martedì 29 aprile 2014

Di Saloni e di concorsi: anticipazioni su Maggio

Buongiorno cari lettori e lettrici!

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Aprile giunge al termine e si avvicina a passi da gigante uno dei periodi dell’anno che più preferisco: i giorni in cui si svolgerà il Salone Internazionale del Libro di Torino. Quest’anno il Lingotto si animerà grazie a tutti gli amanti della lettura da Giovedì 8 a Lunedì 12 e io sono già in fibrillazione. Se ancora non avete consultato il programma degli eventi, vi consiglio di darci al più presto un’occhiata: ho adocchiato moltissime discussioni interessanti e ci saranno senz’altro autori per tutti i gusti.
Come sempre, parte della mia eccitazione per questo evento è data anche dalla eventualità, anzi dalla concreta possibilità di incontrare qualcuno dei lettori di Bibliomania. So per certo che vedrò almeno quattro o cinque facce, perché l’instancabile Maria di Start from Scratch si sta dando da fare perché accada (vi rimando direttamente alle sue parole); tuttavia, spero anche di incontrare qualcuno di nuovo, o di inaspettato, e per questo tornerà in pista la maglietta di riconoscimento, con cui spero di essere inconfondibile (forza della B arancione, mi affido a te!). Ecco, solo per i vostri occhi, la versione 2014:
Bibliomaglia

In realtà, come avrete capito, è più una 2013bis; ho giusto fatto qualche piccolissimo ritocco. Purtroppo quest’anno non penso proprio avrò il tempo per prepararne una ex novo – ma va bene così, anche perché questa B un po’ sgargiante mi piace, mi mette allegria: sarà che è già legata a tanti bei ricordi.
Passando ai dettagli tecnici, io sarò presente solo un giorno, Venerdì 9, dalla mattina presto (non dico dall’orario d’apertura, ma siamo lì) fino al pomeriggio, verso le 18. L’unico evento a cui parteciperò sicuramente è quello delle ore 14 nella Sala Bianca, dal titolo C’è spazio per lo spirito nell’editoria di oggi? Presenzierò insieme ad altri studenti della mia università nell’ambito di un laboratorio che stiamo seguendo (e che mi piace moltissimo): ve ne parlerò più approfonditamente nel futuro prossimo.
In generale, comunque, spero di poter salutare di persona molti di voi! Se vedete la maglietta fatevi avanti, placcatemi, offritemi un caffè, tiratemi uno scappellotto… insomma, fatevi sentire: io vi aspetto.
Passiamo al secondo punto dell’ordine del giorno, un altro argomento cui tengo molto: la seconda edizione di 3Narratori, il cui nome ufficiale quest’anno è 3Narratori: Il libro delle ombre. È un concorso letterario cui partecipo nella veste di giudice, insieme a Salomon Xeno e alla Leggivendola; l’anno scorso avevo apprezzato molti dei racconti inviati e il frutto finale della prima edizione, l’e-book (distribuito gratuitamente), è il risultato di un lavoro di gruppo di cui sono molto fiera.
A questa seconda edizione possono prendere parte racconti di lunghezza compresa tra le 1000 e le 5000 parole, basati sulla premessa che vi riporto dal bando (la pagina ufficiale è sul blog di Salomon, Argonauta Xeno; lì troverete anche il regolamento ufficiale):
Il Libro delle ombre
“Nessun individuo può sfuggire alla propria ombra”
Ciascuno affronta ogni giorno una serie di problemi, la maggior parte dei quali non influenza significativamente la sua esistenza. Alcune volte può capitare invece che le conseguenze si trascinino per buona parte della vita, non necessariamente in senso negativo. Nel Libro delle ombre sono raccolte tutte quelle storie le cui conseguenze sono avvinghiate ai personaggi che le hanno generate. Che si tratti di una soluzione felice, di un rimpianto o di un dilemma irrisolto, sono storie persistenti, che lasciano il segno e accompagnano il lettore, così come il protagonista, anche dopo la parola “fine”.
Libro_delleOmbre
Il termine ultimo per l’invio dei racconti è il 12 Maggio compreso – un paio di settimane: se avete un racconto nel cassetto che potrebbe fare al caso nostro, se l’ispirazione improvvisa vi ha colti e state scrivendo forsennatamente, se volete inviare alle 23.59 dell’ultimo giorno disponibile… fatelo: l’importante, come dice l’adagio, è partecipare. E poi il premio (per i tre racconti vincitori) di €15 in un buono da spendere in libri su uno store online a scelta è invitante per tutti i lettori, nevvero?
Anche per questo mese è tutto. Sono stata brava e non ho preso nuovi libri in vista del Salone, ma tornerò a mostrarvene un po’ nel resoconto che farò al ritorno da Torino – ormai è tradizione!
Vi mando un abbraccio e vi auguro buone letture,
Cami

