hell, and Earth is messy and violent, but Elise Kavanagh and James Faulkner excelled at it-- until coming across a job so brutal that even they couldn't stand to see one more dead body.
Now they've been pretending to be normal for five years, leaving their horrific history a dark secret. Elise works in an office. James owns a business. None of their friends realize they used to be one of the world's best killing teams.
After years of hiding, something stirs. Bodies are vanishing. Demons scurry in the shadows of the night. A child has been possessed.
Some enemies aren't willing to let the secrets of the past stay dead...


Il post di oggi finisce qui; fatemi sapere cosa ne pensati dei libri che ho preso, ditemi un po’ cos’avete preso voi, insomma, fatemi un po’ compagnia mentre finisco di far fondere il mio cervello sui libri universitari!
Scherzi a parte, Gennaio è finito, Febbraio è alle porte: prometto di farmi risentire presto con nuovi post e nuove curiosità letterarie.


Un abbraccio,

Cami

mercoledì 8 gennaio 2014

Anno nuovo, libri nuovi, stesso blog (più o meno)

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici!

Perdonatemi per l’assenza prolungata, ma tra gli strascichi di Capodanno e gli esami sempre più vicini sono stata parecchio impegnata. Spero che anche voi abbiate passato un’ottima fine dell’anno, d’auspicio per questo 2014 appena iniziato.
Anche a livello libresco l’anno è finito in bellezza, con dei bei regali di Natale, qualche colpo di fortuna su Bookmooch e una promozione su internet. Mi sono concessa qualche sfizio dopo tanti mesi di controllo, lo ammetto!
Sono proprio contenta di poterveli mostrare, ci sono alcuni titoli che non vedevo l’ora di poter prendere.

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Cominciamo con i regali di Natale: mio fratello mi ha regalato una fantastica edizione illustrata de Lo Hobbit, del grande Tolkien; degli zii, invece, mi hanno regalato un buono Feltrinelli che ho prontamente usato per comprare Wool, di Hugh Howey (un titolo fantascientifico molto interessante), e A Game of Thrones di George R.R. Martin. Sono una grande fan della serie televisiva e non vedo l’ora  di leggere l’opera originale! Ho deciso di prendere l’edizione in lingua inglese perché la divisione italiana in mille volumetti non mi ha mai entusiasmata, anche se tempo fa avevo preso il primo libro, presa dall’euforia. Sono davvero, davvero curiosa di scoprire le differenze col telefilm e di immergermi di nuovo in questa storia.

Lo hobbit (illustrato da Alan Lee) - J. R. R. Tolkien

"Se vi piacciono i viaggi fuori del confortevole e accogliente mondo occidentale, oltre il Confine delle Terre Selvagge, per poi tornare a casa, e pensate di poter provare un certo interesse per un umile eroe, ecco la storia di questo viaggio e di questo viaggiatore. Il periodo è il tempo antico fra l'Età Fatata e il dominio degli Uomini, quando la famosa foresta di Bosco Atro esisteva ancora e le montagne erano piene di pericoli. Nel percorso verrete a imparare molte cose (come è capitato a lui) su Uomini Neri, Orchi, Nani ed Elfi e potrete dare uno sguardo alla storia e alla politica di un'epoca trascurata ma molto importante. Infatti il signor Bilbo Baggins andò in visita a vari personaggi di rilievo; ebbe una conversazione con il drago Smog; fu presente alla Battaglia dei Cinque Eserciti. Tutto ciò è tanto più singolare in quanto egli era uno Hobbit. Finora gli Hobbit sono stati trascurati nella storia e nella leggenda, forse perché - in genere - preferivano le comodità alle emozioni. Questo resoconto, fondato sui ricordi di un anno elettrizzante nella vita solitamente tranquilla del signor Baggins, vi darà un'idea abbastanza chiara di questo rispettabile popolo che adesso (a quanto si dice) sta diventando piuttosto raro. Non amano il rumore." (J.R.R. Tolkien)

