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venerdì 27 aprile 2018

Parole nella polvere - Máirtín Ó Cadhain

Titolo: Parole nella polvere
Autore: Máirtín Ó Cadhain

Anno: 1949

Editore: Lindau
Traduzione: Luisa Anzolin, Laura Macedonio, Vincenzo Perna e Thais Siciliano
ISBN: 978-88-6708-677-1

Pagine: 
383

Trama: Connemara, Irlanda, verso la fine della Seconda guerra mondiale. Tutto sembra calmo nel cimitero di un paesino sulla costa irlandese. Sembra... perché in realtà dalle tombe si levano voci, racconti, storie, recriminazioni, battute, canzoni, amori, debiti. Dialoghi tra i trapassati che raccontano le vite, i rapporti di un paese, e di riflesso dell'intera Irlanda.


Tempo: l'eternità. Luogo: il cimitero. Quando un libro comincia così, e si prospetta un dialogo tra le persone che abitano quel tempo e quel luogo, è difficile che non scatti in me l'interesse e la curiosità di leggerlo. D'altronde il trapasso rimane ancora il più grande mistero a cui tutti ci troveremo di fronte. E quando un autore prende questo mistero per usarlo come artificio narrativo porta sempre a riflettere - se è bravo, ça va sans dire - su tutto quello che precede il momento fatidico. La vita, insomma.
Parole nella polvere rientra senza alcun dubbio in questo novero, e si merita senz'altro il confronto con L'antologia di Spoon River, da cui differisce in tutto, tranne che nell'uso degli abitanti del cimitero come parlanti e nella scrittura meravigliosa.

La protagonista putativa è Caitriona Paidin, la cui sepoltura apre le orecchie a noi lettori e ci permette di entrare nei dialoghi del cimitero. Caitriona è decisa, risentita, indignata, forte, cocciuta. Ha una buona parola per tutti, dal giudizio tagliente all'offesa pesante, e conserva le invettive migliori per sua sorella Nell, ancora in vita, e tra le tombe racconta la sua storia, a volte infiorettata e a volte dritta come un fuso, e rischia di scoppiare, come dice lei stessa, ogni due per tre. Attorno a lei, oltre ai parenti già mancati e a quelli ancora in vita che partecipano alla narrazione nelle storie e nel ricordo, c'è un insieme variegato di abitanti del villaggio e di persone che, per buona o cattiva sorte, si sono trovati a dare l'ultimo respiro proprio in quel paesino del Connemara. Ognuno ha il proprio momento per brillare, ma si tratta soprattutto di un contrappunto a Caitriona, un ensemble che mormora continuamente nel sottofondo, come un coro greco che si è stufato di aspettare solo il momento delle proprio battute. E come ogni coro popolare, spesso si basa su ripetizioni, reiterazioni e riprese di concetti declinati secondo l'argomento del momento, in una resa del canto arcaico - spesso anche concretamente presente, con le canzoni irlandesi e quelle inventate sul momento - che rendono molto vero il sentimento paesano, rurale che si percepisce tra le pagine. Anche chi vorrebbe elevarsi e differenziarsi dalla plebe - chi ha pagato di più il proprio lotto, chi ha deciso di acculturarsi proprio nella tomba - rientra in questa sinfonia, che lo voglia o no, al massimo differenziandosi per tono e melodia.

Così conosciamo Caitriona, appunto, e poi Nora, e il Maestro, che sicuramente sono tra i parlanti maggiori; e poi tanti altri di cui sappiamo il nome, e altri che ci rimarranno ignoti; un francese che sta imparando l'irlandese; persone che si aspettavano la morte e altri che si ritrovano nella fossa tra capo e collo. La confusione comunque, all'arrivo nel campo santo, regna sovrana (e non aiuta che spesso tra i vivi si sbagli fossa, e un morto finisca sull'altro): questo crea una situazione grazie a cui l'autore riesce a giocare nuovamente con la ripetitività - la scena dell'arrivo è spesso simile - usandola per creare aspettative nuove (chi è? Com'è morto? Che notizie porta da sopra?), creando un'aspettativa per cui anche noi, come chi già abita il cimitero, vorremmo subito subissare di domande il nuovo giunto. E per ogni nuovo arrivo nascono poi nuove situazioni, rivelazioni, recriminazioni, per cui chi si aspettava di vivere la quiete della tomba scopre ben presto che sopra o sotto fa poca differenza.
Ogni nuovo personaggio, poi, permette l'inserimento di nuove tematiche, a seconda di quello che più gli era caro; e così l'autore può parlare degli argomento più vari, descrivere situazioni diverse, da una semifinale sportiva alle elezioni nel cimitero, dall'allevamento del bestiame ai cambiamenti della modernità come il cinema, le automobili, le strade rinnovate, fino alla scrittura, che ovviamente ha un posto d'onore, anche grazie a un'aspirante che grazia il cimitero dei suoi componimenti.
Tra il serio e il faceto, si riesce così ad avere un'idea di quello che volesse dire per l'autore scrivere, e si ha anche un'ulteriore conferma della sua ironia, in grado di giocare con le critiche ricevute. Un piccolo dettaglio che scopriamo grazie alle note al testo, poche ma ben pensate e utili per entrare nello spirito dell'Irlanda dell'epoca; così come l'introduzione di Alan Titley, che ho trovato molto interessante, e il lavoro di traduzione e resa dei quattro traduttori, che scorre liscio e piacevole, tanto che risulta difficile pensare al fatto che è un lavoro a otto mani partendo da varie rese in inglese moderno.

Ma d'altronde, per rendere un romanzo così fortemente dialogico, forse era impossibile non lavorare con più di una voce. Anche Titley, nell'introduzione, scrive: "Máirtín Ó Cadhain era convinto che il dialogo fosse il mezzo migliore per descrivere cosa accade nella mente delle persone"; e la struttura, in cui a parte gli interludi ci sono solo dialoghi, spezzettati, interrotti, ripresi, lo conferma, in una resa simile a un flusso di coscienza più ordinato (insomma, robaccia joyciana, come scrive da sé nel libro, riprendendo una critica sentita su un autobus - il libro era pubblicato a puntate su un giornale - l'esempio più brillante dell'ironia di cui vi dicevo poco più su).

Non guasta poi che, avendo a disposizione così tante voci, Ó Cadhain abbia modo di giocare con toni e registri diversissimi tra loro, che vanno a comporre - avrete capito ormai che la metafora di questo libro, per me, è la musica - una sinfonia di toni molto vivaci, dall'eloquio distinto, alla parlata popolare, alla volgarità gretta e all'affettazione di chi vorrebbe distinguersi. E lo fa con una velocità notevole, saltando da un'aura di pathos a un ghigno sorpreso e divertito subito dopo, a volte nemmeno da una frase all'altra: l'inizio degli interludi, fatti dalla cosiddetta Tromba del cimitero, sono sempre uguali, eppure ogni volta quella frase assume un senso diverso, epico e titanico, oppure comico e ridicolo, speranzoso e titubante, in una litania che assume il senso di chi l'ascolta. Perché la Tromba del cimitero deve risuonare. Ma chi la sente, poi?

