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domenica 5 giugno 2016

«Di maggio sì vi do molti cavagli / e tutti quanti sieno affrenatori, / [...] e piover da finestre e da balconi / in giù ghirlande ed in su melerance»

Mie care lettrici, miei cari lettori,

anche il mese di maggio è passato, e il sole continua a rimanere incerto tra le nuvole di pioggia. Ho scampato un paio di temporali per un soffio! Anche per questo ho deciso di affidare a Folgore di San Gimignano il titolo del post riepilogativo del mese, con la speranza che comincino davvero a piovere ghirlande al posto delle gocce pesanti che ultimamente tamburellano sul mio lucernario.




Nelle letture sto mantenendo il ritmo, lento e tranquillo, che ho preso sin dall'inizio dell'anno. Non mi dispiace troppo, anche se ovviamente mi manca avere il tempo per dedicarmi un po' di più ai libri; rimango comunque contenta di riuscire a leggere anche per piacere, e non solo per lavoro.
Alcuni dei libri che mi sono passati tra le mani sono più che dimenticabili, e quindi non credo che ne parlerò qui: come il tempo per leggere, anche il tempo per il blog è irregimentato, e dunque preferisco parlarvi dei romanzi che mi hanno colpita. Spero di condividerli con voi presto; di uno avete già un'idea, guardando la copertina della Prossima recensione nella colonna a sinistra, e vi anticipo anche che il libro mi è stato inviato dalla casa editrice (Acheron books) e che sono molto felice di averlo potuto leggere.

Per il resto, maggio è stato ovviamente il mese del Salone del libro a Torino. Essendo il primo a cui ho partecipato per lavoro, è stato un momento allo stesso tempo strano ed eccitante. Oltre alla presentazione della nuova struttura e del rinnovamento grafico del giornale presso cui sto facendo il mio stage (il Giornale della libreria, dell'Associazione Italiana Editori) e all'incontro sui dati del primo trimestre del mercato editoriale, ho potuto dedicarmi a una delle mie attività preferite da fare durante le fiere letterarie, seconda solo ai giri tra gli stand in cerca di libri interessanti: gli incontri con le persone che, per molti motivi, non posso abbracciare spesso di persone. E quindi ho potuto strapazzare la Leggivendola Erica, ridacchiare di copertine e trame discutibili con Nereia e Simona (che ho lietamente conosciuto in questa occasione), abbracciare e chiacchierare con la lettrice rampante per antonomasia, Elisa, salutare Luca (spero seguiate i social di NN, è grazie a lui se sono così ben curati) e salutare svariati compagni di Master, che - fortunatamente - lavorano sparsi tra redazioni, uffici stampa e varie ed eventuali, in giro per l'Italia.


Ovviamente ho anche fatto un salto presso vari stand, curiosando tra le nuove uscite e salutando chi conoscevo. Ho anche fatto due acquisti: Le cose che restano di Jenny Offill (so che ora sta presentando il libro a Ivrea, alla Grande Invasione: avrei tanto voluto esserci!) e Stalin + Bianca di Iacopo Barison. Sono molto curiosa di leggere entrambi, ovviamente.
Ho fatto anche un altro paio di acquisti, durante il mese: mi sono lasciata tentare dalla sirene che cantano dai libri usati in zona Cairoli. E così ho preso una vecchia BUR con tre drammi di Hugo (Lucrezia Borgia, Maria Tudor e Angelo) e due Oscar di Remarque (Tempo di vivere, tempo di morire e Ama il prossimo tuo). Che ci posso fare, era una bella giornata di sole, ero felice, li ho visti e mi son detta che sarebbero stati il coronamento perfetto!

Infine, durante il mese ho cominciato a leggere i racconti inviati al Transilvania Project, di cui colpevolmente non ho ancora parlato. Trattasi di un concorso organizzato dalla Leggivendola, che mi ha chiesto - a suo rischio e pericolo - di far parte della giuria che sceglierà i vincitori, insieme ad altre persone molto interessanti, equamente divise tra autori, lettori e librai. Vista la bella esperienza che abbiamo vissuto, assieme a Marco/Salomon Xeno, svolgendo il ruolo di giuria per 3Narratori - che ricordo sempre con grande piacere! - sono felice di tornare a lavorare e parlare con loro per questo progetto, e di ampliare il discorso con tutti gli altri che, ne sono certa, renderanno ancora più divertente e interessante il dibattito.

Per questo mese è tutto. Giugno ci attende, e oltre al concorso e alle letture ci sono alcuni momenti importanti che mi attendono. Spero di potervene parlare presto, e soprattutto (egoisticamente) spero che saranno notizie positive.

Il mio augurio come sempre è che, nel frattempo, voi facciate buone letture.

A presto,

Cami



mercoledì 11 maggio 2016

#SalTo16: in partenza!

Carissimi lettori, carissime lettrici,
come ogni anno arriva Maggio e si porta dietro un appuntamento che, per noi lettori italiani, è sempre foriero di entusiasmi e attese: il Salone del Libro di Torino.
Io anche quest'anno sarò presente, e con una piccola marcia in più, visto che andrò non soltanto per piacere ma anche per lavoro. Avrò quindi alcuni momenti ed eventi da seguire obbligatoriamente (in particolare l'evento Sarà tutta un'altra storia, di venerdì mattina) ma per il resto sarò libera, e questo può voler dire solo una cosa: lunghe passeggiate tra gli stand, a scegliere libri, chiacchierare con editori, lettori e autori, e perdersi in questo mondo che tanto amo.
Come sempre, mi auguro di incontrare anche qualcuno dei lettori del blog. Riconoscermi, quest'anno, sarà facilissimo: il badge nella foto è il mio!
Se mi incrocerete, non esitate e fermatemi. Come potete immaginare, adoro chiacchierare.
Buone letture e a presto,
vostra
Cami

giovedì 14 maggio 2015

Si può fare! (SalTo 15, assenze semi-giustificate, ritorni alla vita - più o meno)

Miei cari lettori, mie care lettrici,

Lo so, lo so. Una promette di scrivere più di prima e poi non si fa sentire per... Oddio. Due mesi e più.
Mi sento male solo a pensarci.

