sabato 3 novembre 2012

Ottobre si colora di foglie cadute, caldarroste e pagine da leggere…

Buongiorno cari lettori!
Spero che abbiate passato un ottimo mese: per quanto mi riguarda, è stato pieno di impegni, ma anche di occasioni piuttosto divertenti. A volte le due cose si sono mescolate, ad esempio nella preparazione dello Speciale su Deserto Rosso . Punto di Non Ritorno, che si prende una piccola pausa prima della puntata finale (online tra pochi giorni).
Tutti gli altri post legati al mese di Ottobre – Chi Cerca… Trova!, Top Ten Letterarie e un paio di recensioni in cantiere - sono stati rimandati alla prossima settimana, la seconda di Novembre, per lasciare lo spazio che merita a questo Speciale, cui tengo molto (e che spero stia piacendo anche a voi). 
Ma torniamo a concentrarci, per oggi, sul Post del Mese: anche Ottobre mi ha dato molte soddisfazioni a livello libresco – non solo cartaceo, ma anche elettronico. Tuttavia, degli e-book che ho ricevuto vi parlerò meglio nel post di Novembre, perché mi sono arrivati tutti tra gli ultimi giorni del mese appena passato e i primi di quello appena cominciato e inserirli in questo post avrebbe significato ritardarne troppo la pubblicazione e ingarbugliare la mia tabella di marcia.
imgxpost-mese
I libri che mi sono procurata questo mese hanno raggiunto i miei scaffali in tre modi: attraverso il solito amatissimo Bookmooch, la biblioteca e il mio portafogli (ebbene sì, questo mese ho ceduto).
Ve li mostrerò in quest’ordine: ecco, quindi, i quattro libri che mi sono arrivati attraverso il sito di BM (rispettivamente Grande Amore della Brashares, Wunderkind . Una lucida moneta d’argento di G. L. D’Andrea, Il Re d’Inverno di Cornwell e Le storie di mia zia (e di altri parenti) di Cornia).
Grande Amore - A. BrasharesDaniel ha attraversato gli oceani del tempo per trovare Sophia. La sua “memoria” – la capacità di ricordare le sue tante vite passate – è per lui un dono ma anche una maledizione. Sophia ora si chiama Lucy, è una studentessa liceale, e non crede a una sola parola di ciò che le dice Daniel: le sembra impossibile che in passato si siano amati e poi siano stati separati da una forza misteriosa. Ma lui sa che si sono conosciuti molto tempo prima, nel 541 d.C. e nel corso dei secoli Daniel l’ha sempre rincorsa pur di stare insieme a lei: sulla via per la Cappadocia nel 776, nell’Inghilterra del 1918, e poi in Virginia nel 1972. Brevi, fugaci momenti che la morte ha sempre brutalmente spezzato. Anche oggi le loro anime si stanno cercando, e ancora una volta quella forza oscura è pronta a separarli. Un romanzo magico, un’avventura romantica che si snoda attraverso i secoli per abbracciare non una, ma tante vite, inseguendo l’unico, vero, grande amore.
Design G_thumb[22]
Wunderkind - G. L. D'AndreaParigi, autunno. È una lucida moneta d'argento a sconvolgere la vita di Caius Strauss. Perché è il dono di un orribile uomo dalla faccia di luna, e perché di lei è impossibile liberarsi: gettata nella Senna o sepolta tra i rifiuti, la lucida moneta d'argento torna sempre.
La moneta è lo strumento con cui il male scritto nel destino di Caius ha scelto di manifestarsi, e la chiave per accedere al Dent de Nuit, il quartiere che nessuna mappa ha mai segnalato. Un mondo di tenebra in cui si annidano uomini dotati di un potere letale e luoghi misteriosi come la libreria Cartaferina, che vende oggetti capaci di realizzare desideri oscuri a prezzo del sangue.
Nel cuore infetto di una Parigi lunare e apocalittica, una terribile rivelazione attende Caius: lui è il Wunderkind, il ragazzo per cui gli abitanti della città nascosta sono disposti a morire e l'uomo dalla faccia di luna è disposto a uccidere.
Design G_thumb[22]
Il re d'inverno - B. CornwellIl grande Uther, re della Dumnonia, è morto. Come erede ha lasciato un bimbo di pochi mesi, nato nel cuore dell'inverno, debole e inerme: il nipote Mordred. Solo Artù, generoso guerriero, potrà proteggerlo dalle forze avverse e condurlo al regno. Solo lui potrà opporsi con la magica spada all'assalto dei Sassoni da oriente. Ma quando il valoroso reggente rifiuta un matrimonio di Stato per inseguire la bella Ginevra, la guerra con i vicini della Dumnonia si fa inevitabile. Dentro la Britannia la forza si raccoglie su Excalibur per la prima sfida. Con Il re d'inverno ha inizio l'avvincente saga del Medioevo celtico, magica e avventurosa.
Design G_thumb[22]
Le storie di mia zia (e altri racconti) - U. CorniaProfonda provincia modenese. Una multiforme famiglia - padre, madre, zii e zie, prozie, nonni, bisnonni e trisavoli - e gli strani personaggi che vi orbitano attorno - amici, miti locali, imbroglioni, inventori, grandi mangiatori, politicanti e chi più ne ha più ne metta, Ugo Cornia filtra i racconti orali dell'amata zia e scrive la saga di una famiglia strampalata che abbraccia oltre cent'anni di storie incredibili e leggendarie: le ultime gioie del trisnonno Bartolomeo Ferrari e l'odio viscerale per il nemico di sempre, l'onorevole Marco Arturo Vicini; la zia Maria che parla con il fratello morto da tempo; la fastidiosa omonimia del padre con un uomo scomparso qualche anno prima; il miracolo del brodo della zia Bruna; la zia Filomena e il poeta corteggiatore. Sono storie che aprono e chiudono su panorami più vasti (l'Italia, la provincia, il tempo che passa), storie che spigolano dentro la mente umana, dentro le nostre speranze e, con luminosa e sagace leggerezza, sanno essere innamorate della vita, della sua inefficienza, della sua approssimazione.