Voto:

                            8,5



Frasi e citazioni che mi hanno colpita...
  • Cóilí, non dimenticare che la fine deve lasciarti l’amaro in bocca, il gusto della sbornia celestiale, il desiderio di rubare il fuoco agli dei, la brama di un altro morso al frutto proibito… 
  • Che Dio ci aiuti ora e sempre! Laggiù la morte non sarebbe morte per me: perché la terra lì è quella soffice e tiepida delle pianure; terra solida che sa essere tenera con la forza della sua forza.
  • … Anche noi, i morti da mezza ghinea, abbiamo un candidato per queste elezioni. Come gli altri due gruppi – i morti da una sterlina e quelli da quindici scellini – non abbiamo niente da offrire ai compagni defunti. Ma prendiamo parte alle elezioni del camposanto perché noi, il Partito dei Mezza Ghinea, seguiamo una linea politica. Se un’elezione porta benefici alla comunità sulla terra, deve portarli anche qui sotto. Le elezioni sono l’essenza della democrazia. Noi del camposanto siamo i veri democratici.
  •  Quante idiozie si dicono nel mondo di sopra: «Ora è tornata a casa. Adesso ha trovato pace e tranquillità, e nella terra del cimitero perderà ogni ricordo del mondo»… In pace! Sì, in pace!…
  • - Chi altro farà parte del Rotary, Norog?
    - Non ne sono ancora del tutto certa. Intanto tu. Il Maestro. Peadar del pub. Siuan la bottegaia...
    - Il poeta...
    - Che il diavolo lo trafigga, quel pivello strafottente...
    - ...Ma non hai letto Stelle d'oro, Nora.
    - E 'sti cavoli, vecchiaccio! Non ti accetteremo. Sul serio! Sei decadente!...
    - Brid Terry dovrebbe essere ammessa. Una volta è andata al cinematografo a Brightcity...
    - Fidati, c'ero anch'io, insieme al ragazzo quella volta che abbiamo comprato il puledro...
    - Fermi tutti. Io sono uno scrittore...
    - Non c'è posto per te. Altrimenti il cimitero si sfascerebbe. Hai insultato Columkille.
    - ... è inutile che me lo leggi. Tanto non ascolto il tuo Il sole tramonta. Sul serio! Non... non serve insistere: non lo voglio sentire. Sono una persona di ampie vedute, ma comunque bisogna mantenere un certo decoro... Sono una donna... No. Sul serio!... Non puoi farne parte. Il tuo stile è joyciano. [...]
  • Per la superficie del mondo si prepara la nuova veste di primavera. I piccoli e delicati steli di grano tardivo e il devole sorriso verde che sta spuntando su tutta la terra brullo sono il filo per imbastire questa veste. I raggi di sole - come oro fino sulle spalline delle nuvole - sono gli orli. I bottoni sono i mazzi di prumule fra le braccia accoglienti degli arbusti, nelle rientranze di ogni recinto e nell'ombra di ogni spuntone di roccia. La fodera è il canto d'amore dell'allodola, che giunge al contadino dalla volta del firmamento attraverso la leggera foschia di aprile, e il boschetto che risuona del canto di corteggiamento dei merlicome una dolce arpa. [...] Ma i fili che il sarto introduce nella cruna del suo ago tracciano ora un arcobaleno pallido. Le forbici della tempesta recidono i bottoni. la falce affilata distrugge il tessuto. L'orlo dorato si sfilaccia nel campo dove il grano china la testa... [...] Perché la primavera e l'estate sono scivolate via furtive. Sono state stipate dallo scoiattolo nella tana sotto l'albero. Sono scomparse sulle ale delle rondini e del sole...
    Sono la Tromba del cimitero. Che risuoni la mia voce! Deve risuonare...

Questa recensione fa parte dei post del Book Bloggers Blabbering Indie Café - il progetto #BBB che vi accompagnerà durante tutto il 2018.L'Indie BBB Café è, come dice il nome stesso, un caffè letterario gestito da noi Book Blogger Blabbers, e durante l'anno cercheremo di presentarvi al meglio diverse case editrici indipendenti italiane.Ogni mese sarà dedicato a una casa editrice differente, che vi racconteremo attraverso interviste e consigli di lettura. Aprile è dedicato a Lindau!


martedì 3 aprile 2018

Marzo, mille fiere e letture in attesa della primavera

Miei cari lettori, mie care lettrici,

questo marzo decisamente poco primaverile sta lasciando il passo a un aprile molto più mite e piacevole, e io torno qui a parlarvi delle mie letture. Ci siamo salutati parlando di fiere del libro, e a partire dall'8 marzo, sono stata risucchiata in un vortice di eventi letterari-editoriali che mi ha letteralmente presa e fatto volare via, dandomi un attimo di respiro praticamente solo ora, nemmeno fossi una ragazzina con le trecce del Kansas.
A Tempo di Libri ho avuto modo di salutare tante belle persone, come Gardy, fare un giro tra stand interessanti (da quelli degli editori più "classici" alle nuove imprese che si stanno man mano ritagliando uno spazio - per dire, è sempre bello vedere persone che scoprono Zona 42), e infine seguire alcuni degli incontri che mi interessavano (su quello dedicato al mercato del fantasy in Italia ci sarebbe molto da dire - e infatti sto preparando qualcosa a riguardo). 
Poi c'è stato Cartoomics. Ho finalmente potuto incontrare Lucia dal vivo e darle un abbraccio come si deve, ed è stato bello. E poi domenica dietro allo stand Acheron è stato fantastico: parlare con altri lettori, presentare un libro, convincerli a prenderlo tra le mani, considerarlo, e magari portarlo a casa... Ammetto che mi ha dato grandi soddisfazioni. Farlo in buona compagnia poi mi ha messo ancora più allegria addosso.
Ultima ma non meno importante Book Pride, la fiera dell'editoria indipendente, dal 23 al 25 marzo. Una girandola di impegni, perché c'erano tre itinerari da organizzare con piedipagina, circolo culturale di cui faccio parte con alcuni amici conosciuti al Master. Quest'anno eravamo partner della fiera ed è stata un'esperienza molto bella: abbiamo portato in giro tante persone a scoprire angoli di Milano legati all'editoria e alla letteratura. Mi piacerebbe parlarvi un po' di più di piedipagina; magari in un post futuro. Se vi incuriosisce anche solo un po', fatemelo sapere nei commenti!

E ora finalmente, anche sfruttando Pasqua, mi sono riposata un po'. Questo marzo è stato pieno, bello ma anche stancante; personalmente spero che nel 2019 ci sia qualche giorno di distacco in più tra un evento e l'altro, per godermeli tutti appieno.


Anche le mie letture sono state momentaneamente messe in pausa, tant'è che ho finito un solo libro: Overlove di Alessandra Minervini. Purtroppo non sono riuscita a scrivere in tempo il post per il #BBB; ma questo mese, se tutto va bene, riuscirò a partecipare attivamente. In generale, per quel che riguarda Overlove, ho trovato il libro interessante dal punto di vista formale, e in crescendo, ma qualcosa non mi ha convinta nel modo in cui speravo.
La mia altra lettura, la storia leggerina ambientata nel sud degli U.S.A., ha preso una piega potenzialmente positiva ma sfruttata in una maniera a me non troppo congeniale, per cui ho deciso di salutarla senza troppi patemi. Ho imparato ad abbandonare le letture poco soddisfacenti senza rancore; così rimane più tempo per scoprire nuovi titoli più affascinanti.

Nel frattempo ho cominciato due libri: Vita di Melania G. Mazzucco e Parole nella polvere di Máirtín Ó Cadhain (che si dovrebbe pronunciare, all'incirca, Martin O'Cain - lo dice l'introduzione di Alan Titley, molto interessante), che è il libro di cui vorrei parlare per il #BBB (l'editore del mese, l'avrete capito, è Lindau). Al momento sono entrambe letture che mi stanno appassionando, per motivi a modo loro simili. Sono storie con la narrazione legata al punto di vista di un singolo personaggio, che però sviluppa una storia comune, la vita di una famiglia e di una comunità; quella degli immigrati italiani negli Stati Uniti, tra gli anni '30 e '40, per Vita, e quella di un paesino nel Connemara, in Irlanda, per Parole nella polvere, più o meno nello stesso periodo storico. Lo stile è diversissimo, e anche l'intenzione dei due autori; ma i loro nuclei, in un certo senso, per me si richiamano.
Ultimamente questo tipo di storie esercita un richiamo molto forte su di me, anche se non saprei spiegarne razionalmente il motivo. Forse, finiti questi due titoli, mi sarà più chiaro. 