domenica 13 aprile 2014

Le stanze buie–Francesca Diotallevi

Le stanze buie - F. Diotallevi

Titolo:Le stanze buie
Autore:Francesca Diotallevi

Anno:2013

Editore:Ugo Mursia Editore
ISBN:978-88-425-5277-2

Pagine:390

Trama:
Vittorio Fubini è un ottimo maggiordomo, abituato a servire padroni esigenti nell’ambiente cittadino di Torino; tuttavia, per esaudire le ultime volontà di uno zio che ha provveduto alla sua educazione, deve trasferirsi in campagna e prendere servizio presso la famiglia Flores. L’incarico poco appetibile, tuttavia, si carica subito di ombre poco chiare, costringendo Vittorio a confrontarsi con degli oscuri segreti…

Quando scopro un libro interessante leggendo le recensioni altrui mi ritengo sempre molto fortunata: i libri pubblicati ogni anno sono moltissimi (non starò qui a ripetere dati che tutti noi lettori conosciamo) ed è facile che alcuni titoli nelle nostre corde – vuoi per limitata pubblicità, vuoi per la svista di un momento – non raggiungano subito la nostra attenzione. Magari li si troverà in futuro, perché noi lettori siamo bravi a cercare libri che possano piacerci; ma ciò non toglie che un aiutino, per trovare questi titoli con più sicurezza e tempestività, non sia caldamente apprezzato.
In questo caso devo ringraziare Erica – la sempre amata Leggivendola – per aver parlato de Le stanze buie sul suo blog e per avermene poi prestato una copia: senza di lei mi sarei persa una lettura molto piacevole, l’opera prima di un’autrice che terrò d’occhio. Perciò, non mi dilungo in ulteriori indugi e passo a parlare direttamente del libro in sé.

Quel che più mi ha colpita, innanzitutto, è stato il lento disvelarsi della trama: volendo vedere la storia come un cerchio, tra i primi e gli ultimi capitoli c’è la celebre chiusura, e tra di essi una circonferenza che il lettore segue intrigato, inizialmente curioso di scoprire cosa può nascondere una bella scatolina, o quale sia il mistero che circonda una vecchia residenza e i suoi proprietari, per poi proseguire sempre più coinvolto nelle dinamiche dei personaggi e nelle rivelazioni che li riguardano.
La narrazione in prima persona, in questo senso, è stata sfruttata al meglio: seguendo il tutto attraverso gli occhi di Vittorio Fubini, nella doppia veste di anziano che racconta la storia e di uomo nel pieno delle forze che l’ha vissuta, l’autrice ci permette di seguire l’intreccio insieme allo stesso protagonista, orchestrando il susseguirsi di rivelazioni in modo tale che il lettore e Vittorio (come personaggio-agente) possano stupirsi e inquietarsi insieme, ma lasciando spazio anche a qualche allusione da parte del personaggio-narrante che spesso accresce il dubbio. Devo ammettere di essere rimasta piacevolmente sorpresa, perché di solito tendo a non essere una fervente sostenitrice del punto di vista in prima persona; trovo che, per la difficoltà insita nella resa della voce precipua di un personaggio, molti autori non riescano a dare un impronta marcata alla storia, rendendo il punto di vista personale inutile – in sintesi: se non hai le capacità necessarie per darmi l’impressione che sia il personaggio stesso a raccontarmi il tutto, perché non ti limiti ad affidarti alla sempre ottima terza persona?
Al contrario in questo caso, come avrete ormai capito, la Diotallevi ha creato un personaggio dalle caratteristiche marcate ed è riuscita a farlo parlare in maniera consona: Vittorio è, mentre leggiamo, una persona stratificata, che mostra una faccia ma talvolta prova sentimenti contrastanti, come ognuno di noi.