Il prossimo libro, invece, proviene dalla biblioteca della mia città. La figlia dello straniero (di Joyce Carol Oates) è davvero bellissimo e ha confermato l’ottima opinione che avevo di questa autrice; spero di riuscire a recensirvelo a breve.
La figlia dello straniero - J. C. OatesRebecca è una donna dai molti segreti. Mentre si sposta senza una meta precisa lungo l'East Coast americana, tenendo stretto per mano il figlio Niley, lascia dietro di sé pezzi enormi del suo passato: due genitori giunti dall'Europa dilaniata dalla Seconda guerra mondiale e che l'hanno messa al mondo sulla nave che li trasportava lontano dagli orrori del nazismo; un marito che trova sfogo alla durezza della vita quotidiana nella violenza sulla propria moglie; la lettera da un lontano cugino, sopravvissuto all'Olocausto, che le rivela di suo padre e di sua madre più di quanto essi avrebbero mai voluto confessare. L'unica soluzione, per Rebecca e Niley, sembra dunque quella di partire. Partire e annullarsi, reinventandosi in grembo all'America. Perché in fondo l'America è anche questo. E suo padre del resto, con la diffidenza spaurita dell'immigrato di prima generazione, spesso le ripeteva: "Tu sei nata qui, non ti faranno del male". Ma davvero riuscirà quel giovane, immenso e violento paese a proteggere una madre e suo figlio?

Infine, ecco i due libri che ho comprato: uno (Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, classico che non ho ancora letto) proviene da una fantastica bancarella dell’usato, che tra l’altro ha un sacco di Gialli Mondadori e Urania - quindi tornerò sicuramente a visitarla!
Il secondo, invece, l’ho preso alla Milano Book Fair. La fiera in sé non è stata granché: sarà che era il primo anno in assoluto, sarà che forse l’organizzazione non è stata gestita al meglio… speriamo che, se si farà di nuovo, il risultato sia migliore.
Per lo meno ho passato qualche ora piacevole in compagnia di Salomon e Romina… e ho trovato un libro che mi interessava da un po’, ovvero Vagabondo in Irlanda di John M. Synge.
Il Gattopardo - G. Tomasi di Lampedusa
Siamo in Sicilia, all'epoca del tramonto borbonico: è di scena una famiglia della più alta aristocrazia isolana, colta nel momento rivelatore del trapasso di regime, mentre già incalzavano i tempi nuovi (dall'anno dell'impresa dei Mille di Garibaldi la storia si prolunga fino ai primordi del Novecento). Accentrato quasi interamente intorno a un solo personaggio, il principe Fabrizio Salina, il romanzo, lirico e critico insieme, ben poco concede all'intreccio e al romanzesco tanto cari alla narrativa dell'Ottocento. L'immagine della Sicilia che invece ci offre è un'immagine viva, animata da uno spirito alacre e modernissimo, ampiamente consapevole della problematica storica, politica contemporanea.
Design G_thumb[22]
Vagabondo in Irlanda - J. M. Synge
In questa sorta di diario di viaggio, inizialmente pubblicato su riviste periodiche e riunito in un unico tomo nel 1912, Synge descrive l'Irlanda rurale, quella dei "tinkers" (i famosi "zingari" irlandesi), delle donne orgogliose della loro autonomia, dei lavoratori morti congelati nella torba, dei molti artisti senza tetto che si danno a una vita nomade. Un tentativo di raccontare il Paese attraverso i suoi miti ma anche i suoi pregiudizi e tutta la sua fantasiosa libertà.
Vagabondo in Irlanda ci svela un Synge degno erede della tradizione di un Thoreau e precursore dei viaggi "on the road" di Kerouac.

Quindi… ebbene sì, nonostante questo mese gli abbia dedicato già un intero post, devo tornare a parlare di premi – con mio grande piacere, ovviamente! Mi sento quasi viziata, siete davvero troppo gentili.
Ringrazio tantissimo Veronica (del blog Wonderful Wonder World) per il premio Dardos…
premioamicapremio-dardos 








… e ringrazio con un forte abbraccio anche Chiara (di Bulimia Letteraria) e Dulina (di ZoLLeTTe di ZuCChero) per il premio “Amica mia”, un pensiero davvero gentile!
Io questo premio vorrei dedicarlo a tutti voi che perdete qualche minuto di tempo per commentare i miei post. Sapete che provo affetto anche verso i miei lettori “silenziosi” (se non ci fossero anche loro, per chi scriverei?), ma sapete anche che adoro chiacchierare e confrontare le mie opinioni, quindi volevo rivolgere un pensierino speciale a chi alimenta questa mia passione. Grazie!
Per questo Ottobre è tutto; ci sentiamo prestissimo con l’ultima parte dello Speciale e con i post di Novembre!
Sempre vostra,
Cami

martedì 30 ottobre 2012

Speciale: Blog Tour “Deserto Rosso . Punto di Non Ritorno”–Recensione (Fase #2: Tragitto)

Buongiorno cari lettori!
Pronti per affrontare la seconda parte del nostro viaggio interplanetario?
In questa nuova fase conoscerete più da vicino Deserto Rosso – Punto di Non Ritorno: viaggeremo verso Marte, attraverso le pagine del libro.
La nostra astronave si avvicina sempre di più all’obbiettivo!
 
SPECIALE deserto rosso
 
FASE #2: TRAGITTO

Punto di non ritorno - R. C. F. Monticelli

Titolo:Deserto Rosso . Punto di Non Ritorno

Autore:Rita Carla Francesca Monticelli

Anno:2012

Editore:auto-pubblicato

ISBN:978-14-7619-448-6

Pagine:69

Trama:Anna, astronauta dal passato meno limpido di quanto si possa pensare, è uscita con il suo rover dalla base su Marte e sa di essersi imbarcata in una missione suicida. Presto sarà troppo lontana perché l’ossigeno sia sufficiente per tornare indietro. Ma cosa la spinge ad una scelta così estrema? Quali misteri si nascondono dietro a Hera, la missione precedente, miseramente fallita?

Cosa mi aspettavo leggendo questo primo episodio di Deserto Rosso? Non lo so bene nemmeno io. Mi imbarcavo nella lettura di un libro di fantascienza (genere frequentato con piacere ma solo di tanto in tanto, senza conoscerlo bene), auto-pubblicato e di cui non erano ancora disponibili molte recensioni online. Insomma, mi sono buttata un po’ alla cieca, accettando la proposta dell’autrice… E sono decisamente contenta della mia decisione.