Non cercherò giustificazioni inutili: la verità è che sono stata presa anima e corpo dal Master, che ha subito richiesto più di quanto - ingenuamente - mi aspettassi. Ed è giusto e bellissimo così, perché mi ha fatto capire che per andare avanti e approcciarmi davvero al futuro dovrò fare delle scelte, decidere per cosa vale davvero spendere il mio tempo: ovviamente, il blog è ai primi posti, e ora che ho un momento libero sono di nuovo da voi. Ho fatto le mie scelte, eliminato qualche passatempo di cui m'importava poco, cose che mi facevano perdere tempo; sto imparando a scrivere i post col cellulare (ahimè, temo che i primi tempi sarà subito chiaro che sono in fase di apprendimento). 

Probabilmente questo cambierà la natura dei post, e sto seriamente pensando a come svecchiare e rivedere le rubriche che già esistono, per poterle creare anche mentre sono per via. Insomma, anche quando non scrivo qui, penso a voi. 

Intanto, poso promettervi che scriverò un resoconto sulla mia giornata a Torino - sarò al Salone domani, tutto il giorno! - com'è tradizione. E poi tante novità.

Mi vedrete in giro a fare domande con questa bella maglietta:
E poi... basta. Per ora tutto qui. Spero solo che ci sia ancora chi ha voglia di chiacchierare con me qui su Bibliomania. 

Un abbraccio e buone letture,

Cami


giovedì 22 maggio 2014

Maggio = Salone Internazionale del Libro, Torino (versione Bibliomania 4.0)

In Italia, Maggio è il mese dei libri – e non soltanto da quando è stato effettivamente istituito il Maggio dei Libri: Maggio è il mese del Salone Internazionale del Libro di Torino, l’evento col maggior numero di espositori e di incontri, oltre a una considerevole affluenza e a una copertura mediatica apprezzabile. Lo si ama, lo si disprezza, ma di certo non gli si può rimanere indifferenti. Personalmente, al quarto anno come visitatrice, posso dire di aver imparato ad amare ciò che c’è di bello e a evitare ciò che mi piace meno, rendendo la mia visita al Salone, di fatto, un bel momento pieno di entusiasmo e gioia. Senza contare che quest’anno ho potuto vivere un’esperienza molto particolare – ve ne parlerò più giù!

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Allo stesso tempo, però, è stato un Salone un po’ strano. Rispetto agli anni scorsi l’ho vissuto quasi più di fretta: c’erano così tante cose da fare, così tante persone da vedere, che il tempo è sembrato volare via e nella mia memoria è diventato, più che un flusso costante, un saltellare qua e là. Quest’anno, quindi, il resoconto sarà un po’ diverso dal solito, riadattato secondo l’esperienza di quest’anno (su misura, potremmo dire): signori e signore, vi presento l’elenco alfabetico omnicomprensivo del Salone 2014, edizione Bibliomania.
Amici
Quelli dell’università con cui sono arrivata, quelli che ho rivisto e abbracciato dopo tanto tempo, quelli che ho potuto finalmente incontrare dal vivo. Una montagna di persone cui avrei voluto dedicare più tempo, energie, abbracci. Saluto in particolare Marco, Sonia, Erica, Elisa, Lara, Maria, Federica, Nereia, Valentina, Elisabetta e le altre blogger che erano all’incontro. È stato un vero piacere potervi vedere, anche se per poco: prima o poi si organizzerà un caffè tranquillo e pieno di chiacchiere, promesso.
Buste distruggi-dita

Il dolce peso dei libri è sempre piacevole, ma le buste e i sacchetti forniti dalle case editrici sono spesso delle armi pronte a sfruttare la massa di carta che contengono per segare le dita e piagare i palmi con calli incurabili. Il prossimo anno mi porterò un pratico zaino.
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Case editrici (e Commesso carino)
Come sempre, c’erano tutte le più grandi, la maggior parte di quelle di media grandezza e un buon numero di piccoli editori.PicMonkey Collage Tralasciando i primi (difficilmente visito i loro stand, sono troppo affollati), ho notato una grande attenzione dei secondi nella cura dello stand, dall’arredamento alla disposizione dei libri, e per quel che ho visto anche i più piccoli, pur disponendo di spazi minimi, sono riusciti a trasmettere una buona impressione. Insomma, stand approvati!
Menzione d’onore per la bellezza dell’ambiente a ISBN, e/o, Iperborea, SUR; menzione d’onore per la gentilezza del personale a Jo March, Fazi, Voland, Hacca e Astoria.
Il commesso carino non vi dirò mai dov’era, ma ancora mi mangio le mani per non aver avuto il coraggio di chiedergli almeno come si chiamava.


Dolenti (gambe)
Dico sempre che vorrei fare tutti e cinque i giorni del Salone, ma a dire il vero non so fino a quando reggerebbero le mie gambe. La distanza tra un padiglione e l’altro sembra aumentare man mano che passano le ore e camminare diventa proporzionalmente più faticoso, pur indossando scarpe comode.
Emozione
Quando superi l’ingresso e ti ritrovi in quello che è il tuo mondo, in mezzo alle storie e a chi le ama quanto te, partecipando in modo attivo alla tua passione… L’emozione sale e fa sempre sorridere. I libri mi danno un senso d’appartenenza che non riesco mai a esprimere del tutto nel modo in cui vorrei.
File
Quest’anno ne ho fatta solo una, ma a dire il vero nel frattempo stavo pranzando, quindi più che una fila la chiamerei una pausa pranzo. Per quel che ho visto, comunque, mi sono sembrate nella norma rispetto a quella che è la media del Salone. Non mi sembra di aver notato file gargantuesche – ricordo ancora quella dell’anno scorso per Saviano – ma probabilmente è perché i personaggi più noti tendono a presenziare durante il fine settimana, e io sono andata di Venerdì.
Giovani, giovanissimi e meno giovani
Ovvero, le età dei presenti al Salone. Una media tra giovani miei coetanei, uomini e donne oscillanti tra i 30 e i 45, una marea di classi di bimbi piccolini (con maglietta/cappellino/tesserino di riconoscimento, a volte pure con la corda, tipo naufraghi nella tempesta) e una buona rappresentanza anche per l’età della ragione, nota anche come terza età. È bello che generazioni così diverse possano confrontarsi su un terreno comune.
Hashtag
v65oai7fxn47qv9nectxI social network ormai sono parte integrante di questi eventi e l’hashtag #SalTo14 era all’ordine del giorno, pronto a raccogliere i tweet di tutti i presenti e anche di chi, da casa, avrebbe voluto esserci. Personalmente non sono stata molto attiva quest’anno: ero talmente presa dal resto che mi sono proprio dimenticata di guardare il cellulare.