Mi sono pian piano affezionata a questo maggiordomo austero e perfezionista, che si lascia avvicinare solo con lentezza e discrezione; mi è piaciuto vederlo affrontare le sfide e le insidie della nuova casa, conoscendo attraverso i suoi occhi i suoi occupanti, che presentano una caratterizzazione meno accentuata ma comunque intrigante e coerente. Il padrone, il signor Flores, colpisce per i tratti ferini che si fanno sempre più marcati nel corso della storia; la padrona, Lucilla Flores, cerca di assaporare nel suo giardino una libertà mutilata, aggrappandosi alla forza dei suoi affetti e delle sue idee; e ancora, il resto della servitù, Olivia e Fosco in primis, che sono vivi, personaggi minori ma veri.
Tutti, nessuno escluso, finiranno per avere una parte nello svolgersi della storia, riservando spesso (come ho preannunciato più su) dei colpi di scena inaspettati: ammetto di esser rimasta a bocca aperta per ben due volte, sorpresa da due svolte della trama che non mi sarei mai aspettata. Pensavo di sapere in che direzione si stesse sviluppando la storia, e invece… Mi ha fatto davvero piacere essere smentita e riprendere a leggere con ulteriore curiosità, seguendo Vittorio col fiato sospeso – fino al finale che, lo ammetto, mi ha colpita (a livello emotivo) più di quanto mi aspettassi.

A dare una mano nel complicare lo svolgimento della trama ci pensa l’elemento soprannaturale, che vena le pagine di una sottile inquietudine. La descrizione di una notte da brivido, la stanza che si nasconde dietro una certa porta, i rumori innaturali che animano la notte sono solo alcuni degli avvenimenti che la Diotallevi racconta, senza calcare troppo sulla descrizione puntuale, ma lasciando piuttosto spazio alla suggestione: io non sono una grande fan degli horror e quando si tratta di spiriti e presenze sono piuttosto suggestionabile, quindi potrebbe essere la neofita che parla, ma sta di fatto che ci sono stati dei momenti in cui la lettura mi ha sinceramente inquietata.
In certi frangenti questa atmosfera misteriosa e oscura sembra lasciar spazio ad altro, e ammetto che all’inizio questo mi aveva un po’ delusa: ma sul finire tutti i nodi vengono al pettine e la luce che sembrava trapelare ha reso il buio ancora più scuro.

Si può già intuire da quel che ho scritto finora che lo stile della Diotallevi mi è piaciuto: le atmosfere nebbiose della campagna di fine Ottocento, i cambiamenti di Vittorio, i profumi e i suoni che accompagnano Lucilla, le emozioni di una bambina come Nora, la chiara sensazione di mistero che ammanta gli oggetti della casa... sono elementi che, sommati, creano un ambiente suggestivo, nato grazie a una penna dalla scrittura pulita e rifinita. Tuttavia, credo anche che il libro non sia perfetto e che la cifra personale dell’autrice non sia ancora sbocciato del tutto; si nota poco, ad esempio in certi passaggi forse un pelo troppo affrettati e in certe scelte lessicali. Niente che l’esperienza non possa cancellare; da parte mia, spero che questa autrice ne faccia tanta. Ho grandi aspettative per il futuro.


Voto:
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            8


Frasi e citazioni che mi hanno colpita…

  • La folla mi scruta con sguardo nuovo. Ai loro occhi devo apparire come un vecchio matto, o come qualcuno di troppo ricco per sapere in che modo spendere i suoi soldi.
    Ma non sono nulla di tutto questo.
    Sono solo un uomo che sta cercando di rimettere insieme i cocci di un passato che, come sassi nelle tasche di un suicida, da troppi anni pesano sulla sua coscienza.

  • «Credete che guarirà?» disse infine la padrona, guardando la colomba.
    I miei occhi si spostarono sull’uccello ferito. Avrei potuto rassicurarla con qualche frase ovvia, ma avevo l’impressione che non fosse ciò che volesse.
    «Difficile dirlo, signora. Credo che, anche se l’ala guarirà, non tornerà più a volare come una volta.»
    «Già.» Abbassò lo sguardo, poi lo risollevò.
    «Vittorio…»
    Mi fece una strana impressione sentirmi chiamare per nome.
    «Sì, signora?»
    «A voi hanno mai spezzato le ali?»
    Avvertii un gelo inspiegabile alla bocca dello stomaco. La lingua come incollata al palato.
    «No, signora» mormorai, con poca convinzione.
    Improvvisamente, il buio era davvero entrato nella stanza, penetrando dagli interstizi della finestra come fumo.
    Lucilla Flores tornò a guardare verso il volatile che si era ostinata a voler salvare. Una strana espressone si dipinse sul suo volto.
    «A me sì» sussurrò, e le sue parole, qualunque cosa avesse voluto dire, si persero nell’oscurità.