Partiamo subito dicendo che, pur essendo un auto-pubblicato, il libro è confezionato benissimo. Impaginazione perfetta, copertina davvero ben fatta (e molto bella anche in bianco e nero, quindi ottima per gli e-reader con tecnologia e-ink), indice con collegamenti ai vari capitoli segnalati: insomma, un lavoro certosino. Possono sembrare sciocchezze, ma contando che è stato realizzato tutto dall’autrice, con l’aiuto di pochi collaboratori, credo che valorizzare anche questi aspetti sia un riconoscimento dovuto.
Inoltre, ho apprezzato moltissimo che fosse segnalato subito, nelle prime pagine, che questa è una prima parte di quattro. L’autrice non inganna il lettore, che così sa di non potersi aspettare un finale conclusivo.
Tutti questi, però, sono fattori esterni alla storia: è meglio rendere subito chiaro, quindi, che oltre alla bella confezione Deserto Rosso propone una storia interessante, che mi è piaciuto leggere.

Sin dalle prime pagine il lettore è incuriosito e catturato dalla narrazione: la Monticelli decide di raccontarci la storia di Anna, la protagonista, utilizzando la prima persona singolare, permettendoci quindi di avere una finestra diretta sui suoi pensieri e sui suoi ricordi.
Una scelta che dà i suoi frutti, perché consente di concentrarsi sui ricordi di Anna e sulle sue sensazioni, senza contare la possibilità di creare suspense giocando con le informazioni che la stessa protagonista non conosce e che sta tentando di scoprire, creando un parallelo tra lei e i lettori, in cui cresce la voglia di seguirla e rivelare i misteri che si incontrano nel corso della storia.

Tuttavia, questo particolare punto di vista non è esente da difetti. Per farci comprendere appieno la sua ambientazione, l'autrice tende ad inserire nel corso della narrazione dei momenti di cosiddetto infodump, che stonano ancora di più quando vengono presentati come riflessioni di Anna, perché risultano poco “naturali”.
Sono parti non sempre necessarie, che spezzano il ritmo e il pathos, soprattutto nelle parti ambientate nel presente di Anna. Il lettore si trova a voler scoprire  cosa la spinge al proprio gesto definitivo e cosa si nasconde dietro alle missioni di colonizzazione marziana; in questo primo volume vengono rivelate poche cose, ci si limita a gettare le basi (che spero siano approfondite nei prossimi episodi).
Oltre a questo, trovo che l’ambientazione su Marte, per il momento, non sia stata sfruttata appieno. E’ comprensibile, visto la maggior parte del tempo siamo nel rover insieme ad Anna; tuttavia, ammetto che mi è spiaciuto. Anche in questo caso, spero ardentemente che i prossimi episodi ci forniscano più scorci marziani.

Più spazio, invece, è dedicato al delineare la personalità della nostra protagonista. La narrazione è molto introspettiva, personale, e d’altronde difficilmente poteva andare diversamente, visto il punto di vista; questo, in particolare, è sottolineato dai frequenti flashback, che ci permettono di scoprire il percorso che ha portato Anna a far parte della missione Isis e molti altri avvenimenti del suo passato (che si riveleranno complicati e piuttosto oscuri – uno, in particolare, mi è sembrato quasi troppo forte per essere del tutto realistico).
In generale, la caratterizzazione è senza alcun dubbio uno dei punti forti di Punto di Non Ritorno: non solo, come vi ho appena raccontato, di Anna, ma anche dei comprimari. Sebbene meno sfaccettati, sono tutti realistici e “umani” e questo senza dubbio è un gran pregio.

Con tutta questo parlare di introspezione, tuttavia, non vorrei passasse l’idea di un romanzo lento: la storia non è priva di colpi di scena e gli intrighi irrisolti creano una piacevole sensazione di curiosità, di voglia di sondare l’ignoto. Lo stile dell’autrice, privo di fronzoli, è più che adatto a questo scopo: usa immagini concrete ma espressive, frasi concise e dirette.

Insomma, sono presenti sia pecche, che pregi: ma alla fin fine ciò che conta è che Punto di Non Ritorno mi ha intrigata e mi ha catturata abbastanza da voler leggere Abitanti di Marte il prima possibile, sia per vedere se l’autrice è riuscita a limare gli aspetti meno riusciti, sia perché non vedo l’ora di scoprire come continueranno le avventure di Anna sul Pianeta Rosso!

Voto:
stellinestelline
           7

marte11


La seconda fase si conclude qui, l’astronave è arrivata a destinazione… ci accingiamo ad esplorare la superficie del pianeta! La terza fase, l’Esplorazione, ci permetterà di conoscere meglio Deserto Rosso e la sua autrice: non perdetevela!

 

Cami

domenica 28 ottobre 2012

Speciale: Blog Tour “Deserto Rosso . Punto di Non Ritorno”! (Fase #1: Lancio)

Buongiorno a tutti, miei cari lettori!

Finalmente posso svelarvi e mostrarvi uno dei progetti speciali cui ho fatto accenno negli scorsi post. Ci tengo davvero molto e spero proprio che il risultato finale vi piaccia: sarà un trittico di post a tema, tre fasi che ci porteranno su un altro pianeta, usando come astronave il libro Deserto Rosso - Punto di Non Ritorno di Rita Carla F. Monticelli (che ringrazio per la pazienza e per l’aiuto).
Pronti a partire per un viaggio interplanetario? Non indugiamo oltre… preparate le tute da astronauta e i razzi, si va su Marte!
 
SPECIALE deserto rosso

FASE #1: LANCIO
 
Ebbene sì, il nostro viaggio ci porterà sul Pianeta Rosso. Ne osserveremo le caratteristiche principali, vedremo un po’ le supposizioni degli astronomi dei secoli scorsi e di oggi, esploreremo l’immenso elenco di libri che condividono l’ambientazione marziana… insomma, un’infarinatura essenziale, per partire con il giusto spirito e la giusta curiosità, visto che le vicende di Deserto Rosso si svolgeranno proprio su questo pianeta.
Ma prima di immergerci nell’atmosfera aliena, sarà meglio darvi qualche informazione in più sul libro in questione. Deserto Rosso è un romanzo a puntate: un libro diviso in quattro parti, pubblicate a distanza di 5 mesi l’una dall’altra – un progetto che sembra rifarsi allo spirito del feuilleton. Per ora è disponibile la prima puntata, Punto di Non Ritorno, e sarà disponibile a breve (anzi, a brevissimo: gli ultimi giorni di Novembre!) la seconda, Abitanti di Marte.