E per concludere, un piccolo annuncio tecnico. 
Ho mantenuto per molto tempo la votazione a 4 stelline, e non a 5. Mi sembrava fosse una buona scelta all'epoca, e non la rinnego per il passato. Ma per il presente, ormai ammetto che il mio cervello si è abituato a ragione su una scala di 5 (e ho anche l'impressione che la scala a 4 stelle possa risultare poco chiara a chi legge i miei post). Quindi ho ufficialmente deciso che d'ora in poi le recensioni si chiuderanno con un voto numerico, come sempre, legato a un numero di stelline compreso tra 1 e 5. Non modificherò le recensioni del passato, avrebbe poco senso; ma dalla prossima applicherò la mia risoluzione. Trovate le nuove equivalenze tra voto numerico e stelline nella colonna a sinistra.


E con questi è tutto. Voi siete andati a qualche fiera o evento a marzo? State leggendo qualcosa di bello? Fatemi sapere nei commenti!

Buone letture,

Cami

giovedì 8 marzo 2018

Sfide fotografiche, letture in corso, Cartoomics e Tempo di Libri [10/2018]

Mie care lettrici e miei cari lettori,

procedo con l'idea di parlarvi su base settimanale, e quindi ho deciso che potrebbe essere una buona idea indicare nel titolo in quale settimana dell'anno ci troviamo. Ora siamo giusto a metà della decima settimana dell'anno, ma soprattutto siamo all'inizio di un mese che sarà pregno di eventi letterari: ma andiamo con ordine.

Non ho molto su cui aggiornarvi, innanzitutto, in tema letture: mi sono dovuta dedicare ad alcuni libri per lavoro, e quindi ho letto meno titoli scelti da me. Sto però leggendo due storie molto diverse, che porto con me e a cui mi dedico tra una pausa e l'altra: Overlove di Alessandra Minervini (edito dai tipi di LiberAria - l'editore del mese per il Book Bloggers Blabbering!) e Over the bridge di Deborah Garner.

Il primo è una storia di amore e possesso, di una coppia che non lo è più, di personaggi che non sanno come approcciarsi alla vita e che devono reinventarsi per non farsi schiacciare dai traumi, dagli eventi inaspettati, dalle delusioni. Non è una lettura leggerissima eppure scorre molto bene. I personaggi sono onestamente poco piacevoli, ma non sono mai stati presentati come persone gradevoli, per cui non lo dico con accezione negativa.
Sono curiosa di scoprire come finirà, perché con libri di questo tipo non si può mai sapere: dubito ci sarà una risoluzione, ma vorrei comunque capire su cosa si metterà l'ultimo punto fermo.

Il secondo, invece, è un giallo leggerino e simpatico, ambientato nel sud degli Stati Uniti. C'è un ranch misterioso, una giornalista curiosa, il tipico paesino degli USA, un cowboy affascinante e un tesoro nascosto. Insomma, è la perfetta lettura da fare sul telefono quando sono schiacciata tra una persona e l'altra sui mezzi, e sogno di essere da tutt'altra parte. Non è difficile indovinare le linee generali che seguirà la trama, ma per il momento rimane un mistero il modo in cui si arriverà alla risoluzione finale. Non mi immagino particolari intrighi internazionali, ma rimane, come dicevo, una lettura piacevole.


Parlavo di eventi letterari. Ebbene, a marzo qui a Milano ci saranno ben tre fiere del libro: Tempo di Libri, che è cominciata oggi e finirà lunedì, Cartoomics, che comincerà domani e finirà domenica, e Book Pride, che sarà dal 23 al 25 marzo. Dell'ultima vi parlerò più avanti, ma delle prime due vorrei parlarvi ora.
Quello che so per certo è che sabato 10, come scrivevo nell'ultimo post, sarò nel pomeriggio a Cartoomics allo stand di Acheron, così come tutta la giornata di domenica 11. Non penso avrò tempo di seguire degli incontri, ma gli eventi interessanti non mancano: trovate qui il programma, se volete darci un'occhiata.
Mentre a Tempo di Libri passerò per salutare vecchi amici e colleghi e, senza alcun dubbio, per seguire alcuni degli incontri della vastissima programmazione. Oggi purtroppo non ho proprio modo di andare, ma penso farò un salto venerdì 9 e lunedì 12 sicuramente.
Facendo una cernita degli incontri che personalmente trovo più interessanti, venerdì mi troverete sicuramente a quelli di settore (come quelli con Istat sullo stato della lettura in Italia, oppure quelli sulla crescita del mercato degli audiolibri) e a Il mondo letterario e il riconoscimento del valore delle scrittrici, dove avrò finalmente modo di vedere Bianca Pitzorno, idolo della mia infanzia, dal vivo; mentre lunedì andrò a sentire “Scusi, lei lo scriverebbe un romanzo con il computer?”, che parla di come è cambiata la scrittura dagli anni Ottanta a oggi, l'analisi di mercato del segmento Fantasy e probabilmente andrò a farmi avvolgere dalle registrazioni di Vittorio Sermonti che legge il XXXIII canto del Paradiso.

Ovviamente sarei felicissima di incrociare chi di voi sarà in fiera, quindi commentate pure se ci sarete, e magari se volete segnalarmi qualche incontro interessante che mi sono persa!


Infine, chiudo su una nota - diciamo - più frivola. Ho deciso di prendere parte alla sfida fotografica lanciata da Tegamini (che seguo sempre con grande piacere - domenica, voi che potete, andare a seguire il suo incontro con Ilenia Zodiaco a Tempo di Libri) e di pubblicare su Instagram 31 foto, una per ogni giorno di marzo, seguendo i temi suggeriti. Mi sto divertendo un mondo e devo dire che seguendo l'hashtag dedicato (#LibriniMarzolini) ho scoperto titoli veramente interessanti. Vi lascio qui la mia foto per il primo giorno di marzo e, se state partecipando anche voi, fatemelo sapere, qui o direttamente su Instagram!

Un post condiviso da Camilla P. (@caps_mind) in data:


Per oggi è tutto: spero di incrociarvi in fiera, e vi auguro delle buone letture!

Vostra,

Cami


martedì 12 dicembre 2017

I'm dreaming of a white Christmas... | #BBB is coming to town

Mie care lettrici, miei cari lettori,

sentite l'aria frizzante? L'odore di neve nell'aria? Le canzoni natalizie cantate da Frank Sinatra? Il crepitio dei caminetti, l'odore di cioccolata calda?
L'inverno è nell'aria, e anche se io sono una freddolosa incorreggibile e vado in giro come un pupazzo di neve a forma di omino Michelin, non posso non ammettere che l'atmosfera natalizia riesce sempre ad avere un suo effetto. Mi piace pensare ai regali da fare, al cenone e a cosa si mangerà, mi piace vedere le decorazioni che man mano vengono tirate fuori dagli scatoloni.

Creazione di Claudia - clicca per ingrandirlo e salvarlo

Quest'anno, a rendere il tutto ancora più festivo, ci hanno pensato le ragazze del BBB - Book Bloggers Blabbering - che hanno organizzato un'iniziativa ad alto tasso natalizio. Diletta, mente dietro al progetto, ha orchestrato tutto affinché ognuna di noi avesse il suo secret Santa.
Di cosa si tratta, esattamente? Ognuna di noi ha ricevuto da Diletta un nome tra quello delle altre ragazze, chiaramente estratto a sorte dagli elfi del Polo Nord, con il compito di pensare a uno o più titoli da consigliare alla prescelta; e senza farsi scoprire, per mantenere l'effetto sorpresa. Io sono stata fortunata, e ho già scoperto chi è stato il mio BBBabbo Natale, ovvero clacca, che mi ha consigliato un fumetto che sembra davvero nelle mie corde, e che spero di leggere presto.