Sono contenta di aver ricominciato a scrivere recensioni; sono contenta di aver ricominciato con questo libro.
Grazie per la pazienza e per il sostegno!


Vostra,

Cami

domenica 30 marzo 2014

Premi! Bastoni tonanti! Grande gaudio!

Buongiorno a tutti, miei cari e mie care!
Pare che la primavera sia effettivamente arrivata, ma non diciamolo a voce troppo alta, visto che quest’anno è più birbante de solito; godiamoci il bel tempo finché dura, giusto?

Intanto, io sono comunque in vena di festeggiamenti e allegria perché ho ricevuto, da ben tre persone diverse, il pregiato Boomstick Award – che è un premio divertente e che testimonia apprezzamento sincero. Le motivazioni che hanno spinto TOM, Salomon e la Leggivendola ad assegnarmelo mi hanno resa davvero felice; senza contare che sono tre delle persone che più mi piacciono nella blogosfera, per cui la gioia è doppia, come potete immaginare.

Cos’è il Boomstick Award, esattamente? Lascio che a rispondervi siano le parole del suo creatore (Germano M, noto anche come Hell, di Book and Negative) e sfrutto l’occasione per riportare anche le regole del premio:

boomstickaward2014Perché un Boomstick? Perché, come ho sempre detto, il blog è il nostro Bastone di Tuono! Perché ci piace essere arroganti e spacconi come Ash e perché, in definitiva, le scuse melense e il buonismo di facciata ci hanno stancato.

Il Boomstick è un premio per soli vincenti, per di più orgogliosi di esserlo. Tutto qua.

Come si assegna il Boomstick? Non si assegna per meriti. I meriti non c’entrano, in queste storie. (cit.).

Si assegna per pretesti. O scuse, se preferite. In ciò essendo identico a tutti quei desolanti premi ufficiali che s’illudono di valere qualcosa.

Il Boomstick Award possiede, quindi, il valore che voi attribuite a esso. Nulla di più, nulla di meno.
Per conferirlo, è assolutamente necessario seguire queste semplici e inviolabili regole:

1 - i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore

2 – i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione

3 – i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto

A cui aggiungo una quarta regola, ché l’anno scorso me le hanno fatte girare:

4 – è vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come io le ho concepite

[…]

l’assegnazione del premio deve rispettare le 4 semplici regole sopra esposte. Qualora una di esse venga disattesa, il Boomstick Award sarà annullato d’ufficio, su questo blog, e in sostituzione, verrà assegnato il:

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che, al contrario, porta grande sfiga e disonore sul malcapitato.

A questo punto, la domanda è: io, chi premierò?

