lunedì 4 gennaio 2016
Benvenuto, 2016! + Il mio 2015 di letture
domenica 1 novembre 2015
"Per lungo tempo si ricorderanno / con gioia / dei fuochi accesi in novembre"
Ho scelto anche qualche libro, tra i molti che mi attendono da leggere, che rispettino questo tema mensile. Un paio di classici del genere, degli ibridi, un po' di sana ucronia. Sono cinque: non penso riuscirò a leggerli tutti, ma mi sono concessa un parco scelte più ampio per assecondare anche i bisogni del mio umore. Ci sono i racconti di Philip K. Dick, Rapporto di minoranza e altri racconti per l'appunto; I.N.R.I. di Michael Moorcock; il primo volume dedicato a Nicolas Eymerich, inquisitore di Valerio Evangelisti; Addio e grazie per tutto il pesce dell'amato DNA (e magari vi parlerò anche del terzo volume, letto qualche tempo fa e spassoso quasi quanto i suoi predecessori); infine, Bypass Gemini, lettura in lingua inglese che spero sarà un'avventura divertente.venerdì 31 luglio 2015
“Rispondi Luglio - Dov'è l'Ape - Dov'è il Rosseggiare - Dov'è il Fieno?”
Seconda meta, metà Agosto: Toscana. Qui onestamente dubito di avere il tempo di respirare, figurarsi di leggere, quindi per non partire proprio senza nulla è meglio limitarsi a libri brevi, che stanno facilmente in borsa, pronti da prendere nei rari tempi morti.
Senza dimenticare, poi, che con me ci sarà il fedele cellulare: ho scaricato e uso da molto tempo diverse app per la lettura e quindi avrò sempre con me, nei momenti di emergenza, almeno una ventina di titoli tra cui scegliere.
Sono un buon miscuglio di libri che mi aspettano da una vita e di acquisti più recenti; di storie avventurose da divorare e classici da assaporare con più calma; più in generale, sono libri che ho molta voglia di leggere.
Mentre aspetto i vostri consigli, finisco di leggere Come si legge un libro (e perché) di Harold Bloom. Vorrei parlarvene dettagliatamente, perché dà molto su cui riflettere: per ora, voglio solo dire che capisco l’importanza di Bloom per la critica contemporanea e che se confronta ancora un qualunque autore con Shakespeare rischio di correre negli U.S.A. solo per strozzarlo.
P.S. una promessa è una promessa, quindi questo post scriptum s’ha da fare: ciao G! So che stai leggendo, e ne sono felice.
giovedì 14 maggio 2015
Si può fare! (SalTo 15, assenze semi-giustificate, ritorni alla vita - più o meno)
martedì 3 marzo 2015
“Come si allungano le ore | di luce, com’è ingordo Febbraio | di oro torbido e di vita”
Miei cari lettori, mie care lettrici,
spero che abbiate passato il mese più breve dell’anno tra libri bellissimi e coperte calde. Il verso che ci porta questo Febbraio è tratto da una poesia di Giuseppe Conte che s’intitola Il tuo miracolo, amore; lo trovo molto adatto per descrivere il sole che, dopo tutta la neve venuta giù, sta finalmente accarezzando il giardino di casa.
Per me è stato un mese di alti (altissimi) e bassi. Speravo di riuscire a mantenere i miei buoni propositi per il blog, ma purtroppo sono un po’ andati per la tangente, per così dire; tuttavia ho avuto i miei buoni motivi, e finalmente posso condividerli anche con voi.
Innanzitutto, purtroppo, il mio telefono è impazzito da un giorno all’altro; il che vuol dire aver perso le liste di libri interessanti, svariate bozze di recensioni, foto a libri e citazioni… Uno strazio. Uno strazio immenso. Purtroppo dovrò rinunciare a parlarvi di un po’ di libri letti tempo fa, di cui non mi sento di fare una recensione senza l’ausilio dei miei appunti (scritti subito dopo la fine della lettura). Come potete immaginare è stato piuttosto deprimente per me.
Fortunatamente ora il mio telefono è stato riparato e ho imparato a mie spese che avere il backup di ogni cosa è sempre buono e giusto!