E... incredibile a dirsi, ma io sono proprio il BBBabbo Natale di clacca! Inutile dire che la pressione è raddoppiata, quindi spero proprio che le mie scelte le piacciano.
Se non la conoscete, claudia - detta clacca - è una ragazza piena di entusiasmo per ciò che ama, lettrice di fumetti di quasi ogni genere, fonte di molte delle mie scoperte sul fronte manga e non solo, decisa, amante degli animali (ha una gatta mia omonima che è semplicemente troppo tenera e coccolosa), delle cose fatte a mano (infatti le crea pure) e mille altre cose che scoprirete meglio andando direttamente su clacca legge

Original photo by Kari Shea on Unsplash

Dunque, cosa consigliarle? Ho pensato a un quartetto che, credo, potrebbe piacerle.
Un titolo per rilassarsi e ridere; uno per approfondire una passione; uno per accoccolarsi con gli amici felini sotto le coperte; e uno per vedere se riesco a farle scoprire qualcosa che non conosceva.
E quindi, nell'ordine:
  • Un lavoro sporco di Christopher Moore: un autore che le piace, con una sua prova forse non ai livelli incredibili di Il Vangelo secondo Biff, ma comunque fantastico e divertente da morire (questa forse la coglierete meglio se avete letto il libro);
  • Cromorama di Riccardo Falcinelli, che non solo è un grande grafico editoriale, ma è una persona che sa parlare bene, e chiaramente, del proprio mestiere. Qui va oltre i "soli" libri, e credo che con la sua formazione artistica Cla può apprezzarlo al meglio;
  • Il libro dei gatti tuttofare di T.S. Eliot, perché è un libro di poesie strampalate sui gatti, e credo proprio che leggerlo mentre uno di loro fa le fusa in grembo sia la situazione ottimale; è forse il titolo più stravagante del quartetto, ma credo che possa essere una bella scoperta;
  • Infine, un fumetto; ho preso il coraggio a piene mani e mi sono inoltrata nel campo di Claudia. Ho pensato a un webcomic che leggevo tempo fa e ho ripreso di recente, e che ho sempre trovato interessante: The Meek di Der-Shing Helmer. Credo che ci sia qualcosa di molto intrigante nella storia, e spero che anche Cla, se vorrà dargli una chance, la penserà allo stesso modo.


E questo è tutto! Spero che i consigli siano riusciti, e spero di aver incuriosito tanto clacca quanto voi.

Buona caccia al regalo perfetto, e buone letture!

Cami


giovedì 2 novembre 2017

Black Coffee – espresso e caffè nero per scoprire gli U.S.A. in Italia | #BBB

Miei cari lettori, mie care lettrici,

comincia novembre e con lui il mio turno di presentarvi, nell’ambito del Book Bloggers Blabbering Indie Cafè, la casa editrice - piccola, indipendente e molto tenace - su cui ci concentreremo questo mese. Mi fa particolarmente piacere parlarvene perché è un editore giovanissimo ma dai piani molto chiari e definiti: sto parlando, l’avrete capito già dal titolo, di Black Coffee.
Nata prima come collana di Clichy, è partita l’anno scorso sulle proprie gambe grazie all’impegno di Leonardo Taiuti e Sara Reggiani, traduttori. 
La curiosità verso questa nuova impresa, in questi primi mesi di vita, è stato moltissimo: tant’è che, invece di introdurli con la solita intervista à la BBB, abbiamo deciso di unire risposte e commenti di precedenti chiacchierate in un dialogo ideale che presenti al meglio la casa editrice, insieme alle schede dei primi quattro romanzi editi per i loro tipi (tutti e quattro di autrici femminili – un dettaglio non scontato, e credo che un esordio con quattro autrici non si vedesse dai tempi delle edizioni La Tartaruga).
Ma ora mi fermo e lascio che parlino direttamente gli editori. Ci tengo, a tal proposito, a ringraziare tantissimo (in ordine alfabetico) Fabrizia de Il mondo urla dietro la porta, Maria di Scratchbook e Rossella di Retablo di parole che mi hanno permesso di citare le loro belle interviste.




BLACK COFFEE è un progetto editoriale dedicato alla letteratura nordamericana contemporanea. Ospita autori esordienti, voci fuori dal coro e opere inedite o ingiustamente dimenticate con particolare attenzione alle realtà indipendenti più coraggiose, alle voci femminili e alla forma del racconto.



Il corpo che vuoi - Alexandra Kleeman
Traduzione di Sara Reggiani

È vero che dentro siamo più o meno tutti uguali? Non psicologicamente, intendo. Parlo degli organi vitali, lo stomaco, il cuore, i polmoni, il fegato, della loro posizione e del loro funzionamento, del fatto che un chirurgo mentre effettua un’incisione non pensa al mio corpo in particolare, ma a un corpo generico, riprodotto in sezione su una pagina qualunque di un testo scolastico. 

Una ragazza, nota solo come A, vive in un’anonima città americana insieme alla coinquilina B e al ragazzo C. Si nutre quasi esclusivamente di ghiaccioli e arance, trascorre un assurdo quantitativo di tempo davanti alla televisione, spesso ipnotizzata dalla pubblicità o dal reality show che C ama tanto, e plasma il proprio corpo su un modello di bellezza che esiste soltanto sullo schermo. Col passare del tempo A sviluppa un’ossessione per Michael, personaggio  televisivo diventato celebre per aver esaurito le scorte di carne di vitello in una filiale del Wally’s Supermarket. Nel frattempo B tenta disperatamente di fare di se stessa una copia di A, appropriandosi delle sue cose e delle sue abitudini, mentre A, a sua volta insoddisfatta, cerca di dare un significato alla propria vita al di là della dipendenza dal ragazzo. Si rilassa solo spiando la famiglia dall’altra parte della strada, che tuttavia un giorno scompare misteriosamente. L’ultima cosa che A vede è padre, madre e figlia camuffati da fantasmi salire in macchina e andarsene, lasciando sulla porta del garage una sinistra scritta. Romanzo d’esordio sagace, divertente e a tratti inquietante, che richiama alla mente L’incanto del lotto 49 e i racconti di George Saunders, Il corpo che vuoi è una sorta di giallo raccontato dal punto di vista della persona scomparsa, una storia dell’orrore tutta americana che intreccia sesso e amicizia, fame e appetito, fede e alimentazione, vita vera e reality show, ma soprattutto uno sguardo originale sul moderno concetto di femminilità.


Il nome che avete dato al progetto è molto evocativo. Come il logo: una tazza fumante, un black coffee. Perché vi rappresenta? [Scratchbook]
Abbiamo scelto questo nome perché lettura e caffè sono sempre andati a braccetto, soprattutto negli Stati Uniti. In Italia magari beviamo più tè mentre leggiamo (l’espresso dura poco), ma il punto era proprio evocare una tipica situazione della quotidianità americana, una poltrona, una lampada, un tavolino con una tazza di caffè fumante sopra e una persona immersa nella lettura. Il nostro caffè non a caso è nero, senza aggiunta di zucchero o latte… è amaro e pungente, come – speriamo – i libri che pubblicheremo. E poi il caffè sveglia, non ti fa stare fermo.

