Ciao a tutti, amici lettori e amiche lettrici!
Ecco la Top Ten che vi ho promesso nello scorso post: questo mese vorrei parlarvi di alcuni libri da cui mi aspettavo poco o nulla, ma che poi si sono rivelati splendide letture.
Per ricordare a me stessa e a tutti i lettori che ogni tanto è bene dare una chance anche a titoli che inizialmente non sembrano suggerirci granché – possono rivelarsi sorprese inaspettate!
1. Grottesco di Patrick McGrath
Non so perché partissi con aspettative così basse nei confronti di questo libro, visto che avevo già letto – e adorato! – Follia, dello stesso autore. Forse perché sapevo che quest’ultimo era considerato la sua opera migliore, all’unanimità: pensavo, insomma, di aver già letto il meglio. Quanto mi sbagliavo!
Grottesco è riuscito a farmi sentire i brividi lungo la schiena: trama e personaggi rispecchiando perfettamente il titolo… Per me è questo, il miglior McGrath!
2. Cielo nostro di Giorgio Boatti
Di Boatti non avevo mai sentito parlare. Proprio mai. Quindi, benché la copertina e la trama mi attirassero, ero un po’ titubante… ora che l’ho incontrato spero proprio che torni a dedicarsi presto alla narrativa, perché Cielo nostro è stata una lettura incredibile. Tra realtà storica e fantasia letteraria, cronaca di una nazione e biografia, Boatti osserva l’unità d’Italia attraverso gli occhi del generale Giuseppe Govone, partendo dai suoi giorni da cadetto, per mostrare sia le luci che le ombre dell’unificazione del nostro Paese.
3. La Cripta dei Cappuccini di Joseph Roth
Ho già parlato di questo libro e chi ha letto il mio commento sa che reputo Roth uno scrittore dal talento raro; tuttavia, quando ho iniziato a leggere questo libro, non mi aspettavo granché. Eppure, a posteriori, posso dire che gli indizi per capire che l’avrei amato c’erano: edito da Adelphi (una garanzia di qualità, nella maggior parte dei casi), scritto da un autore mitteleuropeo (il centro Europa, tra le due guerre, ha dato i natali a scrittori incredibili)… avrei dovuto capirlo!
4. Il Compleanno di Dulce Maria Cardoso
Anche di questo libro ho già parlato, e proprio nella mia recensione ho sottolineato come non avessi particolari aspettative nei suoi confronti – anzi, partivo quasi con un pregiudizio negativo. Mi sembrava si trattasse del solito romanzo che fa leva su situazioni familiari fin troppo disastrate, pronto ad accalappiare il lettore con facili sentimentalismi… Sono davvero felice di poter dire che mi sbagliavo, mi sbagliavo alla grande! E’ un libro denso e, a modo suo, inaspettato.
5. Il Segreto di Sebastian Barry
Questo libro è un po’ diverso dagli altri: è qui perché l’ho comprato presa dell’entusiasmo per il mio nuovo e-reader (non l’ho nemmeno cercato, era nell’home page) e non dopo lunghe attese e rimuginii (come mi succede di solito quando acquisto un libro). All’inizio ho cominciato a leggerlo più che altro per provare il reader, senza nemmeno pensare a cosa mi sarei potuta aspettare da questa lettura… Ora, invece, ringrazio il caso che me l’ha fatto prendere!
6. I Pilastri della Terra di Ken Follett
Ebbene sì, io ho cominciato la lettura di questo best-seller di fama mondiale senza aspettarmi nulla. Perché? Probabilmente perché, a 16 anni, non sapevo molte cose su Ken Follett – per strano che possa sembrare, era un autore che non avevo ancora incrociato sulla mia strada. Poi ho visto questo libro tra quelli dei miei… la trama mi ha incuriosita e così ho cominciato a leggerlo; ma non l’avevo iniziato di certo aspettandomi che, a distanza di anni, sarei stata ancora affezionata a Kingsbridge e ai protagonisti di questa storia.
7. Addio alle armi di Ernest Hemingway
Hemingway mi era stato presentato come uno scrittore particolare, che o si ama o si odia – quindi volevo affrontarlo con i miei tempi, scegliendo il titolo giusto. Invece ho trovato questo libro nella lista di letture per l’estate della mia prof. di italiano. Ora, sia chiaro: io adoravo quelle liste. Però… avrei preferito scegliere da me da quale Hemingway cominciare! Così ho iniziato a leggere un po’ titubante. Alla fine, come si può capire dal mio commento qui, non avrei potuto chiedere di meglio!
8. Le anime grigie di Philippe Claudel
Ho iniziato la recensione di questo libro proprio parlando di quanto mi avesse stupita, dato che partivo da aspettative praticamente pari allo zero. Ancora adesso mi ricordo l’atmosfera che aleggia lungo le pagine del libro, le vite spezzate dei protagonisti, la forza drammatica di quei capitoli finali che riuscirono a colpirmi ed emozionarmi. Una narrazione pacata eppure coinvolgente.
Ho un altro libro di Claudel che attende di essere letto; forse aspetta proprio perché, dopo questo gioiellino, le aspettative si sono alzate nettamente.
9. La figlia dello straniero di Joyce Carol Oates
Avevo già letto un libro di Joyce Carol Oates e mi era piaciuto, ma non mi aveva entusiasmata. Ho cominciato questo libro, quindi, senza aspettarmi granché. Invece ho incontrato una protagonista forte, una storia dolorosa, un viaggio nelle contraddizioni degli Stati Uniti del secondo dopoguerra e, soprattutto, ho capito perché la Oates viene spesso citata tra i migliori scrittori americani della sua generazione. Una penna così è rara da trovare: è una narratrice che riesce a nascondersi e a lasciar parlare la storia.
10. Il giovane Holden di J. D. Salinger
Qui non è che avevo basse aspettative… ero certa che l’avrei odiato! Da quel che avevo letto a riguardo, pensavo che non avrei sopportato Holden, né il suo modo di esprimersi. Ho deciso di dargli una chance solo perché è comunque un classico e perché volevo poter avere una conferma di prima mano sulle mie impressioni, per unirmi gioiosamente al gruppo di detrattori. Ho cominciato a leggere… e il pregiudizio si è sciolto come ghiaccio al sole. Questo libro è incredibile: sono inevitabilmente passata dalla parte degli ammiratori!
E con questo è tutto per la Top Ten di oggi: conoscete questi libri? Li avete letti?
Auguro a tutti uno splendido Febbraio!
Cami