Questa è la trama che la stessa autrice fornisce nel suo sito:
Punto di non ritorno - R. C. F. MonticelliSono passati 30 anni dalla missione di esplorazione di Marte "Hera", durante la quale l'equipaggio è morto in circostanze non del tutto chiarite. Questo fallimento e tutte le problematiche politiche da esso generate hanno rallentato la NASA nella sua corsa alla conquista dello spazio, ma adesso i tempi sono maturi per una nuova missione chiamata "Isis". Questa volta i 5 membri dell'equipaggio non viaggeranno per oltre 400 milioni di chilometri solo per una breve visita, ma saranno destinati a diventare i primi colonizzatori del pianeta rosso.
Anna Persson abbandona di nascosto alle prime luci dell'alba la Stazione Alfa e si addentra con un rover pressurizzato nel deserto marziano, in quello che sembra avere tutte le caratteristiche di un gesto suicida.
Qualunque essa sia, riuscirà Anna a raggiungere la sua destinazione?
I misteri sono molti… ma ve ne parlerò meglio nella recensione del libro! Ora che ve l’ho introdotto un po’, è meglio tornare ad occuparci del fantastico Pianeta Rosso.

Per viaggiare in tutta sicurezza, è bene dare un’occhiata alle sue caratteristiche salienti:

Martesatelliti

Quindi, è necessario procurarsi delle mappe – cosa che non vi risulterà difficile, perché la mappatura di Marte è stato uno degli argomenti più gettonati tra gli astronomi, soprattutto nel periodo che va dagli anni ‘90 del XIX secolo alla prima decade del XX secolo.
Questa pratica veniva definita areografia, neologismo coniato ricalcando la parola geografia, cui viene sostituita la parte indicante la terra (geo-) con il nome dato dai greci al pianeta, ovvero Ares.

La prima mappa fu disegnata dai tedeschi Beer e Madler, nel 1840; ma l’annata fondamentale per questa disciplina fu il 1877. Con Marte in opposizione perielica la visuale fu incredibilmente nitida e molti astronomi, amatoriali e professionisti, poterono godere di una visibilità fino ad allora mai avuta.
Furono prodotte moltissime mappe e rappresentazioni grafiche di ogni genere, ma quella che ebbe maggior risonanza fu quella di Giovanni Schiaparelli, milanese e futuro senatore del Regno d’Italia.
Creata grazie alle sue dettagliate osservazioni della rotazione del pianeta, fatte sul tetto del Palazzo di Brera e durate quasi otto mesi, divenne immediatamente un punto di riferimento per tutti coloro che si occuparono della superficie marziana dopo di lui.
L’influenza fu tale che venne anche adottata la nomenclatura data dallo scienziato alle diverse zone marziane – nomi di origine classica, greco-romana, decisamente diversi dai primi nomi dati dagli astronomi che si occuparono del Pianeta Rosso (principalmente nomi di scienziati contemporanei, che però avevano suscitato spesso invidie e débacle).
Sicuramente Marte ne ha giovato: come si fa a  non rimanere affascinati da luoghi che si chiamano Olympus Mons, Valles Marineris, Hellas, tanto per citarne alcuni?
 
350px-Karte_Mars_Schiaparelli_MKL1888

Ma la mappa di Schiaparelli non fu importante solo dal punto di vista scientifico… infatti, fu uno dei principali propulsori della teoria sulla possibilità di vita intelligente sul nostro “vicino”.
Lo scienziato, durante le sue osservazioni, segnalò di aver rinvenuto delle strutture (da lui chiamate “canali”), che furono poi interpretate dagli astronomi più noti del tempo come strutture evidentemente artificiali e, quindi, come prova della presenza di una civiltà intelligente. Questi “canali di Marte” divennero immediatamente popolari non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche presso l’opinione pubblica, che all’epoca seguiva con fascinazione e speciale interesse le esplorazioni “celesti”, che ricordavano molto le avventure che nello stesso periodo vivevano gli esploratori, sulla Terra. Merito di questo è anche il tono più popolare di molte pubblicazioni, che riprendeva tòpos e stilemi proprio della saggistica e della narrativa di viaggio.

Maestro di questo tipo di “reportage” e promotore della teoria della civiltà marziana fu senz’altro Percival Lowell, che nel parlare delle proprie osservazioni, attraverso una dialettica basata principalmente sulle sue personali intuizioni e sulla continua comparazione tra le realtà marziane e quelle terresti, riuscì a convincere gran parte del pubblico dei tempi dell’effettiva presenza di una popolazione intelligente – anzi, più evoluta di quella terrestre. I canali, secondo lui, servivano a trasportare acqua dai poli alle zone equatoriali, che stavano subendo un processo di desertificazione; si sarebbe trattato, quindi, di costruzioni mastodontiche, lunghissime ed efficienti.
Anni dopo, le missioni di satelliti spaziali – a partire da Mariner 4, passando per Mars 2 e Mars 3, per arrivare poi a Viking 1, che dal 1976 trasmise informazioni per sette anni) sfatarono questi miti, riconoscendo nei canali visti da Schiaparelli un’illusione ottica, dovuta alle lenti da lui usate. Illusione che però, come abbiamo visto, attecchì molto bene (sia a causa della strumentazione inadeguata, sia per l’auto-convincimento degli osservatori).
Anche le missioni odierne (Odyssey, Beagle 2, Spirit & Opportunity, Phoenix, la recentissima Curiosity) hanno confermato che non c’è traccia di vita evoluta su Marte.
 