Le vostre esperienze in Giunti poi a Edizioni Clichy, come avete raccontato, sono state utili a maturare le conoscenze necessarie per intraprendere un percorso indipendente. Ma come cambia la prospettiva da traduttori a editori, soprattutto spostandosi da una grande realtà a una più piccola? [Il mondo urla dietro la porta]
Il fatto di aver potuto osservare da vicino il funzionamento di due case editrici, una grande e l’altra più piccola, ci è stato di grande aiuto. Nel corso del tempo abbiamo ricoperto molti ruoli del mondo editoriale (redattore, traduttore, editor) e ci è servito per capire quali siano le esigenze e l’importanza di ognuno. Abbiamo imparato a dare valore a ogni dettaglio, ogni passo che porta alla pubblicazione di un libro e ora che abbiamo deciso di diventare editori possiamo contare su un consistente bagaglio di esperienza. Scendere in prima linea, però, è molto rischioso, richiede capacità che dobbiamo ancora affinare e un’attenzione ad aspetti che da traduttori non ci eravamo mai trovati ad affrontare (promozione, vendita, gestione delle risorse). Ciò che non ci manca è una visione chiara del progetto e di cosa vogliamo comunicare, il resto lo impareremo strada facendo, cadendo e rialzandoci. Prima traducevamo e basta, avevamo solo quella responsabilità perché le decisioni le prendevano altri. Ora invece abbiamo la responsabilità di creare un discorso coerente, diffonderlo, stabilire un contatto col lettore e far sì che si fidi di noi. A volte hai paura di non essere in grado di tenere insieme tutti i fili, di tralasciare qualcosa, ma poi pensi che ce la stai mettendo tutta e che qualcuno da qualche parte riconoscerà il valore dei tuoi sforzi. Era il nostro sogno poter scegliere, tradurre e pubblicare gli autori che volevamo e alla fine della giornata la paura e il dubbio di aver fatto la cosa giusta lasciano sempre il posto alla soddisfazione e all’entusiasmo. Creare una casa editrice in fondo è come costruire un ponte tra due mondi e questo, da traduttori, sappiamo farlo.



Lions - Bonnie Nadzam
Traduzione di Leonardo Taiuti

Se avete mai amato davvero qualcuno, saprete che c’è un fantasma in ogni cosa. Visto la prima volta, lo vedete ovunque.


Bonnie Nadzam, autrice del controverso romanzo Lamb, torna con l’inquietante e spietato ritratto di una comunità rurale sull’orlo del collasso e dei suoi abitanti, combattuti fra il desiderio di inseguire i propri sogni e un irragionevole bisogno di restare dove sono. A metà fra ghost story e resoconto di un amore, Lions è ambientato nell’omonima cittadina degli altopiani del Colorado, un luogo ormai quasi del tutto disabitato e ammantato di leggenda. Concepita per diventare una gloriosa città nell’Ovest in via di sviluppo, Lions non è riuscita a trasformarsi nella realtà sognata dai suoi fondatori. Lo zuccherificio è fallito e le uniche attività ancora in piedi sono un piccolo bar, un diner che conta sui viaggiatori provenienti dalla statale e un’officina di lavorazione del metallo che sopravvive a stento. I cittadini di Lions conducono vite semplici, tormentate dai fantasmi – dei loro antenati, delle loro ambizioni e speranze, di un futuro incerto – e, quando un misterioso viandante giunge in città, la sua sinistra presenza spinge molti ad andarsene definitivamente. Fra i pochi abitanti rimasti ci sono Leigh e Gordon, due diciassettenni che sognano di andare al college. Gordon, tuttavia, perde il padre all’improvviso e non riesce a liberarsi del dolore e del senso di responsabilità verso l’insolita eredità ricevuta dal genitore. Si trova quindi a dover scegliere se partire o trattenersi a Lions per rilevare la gestione dell’officina, rinunciando così alle proprie aspirazioni. Lions è una storia di autoconsapevolezza e ambizione, una riflessione sull’ossessione per l’autorealizzazione e sulla responsabilità, e sulle storie che raccontiamo per convincerci che la vita valga la pena di essere vissuta.


Edizioni Black Coffee sta appena esordendo ma ha già un progetto specifico: qual è la vostra visione editoriale? [Retablo di parole]
Vogliamo dare più spazio possibile agli autori esordienti, soprattutto alle voci femminili, andandole a scovare personalmente nelle realtà più indipendenti e vivaci. Proveremo anche a dare spazio alla cosiddetta literary non fiction, che non è la nostra saggistica, bensì l’insieme di quelle opere come diari, memoir, resoconti di viaggio etc. che in Italia non rientrano in una categoria definita, ma che hanno in comune il fatto di nascere da un’esperienza personale ed essere scritti talmente bene da sembrare romanzi, opere di finzione. E come abbiamo fatto quando ancora eravamo solo una collana, ci concentreremo molto sul racconto breve, che tanto amo e credo sia la forma narrativa del futuro. Non mancheranno inoltre recuperi dal passato, di autori fuori catalogo e opere inedite in Italia. Ci muoveremo con cautela, proponendo, per ora, soltanto cinque titoli l’anno, per riuscire a dare loro il giusto peso e la cura che meritano. Il nostro intento è di portare in Italia i libri che in America ci hanno lasciato senza parole per bellezza espressiva, originalità, sincerità.

Perché gli occidentali sono così presi dagli Stati Uniti? Dalla letteratura, ma non solo. Esiste ancora, da qualche parte nel nostro immaginario, un’idea intatta di sogno americano? [Scratchbook]
SARA Dell’America non ci si libera mai, nemmeno a volerlo. L’immaginario che evoca è troppo potente e vario per passare in secondo piano rispetto a quello di altri Paesi del mondo. Più che di sogno americano ora come ora sarebbe il caso di parlare di incubo americano… Il sogno si è infranto, eppure continua a vivere nelle nostre menti.
LEO Gli Stati Uniti sono un Paese da cui abbiamo ereditato talmente tanti aspetti, a livello culturale, che per noi italiani è difficile non esserne “presi”. Ora come ora, poi, è sempre più evidente la centralità dell’America nel nostro immaginario di tutti i giorni, nel bene e nel male: è un luogo che ci fa sognare, che ci dà speranza, ma che riesce al contempo a terrorizzarci. Indirettamente regola tanti, troppi aspetti della nostra vita.


Happy Hour - Mary Miller
Traduzione di Sara Reggiani

Sono seduta su un canottino rosa mezzo sgonfio e cerco di restare in equilibrio al centro, mentre Aggie agita l’acqua con i piedi seduta sulla scaletta. Si è presa un bel po’ di pasticche e di recente si è rasata i capelli. La madre è morta sei giorni fa.


Dopo il successo del suo romanzo di esordio, Last Days of California, Mary Miller torna con una raccolta di racconti che la riconferma come una delle voci più crude e taglienti della sua generazione di scrittori americani. Ammantato dal fascino proprio del Sud degli Stati Uniti, Happy Hour è un susseguirsi di storie di donne, figure tormentate quanto realistiche, in lotta contro se stesse. Donne che bevono, che dipendono dal sesso; donne che prendono decisioni sbagliate accompagnandosi a uomini che le amano troppo o troppo poco; donne che sono la causa della propria rovina. Su uno sfondo di scialbi distributori di benzina, piscine pubbliche, drive-thru e bettole, ciascun personaggio si trascina dietro il proprio fardello nella ferma convinzione di meritare di meglio. Queste donne cercano comprensione nei luoghi più improbabili: nella casa dei genitori adottivi, dove l’amore è vissuto come indice di debolezza, in un campeggio per roulotte dimenticato da Dio, negli angoli di una casa da sogno acquistata col denaro ottenuto da un brutto divorzio. Sono consapevoli dei loro errori e della necessità di un cambiamento, eppure non reagiscono, forse bloccate dalla paura, o dalla semplice pigrizia. Osservando il delicato tessuto della vita quotidiana delle sue protagoniste, Miller ci narra l’amore degli incompresi, la ricerca di conforto nelle cattive abitudini di cui non si riesce a fare a meno e i dettagli quotidiani di rapporti destinati a finire. Con l’onestà che contraddistingue la sua scrittura, Mary Miller firma un lucido e struggente ritratto della femminilità oggi.