  1. La Leggivendola
    Perché i suoi post scritti con tono epico riescono sempre a darmi la carica e a farmi spuntare un sorriso; perché è una compagna d’avventure (per rubare la calzante definizione usata da qualcun’altro); perché i suoi sono consigli sempre bene accetti; perché la prossima volta che la vedrò dovrò stritolarla in un abbraccio.
  2. Salomon
    Perché ormai se c’è qualche evento interessante in zona, so che lui ci andrà e che quindi avrò qualcuno in grado di sopportarmi; perché, di conseguenza, è un ottimo compagno d’avventure (il copyright della definizione è suo); perché organizza e segnala iniziative fantastiche; perché ormai è un vero amico.
  3. TOM (The Obsidian Mirror)
    Perché in parte è grazie al suo Boomstick, se ho deciso di darmi una mossa e riprendere Bibliomania come si deve; perché i suoi post sono tra i migliori, e per questo dovrebbero leggerli tutti, anche chi non è interessato agli argomenti di cui tratta; perché parla con cognizione di causa ed è sempre pronto ad approfondire tutto; perché prima o poi incontrerò anche lui dal vivo (m’infiltrerò al caffè che Salomon – pare – gli deve da un po’).
  4. Phoebes
    Perché tiene il suo blog da dieci anni – no, fatemelo scrivere con l’enfasi che merita: DIECI ANNI! Praticamente, per gli standard di internet, un’era geologica; perché è stata la mia ispirazione, e non mi stancherò mai di ripeterlo; perché parla di libri, arte, musei, telefilm, cinema, con onesta passione (e condividiamo molte preferenze); perché conoscerla, anche se solo online, è un vero piacere.
  5. Silvia (Dissertazioni libresche semiserie)
    Perché parla spesso di editoria e le sue riflessioni, che io sia concorde o meno, riescono sempre a farmi riflettere; perché amo lo sfondo del suo blog, con Daria che la fa da padrone, così come amo il nome del blog (sì, ogni tanto cedo alle frivolezze); perché seguo il suo account Twitter e dovreste farlo anche voi.
  6. Maria (Start from Scratch)
    Perché parla di classici dosando sincera ammirazione ed erudizione; perché sa organizzare dei gruppi di lettura che piacciono, cui prima o poi parteciperò anche io; perché quando parla di poesia riesce sempre a farmi conoscere componimenti che, in un modo o nell’altro, toccano alcune corde del mio cuore.
  7. Girasonia
    Perché quando ho visto un nuovo post sul suo blog mi è spuntato un sorriso a trentadue denti; perché probabilmente lei può capire bene il motivo per cui mi sono presa una pausa – ma ora che entrambe abbiamo ricominciato, ne sono certa, non ci fermeremo più; perché incontrarla l’anno scorso al Salone del libro è stato come rivedere una vecchia amica; perché quando consiglia lei un libro, mi fido; perché invidio la sua gigantesca libreria, di cui ho seguito le fasi di montaggio in diretta su Facebook (e a tal proposito, penso proprio le ruberò l’idea delle scatole per le scarpe).

 

Ecco, questo è tutto. Ovviamente, vi consiglio di seguirli tutti e sette!
Io torno a leggere e a godermi una tranquilla Domenica in famiglia.

Mando a tutti voi un forte abbraccio e, come sempre, l’augurio di tante belle letture.

Vostra,

Cami

venerdì 21 marzo 2014

Parliamo un po’, vi va?


Credo di essere sempre stata molto attenta a non far trapelare troppo di me, qui su Bibliomania. Non perché non volessi condividere quel che penso e provo – in fondo, rivelo qualcosa ogni volta che commento un libro, e certamente voi che mi leggete vi siete fatti una qualche idea su come sono – ma perché volevo che l’attenzione fosse data soltanto alle letture e agli autori, che sono poi il motivo per cui ho aperto questo spazio e ho cominciato a scrivere.
Tuttavia, dato che queste ultime settimane ho lasciato il blog a se stesso, credo di dovervi almeno una spiegazione del perché mi sono presa questa pausa: in primo luogo, ci tengo a dire subito che non è causata da motivi gravi, ringraziando il cielo.
Semplicemente, ero un po’ sopraffatta dai molti impegni, dalla fatica accumulata, dalle aspettative per il futuro. Ho finito una sessione d’esami piuttosto pesante a Febbraio, in cui ho raggiunto risultati molto soddisfacenti, ma che mi ha lasciata alla sua conclusione priva di energia intellettiva, della voglia di mettermi seduta a riflettere approfonditamente, ad analizzare e discernere: priva, insomma, di quella spinta che mi spinge a sedermi e scrivere le mie recensioni-fiume e poi pubblicarle qui.
Poi sono ricominciate le lezioni. Poi, la stesura della tesi. Poi, la ricerca di lettere di referenza, di informazioni sulla compilazione della perfetta application. Le aspettative di chi mi sta vicino e, soprattutto, le aspettative che io stessa ho nei miei confronti. Insomma, mi sono lasciata sopraffare da queste cose e ho cominciato a sentirmi stretta. Anche Bibliomania, che di solito è un luogo in cui mi rifugio con gioia, cominciava a sembrare un dovere incombente: una cosa che non potevo sopportare. Quindi, per evitare di scrivere brutti post, venati di insofferenza, ho preferito staccare un momento e prendermi un attimo di pausa. Ho riflettuto sulla natura del mio blog, sulla possibilità che fosse necessario anche qualche cambiamento; cambiare parte della routine e delle basi per approcciarmi di nuovo al tutto con ritrovata vitalità.