Istinto
Quello che ti spinge a guardare uno stand piuttosto che un altro, oppure che ti convince a dare un’occhiata ai libri portati da una casa editrice che non conosci, ma che ha un nome accattivante; una sensazione “di pancia”, come si suol dire, che ti convince della necessità di dare fiducia a qualcosa che ancora non conosci. Torino, in questo senso, è il luogo ideale: ci sono marchi, autori, libri che è improbabile trovare altrove e che potrebbero perdersi nel mare magnum editoriale. A volte si rischiano delle fregature; altre volte, però, si scopre la chicca che ripaga ogni precedente delusione. Al Salone (e anche durante le altre fiere) tendo a lasciarmi guidare più del solito dall’istinto!
Libri
Non credo proprio possa esserci un’altra parola per L in questo speciale alfabeto. Viva i libri!
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“Ooh, questo libro sembra davvero interessante!”
“Prendilo!”
“Non posso… ho speso tutto quello che mi ero portata dietro!”
“Ma sul serio?”
“Ehm… sì. Disponibilità pecuniaria pari a zero. Ah, il dolore! Il tormento! Come potrò guardare tutti questi libri e resistere?”
Tipico dialogo tra me e chiunque altro, esponenti delle case editrici compresi, dalle tre del pomeriggio in poi. Sì, ho una lieve vena drammatica e ogni tanto la sfogo parlando così… ma cercate di capirmi, ero in mezzo a un sacco di libri e mi era rimasto l’equivalente in monete di una bottiglietta d’acqua. L’anno prossimo dovrò trattenermi, o risparmiare di più nei mesi precedenti. Comunque ne è valsa la pena!
Orari
Tutto come programmato: sveglia alle 7,  arrivo al Lingotto tra le 11 e le 11.30, pranzo verso mezzogiorno, alle 13.30 momento moda quando sfrutto i servizi per cambiarmi e mettermi una camicia (capirete tutto alla prossima vocale), alle 14 l’incontro speciale (idem), alle 15.30 corsa verso lo spazio per il paese ospite (vedasi voce Vaticano) per l’incontro tra blogger organizzato da Maria, uscita dal Lingotto alle 18 circa (dal lato sbagliato – questo non era programmato), treno in partenza verso le 18.50, arrivo un paio d’ore dopo.
Ore 22: la sottoscritta è sotto le amate coperte e dorme come un ghiro.
Pausa
Momento necessario per non soccombere alla fatica (la voce Dolenti (gambe) e Buste distruggi-dita parlano da sé). Personalmente, la pausa migliore è stata quella presso lo stand del Libraccio: ho trovato uno sgabello girevole abbandonato in un angolo e me ne sono appropriata senza indugi. Mentre gli altri navigavano tra i libri, io mi godevo la visuale – i libri erano comunque lì di fianco – e riposavo i miei poveri arti.
Questo non lo conosco, questo com’è? E questo? Quello è bello, lo consiglio!”
Fraseggio tipico che intercorre tra due o più lettori; la conoscenza pregressa è gradita ma non necessaria, dato che anche gli sconosciuti si lanciano volentieri in consigli se gli viene data la possibilità di elargirli. Un altro dei motivi per cui amo il Salone.
Radio3
Senza Radio3 il Salone non è Salone! Le trasmissioni in diretta, in particolare Fahrenheit, sono sempre belle da ascoltare. Inoltre, sono un altro ottimo modo per mantenersi informati su quel che accade al Salone quando non è possibile andarci di persona.
RAI_radio3
Sconti
Croce e delizia di tutti noi lettori, quest’anno gli sconti (presenti e assenti) hanno fatto discutere molto. Da parte mia, ho notato e apprezzato gli sconti della Fazi, che ogni giorno metteva al 50% un autore del proprio catalogo, il 3x2 di un paio di case editrici (al momento mi vengono in mente e/o e Jo March) e le iniziative particolari come lo sconto Iperborea disponibile a chi mostrava la propria tessera Ikea.
Tutti i miei acquisti (e i cataloghi, i segnalibri e le varie carinerie omaggio)
Il momento della verità. Il bottino finale di quest’anno ve lo mostro attraverso le copertine dei libri presi e una foto del consueto “ventaglio” di cataloghi, cartoline e oggetti vari.
                 Stoner - J. WilliamsLe mie condoglianze - D. M. CardosoUn certo tipo di intimità - J. AshworthEsc - AA.VV.
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Particolarmente accattivanti le cartoline Adelphi (le avrei volute tutte!) e quelle della Hacca, che oltretutto regalava anche un simpatico bracciale giallo fluo e forniva i libri acquistati in una busta protettiva, curata quanto le loro copertine (si intravede sotto il listino bordeaux dell’Adelphi – datomi da una gentilissima signorina dello stand).
Spero di potervi parlare presto e nel dettaglio anche dei libri: sono tutti e quattro titoli che non vedo l’ora di leggere! Stoner non ha bisogno di presentazioni, ESC è una raccolta di racconti promettente, Le mie condoglianze è della mia amatissima Cardoso e Un certo tipo di intimità sembra una di quelle storie che devi leggere tutto d’un fiato.
Un soffio tra le pagine
Ecco, ci siamo. Il misterioso incontro importante delle ore 14, quello per cui mi sono messa la camicia elegante. Ebbene, dovete sapere che nel mio piano di studi universitario c’è anche un Laboratorio di editoria, che io ho frequentato (con entusiasmo, ça va sans dir) e che ha portato all’effettiva stesura e pubblicazione di un libro, formato da diversi brevi saggi introduttivi su alcune opere scelte da noi studenti, legate in qualche modo al tema fornitoci: lo spirito. Ci siamo occupati di tutto, dalla copertina all’indice, con l’aiuto del nostro professore; è un lavoro di cui io sono molto fiera e sono certa sia così anche per i miei compagni di corso. Un soffio tra le pagine (questo è titolo) è il primo passo verso il nostro futuro.
Tuttavia, non ve ne parlo solo per godermi un momento di celebrazione personale, bensì perché questa nostra opera prima è stata presentata al Salone, in Sala Bianca, e tra i relatori c’ero anche io. È stato un momento pieno d’adrenalina ed emozione!
L’incontro è stato aperto dal mio professore, poi abbiamo continuato noi studenti, infine ha parlato Davide Rondoni (presente anche nell’antologia, dato che si parla del suo Hermann) che sembrava aver gradito molto il nostro lavoro.