Le copertine Black Coffee, realizzate da Raffaele Anello, si discostano da quelle che siamo abituati a vedere per le altre case editrici italiane e conferiscono un’identità editoriale, oltre che rimarcare l’importanza, anche di tipo tattile, del supporto. La McMusa, giornalista e guida letteraria, è la vostra consulente editoriale. Il sito è a sua volta un contenitore di storie grazie alla collaborazione e alla traduzione di pezzi comparsi sulla rivista americana The Believer. Il supporto e la presenza online sono tra i fattori fondamentali nella promozione di una casa editrice, ma quali sono le componenti più importanti della vostra idea di libro e del mondo che vi ruota attorno? [Il mondo urla dietro la porta]
Chi ama il libro anche come oggetto conosce il valore di una bella edizione. Sa cosa significa riporla nella propria libreria accanto alle storie che ha più amato. Noi vorremmo che i nostri lettori provassero un piacere anche fisico nel leggere un libro Black Coffee, che tenendolo in mano sentissero di aver acquistato qualcosa che vale, anche dal punto di vista materiale. Per questo abbiamo messo tanta cura nella grafica e nella scelta della carta da utilizzare. Un libro può salvarti la vita, il minimo che possiamo fare è dargli una bella veste. Io e Leonardo ci siamo semplicemente circondati di collaboratori che capiscono e condividono questo pensiero, il resto è venuto da sé. La promozione e la presenza online sono fondamentali, ma prima di tutto viene il libro. Il libro deve essere protagonista.

Alla luce di questo nuovo progetto, cosa significa per voi essere editori, soprattutto in un Paese complesso come l’Italia? [Retablo di parole]
Significa cercare un interlocutore ideale e mettergli fra le mani tutto quello che di bello hai visto, cercato, trovato in un Paese che non è il suo. E penso che sia importante che a farlo siano, una volta tanto, due traduttori.



Il medico della nave / 8 - Amy Fusselman
Traduzione di Leonardo Taiuti

Non fare sesso su una nave a meno che tu non voglia rimanere incinta. Era quello che diceva sempre  l'ex fidanzato marinaio della mia amica Mendi.


Ci sono storie di cui le persone non parlano, storie che per essere raccontate richiedono coraggio e costringono chi sa ascoltarle a rimettere in discussione la propria realtà. Storie come quelle che Amy Fusselman narra in questo libro a metà fra il memoir e il diario. Il medico della nave e 8 sono brevi riflessioni sul rapporto con due uomini che, in modi opposti, hanno influenzato irrimediabilmente la sua vita: il padre appena scomparso e quello che lei chiama «il mio pedofilo». Intrecciando astratto e quotidiano l’autrice affronta temi quali la maternità, l’abuso sessuale, la morte e il perdono con l’agilità e l’esuberanza di una bambina che gioca. Ne scaturisce una concezione del mondo come luogo strano e speciale, in cui spazio e tempo sono ancora concetti fluidi e misteriosi. Attraverso la scrittura Amy Fusselman rivive momenti dolorosi del suo passato nel tentativo di superarli, regalandoci una meditazione piena di amore e speranza su cosa significhi scendere a patti con un’esperienza traumatica.


E per oggi, da Bibliomania, è tutto: ma se la storia e i libri di Black Coffee vi hanno incuriositi almeno un po', seguite la pagina Facebook di Book Bloggers Blabbering: tutto il mese sarà dedicato a loro, e tra recensioni, presentazioni e tanto altro ce ne sarà per tutti i gusti.

Buone letture e, se come me ne bevete a litri - è proprio il caso di dirlo - buon caffè!

Vostra,

Cami

martedì 14 marzo 2017

Tre gradi (#15)

Mie care lettrici, miei cari lettori,

marzo mi ha presa un po' alla sprovvista. Ieri stavo mangiando una quantità spropositata di chiacchiere, e stamattina d'improvviso ho dovuto tirare fuori il cappotto e ho sorriso al sole primaverile (sperando che marzo pazzo non faccia scherzi). E quindi il post per ricapitolare il mese scorso arriverà solo tra qualche giorno, così saluterò febbraio come si deve.
Nel frattempo, però, è tornato il momento di dedicarsi al Book Blogger Blabbering Indie Cafè: marzo è il mese di Eris, giovanissima casa editrice che pubblica prosa e fumetti, e che si è fatta particolarmente notare in quest'ultimo ambito. Se volete seguire tutti i post pubblicati dalle blogger del BBB, vi consiglio di dare un'occhiata alla pagina Facebook.
Io li seguo da un po', ma non ho ancora letto nulla pubblicato da loro: in compenso, ho tre quarti del loro catalogo nella mia lista dei desideri. Allora ho pensato per voi a una speciale puntata mono-editore di Tre gradi!


Questo post fa parte dei post del Book Bloggers Blabbering Indie Café - il nuovo progetto #BBB che vi accompagnerà durante tutto il 2017. L'Indie BBB Café è, come dice il nome stesso, un caffè letterario gestito da noi Book Bloggers Blabbers, e durante l'anno cercheremo di presentarvi al meglio diverse case editrici indipendenti italiane. Ogni mese sarà dedicato a una casa editrice differente, che vi racconteremo attraverso interviste e consigli di lettura. Febbraio è dedicato a Eris edizioni!






PRIMO GRADO
Il libro che ho scelto è...

Comincia adesso. Fughe ed evasioni quotidiane a cura di Simone Scaffidi 2016 - Eris edizioni
Perdere la libertà, perdere la propria voce, la possibilità di essere se stessi, di scegliere, di respirare a pieni polmoni. Compressione. Sentire che ogni respiro cerca più aria e che nulla potrà impedire ai polmoni di volerne sempre di più. E poi i polmoni che prendono così tanta aria da buttare giù qualsiasi prigione li circondi. Partono da questa base tutti e 16 i racconti di Comincia adesso. La fuga da una situazione di costrizione. L’apnea che porta alla riemersione.Gli autori selezionati da Simone Scaffidi ci raccontano di questo momento, il momento della fuga, l’incontenibilità umana, che non si fa fermare da sbarre, mura, leggi, regole, imposizioni, forme mentali. Personaggi e situazioni che ci raccontano con voci diverse, ironiche, tragiche, epiche, magiche, poetiche, lievi, consapevoli, la voglia di vita di chi non si arrende alla situazione che sta vivendo, l’amore per la libertà. E dove le parole non arrivano, arrivano invece le 16 illustrazioni. 16 mani per raccontare la stessa storia solo con un linguaggio diverso.
Perché è nella Lista dei Desideri? Ho provato, più spesso di quanto mi piacerebbe ammettere la sensazione di avere i polmoni bloccati, di essere in una situazione che mi impediva di respirare; ma ho provato anche la sensazione di gonfiare la cassa toracica fino allo spasimo, e liberarmi all'improvviso. Quando ho letto la quarta di copertina di questo libro ho pensato di aver trovato un posto da andare a visitare quando torneranno quei dubbi, quegli sconforti, e da ricordare quando poi ritroverò il respiro. 

SECONDO GRADO
In Comincia adesso si mescolano racconti e illustrazioni. Tra i disegnatori c'è anche Alice Socal, autrice del prossimo libro.

Sandro di Alice Socal 2015 - Eris edizioni 
Sandro è la storia delicata e surreale di un amico immaginario che non se ne vuole andare. Resiste imperterrito a tutti i momenti della crescita e con i suoi abbracci dolci e soffocanti si intromette in tutti quegli eventi che portano il protagonista dall’infanzia all’età adulta. Crescere senza perdere la magia e la spontaneità che contraddistingueva i giochi e i sogni di quando si era bambini, oppure dimenticarsi di una parte di sé. Conservare proprio quella parte che si trasformava in un compagno di avventure perfetto ogni volta che se ne sentiva il bisogno o abbandonarla per perseguire quegli obbiettivi consoni alla maturità.
Alice Socal prende per mano il lettore e lo porta tra ricordi in bicromia e sogni che non si distinguono dalla realtà, con un segno morbido e sfumato.
Perché è nella Lista dei Desideri? Sono rimasta incantata dalla copertina, così pacata e allo stesso tempo disturbante, con quegli acquerelli spenti; la trama mi è sembrata immediatamente interessante; e quando poi ho sfogliato le prime pagine mi sono venuti i brividi. C'è un senso di inquietudine che mi ha catturata, tanto nel disegno quanto nella sceneggiatura.