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Credo proprio che queste settimane mi siano servite, perché oggi mi sono messa alla tastiera e ho ricominciato a buttare giù qualcosa – non molto, ancora, ma l’ho fatto con vero piacere – e non vedo l’ora di condividerlo con tutti voi. Forse modificherò la struttura di qualche post, o di qualche rubrica, o rinnoverò l’aspetto grafico; forse no. L’unica cosa certa è che questo è il mio posto, e voi che leggete e commentate ne siete parte integrante. A volte serve una vacanza, per capire davvero quanto ci manca casa nostra.

Vi ringrazio già, perché so che capirete, e in attesa del prossimo post torno ad augurarvi

Buone letture!

Sempre vostra,

Cami

domenica 2 febbraio 2014

Gennaio: esami, esami… l’ho già detto esami?

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici!

Questo mese non sono stata una grande ospite, qui sul blog… come avrete intuito dal titolo, è stata la sessione d’esami a costringermi a lasciare un attimo da parte Bibliomania e a focalizzarmi sui libri da studiare. Ad essere onesta manca ancora un esame prima che io possa definirmi libera, ma mi mancava troppo scrivere qui e quindi ho deciso di prendermi un po’ di tempo per aggiornarvi e parlare un po’ con voi.

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Per prima cosa, purtroppo mi tocca parlare del mio incredibile ritardo nel GdL organizzato da Fragola e dedicato a I Miserabili. Come avrete intuito, sono rimasta molto indietro. Tuttavia, la lettura è meravigliosa (ovviamente) e, per quanto sia un processo laborioso, scrivere i post di commento mi dava grandi soddisfazioni: penso, quindi, di continuare questo mio progetto, solo seguendo una tabella di marcia più dilatata nel tempo. Magari un post al mese, o ogni tre settimane, sempre suddividendo la lettura nelle tappe consigliate da Fragola. Sarà più leggero per me e più leggero anche per voi, immagino, visto che sono post parecchio corposi.
Penso che questo mi aiuterà anche a mantenere attive le altre rubriche del blog e a tornare a scrivere recensioni più di frequente: ci sono un paio di libri di cui vorrei proprio parlarvi e non vedo l’ora di potermi mettere con calma alla tastiera e organizzare i miei pensieri.

Detto questo, passiamo alla parte dedicata ai miei acquisti libreschi: come avevo già detto il mese scorso, l’anno “sabbatico” mi ha aiutata davvero molto nel regolarmi negli acquisti e nelle acquisizioni di libri in genere. Questo mese ho preso solo due libri, uno che era nella mia Lista dei desideri da un po’ (un libro per ragazzi dalla premessa curiosa), mentre l’altro è un volume che contiene i primi tre libri di una serie in lingua inglese, scoperto grazie a un intervento dell’autrice su Fantasy Book Critic che mi ha piacevolmente incuriosita. Quando poi ho saputo che l’e-book era disponibile gratuitamente, non ho potuto fare a meno di concedergli una chance!

La casa prigioniera del tempo - S. Singleton

Century House, la casa in cui Macy vive con il padre, la sorellina Caroline e due governanti, è avvolta da un velo che la rende invisibile a tutti. I suoi abitanti si svegliano al tramonto, si addormentano all'alba e ogni giorno si ripete identico all'altro, in un perpetuo inverno. Finché una mattina Macy trova sul suo cuscino un fiore di bucaneve. Chi l'avrà lasciato? E per quale motivo? I ricordi di un lontano passato comiciano ad affiorare e la ragazzina decide di scoprire il segreto che circonda la sua famiglia...

 

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The descent gate series - S. M. Reine

Policing relations between Heaven, Hell, and Earth is messy and violent, but Elise Kavanagh and James Faulkner excelled at it-- until coming across a job so brutal that even they couldn't stand to see one more dead body.
Now they've been pretending to be normal for five years, leaving their horrific history a dark secret. Elise works in an office. James owns a business. None of their friends realize they used to be one of the world's best killing teams.
After years of hiding, something stirs. Bodies are vanishing. Demons scurry in the shadows of the night. A child has been possessed.
Some enemies aren't willing to let the secrets of the past stay dead...


Il post di oggi finisce qui; fatemi sapere cosa ne pensati dei libri che ho preso, ditemi un po’ cos’avete preso voi, insomma, fatemi un po’ compagnia mentre finisco di far fondere il mio cervello sui libri universitari!
Scherzi a parte, Gennaio è finito, Febbraio è alle porte: prometto di farmi risentire presto con nuovi post e nuove curiosità letterarie.


Un abbraccio,

Cami