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Insomma, è stato fantastico. Se ci penso mi viene di nuovo la tremarella per l’agitazione e un sorriso gigantesco per la felicità.
Vaticano
Non si può non fare cenno al paese ospite, che tanto ha fatto parlare di sé; tristemente, non ricordo una simile attenzione per i paesi ospitati in precedenza. Comunque, la Santa Sede ha portato nel Salone una cupola di libri e diversi manoscritti pregiati, che ho osservato con vero piacere: non si vede tutti i giorni un’illustrazione originale della Divina Commedia a opera di Botticelli! Anche i facsimili erano particolarmente belli a vedersi (d’altronde, si tratta pur sempre di copie della Bibbia Urbinate e del Canzoniere petrarchesco, per dire).
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Zzz… Buonanotte!
La mia giornata al Salone è stata stancante, bella, emozionante, piena di amici e libri. Non potevo chiedere di più. Quando la mia testa ha toccato il cuscino era piena solo di bei pensieri e di nuovi ricordi da conservare con cura.


E con questo, miei cari lettori e mie care lettrici, chiudo. Il Salone ci attende il prossimo Maggio; i miei nuovi post, esami permettendo, arriveranno molto prima.
Un abbraccio,
Cami

martedì 29 aprile 2014

Di Saloni e di concorsi: anticipazioni su Maggio

Buongiorno cari lettori e lettrici!

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Aprile giunge al termine e si avvicina a passi da gigante uno dei periodi dell’anno che più preferisco: i giorni in cui si svolgerà il Salone Internazionale del Libro di Torino. Quest’anno il Lingotto si animerà grazie a tutti gli amanti della lettura da Giovedì 8 a Lunedì 12 e io sono già in fibrillazione. Se ancora non avete consultato il programma degli eventi, vi consiglio di darci al più presto un’occhiata: ho adocchiato moltissime discussioni interessanti e ci saranno senz’altro autori per tutti i gusti.
Come sempre, parte della mia eccitazione per questo evento è data anche dalla eventualità, anzi dalla concreta possibilità di incontrare qualcuno dei lettori di Bibliomania. So per certo che vedrò almeno quattro o cinque facce, perché l’instancabile Maria di Start from Scratch si sta dando da fare perché accada (vi rimando direttamente alle sue parole); tuttavia, spero anche di incontrare qualcuno di nuovo, o di inaspettato, e per questo tornerà in pista la maglietta di riconoscimento, con cui spero di essere inconfondibile (forza della B arancione, mi affido a te!). Ecco, solo per i vostri occhi, la versione 2014:
Bibliomaglia

In realtà, come avrete capito, è più una 2013bis; ho giusto fatto qualche piccolissimo ritocco. Purtroppo quest’anno non penso proprio avrò il tempo per prepararne una ex novo – ma va bene così, anche perché questa B un po’ sgargiante mi piace, mi mette allegria: sarà che è già legata a tanti bei ricordi.
Passando ai dettagli tecnici, io sarò presente solo un giorno, Venerdì 9, dalla mattina presto (non dico dall’orario d’apertura, ma siamo lì) fino al pomeriggio, verso le 18. L’unico evento a cui parteciperò sicuramente è quello delle ore 14 nella Sala Bianca, dal titolo C’è spazio per lo spirito nell’editoria di oggi? Presenzierò insieme ad altri studenti della mia università nell’ambito di un laboratorio che stiamo seguendo (e che mi piace moltissimo): ve ne parlerò più approfonditamente nel futuro prossimo.
In generale, comunque, spero di poter salutare di persona molti di voi! Se vedete la maglietta fatevi avanti, placcatemi, offritemi un caffè, tiratemi uno scappellotto… insomma, fatevi sentire: io vi aspetto.
Passiamo al secondo punto dell’ordine del giorno, un altro argomento cui tengo molto: la seconda edizione di 3Narratori, il cui nome ufficiale quest’anno è 3Narratori: Il libro delle ombre. È un concorso letterario cui partecipo nella veste di giudice, insieme a Salomon Xeno e alla Leggivendola; l’anno scorso avevo apprezzato molti dei racconti inviati e il frutto finale della prima edizione, l’e-book (distribuito gratuitamente), è il risultato di un lavoro di gruppo di cui sono molto fiera.
A questa seconda edizione possono prendere parte racconti di lunghezza compresa tra le 1000 e le 5000 parole, basati sulla premessa che vi riporto dal bando (la pagina ufficiale è sul blog di Salomon, Argonauta Xeno; lì troverete anche il regolamento ufficiale):
Il Libro delle ombre
“Nessun individuo può sfuggire alla propria ombra”
Ciascuno affronta ogni giorno una serie di problemi, la maggior parte dei quali non influenza significativamente la sua esistenza. Alcune volte può capitare invece che le conseguenze si trascinino per buona parte della vita, non necessariamente in senso negativo. Nel Libro delle ombre sono raccolte tutte quelle storie le cui conseguenze sono avvinghiate ai personaggi che le hanno generate. Che si tratti di una soluzione felice, di un rimpianto o di un dilemma irrisolto, sono storie persistenti, che lasciano il segno e accompagnano il lettore, così come il protagonista, anche dopo la parola “fine”.
Libro_delleOmbre
Il termine ultimo per l’invio dei racconti è il 12 Maggio compreso – un paio di settimane: se avete un racconto nel cassetto che potrebbe fare al caso nostro, se l’ispirazione improvvisa vi ha colti e state scrivendo forsennatamente, se volete inviare alle 23.59 dell’ultimo giorno disponibile… fatelo: l’importante, come dice l’adagio, è partecipare. E poi il premio (per i tre racconti vincitori) di €15 in un buono da spendere in libri su uno store online a scelta è invitante per tutti i lettori, nevvero?
Anche per questo mese è tutto. Sono stata brava e non ho preso nuovi libri in vista del Salone, ma tornerò a mostrarvene un po’ nel resoconto che farò al ritorno da Torino – ormai è tradizione!
Vi mando un abbraccio e vi auguro buone letture,
Cami

domenica 26 maggio 2013

XXVI Salone Internazionale del Libro di Torino–due giorni di libri e incontri speciali (Book Blogger May #3)