TERZO GRADO
Protagonisti di Sandro sono un uomo e il suo compagno animale (che animale poi non è). Un'accoppiata che si ritrova anche nel prossimo libro.

Itero perpetuo di Adam Tempesta 2016 - Eris edizioni 
Un uomo, un astronauta, disperso nelle profondità infinite dello spazio, vuole solo tornare a casa. Ma dov’è? Qual è il suo mondo? Sembra non ricordare nulla, l’unica consapevolezza è che ha una casa, e ovunque questa sia, lì c’è anche la sua famiglia che lo aspetta. Quindi non può che mettersi in viaggio, nel tentativo di tornare da chi lo ama. Ma l’universo è pieno di insidie, mostri, complotti, guerrieri psichici, minacce aliene e soprattutto mondi che si assomigliano l’un l’altro. Fortunatamente non è solo, al risveglio dopo l’incidente che probabilmente è la causa della sua amnesia, ha trovato un prezioso alleato, uno strano polletto, che gli offre aiuto e lo accompagnerà nei meandri più insondabili dell’universo.
Questa storia, surreale, comica e demenziale, ci porta a spasso nell’assurdo. Alla sua prima graphic novel, Adam Tempesta si presenta come un autore visionario che davvero non contempla il realismo nel suo universo creativo.
Perché è nella Lista dei Desideri? Viaggi nello spazio? Surrealismo? Disegni che mi piacciono? Temi universali trattati come si deve, ovvero senza che sembrino una martellata data dritta sul mignolo? La risposta a tutte queste domanda parrebbe essere c'è. E quindi questo graphic novel deve esserci anche nei miei scaffali personali. Equazione molto semplice, no? E poi, l'avete vista la copertina psichedelica sotto la sovraccoperta bianca?

E per questo appuntamento particolare è tutto. Spero che vi abbiano incuriositi tanto quanto hanno incuriosito me! E se li avete già letti, ovviamente mi farebbe piacere cosa ne pensate.

Nel frattempo, buone letture!


Cami

venerdì 16 dicembre 2016

Book Bloggers Blabbering | Intervista a Simona di Letture Sconclusionate


Da un'idea di clacca è nato ufficialmente il BBB (Book Bloggers Blabbering). Cos'è? 11 blogger si raccontano. Ogni settimana una di loro verrà intervistata da un'altra blogger e ospitata sulla sua pagina. 11 settimane per scoprire qualcosa di più sui bookblog e sopratutto sulle loro creatrici!

Miei cari lettori, mie care lettrici,

dicembre avanza a passi lunghi e questo 2016 sembra avviarsi sempre più alla conclusione; così come si conclude qui su Bibliomania, dopo undici settimane e undici interviste, il BBB. Un piccolo momento di condivisione che sta dando vita a progetti interessanti e a collaborazioni sempre nuove, oltre ad aver fatto scoprire alcuni blog interessanti a tanti nuovi lettori. Sono felicissima di far parte di questa iniziativa, di essere stata intervistata dalla mia carissima Leggivendola, e oggi di potervi presentare una blogger che sicuramente vi è già capitato di incrociare altrove, visto che è un uragano di idee e progetti: Simona Scravaglieri di Letture Sconclusionate. Quindi ora mi taccio e lascio la parola a lei!



Com'è iniziata la tua avventura da lettrice?

Io ero la classica predestinata: figlia di una mamma lettrice appassionata e nipote di una maestra elementare.  Potevo scappare dal mio destino? Per nulla. Avevo tempo libero perché da noi la tv di poteva guardare solo un'ora al giorno divisa a metà con mio fratello e per il resto erano libri. Certo mia madre era accorta, nella libreria in camera alla mia portata aveva messo solo i libri che avrei potuto leggere gli altri erano in alto. e così con Piccole donne ho scoperto precocemente Orgoglio e pregiudizio della Austen e anche La figlia del capitano di Puskin... salvo poi scoprire al liceo che non erano scrittori di storielle!

Il luogo in cui Simona lavora sui post e su tutto ciò che riguarda il blog

Com'è nata l'idea di aprire un blog e condividere le tue letture con un pubblico?

Come ho visto rispondere un po' a tutte, il motivo principale è che io non ho molte persone con cui condividere questa passione. Racconto spesso la storia di un paio di colleghe di ufficio che parlavano di un film bolliwoodiano, di cui mi sfugge il titolo, che era l'ennesima variazione di Orgoglio e pregiudizio. Si stupirono, quasi si scocciarono quando feci notare loro che  da che libro prendeva spunto quel film e quello di Bridget Jones e rimasero interdette quando seppero che la Austen era morta! Ecco il mio unico contatto all'epoca erano amici lontani e mia madre che condivideva con me libri... avevo necessità di variare e di creare uno spazio che allora mi sembrava mancasse... quello di un blog che parla chiaro sui libri che propone e che non si spaventa a stroncare un libro quando proprio non va. Per fortuna i libri no, non sono stati tanti, ma ci sono... e riscriverei quelle recensioni parola per parola. Ogni lettore è come un amico e io ad un amico non darei mai una fregatura.

Qual è il tuo libro del cuore e perché ce lo consiglieresti?

Io non ho un solo libro del cuore ma ne ho tanti e di tutti un pezzo. Se proprio dovessi fare una selezione, ed è dura te lo assicuro, è Un genio nello scantinato perché nonostante siano più di tre anni che l'ho letto io ancora ogni tanto mi scopro a cercare notizie su Simon Norton che è diventato grazie ad Alexander Master uno di famiglia. E se dovesi incuriosirti e andare in libreria, io ti consiglio caldamente di non sfogliarlo, prendilo, portalo a casa chiuso e comincia dalla prima pagina. Lasciati stupire dalla delizia che è inserita lì dentro fra immagini e disegnini. Alla fine saprai un po' della teoria della Simmetria (Simon è un matematico molto particolare) e scoprirai solo alla fine quanto è stato gradevole stare con loro mentre litigano per scrivere e non scrivere questa biografia. Alla fine saprai anche cosa significa quando Calasso del catalogo Adelphi dice che: ogni libro scelto per il catalogo è un'esperienza unica e irripetibile. E in questo ho fatto torto alla mia amata Cohen, alla Monnier, a Salamov, Flaiano, Herling e via dicendo...

Dietro le quinte: come si svolge la giornata tipo di una bookblogger?

Caos organizzato è la definizione giusta. Io abito a 50km dal mio ufficio. Questo comporta che per andare io ci metta tra un'ora e un'ora e mezza e a tornare invece oscilli fra l'ora e mezza e le le due e mezza.  Noi in casa siamo in tre io e i miei due gatti, quindi la giornata parte con quattro paia di zampe che mi si piazzano negli spazi intercostali e la sveglia che suona furiosamente, io che scendo in cucina e mi faccio il caffè e metto il mangiare ai gatti e che torno su con il caffè a letto e ascolto le video recensioni metre mi finisco di svegliare, mentre mi lavo, pulisco le lettiere rabbocco le ciotole dei gatti. Alla fine spengo tutto ed esco per far ritorno fra le 18:00 e le 19:00 arrabbiata come un picchio perché non sono riuscita a leggere in coda (non le fanno più le code ferme di una volta!)  che ricomincio, pulisco lettiere, preparo la mia cena, metto quella dei gatti, mangio e risaliamo su, con le loro ciotole il mio tè e l'immancabile lista di cose da fare... la recensione, il dal libro... il libro da finire... poi passo davanti alle pile che ho sulla scrivania e mi dico che non mi sto impegnando abbastanza... alla fine leggo due righe e poi audiolibro per dormire letto, sonno... e domani è un altro giorno. Il sabato e la domenica va meglio decisamente: l'alzataccia mi tocca con due fameliche bocche da sfamare ma poi torno su e per mezza mattinata navigo tra scrivania e libri leggo le recensioni di altri blogger, vedo anche le video recensioni che mi sono persa in settimana mentre filo il cotone (sì non indaghiamo, mi rilassa come anche fare moltissime altre cose), poi verso le 11:30 passo dal livello abbrutimento a quello umano, lavandomi e vestendomi per sistemare e riposarmi ogni tanto leggendo qui e lì...  questo è il mondo dietro la mia porta :)

Un vantaggio e uno svantaggio di essere una bookblogger...