750px-Presidential_full

Ma questo non ha impedito agli scrittori e a molte altre personalità intellettuali di essere ormai terribilmente affascinati da questo pianeta così vicino e dalla sua ipotetica civiltà…
In realtà, tra i primi romanzi a parlare di Marte ci fu un libro scritto ben prima dell’esplosione di questo interesse per lo spazio, un grande classico della letteratura, ovvero I viaggi di Gulliver: pensate che Swift ipotizzò l’esistenza dei due satelliti marziani con oltre 150 anni d’anticipo rispetto alla loro scoperta.
Il boom, però, si ebbe dopo le scoperte di Schiaparelli e le ipotesi di Lowell. L’idea di un pianeta arido, specchio di un eventuale futuro terrestre, permise agli scrittori di giocare con quest’idea e di esprimere così la loro inquietudine riguardo all’eventuale gestione di una catastrofe simile. Inoltre, la loro superiorità intellettuale – comunemente accettata – poneva domande di non poco conto riguardo ad un ipotetico contatto. Come si sarebbero comportati i marziani, in maniera pacifica o bellicosa? Avrebbero sfruttato la loro superiorità?
E’ proprio partendo da un quesito simile che vide la luce il capostipite dei romanzi d’invasione extraterreste: La guerra dei mondi di H. G. Wells (1898). L’autore, inoltre, sfruttò la narrazione dell’attacco marziano per sferrare una feroce critica al colonialismo dell’epoca, comparando la superiore civiltà aliena ai paesi europei e al loro modus operandi in Africa.
Il messaggio sociale non fu colto in modo particolare, ma la suggestione forte e terribile di un attacco alieno sì: prese vita un filone proficuo e di grande successo, basato sul sensazionalismo e sulle emozioni forti.

La suggestività dell’ambientazione marziana continuò a farla da padrone nella narrativa fantastica anche all’inizio del XX secolo, soprattutto grazie alle opere di un autore che sicuramente conoscerete: Edgar Rice Burroughs. Il suo Ciclo di Barsoom racconta le avventure del soldato John Carter su Marte (chiamato dai nativi Barsoom, per l’appunto). Inizialmente composto da tre volumi, pubblicati tra il 1912 e il 1919, ebbe un tale successo all’epoca che l’autore decise di scrivere altri seguiti e continuò a farlo per gran parte della sua carriera. Anche in questo caso, gli imitatori furono moltissimi.
In tutti i romanzi di cui abbiamo parlato sino ad ora, i marziani sono creature sanguinarie, minacciose e bellicose. Tra i primi a ribaltare questa concezione ci furono Stanley G. Weinbum, con Un’odissea marziana (1934), romanzo in cui un astronauta disperso sul Pianeta Rosso fa la conoscenza di diversi abitanti autoctoni, e Raymond Z. Gallun, che pubblicò Vecchio Fedele (sempre nel 1934), la storia di un marziano fuggito al governo distopico del suo pianeta.
Nel secondo dopoguerra venne ripreso il tema sociale tanto caro a Wells: se ne occupò Ray Bradbury con le sue Cronache marziane (1950) e subito dopo Arthur C. Clarke, che nel suo libro Le sabbie di Marte (1951) trattò l’argomento affrontando non la conquista delle colonie e il loro sfruttamento senza regole, ma le ribellione di quest’ultime e l’ottenimento dell’indipendenza, secondo l’esempio della Rivoluzione americana.
Molti altri grandi della fantascienza classica, come Asimov e Heinlein, non poterono resistere al fascino del Pianeta Rosso.
 
Quando poi cominciarono ad arrivare le informazioni delle sonde, l’attenzione degli scrittori si spostò dalla vita già presente su Marte (mito ormai sfatato) alla possibilità di raggiungere e colonizzare il pianeta, dando avvio alla sua cosiddetta “terraformazione”. L’opera più nota di questo nuovo filone è la Trilogia di Marte di Kim Stanley Robinson, che parla della trasformazione di Marte da Pianeta Rosso, a Verde, fino a Blu.  Il fine ultimo di queste modifiche è, ovviamente, quello di dare vita ad avamposti terrestri; non ci volle molto prima che altri scrittori, tra cui Philip K. Dick, ipotizzassero anche le successive proteste e ribellioni delle colonie marziane.
 
fumetti

Insomma, Marte non smette mai di affascinare e stupire, anche ai giorni nostri. Lo dimostra l’immensa attenzione data alla missione di Curiosity e la grande quantità di romanzi fantascientifici (senza contare i film, i fumetti e le serie TV!) che ancora sfruttano questo pianeta – così lontano, eppure così vicino – come ambientazione.
Ormai siamo pronti a partire. Il nostro personalissimo Shuttle è carico di tutto quel che ci potrebbe servire e abbiamo l’infarinatura necessaria ad apprezzare al massimo il libro di Rita C. F. Monticelli.
Allacciate le cinture di sicurezza: siete pronti a raggiungere il Deserto Rosso?
 
Vi aspetto con la Fase#2 di questo speciale, online tra pochi giorni, in cui finalmente ci concentreremo su Punto di Non Ritorno!
 
Vostra (fantascientifica)
Cami
 
 
 
Fonti e link utilizzati per scrivere questo post:
- Voci Wikipedia su Marte, Marte nella Fantascienza, Giovanni Schiaparelli
- K. Maria D. Lane, “Geographers of Mars: Cartographic Inscription and Exploration Narrative in Late Victorian Representations of the Red Planet”, Isis, vol. 96, No. 4 (Dicembre 2005), pp. 477-506
- K. Poskitt, Gagliarde Galassie, Salani, Milano 2000
Altri link e articoli utili:
- Catalogo SF, Fantasy e Horror (a cura di Vegetti, Cottogni e Bertoni)
- Il blog di Urania
- A. Russo, “Europe’s Path to Mars: The European Space Agency’s Mars Express Mission”, Historical Studies in the Natural Sciences, vol. 41, No. 2 (Primavera 2011), pp. 123-178
- Visualizzazione di tutte le missioni su Marte, a cura di Paul Butt, pubblicata su La Lettura (inserto culturale del Corriere della Sera), 26 Agosto 2012

martedì 23 ottobre 2012

Una pioggia di premi e di tag (piccolo spin-off del Post di Settembre)

Cari lettori,

Ottobre si avvicina a grandi passi alla sua conclusione e io sono in immenso ritardo! Ho mille post in preparazione che non vedo l’ora di condividere con voi – Speciali, nuovi arrivi, recensioni e chi più ne ha, più ne metta. Tuttavia, l’università richiede gran parte delle mie energie e il blog ha subito un inevitabile rallentamento (senza contare qualche novità sul fronte “sociale” che sta felicemente rubando il mio già esiguo tempo libero).