Ciao a tutti!
Eccomi qui, pronta a condividere con voi i miei due giorni di Salone; arrivo in ritardo, come sempre. Avevo bisogno di recuperare un po’ di energie e ho preferito riposarmi un po’, soprattutto visto che gli esami sono praticamente dietro l’angolo.
Ormai avrete letto tanti resoconti e saprete, più o meno, cos’è successo di bello e chi ha visto chi! Cercherò di parlare di quel che ho fatto senza risultare troppo ripetitiva, lo prometto!
Come sapete, quest’anno sono riuscita ad andare al Salone per ben due giorni, Venerdì e Sabato – cosa di cui sono estremamente felice, non solo perché ho potuto incontrare tante belle persone, ma anche perché ho potuto girare tra gli stand con più calma.
Venerdì sono arrivata al Salone verso le 11 e sono entrata praticamente subito, perché ero in comitiva con un mio corso dell’università e avevamo comprato i biglietti in anticipo; dopo aver sbrigato alcune commissioni accademiche ho ottenuto l’agognata libertà e ho cominciato a girare tra le bancarelle, curiosando qua e là. Per la prima volta me la sono presa con molta, molta calma, scartabellando tra i titoli delle dei vari stand e sorridendo tra me e me nel vedere le iniziative degli editori più piccoli per farsi notare (vedasi il simpatico poster qui di fianco, ad esempio). Dopo un’oretta, però, ammetto d’aver cominciato a preoccuparmi… ma dov’erano tutte le persone con cui dovevo vedermi? Fortunatamente mi sono accorta che era tutta colpa del cellulare, la cui connessione a internet era saltata – ed è così che ho letto il messaggio della fantastica Sonia con giusto 45 minuti di ritardo (scusami ancora!).
Alla fine, quando ci siamo trovate, c’è stato un momento di festa e abbracci – anche perché io ho fatto la mia subdola entrata da dietro (è una mia specialità), quindi la povera Sonia si è sentita rivolgere un ciao inaspettato e ci ha messo qualche secondo prima di capire chi fossi (fortuna che la maglietta era davvero inconfondibile). Sorpresa nella sorpresa, con lei c’era anche la dolce Francesca, che mi ha fatto tanto piacere conoscere dal vivo! Abbiamo chiacchierato per un poco e, superati i naturali impacci iniziali, ci siamo trovate davvero bene; all’inizio collegare ciò che si è letto a un viso in carne e ossa è un po’ strano, ma abituarsi è una questione di pochi minuti, soprattutto quando c’è già un rapporto d’amicizia e simpatia online.
Poco dopo si è unita a noi la sempre amata Leggivendola, che ovviamente ho rivisto più che volentieri, strapazzandola un po’ coi miei abbracci e ciacolando di libri e di blog e di tutte le belle cose di cui ciacoliamo di solito via computer, insomma (solo che dal vivo è molto meglio, com’è facile immaginare).
Poco dopo, ahimè, le ho dovute abbandonare: avevo una conferenza obbligatoria con il mio corso universitario. Fortunatamente è stata piuttosto interessante, quindi l’ho seguita con piacere; si parlava di trasposizioni cinematografiche di libri di ogni tipo, dalla fantascienza di Philip K. Dick ai classici come Choderlos de Laclos.
Finito l’incontro, però, sono subito corsa via – i miei compagni di corso li vedo praticamente tutti i giorni, le mitiche blogger no!
Mi sono riunita subito a Sonia, Fra e Leggy, per poi conoscere un’altra Francesca e la Fede, che speravo proprio di riuscire a incontrare – tra l’altro aveva una magnifica borsa del Libraccio con tanti bei libri, compresi quelli di Dahl, che ho elogiato come se non ci fosse un domani (perché lo meritano, sia chiaro). Con lei c’era anche il suo ragazzo, che cura la bella grafica del suo blog.
Poi, davanti al Caffè Letterario, abbiamo incontrato la fantastica Chiara – che è stata tanto carina e non ci ha insultate, nonostante le impedissimo di ascoltare Paolo Nori come si deve.
Tra di noi si è parlato di libri, ovviamente. Tantissimo. Di titoli in lettura e appena finiti, di autori che ci piacciono e che non ci fanno impazzire, di consigli, di tutto un po’, insomma. E’ stato davvero bellissimo, e sarebbe meraviglioso poterlo fare più spesso.
Purtroppo io sono dovuta scappare via verso le 16, quindi ho dovuto salutare tutti e correre verso la stazione. Ho stritolato un po’ le ragazze che ero certa, purtroppo, di non rivedere (Fede, per dirne una! Speravo tanto di rivederti!) e ho salutato le altre, felice all’idea di rivederle il giorno dopo.
Sabato, infatti, ho preso di nuovo il treno e sono tornata, pronta ad affrontare un’altra giornata di libri! Ad accogliermi al Salone, questa volta, ci sono state due folle: quella in fila per il biglietto d’ingresso e quella dentro e fuori lo stand della Feltrinelli, in attesa di poter avere l’autografo di Roberto Saviano (di cui ho visto solo la pelata e la scorta). E’ veramente incredibile il numero di persone che, già alle 11.30, era in coda. 
 