Il vantaggio è l'opportunità di conoscere gente che ha la tua stessa abitudine di uscire con due libri e magari l'ereader senza che ti piglino per pazza... che non si stupiscano vederti tornare indietro per una vetrina, n on di vestiti, ma di libri per vedere quali uscite spingono le librerie... e avere amiche che hanno gusti diversi dai tuoi che ti tengono sempre informata su tutto. Lo svantaggio è che ieri ero una principiante che voleva imparare in un mondo di gente che aveva poca voglia di condividere, oggi sono ancora una che impara ogni giorno una cosa nuova e che viene vista come "quella... chi si crede di essere!". Ecco, dopo tutta la fatica fatta in questi anni, questa cosa non mi dovrebbe toccare e invece mi ferisce sempre. In parte perché non ci si sente mai in un punto dove ci si può sedere e vivere di rendita e in parte perché da ieri ad oggi sono cambiata solo in numero di amici e non come persona. Che venga giudicata è normale ma che questi giudizi prescindano conoscenza della storia personale o del proprio percorso è una cosa che ancora oggi accetto poco.

Parlaci di BlogNotes a Più Libri Più Liberi. Da chi è nata l'idea? Come si è sviluppata? Ma soprattutto, come ti è venuto in mente di accettare e di essere costretta a vagare per la fiera con la tendinite per il numero di tweet e condivisioni da fare per un progetto del genere?

BlogNotes è una realtà che c'è già da un paio di anni se ho ben capito ed è capitanata da Laura Ganzetti de Il tè tostato, che ho conosciuto a Torino. E' lei ad avermi assoldata e visto che l'anno scorso avevo due amiche che lo facevano e ne erano entusiaste (Libri in valigia e Librangolo Acuto) mi sono lasciata tentare. Non è stato tanto complicato correre di qua e di là quanto trovare una spina per attaccare Ipad e cellulari... però è stata una bellissima esperienza che rifarei anche la settimana prossima (questa me la prendo di riposo!) perché ho avuto l'occasione di incontrare vecchi e nuovi amici negli stand e di conoscere meglio alcune realtà editoriali di cui mi interessa parlare.

Sul tuo blog si pubblicano anche dei fantastici cruciverba. Ora, io sono un'appassionata della settimana enigmistica, e ho una malcelata cotta per i Bartezzaghi. Dunque: come li inventi? E perché? E quali sono i tuoi giochi enigmistici preferiti? (Io amo le parole crociate senza schema)

I cruciverba! Quelli sono un'idea che mi era venuta per festeggiare il mio primo anno da blogger seria! Erano in pochi quelli che mi seguivano e infatti alcuni libri sono rimasti a me... quelli invece di quest'estate sono stati organizzati in maniera più seria utilizzando Amazon come ente di acquisto e consegna in loco (Si vede che per lavoro mi occupo di pianificazione e acquisti? No, eh?). I cruciverba nascono da un libro che voglio inserire e da lì, manualmente inserisco personaggi, autori, case editrici e alla fine tutti gli acronimi. Se sono stata brava, gli acronimi sono pochi... altrimenti non mi sono impegnata tanto! Diciamo che nascono come un modo giocoso per riesumare titoli dei libri che non sono appena usciti, case editrici poco frequentate o autori sconosciuti e farli conoscere; io spero sempre che, cercando la risposta della definizione qualcuno si faccia affascinare dal libro o dall'autore. Il mio gioco enigmistico preferito sono le parole crittografate... sono una donna contorta...lo so!

L'ultimo cruciverba creato da Simona


Raccontaci la cosa di cui sei più fiera che ha avuto luogo/ti è capitata/hai fatto come blogger.

Ecco questa è una domanda un po' complessa. In effetti faccio la blogger da un po' ma sono solo tre anni che lo dico apertamente... prima mi limitavo a sussurrarlo come fosse una malattia. Se ne posso inserire solo una... Massimo Roscia e La strage dei congiuntivi scelto e comprato con Nereia solo per il titolo a Più libri 2014, letto, amato e recensito circa un mese e mezzo dopo...che ancora gira l'Italia per le presentazioni... Che posso dire, ho fiuto con Nereia vicino, ogni tanto prendo anche qualche cantonata... ma di solito ci prendo!

Hai mai pensato di convertirti a un'altra forma social (tipo solo Instagram, solo Facebook, solo Twitter)?

Una sola? Una di numero? Nooooo, giammai! Nonostante io non sia una ficcanaso e non guardi le bacheca altrui per vedere quello che fanno o dicono gli altri, non riuscirò mai a togliermi questo vizio di provarmi in un nuovo social che potrebbe essere il mio social... così praticamente mi si trova dappertutto. Non mi piace dire le cose a vanvera, o pubblicare quel tot di volte al giorno per supplire alla regola che dice "che ci sei solo se ti fai vedere tre volte al dì prima e dopo i pasti". Non solo il tipo da fare domande ovvie o da raccontarti minuto per minuto quello che faccio e quello che dico. Per me il social è un momento in cui scopro nuovi libri, o in cui posso leggere di nuovi libri o anche guardare i gattini altrui e non meno importante posso avere i miei 5 minuti di sfogo nei momenti di bassa. Sfoghi divertenti eh?! non sono il tipo da mandar maledizioni! Poi a volte la cosa mi torna indietro tipo boomerang come i famosi post sulla caldaia che hanno fatto ridere un sacco di gente. Quando in fiera andavo a salutare questo o quell'editore immancabilmente la prima domanda era: ma con la caldaia come va? Ti lascio indovinare la mia faccia!


E con quest'ultima domanda saluto Simona e spero di averle reso giustizia. In linea generale, penso che tutte le persone coinvolte in questo progetto meritino almeno una visita, e non dubito che dopo vorrete rimanere a curiosare ancora un po'. Quindi vi lascio il calendario completo dell'iniziativa e vi saluto, con la speranza di aver contribuito con una degna conclusione!

7 ottobre - Claudia de Il giro del mondo attraverso i libri intervista Carla di Una banda di cefali
14 ottobre - Carla di Una banda di cefali intervista Claudia di a clacca piace leggere
21 ottobre - Claudia di a clacca piace leggere intervista Irene di Librangolo Acuto
27 ottobre - Simona di Letture sconclusionate intervista Daniela di Appunti di una lettrice
4 novembre - Manuela di  Impressions chosen from another time intervista Erica di La leggivendola
11 novembre - Daniela di Appunti di una lettrice intervista Diletta di Paper Moon
18 novembre - Erica di La leggivendola intervista Camilla di Bibliomania
25 novembre - Fabrizia di Il mondo urla dietro la porta intervista Claudia de Il giro del mondo attraverso i libri
2 dicembre - Irene di Librangolo Acuto intervista Manuela di  Impressions chosen from another time
9 dicembre - Diletta di Paper Moon intervista Fabrizia di Il mondo urla dietro la porta
16 dicembre - Camilla di Bibliomania intervista Simona di Letture sconclusionate