Per non lasciarvi totalmente senza aggiornamenti, però, ho pensato di pubblicare questo aggiornamento che era nato come parte del Post del Mese di Settembre, ma si è poi evoluto ed allungato e mi ha “costretta” a dargli uno spazio separato, per non appesantire troppo il riepilogo mensile e dargli la giusta visibilità.

Cosa troverete in questo post? Innanzitutto, le risposte a due serie di domande: una di Salomon Xeno (qui il suo blog), legata all’assegnazione del sempreverde Liebster Award, e una di Tanabrus (trovate il suo blog qui). Ringrazio entrambi per aver pensato a me e spero che le risposte soddisfino le loro curiosità – e anche le vostre!
Quindi, ci sarà ulteriore spazio per dei ringraziamenti: in questi ultimi due mesi il blog ha ricevuto un sacco di premi e ormai sapere quanto questo mi renda orgogliosa.

Spero che questa piccola deviazione dai soliti post di Bibliomania vi risulti gradita e vi incuriosisca; buona lettura!

Domande di Salomon Xeno
1) Ritieni sia moralmente accettabile eliminare un'altra specie, diciamo le zanzare?
No.
2) Pensi che la lingua italiana sia sessista? Se sì, pensi che esistano lingue che non discriminino?
No: penso che non sia la lingua, ma l’uso che ne si fa, ad essere sessista.
3) Affidereste una decisione importante a dadi/monete/generatori vari di numeri pseudocasuali?
Non esattamente… nel senso: io talvolta lo faccio, lancio in aria la monetina e attendo che cada. E mentre cade, mi ritrovo sempre a sperare che cada a favore di una delle due decisioni: quindi ignoro il responso della moneta e mi fido del desiderio inconscio che viene fuori solo durante la discesa della monetina.
Lo so, sono contorta!
4) Prendete posizione: Edison o Tesla?
Tesla! Non ci provo nemmeno a convincervi – lascio che sia Hank Green a farlo al posto mio.


5) Compagnia delle Indie Orientali o CdI Occidentali?
Indie Orientali tutta la vita – dopo aver sostenuto l’esame di Storia Moderna, a Settembre, sono ancora più sicura della mia scelta.
6) Cosa pensi di chi guida a sinistra? E di chi utilizza apparecchi a 60 Hz?
Penso che sia un uso bizzarro, ma d’altronde visti dall’esterno tutte le tradizioni altrui sono “bizzarre”, quindi…
Per quanto riguarda gli apparecchi a 60 Hz, ammetto la mia ignoranza e dichiaro di non saperne un’emerita cippa.
7) Cosa ne pensi del proibizionismo?
Penso che, nella maggior parte dei casi, sia il modo perfetto per far aumentare a dismisura il commercio di ciò che è proibito.
8) Sei prevenuto sulla cucina di altri continenti?
Assolutamente no, anzi! Amo sperimentare.
9) Credi nel soprannaturale?
In parte.
10) Pensi che il lavoro sia importante per la tua vita, anche se potessi tranquillamente vivere da mantenuto?
Assolutamente sì: il lavoro pone degli ostacoli da superare, ti obbliga a trovare soluzioni e a ingegnarti. Insomma, tiene vivo il cervello!
11) Temi tu la mort... ehm... i grandi sconvolgimenti della vita?
Un po’, ma… è impossibile evitarli, quindi tanto vale cercare di non temerli troppo e provare ad affrontarli e basta.

Domande di Tanabrus
1) Ti reputi nerd?
In un certo senso sì: mi piacciono moltissime cose considerate “da nerd”, adoro parlarne con amici che sono nerd e fieri di esserlo, seguo e amo blog dichiaratamente nerd-friendly. Però non mi piace etichettarmi, quindi, anche se sicuramente condivido moltissimi tratti del nerd-tipo, non mi sono mai definita come tale.
2) Un lato del tuo carattere che cambieresti, e uno che invece non abbandoneresti mai?
Vorrei riuscire ad eliminare il nervosismo che mi assale prima di ogni esame o prima di ogni incontro importante: da una parte mi aiuta a dare il meglio, dall’altra a volte mi impedisce di essere totalmente me stessa.
Non abbandonerei mai la mia curiosità intellettuale. , la mia voglia di imparare.
3) Cosa saresti in un’ambientazione tipica  fantasy?
Il nano femmina. Senza barba, ovviamente.
4) Cosa pensi delle mode nei libri? La moda degli scrittori minorenni gettati impreparati in pasto al pubblico, la moda dei triangoli amorosi sbrilluccicosi…
Purtroppo le mode sono inevitabili: tuttavia, trovo possano essere sfruttate positivamente (tentando di prendere il filone principale e giocandoci, variando gli archetipi…).
In generale, quel che non capisco bene delle mode è come possano funzionare – cioè, com’è possibile che ci siano lettori che vogliono leggere solo e sempre le stesse trame, che vogliono ritrovare sempre gli stessi dettagli? Non so, a me piace talmente variare e sperimentare che non riesco a immedesimarmi in questo desiderio. 
5) Lettura tradizionale e cartacea, o lettura digitale? Cosa ti aspetti dai libri digitali in futuro?
Entrambe!
Dai libri digitali mi aspetto, in futuro, un livellamento verso il basso dei prezzi (soprattutto per la cosiddetta “letteratura d’intrattenimento”; posso capire i costi elevati di un’edizione critica curata dai massimi esperti, un po’ meno i prezzi - poco inferiori al cartaceo - di libri destinati a finire nel dimenticatoio nel giro di qualche anno), riduzione al minimo delle sviste dovute alla conversione nei formati elettronici (come i casi di impaginazione scombinata et similia) e, permettetemi questo commento un po’ superficiale, l’introduzione di copertine pensate appositamente per gli e-book e gli e-reader (quindi, con una grafica e immagini che tengano conto dell’e-ink).
6) Sogni per il futuro?
Tanti, tantissimi. Più sogno, più spero che almeno una minima parte di queste aspirazioni possa realizzarsi.
Quello a cui tengo di più, al momento, è legato alle mie aspirazioni lavorative. Amo il mio corso di laurea e spero proprio che mi aiuti nel cammino che vorrei intraprendere.
7) Privacy e social networks: come ti comporti al riguardo? selezioni accuratamente cosa dire e a chi, scegli cosa dire ma lo dici a tutti, te ne freghi semplicemente…
Dipende dai social. Amo imparare e amo condividere quello che scopro, quindi i social mi hanno entusiasmata sin da subito; tuttavia, ogni piattaforma ha il suo pubblico e cerco di tenere bene a mente questa cosa. Quindi, su Facebook ho impostazioni riguardanti la privacy abbastanza “strette”, aggiungo solo persone che conosco e blogger di fiducia, che frequento da abbastanza tempo, e pubblico principalmente status personali, canzoni che mi appassionano, foto con i miei amici. Su Twitter preferisco pubblicizzare argomenti e temi letterari, cinematografico-televisivi, culturali in genere, retwittando argomenti interessanti o condividendo link che penso possano generare curiosità – mantenendo il profilo assolutamente pubblico. Google+ si pone in mezzo: pubblico sia aggiornamenti più personali, sia link che ritengo di pubblico interesse, compresi i post che più mi piacciono – anzi, direi che lo uso soprattutto per questo.
Insomma, a seconda del social mi immagino l’ipotetico pubblico e agisco di conseguenza – mantenendo riserbo solo sui miei contatti non telematici, che sono assolutamente privati e gradirei rimanessero tali.
8) Arriva l’attesa apocalisse zombie. Cosa fai?
Seguo alla lettera le regole di Zombieland.
9) Musica preferita?
Mescolo volentieri rock (soprattutto hard rock, ma in questo genere amo spaziare), sonorità jazz e qualche spruzzata di musica italiana qua e là.
10) Fatti una domanda, e datti una risposta ^^
Puoi migliorare? Sì, sempre!
11) Hai insulti da tirare a chi ti ha passato questo simpaticissimo meme? ^^
Ma no, alla fine mi diverte rispondere alle domande altrui, spero sempre che ne esca un ritratto di me che possa “svelarmi” un poco a chi legge.
Ma che non diventi un’abitudine! :P