Proprio di fianco allo stand della Feltrinelli ho aspettato il caro Marco, noto anche come Salomon Xeno, con cui mi sono diretta verso un’altra metà importantissima – ovvero lo stand della Bao, casa editrice di fumetti che adoro e che pubblica anche Zerocalcare (ma voi già lo sapete che lo adoro, trovate le prove qui); Zero era presente e Marco si è fatto fare una dedica bellissima sulla sua copia di Ogni maledetto lunedì (su due). Nel frattempo, io ho chiacchierato con Lara, che mi ha fatto tanto piacere rivedere (dopo averla conosciuta al Salone del libro usato), e insieme abbiamo aspettato l’arrivo di Erica – ovverosia, la Leggivendola. Appena è arrivata sono partite le chiacchiere libresche, lo scambio di impressioni ed esperienze, i racconti degli incontri con gli autori. 
La giornata non poteva iniziare meglio, sul serio!
Ho girato per un po’ con Marco e Lara, mentre Leggy è andata in Sala Gialla a seguire l’incontro con Loredana Lipperini, Michela Murgia e le redattrici de La 27a ora. Abbiamo esplorato un po’ di case editrici, tra cui c’erano ovviamente alcune immancabili (ISBN, tanto per dirne una), poi Erica si è riunita a noi e siamo corse verso un posto molto speciale, ovvero lo stand radiofonico dove Elisa, alias La Lettrice Rampante, stava per essere intervistata. Lì abbiamo rivisto anche Sonia e Chiara, oltre a Valentina, un’amica di Sonia. Abbiamo fatto le fangirl e ci siamo scambiate impressioni e abbracci – sono proprio contenta di aver conosciuto dal vivo anche Elisa! Oltretutto, abbiamo avuto anche l’occasione di conoscere il famoso Lettore Rampante, che ci è stato presentato proprio con questo titolo – è stato un momento divertente.
Purtroppo non siamo potute rimanere ad ascoltare l’intervista, perché si era deciso che verso le 14 alcune blogger si sarebbero incontrate davanti allo stand della Miraggi ed eravamo curiose di vedere chi ci sarebbe stato.
Ammetto di non ricordare proprio tutte (ebbene sì, eravamo tutte donne!), anche perché di alcune non conoscevo il blog e quindi mi erano ignote. Ho incontrato con piacere, però, Morna, Lorenza e Sara, simpatiche e piene d’energia come me le immaginavo dai loro blog, e ho scambiato due chiacchiere con Isy e Lya, di cui non seguo il blog ma di cui ogni tanto guardo i video su YouTube. Spero di non essere risultata scortese parlando poco con le altre, ma non sapendo chi fossero non avevo punti in comune da cui partire per una conversazione.
Ho scoperto di essere la più piccola (mi sono sentita un po’ bambina, lo ammetto) e ho deciso che l’anno prossimo devo trovarmi un fidanzato volenteroso, o noleggiarne uno, perché voglio anche io un uomo portaborse – si scherza, ovvio!
Dopo mezz’oretta siamo rimaste di nuovo io, Valentina, Sonia ed Erica (Marco e Lara erano a fare un giro), c’è stato un bel momento di chiacchiere, quindi io ed Erica ci siamo riunite a Marco per parlare di un progettino di cui sarete presto informati anche qui su Bibliomania (ma di cui s’è già parlato ampiamente qui & qui – io aspetto l’uscita “ufficiale” per farlo, e riconfermo così la mia natura ritardataria). Per farlo, abbiamo sfruttato un fantastico piano sopraelevato, dove c’erano tavoli e sedie; una vera manna dal cielo, dopo tutta la mattinata passata in piedi! Qui, nel frattempo, abbiamo rivisto Francesca (sempre di Lost in good books) e abbiamo fatto le ultime chiacchiere, prima di salutarla con un bell’abbraccio.
Non sono mancati anche i momenti divertenti, nel frattempo. Condivido, giusto per il vostro sollazzo, una foto di me, Erica e Charles Darwin! Dovremmo rappresentare gli stati dell’evoluzione, ma diciamo che siamo solo noi due con delle faccette strane.
E poi… poi siamo andati nello spazio dedicato alla regione Umbria, dove le ragazze della Jo March avevano organizzato un incontro con il fantastico Piero Dorfles!
Ora, cercate di capirmi; seguo Per un pugno di libri da tanto tempo e tra i miei momenti preferiti ci sono senz’altro i suoi consigli, e i riassunti del libro in un minuto che quest’uomo geniale riesce a fare. Potete comprendere, quindi, quanto fossi felice di poterlo sentir parlare dal vivo! Oltretutto, l’argomento è stato davvero interessante: il valore dei classici e dei libri del passato presso i contemporanei (Fragola, che abbia sentito parlare del tuo Book Blogger May? Non sarebbe male!). 
E, per aggiungere gioia alla gioia… sono riuscita a fare una bella foto ricordo con lui! E’ davvero una persona gentile e ha acconsentito con un bel sorriso.
La condivido qui con voi perché so che capirete la mia gioia. Fortunatamente non si vede molto il colorito tendente al melanzana che mi ha devastato le guance mentre gli chiedevo di far la foto.
Anche Erica si è fatta fare una foto con lui (tranquilla, te la passo appena pubblico il post <3).
Nel frattempo, purtroppo, Marco e Lara sono dovuti andare via. Mi è spiaciuto doverli salutare un po’ di fretta, ma l’incontro era ancora in corso; comunque, non siamo troppo lontani e so che ci si potrebbe rivedere presto, volendo (giusto Marco?).
Io, Sonia ed Erica, invece, siamo rimaste a parlare a lungo con le ragazze della Jo March. Sono ragazze davvero appassionate, piene di voglia di fare e sinceramente affezionate ai loro libri. Mi hanno dato un’ottima impressione, incrocio le dita per il futuro loro e delle opere da loro pubblicate, ovvero classici dell’800 come Nord e Sud della Gaskell o La Casa Sfitta, libro a più mani scritto sotto l’egida di Charles Dickens.
Dopo qualche altro giro, osservando le pile di libri di ogni tipo che circondavano, è giunto il triste tempo dei saluti. Ci sono tante persone con cui avrei voluto sedermi per un caffè tranquillo, senza dover guardare l’orologio… prima o poi riusciremo ad organizzare qualcosa del genere, lo so.
E qui finisce il mio resoconto del Salone. Non è bello quanto altri che ho letto, ma spero di essere riuscita a esprimere il divertimento, la gioia, l’emozione e l’affetto che ho provato; sono state emozioni intense, che rimarranno con me. 
Spero anche di aver reso chiaro tutto questo anche a chi mi ha incontrato, con le mie parole e coi miei abbracci – ovvero, gli unici modi che conosco per condividere la mia felicità.
Il terzo appuntamento per il Book Blogger May di Fragola chiede quale valore hanno fiere, incontri e seminari “librocentrici”. Io spero di essere riuscita a spiegare, attraverso il racconto della mia esperienza, quali sono i valori che ritengo più importanti: la condivisione, l’incontro con altri appassionati e con luminari della cultura, la scoperta (delle novità, ma anche dei classici “sfuggiti”), la conferma della propria passione.
Ma, dato che le mie parole sono senz’altro insufficienti, vi chiedo di leggere gli altri post in giro per il web; quello di Erica, quello di Fede, quello di Marco, quello di Elisa, quello di Chiara… E chissà quanti altri ce ne sono, che ancora devo leggere. Queste sono solo goccioline in un mare di esperienze e di persone che si sono mosse per partecipare al Salone ed esprimere il loro amore per le storie, per la letteratura, per tutti i valori che ho elencato prima. Ecco, io trovo che il loro valore intrinseco sia la mobilitazione che provocano, la concentrazione di interessi che riescono a creare. Ed è una cosa meravigliosa.
Meglio che mi fermi qui, altrimenti rischio sul serio di annoiarvi.
Vi saluto tutti, chi c’era e chi non c’era, con tanto affetto.
Sempre vostra,
Cami

lunedì 13 maggio 2013

XXVI Salone del Libro di Torino: Bibliomania ci sarà anche quest’anno!