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Wool - H. Howey Cosa faresti se il mondo fuori fosse letale e l’aria che respiri potesse uccidere? Se vivessi in un luogo dove ogni nascita richiede una morte e le tue scelte possono salvare vite o distruggerle? Questo è il mondo di Wool. In un futuro apocalittico, in un paesaggio devastato e tossico, una comunità sopravvive rinchiusa in un gigantesco silo sotterraneo. Lì, uomini e donne vivono prigionieri in una società piena di regole che dovrebbero servire a proteggerli. Il rispetto delle leggi è affidato allo sceriffo Holston, un uomo lucido e malinconico che vive nel ricordo della moglie scomparsa. Dopo anni di servizio integerrimo, un giorno, a sorpresa, rompe inaspettatamente il più grande di tutti tabù e chiede di uscire, di andare fuori, incontro alla morte. La sua fatidica decisione scatena una serie di terribili eventi. A sostituirlo è nominato un candidato improbabile, un tecnico specializzato del reparto macchine: Juliette. Ora che il silo è affidato a lei, imparerà presto a sue spese quanto il suo mondo è malato. Juliette è abituata ad aggiustare le cose e vuole vederci chiaro: com’è nato il silo? E chi ha interesse a mantenervi l’ordine, tanto da arrivare a uccidere? Forse il silo è in procinto di affrontare ciò che la storia ha lasciato solo intendere e che i suoi abitanti non hanno mai avuto il coraggio di sussurrare. Rivolta.

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A Game of Thrones - G.R.R. MartinIn a land where summers can last decades and winters a lifetime, trouble is brewing. The cold is returning, and in the frozen wastes of the north of Winterfell, sinister and supernatural forces are massing beyond the kingdom's protective Wall. At the center of the conflict lie the Starks of Winterfell, a family as harsh and unyielding as the land they were born to. Sweeping from a land of brutal cold to a distant summertime kingdom of epicurean plenty, here is a tale of lords and ladies, soldiers and sorcerers, assassins and bastards, who come together in a time of grim omens. Amid plots and counterplots, tragedy and betrayal, victory and terror, the fate of the Starks, their allies, and their enemies hangs perilously in the balance, as each endeavors to win that deadliest of conflicts: the game of thrones.

Passando ai libri che ho ottenuto su Bookmooch, devo dire ho trovato qualche chicca che puntavo da un po’ – a dire il vero, ho incrociato le dita perché nessuno li richiedesse prima della fine del mio periodo di digiuno! Si tratta de Il segno della profezia di David Eggins, Nero come il ricordo di Carlene Thompson e La casa dei sette cadaveri di Jefferson Farjeon.

Il segno della profezia - D. Eddings

Nella notte dei tempi il Dio Aldur rubò una pietra alle stelle e ne fece un gioiello prezioso, il Globo. Il potere del gioiello era grande e l'avido Dio Torak lo volle per sé perché attraverso di esso avrebbe avuto il dominio sull'occidente. Ma quando tese la mano per toccarlo, il Globo lo divorò con le sue fiamme. Ora Torak giace nel sonno senza fine della sofferenza e la pietra del potere non è più in suo possesso. Ma Zedar l'Apostata, discepolo prediletto, prepara il suo ritorno. Le sue trame segrete si intrecciano come i fili di una ragnatela e il giovane Garion, la cui vita trascorre serena in una fattoria dell'ovest, scoprirà il peso del proprio destino.