In secondo luogo – e qui si passa alle notizie belle – posso finalmente parlarvi della mia prossima “avventura accademica”, come l’ho chiamata nell’ultimo post. Come alcuni di voi sanno, il mio sogno è lavorare nell’editoria; allora ho preso il coraggio a due mani e, appena presa la Laurea, mi sono iscritta al test d’ingresso per il Master in Editoria organizzato dalla Statale di Milano in collaborazione con la Fondazione Mondadori e con l’AIE.
E mi hanno presa. Mi hanno presa!
Non sto più nella pelle dalla gioia e non vedo l’ora di cominciare!
Vi ringrazio tanto per tutti gli incoraggiamenti che mi avete fatto sotto il post, e sappiate che in parte è anche grazie a voi se sono riuscita a passare: gli esaminatori mi hanno fatto molte domande riguardanti Bibliomania e quindi questo mio spazio, e di conseguenza anche voi, siete stati partecipi del mio successo. Quindi grazie di nuovo, e di cuore. Spero di poter condividere presto con voi spizzichi e bocconi di questa nuova esperienza!
Ma ora basta parlare di me: torniamo a parlare di libri. Volevo condividere con voi gli ultimi arrivi in casa P., che sono piuttosto vari. Grazie al sempre meraviglioso Bookmooch ho ricevuto Cuore cavo di Viola Di Grado (non nell’edizione con la copertina originale – e bellissima – ma ci accontentiamo) e Tutto il teatro di Sarah Kane, autrice che “corteggio” da un po’.
“In Cuore cavo Viola Di Grado racconta la storia di un suicidio, di ciò che lo precede e di quello che segue: la famiglia, l'amore, la solitudine, la voglia di vivere intensamente e, dopo la morte, la nostalgia, la frequentazione "fantasmatica" delle persone amate. Un romanzo dalla natura crudele che racconta la decomposizione dei corpi e la "vita" dell'anima dopo la morte, il rimpianto per il mondo e l'aldilà senza sensi, la solitudine dei morti e quella dei vivi. Cuore cavo è un romanzo devastante, coraggioso, sorretto da una scrittura stupenda per originalità e poesia.”
“Sarah Kane è una voce senza compromessi del teatro di oggi. Nei cinque testi che costituiscono il suo breve arco creativo, prematuramente interrotto, crea immagini di grande forza che ricostruiscono fino al minimo dettaglio gli estremi di un paesaggio con rovine, in cui le persone si sopraffanno ed esercitano senza pietà ogni tipo di violenza l'uno sull'altro, come risposta a un generale disagio esistenziale. Accusata all'inizio della sua attività di puntare solo allo scandalo e alla provocazione, ha dimostrato invece di saper giocare su varie corde, mettendo in campo capacità notevoli di scrittura ed elaborazione stilistica. La sua ricerca espressiva utilizza un linguaggio allo stesso tempo minuzioso e visionario, con violente liriche impennate, che sigilla la sua statura di classico della contemporaneità.”
In una libreria vicino alla mia vecchia università, poi, ho preso una bella edizione della Mondadori di tutte le poesie del Pascoli e il commesso, cui voglio già un sacco di bene, mi ha praticamente regalato in aggiunta un libricino di Roberto Calasso: La follia che viene dalle Ninfe.
“Prima ancora di venerare la ragione, i Greci si inchinavano davanti alla possessione, fenomeno di «divina follia» che assume varie forme e da cui discendono il pensiero stesso, la poesia, la divinazione. Ma, se si indaga la storia segreta di questa parola – svilita e diffamata dai Moderni –, si scopre che alla sua origine vi è una figura: la Ninfa, provocatrice della possessione primigenia, la possessione erotica, che colpisce non solo gli uomini ma gli dèi. Il saggio che dà il titolo al libro è un tentativo di ricostruzione del significato di questi esseri delicatissimi e oscuri, fascinosi e terribili, dall’inno omerico ad Apollo fino ad Aby Warburg. A questo testo se ne giustappongono altri, che toccano temi disparati.”
Infine, grazie al benemerito servizio MLOL (ovvero il prestito bibliotecario di ebook) mi sono procurata La vedova Couderc di Simenon e In villa di Somerset Maugham. Di questi non vi lascio la trama perché vorrei parlarvene quanto prima, ma se siete curiosi trovate le sinossi qui e qui.
E anche per questo mese è tutto; per Marzo prometto di tornare al solito numero di post.
Vi mando un abbraccio e, come sempre, vi auguro di fare splendide letture!
Vostra,
Cami