Ciao a tutti!

Come vi avevo già anticipato in diversi post, anche quest’anno sarò presente al Salone del Libro; sono particolarmente emozionata perché riuscirò ad esserci per due giorni – che è come dire che avrò il doppio di cose da vedere e da fare rispetto all’anno scorso, con il conseguente doppio divertimento.

Se tutto va bene, poi, quest’anno sarà speciale anche per altri motivi: finalmente potrò vedere (e rivedere) molti di voi! Sapete quanto io tenga alle nostre chiacchierate virtuali e quest’occasione di renderle “concrete” mi riempie di gioia. So già che ci saranno anche tanti/e altri/e blogger, con cui ovviamente spero di riuscire a parlare un po’ – con qualcuno mi sto già organizzando e, in tutta onestà, la cosa mi manda in sollucchero. Alcuni si dovranno aspettare abbracci stritolanti e affettuosi, e lo scrivo qui cosicché possano prepararsi, dato che potrei essere piuttosto irruente, dal vivo…

Detto questo, alcuni di voi si staranno giustamente chiedendo qualcosa del genere “Come diavolo faremo a riconoscerti, dato che non abbiamo idea di quale sia la tua faccia?”.
Semplice: indosserò una maglietta speciale, un modo per essere riconosciuta subito. Ma non sarà quella dell’anno scorso – questa volta ho deciso di rinnovarmi. Quindi vi presento, non senza soddisfazione, la maglietta di Bibliomania edizione 2013!

E’ fatta con le mie manacce, e si vede, ma credo sia meglio così: anche se dubito che ci siano altre ragazze con una B arancione sulla maglia, l’artigianalità dovrebbe renderla del tutto inconfondibile.

Altra informazione, altrettanto importante per trovarmi: i miei orari.
Sarò presente Venerdì 17 e Sabato 18; questi saranno, più o meno, i miei orari:
- Venerdì: arrivo per le 10.30/11, uscita per le 16 circa;
- Sabato: arrivo per le 10.30/11, uscita, probabilmente, per le 18
Entrambi i giorni si svolgeranno diversi incontri davvero interessanti, ma non ho ancora deciso quali seguire. Me ne sono segnata una quindicina, ma sceglierò se parteciparvi o meno di volta in volta. L’unico incontro a cui sarò sicuramente presente è quello dedicato ai Film da sfogliare, Venerdì 17 alle ore 13; per il resto, mi lascio carta bianca.
Una piccola nota: Venerdì sarò presente con dei compagni di università, mentre Sabato girerò per conto mio.

Concludo il post come faccio ogni anno, ovvero facendovi una richiesta: anche se non ci siamo sentiti prima qui nei commenti, o non ci siamo organizzati per vederci, se mi vedete non siate timidi e fermatemi per parlare un po’ – anche Venerdì, quando non sarò sola. Mi farebbe tanto, tanto piacere! Non mordo, giuro.

Con affetto,

Cami

domenica 3 giugno 2012

XXV Salone Internazionale del Libro, il ritorno

Ciao a tutti!

Con un po’ di ritardo causato da impegni accademici (esami? Chi ha parlato di esami? Gli esami non esistono!) mi accingo, finalmente, a parlarvi del Salone del Libro di Torino 2012.
Io ci sono andata Sabato 12 (come ben sapete), e ho passato i giorni precedenti a seguire su Twitter l’hashtag #SalTo12 con desiderio, invidia, interesse e un’infinita voglia di condividere e comunicare: quando il fatidico giorno è arrivato non stavo più nella pelle!

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L’opuscolo con la mappa del Salone – qui in posa di fronte ad alcuni dei miei libri da leggere

Sono arrivata in mattinata (insieme a mia mamma, che mi ha fatto conoscere ille tempore la fiera e che ancora se ne vanta – a ragione, in fondo!); faceva piuttosto caldo, ma fortunatamente la coda non è durata molto e la lunga attesa che ci aspettavamo si è rivelata molto più breve di quanto pensassimo.

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Anche gli anni scorsi la coda è sempre stata piuttosto scorrevole, quindi bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e complimentarsi con gli organizzatori e con gli addetti!

 

Sin dall’entrata si percepiva una bella atmosfera frizzante e attiva, di quelle che contagiano chiunque si avvicini; c’era già molta gente e questo mi ha fatto piacere, perché significa che si vuole guardare avanti (benché questo sia un periodo poco sereno, in generale, per l’Italia) e che la lettura è un’attività che continua ad appassionare molti.

E poi… gli stand veri e propri. Qui ho iniziato a non capirci più nulla – davanti a così tante storie ancora da scoprire vengo presa da una sorta di furor che mi costringe a saltellare di qua e di là e costringere la mia povera mamma a seguirmi per le mie peregrinazioni da uno stand all’altro (mentre lei, molto più organizzata di me, avrebbe voluto seguire un ordine più preciso). Ho iniziato visitando gli stand più “periferici” (ovvero quelli lungo il perimetro del Salone), occupati dalle case editrici più piccole: in questo modo scopro sempre qualche chicca, qualche pubblicazione particolare, oppure una collana che affronta argomenti interessanti. Prendo sempre anche i cataloghi, così da poter vedere se c’è qualche titolo che mi ispira e che magari mi è sfuggito, in modo da segnarmelo per futuri acquisti!
Ovvio che, dovendo combattere contro la forza centripeta dei grandi editori, queste realtà editoriali più piccole tentino strategie di ogni tipo per richiamare l’attenzione del lettore di passaggio: tra tutte, segnalo quello che mi è sembrata più simpatica, ovvero il particolare “zerbino” di Tic Edizioni:

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(peccato sia venuta un po’ mossa… si vede che non sono una grande fotografa!)

Siamo poi passate agli editori medi e grandi, evitando però gli stand Einaudi, gruppo Gems, Mondadori e Giunti – erano davvero troppo imballati e, comunque, li conosco già molto bene, visto che acquisto prevalentemente loro libri; ho preferito sfruttare il Salone per scoprire editori a me sconosciuti.