Finito lo spazio delle domande (fantastiche, come sempre: Salomon e Tanabrus sanno il fatto loro!), arriva quello dei premi.
Grazie, grazie, grazie di cuore a tutte voi che mi avete assegnato un premio. Probabilmente vi sembrerò ripetitive, ma per me ogni premio è un riconoscimento da conservare gelosamente.

Mando quindi un abbraccio a Sophie (del blog Laume’s Journey) e a Caterina Armentano per il premio Cutie Pie…

premio-cutie-pie_thumb1

… un gran sorriso e un abbraccio anche a Chiara (del blog Bulimia Letteraria), che mi ha assegnato il premio Diamond…

image

… e infine ringrazio calorosamente il trio composto da Francesca, Faith ed Elisa (del blog Lost in Good Books) per il premio Simplicity, che hanno assegnato al blog anche Chiara e Caterina: ringrazio entrambe doppiamente!

sempliity_thumb1 

L’unico premio che ha delle vere e proprie richieste è quest’ultimo: tra le cose da fare ci sarebbe la condivisione di quello che per noi è la semplicità e un’immagine che la rappresenti.
Per me la semplicità è riuscire a rispondere a una definizione di questo concetto con labile e personale in meno di una riga. Personalmente, non credo di riuscirci.
Come immagine, vi propongo questa foto di Megson (fonte, come sempre, deviantArt):

simplicity_by_Megson


E con questa bellissima foto, vi saluto e vi auguro una buona giornata e buone letture!

Sempre vostra,

Cami

giovedì 4 ottobre 2012

Chi Cerca… Trova! (#6)

Buongiorno a tutti! Pronti a una nuova puntata della rubrica che risponde alle vostre domande?

Questo mese adotterò uno dei consigli che mi sono stati dati nel sondaggio: darò risposta ad un massimo di 15 chiavi di ricerca.
Devo dire che questo mese è stato particolarmente facile, perché c’è stato un calo di ricerche interessanti… pensate che non c’è stato nemmeno bisogno di fare una cernita: ne ho trovate solo 14 che mi sembrassero interessanti, curiose o divertenti.
Procediamo!

imgxpost-cerca


1. Conoscete libri su orfani?

In effetti sì, ne conosco molti. Guardando solo tra i libri che ho letto, oltre alla popolarissima serie di Harry Potter, segnalo Occhi di cielo (di David Almond), I ragazzi del Coram (di Jamila Gavin), entrambi libri che affrontano la condizione non solo degli orfani, ma anche degli orfanotrofi; poi Il GGG e Le streghe di Roald Dahl e Il Giardino segreto di F. H. Burnett, meravigliosi classici per l’infanzia (e per gli adulti); o ancora, Molly Moon e l’incredibile libro dell’ipnosi (di Georgia Byng), Il re dei ladri (di Cornelia Funke), La bambinaia francese (di Bianca Pitzorno) e Benny e Omar (di Eoin Colfer), sempre libri per ragazzi (ma, di nuovo, anche per chi ormai è cresciuto). Ultimo, ma non meno importante, vi ricordo Ash di Malinda Lo, che ho recensito sul blog.
Ne conosco molti altri, ma ho voluto segnalarvi solo libri che ho letto e mi sono piaciuti.
Vi ricordo, inoltre, che moltissime fiabe e leggende hanno come protagonisti degli orfani.

2. Mille splendidi soli chi e il deuteragonista??

Il deuteragonista, in un libro, è il secondo personaggio in ordine d’importanza. In Mille splendidi soli credo che questo ruolo spetti a Laila: ho sempre pensato che la “vera” protagonista fosse Mariam, per come viene gestito il suo punto di vista e perché ne osserviamo la crescita e lo sviluppo più approfonditamente (o almeno, a me è sembrato fosse così).

3. Fata e drago

Proprio mentre cercavo un’immagine adatta a questa chiave di ricerca, la pagina di deviantArt su Facebook ha pubblicato questa immagine di Deevad:

lecture_by_deevad-d5gnu4i

Credo sia fantastica, adoro il ghigno del drago e la silhouette della fata, così come le sue ali. E poi, dai… sta leggendo! Esiste un’immagine più adatta di questa da mostrarvi su Bibliomania?