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Nero come il ricordo - C. Thompson

Hayley è felice: anche se è sola nel bosco, e il papa si è allontanato per capire meglio cos'era quel grido terrificante laggiù, ora c'è un pagliaccio che le viene incontro. Hayley chiede al pagliaccio se è stato papà a mandarlo: lui conferma, e insieme si avviano nel folto della foresta... Hayley viene trovata decapitata e carbonizzata un mese dopo. Passano vent'anni: la mattina della vigilia di Halloween, Caroline, sua madre, crede di impazzire; è certa di aver sentito la voce della figlia, nel magazzino del negozio di un'amica. La sera, fra i ragazzi che scampanellano, c'è una bimba vestita da pagliaccio, identica a Hayley, mentre in una stanza di casa riemerge dal nulla Twinkle, il suo pupazzo preferito. L'indomani Pamela, l'unica persona che aveva visto la bambina dopo il rapimento - legata e imbavagliata sul sedile posteriore di un'automobile - ma non l'aveva detto a nessuno, viene sgozzata in casa sua. Ma è solo il primo di una serie di delitti, minacce, aggressioni, che colpiscono persone che hanno fatto qualcosa di male a Hayley, o che in qualche modo erano collegate a lei. Persine Chris, padre di Hayley, e Alfred, il secondo marito di Caroline, vengono feriti. Poi, un giorno, anche la terza figlia di Caroline, Melinda - che nel frattempo ha fatto amicizia con la bambina così somigliante a Hayley, e tra l'altro si chiama proprio Hayley - scompare da scuola...

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La casa dei sette cadaveri - J. Farjeon

Ted Lyte è un ladruncolo molto sfortunato. Abituato a sbarcare il lunario con piccoli furti e borseggi, per una volta ha deciso di puntare in alto e di introdursi in una villa sulla costa dell'Essex. Ma lo spettacolo che si trova davanti è così spaventoso che per poco non impazzisce: sette persone - sei uomini e una donna - giacciono privi di vita nel salotto dell'abitazione. Ted fugge a gambe levate, ma viene subito acciuffato da Thomas Hazeldean, un giornalista freelance appena approdato nei paraggi con il suo amato yacht. L'ispettore Kendall, accompagnato sul posto dallo stesso Hazeldean, trova un biglietto che lascerebbe pensare a un suicidio collettivo: una soluzione fin troppo facile per il numero di interrogativi che il caso solleva. Chi erano costoro? Da dove venivano? E, soprattutto, perché si erano riuniti lì? Forse i due abitanti della casa, un certo Fenner e la sua giovane nipote Dora, potrebbero gettare un po' di luce sulla vicenda, ma a quanto pare sono partiti in tutta fretta verso una destinazione ignota. E più il salotto viene esaminato più particolari curiosi emergono: un ritratto a olio trapassato da una pallottola, una misteriosa palla da cricket appoggiata sopra un vaso da fiori, un indecifrabile indirizzo scritto in punto di morte da uno dei presunti suicidi...

Ultimo ma non meno importante, un “regalo” di Bookrepublic, che ha permesso di scaricare gratuitamente La principessa di ghiaccio di Camilla Läckberg.

La principessa di ghiaccio - C. Lackberg

Erica Falck è tornata nella casa dei genitori a Fjällbacka, incantevole località turistica sulla costa occidentale della Svezia che, come sempre d'inverno, sembra immersa nella quiete più assoluta. Ma il ritrovamento del corpo di Alexandra, l'amica d'infanzia, in una vasca di ghiaccio riapre una misteriosa vicenda che aveva profondamente turbato il piccolo paese dell'arcipelago molti anni prima. Erica è convinta che non si tratti di suicidio, e in coppia con il poliziotto Patrik Hedström cerca di scoprire cosa si nasconde dietro la morte di una persona che credeva di conoscere. A trentacinque anni, con la sensazione di non sapere bene cosa volere nella vita ma stimolata da un nuovo amore, approfitta del suo status di scrittrice per smascherare menzogne e segreti di una comunità dove l'apparenza conta più di ogni cosa.

E con questo è tutto; mi ripeto, è stato bello concedersi di nuovo qualche strappo.
Ora vi lascio – sono giorni densi e per studiare al meglio devo andare a dormire a un orario rispettabile! Presto, comunque, tornerò con qualche nuovo post.

Vi mando un abbraccio,

Cami