DSC01280Non ho potuto evitare del tutto, però, alcuni dei soliti noti: come potevo non passare per i giganteschi stand di Adelphi e Sellerio (due delle mie case editrici preferite, per qualità del testo e del libri in sé), di curiosare tra gli scaffali Rcs (che, quando sono arrivata, erano ancora vivibili – a un certo punto si sono riempiti tantissimo anche loro, se fossero già stati in quelle condizioni non mi ci sarei nemmeno avvicinata) e di aggirarmi tra i ben conosciuti stand della Elliot, della Fazi e della Marsilio, che offrono sempre qualche curiosità tutta da scoprire.

La quantità di libri presente è veramente incredibile. Io me ne stupisco sempre e quasi mi dispiace non poter dedicare un minuto a tutti i libri, leggerne con calma le trame, magari sbirciare le prime pagine per capire se la storia trattata potrebbe essere quella giusta per me. Ovviamente non è possibile – anche fossi stata a Torino tutti e cinque i giorni, non avrei avuto abbastanza tempo! – ma devo ammettere che è un pensiero rassicurante sapere dell’esistenza di tutte queste meraviglie: non rimarrò mai senza nulla da leggere.

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Ho fatto solo una breve pausa, in cui io e mia mamma ci siamo mangiate una fetta di pizza – altrimenti non avremmo avuto le forze per proseguire! – e ormai, lo ammetto, pensavo che non avrei incontrato nessuno del blog. Era l’unica cosa che mi dispiaceva della giornata: speravo proprio di riuscire a chiacchierare con qualcuno di voi.
Ma proprio quando meno me l’aspettavo, appena uscita dallo stand Fazi, anche questo mio desiderio si è realizzato! Ho incontrato, infatti, il simpatico Marco, anche noto come Salomon Xeno: non abbiamo avuto tantissimo tempo per chiacchierare (ci siamo limitati ad un confronto tra i nostri acquisti e alle prime impressioni su alcuni editori), ma avremo modo di parlarne meglio in futuro, appena sarò liberata dal giogo degli esami.

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La giornata è proseguita in tutta tranquillità, continuando a passeggiare, ad appuntarmi libri e a trattenermi dal prenderne di nuovi – anche se, devo dire, ho fatto una scorta niente male! In fondo, ho risparmiato proprio in vista del Salone… quindi non mi sono sentita troppo in colpa nello spendere un po’! Mi sono data due sole regole: prendere se possibile libri che già desideravo e mantenermi sempre e comunque sotto i 10 € per libro (proposito più che raggiunto, visto che il libro più costoso che ho comprato veniva 8 €). Ve ne parlerò alla fine del post.

Per quanto riguarda un altro degli aspetti più belli del Salone, ovvero gli incontri, mi spiace dire che quest’anno non sono riuscita a seguirne bene nemmeno uno… Ci sono troppi incontri interessanti e avendo un solo giorno a disposizione ho preferito godermi per bene tutti i vari stand. Mi sono concessa, per un poco, una sola eccezione: la puntata dal vivo di Fahrenheit, il programma di Radio3 dedicato alla lettura. Io adoro questa radio e Fahrenheit è uno dei miei programmi preferiti: non potevo perdermi la fantastica sigla (My favorite things da Tutti insieme appassionatamente) suonata dal vivo!

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A condurre c’era Marino Sinibaldi, come sempre molto simpatico e professionale; non sono rimasta a vedere gli ospiti, ma mi pare fossero legati alla strage di Capaci.

 

Verso le 17 sia io che mia mamma cominciavamo ad essere un po’ stanche; dato che dovevamo fare il viaggio di ritorno in macchina, si è deciso che era meglio ripartire. E’ stato un po’ triste – anche se sono riuscita a vedere più o meno tutti gli stand, non ho dedicato a tutti l’attenzione che meritavano, senza contare che speravo ancora di incontrare qualcuno dei miei contatti-internauti e degli appartenenti alla blogosfera. Ma si sa, anche le cose belle finiscono e comunque non ho niente di cui lamentarmi, visto che è stata davvero una gran bella giornata!

Solo arrivata a casa ho potuto passare per bene in rassegna tutto ciò che sono riuscita a procurarmi al Salone… devo ammettere che ho recuperato un bel bottino! Questi sono i cataloghi che ho preso più o meno ovunque (già vedo la mia lista dei desideri che si allunga a dismisura):  DSC01288

E questi, invece, sono gli oggetti vari (cartoline, giornali, opuscoli, segnalibri, gadget vari…):

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Veniamo quindi alle “prede principali”, ovvero… i libri! Ne ho presi in tutto sette: quattro li desideravo da tempo immemore, un paio erano scoperte più recenti, solo uno (Il geometra sbagliato di Angelo Calvisi) è stato un acquisto impulsivo, dovuto alla trama ironica e divertente che mi ha subito attirata!

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Sette libri tutti molto diversi tra loro e di argomento vario – proprio come piace a me!
Spero di recensirli tutti – con molta calma, come mio solito.

Ma non è finita qui… perché BookRepublic (un ottimo sito che si occupa di vendere e-book in italiano) durante il Salone ha lanciato un’offerta strepitosa: un pacchetto di dieci e-book totalmente gratuiti, scaricabili semplicemente iscrivendosi al loro sito. Io, che cerco ovunque nuovi libri con cui “ingrassare” il mio e-reader, non mi sono lasciata sfuggire l’affare… Non sto a mettere tutte le copertine, per non allungare questo post già chilometrico, ma vi segnalo titoli e autori: Cuore di Tenebra (Joseph Conrad), La Nota Giusta (Bruce Springsteen), Emma (Jane Austen), Il Deposito (Alessandro Zaccuri), Elettra (Amélie Nothomb), Flemma (Antonio Paolacci), La Scienza Negata (Enrico Bellone), La Mala Informaciòn (AA. VV.), La Governante e Altri Problemi Domestici (Charlotte Perkins Gilman) e Papalagi (Tuiavii di Tiavea). Non male, proprio no!

Si conclude così la mia esperienza del 2012 al Salone e questo lunghissimo post; è stato davvero fantastico e l’anno prossimo spero di potermi organizzare per rimanere almeno due giorni.

Spero di non avervi annoiato con questo resoconto infinito… ci vediamo presto col post del mese (ebbene sì, nonostante tutti gli acquisti non ho saputo rinunciare a certi libri trovati su bookmooch!) e con le prossime recensioni!

Un abbraccio,

Cami