4. In quale libro si trova il gelataio di Stefano Benni

Ho cercato un po’ ovunque, ma in tutta l’opera di Benni ho trovato un solo riferimento al gelato, nel racconto Il bimbo del gelato (contenuto in Bar Sport). E in effetti non c’è un vero e proprio gelataio, ma solo un barista che vende anche gelati.
Voi per caso sapete di che libro si tratta?

5. Statua del Cavaliere d’Inverno

La statua che si vede sulla copertina dell’edizione italiana è il cosiddetto Cavaliere di bronzo, il monumento equestre dedicato a Pietro I il Grande,  la cui costruzione fu avviata per volere di Caterina II.
Tra l’altro, il titolo originale del libro è proprio The Bronze Horseman, in riferimento sia alla statua, sia all’omonimo poema di Puškin (che ad essa si è ispirato).

6. Libri di Andrew Davidson

Ahimè, Andrew Davidson ha scritto un solo libro: Gargoyle. Dico “ahimè” perché la sua opera prima mi è piaciuta moltissimo e quindi leggerei più che volentieri un altro libro di questo autore!

7. L'uomo che ride critica

Questa volta la pagina inglese e quella italiana dedicate all’autore non offrono un grande aiuto (i testi segnati trattano le opere di Hugo in generale); vi consiglio, quindi, di consultare la sezione “Saggi e scritti su "L’uomo che ride"” presente nell’edizione Mondadori del libro (nella Bibliografia).

8. Vari tipi di copertine libri fantasy

Domanda vastissima! Soprattutto perché il fantasy ha mille sottogeneri, tutti con un immaginario molto ben codificato, che inevitabilmente si riflette anche nelle copertine – dando vita, a volte, a delle vere e proprie iconografie (leggete un po’ questo articolo sulle donne nel fantasy e nella fantascienza per capire di cosa parlo).
Comunque… facendo un discorso molto, molto generale, direi che le tipologie in Italia sono essenzialmente quattro (aggiungo anche qualche esempio):
- copertine con paesaggio (bonus: esercito schierato)American gods - N. Gaiman
Lama di fuoco - S. Hill











- copertine con protagonista/i

Clockwork Princess - C. ClareHarry Potter e l'Ordine della Fenice - J. K. RowlingLa grande caccia - R. Jordan- copertine con creatura fantastica

L'ultimo drago - J. FfordeHarry Potter and the Prisoner of Azkaban - J. K. RowlingAlba d'Inchiostro - C. Funke











- copertine simboliche

La storia infinita - M. Ende

The Giver - L. Lowry

Artemis Fowl - E. Colfer












Inutile dire che queste tipologie si prestano ad essere mescolate a piacimento.

9. Perchè ti sono piaciuti I Miserabili?

Che domanda complessa. Vorrei scrivere pagine e pagina a riguardo, ma cercherò di trattenermi.
Ho amato I Miserabili perché è un libro universale. C’è sofferenza, c’è amore, c’è odio, c’è felicità. Ci sono i sacrifici, le punizioni, le ricompense. Ci sono personaggi, sia principali che secondari, vivi e pulsanti, che scalpitano, che non si può fare a meno di considerare reali; che costringono chi legge a provare emozioni altrettanto reali, a indignarsi, a piangere e a ridere insieme a loro.
Ho amato questo libro perché Hugo non potrebbe scrivere male nemmeno se lo volesse. Riesce a catturarti con le sue parole, a incatenarti con bellissimi lacci di seta. Alterna una forma prettamente narrativa a momenti di descrizione più poetici, mescolando il tutto con sapienza. Riesce a risultare interessante anche trattando argomenti che autori meno talentuosi ridurrebbero ad una sequenza di pura noia.
L’ho amato e lo amo tuttora perché posso aprirne una pagina a caso, cominciare a leggere degli stralci, e ritrovarmi a dover imporre a me stessa di fermarmi – non prima di aver letto una quindicina di pagine, però.
Insomma, lo amo. Punto.

10. Frasi espiazione libro frase finale

“Ora basta, però, devo dormire.”
(Ian McEwan, Espiazione, trad. it. Susanna Basso, Einaudi, edizione del Gennaio 2002)

11. E la luna racconta

Immagino che il cercatore si riferisse a Eva Luna Racconta… però leggendo così la chiave di ricerca a me è venuto in mente questo:
1219603593941_f

Quando ero piccola mi piaceva tantissimo!

12. Hugo Notre Dame de Paris adatto 15 anni?

Io l’ho letto quando stavo per compierne 14, quindi direi proprio di sì. Mi permetto di consigliare al giovane lettore di affrontarlo solo se si ha già avuto almeno un contatto parziale coi classici: ci sono alcune parti molto descrittive che in quest’opera giovanile vengono rese meno bene  rispetto alla produzione più matura dell’autore e che, personalmente, ritengo potrebbero allontanare un lettore “inesperto”.
Per il resto, vai tranquillo, giovane lettore/lettrice: la storia è bellissima e sarà impossibile non provare sentimenti forti nei confronti dei personaggi.

13. Booksprint edizioni opinioni

Ho letto un solo libro pubblicato sfruttando il servizio Booksprint edizioni, ovvero Il fiume scorre in te di Bianca Rita Cataldi.  Ho trovato l’edizione buona: impaginazione corretta, nessun refuso, carattere di grandezza accettabile, copertina ben fatta. Insomma, un buon lavoro.
Mi preme sottolineare, comunque, che si tratta di Print on Demand: non che questo sminuisca i pregi che ho descritto prima – semplicemente, se volete pubblicare un libro con loro, dovete tener conto che non viene svolto un lavoro di editing (solo quello di correzione delle  bozze), né un’ampia promozione (ma, diversamente da altre realtà di questo tipo, la Booksprint offre molti servizi che possono aiutare l’autore ad auto-promuoversi e anche qualche libreria affiliata).

14. Cerca

Signorsì, signore!

 

E con questo è tutto, cari lettori!
Ci sentiamo presto con qualche appuntamento Speciale…

 

Cami